{"id":290632,"date":"2026-01-04T12:50:17","date_gmt":"2026-01-04T12:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290632\/"},"modified":"2026-01-04T12:50:17","modified_gmt":"2026-01-04T12:50:17","slug":"5-album-che-mi-hanno-cambiato-la-vita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290632\/","title":{"rendered":"5 album che mi hanno cambiato la vita"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-343004 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2010-DarkTranquillityRM-6-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Musicista dal profilo unico e dalla curiosit\u00e0 mai sopita, Niklas Sundin \u00e8 noto ai pi\u00f9 come chitarrista e compositore di alcuni capitoli fondamentali della storia dei Dark Tranquillity, ma il suo percorso artistico va ben oltre i confini del melodic death metal. Da sempre apprezzato anche come illustratore e graphic designer, negli ultimi anni Sundin ha dato nuova linfa alla propria creativit\u00e0 attraverso progetti pi\u00f9 sperimentali e personali come Mitochondrial Sun e Time and the Hunter, esplorando territori sonori talvolta lontani dalle strutture tradizionali del metal. Nella nostra rubrica dedicata ai \u201c5 album che mi hanno cambiato la vita\u201d, emerge con chiarezza il ritratto di un artista di grande carattere, capace di rimettersi costantemente in discussione. Le sue scelte raccontano un ascoltatore aperto, eclettico e profondamente curioso, mai ancorato alla nostalgia o a una visione statica del passato, ma sempre proiettato verso nuove forme di espressione e nuove possibilit\u00e0 creative.<\/strong><\/p>\n<p>Di seguito un commento di <strong>Niklas<\/strong>:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Prima di tutto, \u00e8 un compito arduo scegliere soltanto cinque album, quindi la selezione finale \u00e8 pi\u00f9 che altro un piccolo campione. Esistono dischi altrettanto importanti realizzati da artisti come Helloween, Neurosis, Kent, Einst\u00fcrzende Neubauten, Suede, Garmarna, Logh, Bob Hund, Thorns, \u00c4nglag\u00e5rd, Deathspell Omega, Dead Can Dance, Tindersticks, Ossler, Rome, Th\u00e5str\u00f6m, Depeche Mode, Anna Ternheim, Abigor, Kraftwerk, Radiohead, Ulver, Swans, Dead Can Dance e molti altri che avrebbero potuto facilmente trovare spazio qui. Detto questo, cominciamo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-655725 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"599\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/SABBAT-History-of-a-Time-to-Come.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>SABBAT \u2013 \u201cHistory of a Time to Come\u201d (1988)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Potrebbe sembrare una semplificazione eccessiva, ma senza \u201cHistory of a Time to Come\u201d i Dark Tranquillity probabilmente non sarebbero mai esistiti, o sarebbero stati qualcosa di molto diverso. L\u2019album usc\u00ec proprio nel periodo in cui avevamo iniziato a muovere i primi passi nell\u2019underground metal, e il suo impatto fu enorme.<br \/>Chi conosce i primi lavori dei D.T. sa bene quanto i testi iniziali debbano alla peculiare arte lirica di Martin Walkyier. Le rime e le allitterazioni attentamente costruite, unite a una mistica mitologica e naturalistica (anche se i D.T. non si sono mai definiti una band \u2018pagan\u2019, semplicemente perch\u00e9 non lo eravamo), contribuirono a mostrare come il metal potesse ambire a qualcosa di pi\u00f9 grandioso e ambizioso rispetto a quanto proposto dalla maggior parte delle band dell\u2019epoca.<br \/>Per alcuni anni fui un fanboy ossessivo: collezionavo ritagli di riviste e cassette bootleg dei concerti, arrivando persino a ordinare dal Regno Unito la rivista White Dwarf con il flexi disc \u201cBlood for the Blood God\u201d e il libro di Brian Bates \u201cThe Way of Wyrd\u201d (su cui si basava il secondo album dei Sabbat, \u201cDreamweaver\u201d), in un\u2019epoca in cui si spedivano contanti in una busta e si aspettavano mesi prima che l\u2019ordine arrivasse per posta.<br \/>\u00c8 sorprendente che oggi non siano pi\u00f9 popolari: avevano qualcosa di davvero unico e all\u2019epoca godevano anche di una notevole attenzione da parte dei media metal. Martin Walkyier avrebbe poi contribuito a fondare il folk metal con gli Skyclad, mentre Andy Sneap ha costruito una carriera importante sia come produttore, sia con i Judas Priest, ma sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe successo se i Sabbat fossero riusciti a restare attivi ancora per qualche anno.\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-655726 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/NICK-CAVE-\u2013-The-Boatmans-Call-700x700.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NICK CAVE \u2013 \u201cThe Boatman\u2019s Call\u201d (1997)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Nick Cave \u00e8 uno di quegli artisti \u2013 un po\u2019 come Jerome Reuter \u2013 con una produzione vastissima, in cui persino gli album buoni ma non eccezionali risultano sempre interessanti. Il suo modo di raccontare storie e di descrivere la condizione umana nelle sue infinite sfaccettature \u00e8 costantemente fonte di ispirazione, e per me il disco d\u2019ingresso \u00e8 stato il calmo e introspettivo \u201cThe Boatman\u2019s Call\u201d. Da l\u00ec sono tornato indietro nel tempo, scoprendo gli altri classici e anche le prime, pi\u00f9 caotiche e sregolate uscite con The Birthday Party e The Boys Next Door, che a loro volta mi hanno aperto le porte di un altro mondo musicale.<br \/>Dopo anni trascorsi a concentrarmi su tecnica e precisione, \u00e8 stato liberatorio comprendere finalmente l\u2019altro lato dello spettro, quello in cui una canzone a tre accordi pu\u00f2 essere rilevante quanto un brano virtuosistico meticolosamente arrangiato, e in cui strumenti DIY costruiti con rottami possono suonare belli quanto una chitarra. Questa influenza non era particolarmente evidente durante il mio periodo nei D.T., ma emerge con maggiore chiarezza nel mio nuovo progetto Time and the Hunter, dove non ci dispiace aspirare a un approccio alla scrittura pi\u00f9 \u201ccaveiano\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-655731 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/CURRENT-93-\u2013-Soft-Black-Stars.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CURRENT 93 \u2013 \u201cSoft Black Stars\u201d (1998)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Conoscevo vagamente i Current 93 e l\u2019intera scena a loro collegata (Psychic TV, Coil ecc.) e ascoltavo occasionalmente alcuni artisti della Cold Meat Industry, che a met\u00e0\/fine anni \u201990 godevano di una crescente popolarit\u00e0 anche nei circoli metal. Tuttavia, fu solo quando acquistai \u201cSoft Black Stars\u201d quasi per caso che tutto scatt\u00f2. Scoprire il mondo eccentrico di David Tibet e dei suoi collaboratori fu una boccata d\u2019aria fresca e un portale verso una serie di scoperte affascinanti, in cui la musica poteva essere esoterica e \u201cmistica\u201d in un modo completamente diverso da quello a cui ero abituato. Apprezzavo anche il fatto che questi artisti sembrassero pubblicare ci\u00f2 che volevano, senza preoccuparsi di rientrare in un genere preciso. Ho cercato di portare parte di questo spirito nel mio progetto Mitochondrial Sun, dove nessun album somiglia al precedente.<br \/>Questo disco in particolare non \u00e8 affatto sperimentale o avanguardistico: solo pianoforte e voce, nudi e crudi, ma \u00e8 un capolavoro. \u201cLarkspur and Lazarus\u201d continua a darmi i brividi ancora oggi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-655733 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/BLUT-AUS-NORD-\u2013-The-Work-Which-Transforms-God-700x700.webp\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BLUT AUS NORD \u2013 \u201cThe Work Which Transforms God\u201d (2003)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Non \u00e8 un\u2019opinione particolarmente originale, ma all\u2019inizio degli anni Duemila il mio interesse per il black metal come forma d\u2019arte seria era in gran parte scemato. Pur esistendo ancora buoni riff, il genere sembrava \u2013 con poche eccezioni \u2013 privo di vera sostanza e ambizione. Quella che un tempo era stata una forma di espressione radicale e ricca di potenziale artistico si era fusa, nel bene e nel male, in un semplice sottogenere rock.<br \/>\u201cThe Work Which Transforms God\u201d \u00e8 uno dei dischi che hanno riacceso il mio interesse, dimostrando che esistevano ancora opere ambiziose e altamente originali. Un album che suonava allo stesso tempo completamente alieno e profondamente umano, lasciando intuire qualcosa di pi\u00f9 grande che agiva sotto la superficie. Un modo di suonare inquietante e ultraterreno, mai sentito prima, unito a percussioni di drum machine che si incastrano perfettamente nell\u2019atmosfera.<br \/>I Blut aus Nord sono un progetto unico, con una discografia sterminata \u2013 16 album full-length secondo Metal Archives \u2013 ma questo resta il loro capolavoro.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-655734 aligncenter\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"700\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/FELL-VOICES-\u2013-Regnum-Saturni.jpg\"\/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>FELL VOICES \u2013 \u201cRegnum Saturni\u201d (2013)<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Non so bene come descrivere questa band; etichette come \u201cambient black metal\u201d o \u201ctranscendental black metal\u201d, che ho visto usare, suonano piuttosto ridicole, anche se forse non del tutto fuori luogo. \u00c8 musica primordiale e feroce, ma al tempo stesso ossessivamente bella e meditativa, se affrontata con lo stato d\u2019animo giusto.<br \/>Mi furono consigliati i Fell Voices prima di vederli al Roadburn Festival del 2013. La descrizione del mio amico suonava un po\u2019 gimmick (\u201csono cos\u00ec intensi che dal vivo non usano nemmeno i microfoni, urlano direttamente nel vuoto\u201d), ma la performance fu ipnotica: una valanga di intensit\u00e0 grezza, priva della maggior parte dei clich\u00e9 metal. Divenni immediatamente un fan, e il fatto, improbabile ma affascinante, che citassero in modo prominente uno dei miei scrittori preferiti, Rainer Maria Rilke, sul loro sito contribu\u00ec ad accrescere l\u2019interesse.<br \/>\u201cRegnum Saturni\u201d \u00e8 estremamente duro e richiede un ascolto attento per svelarsi, ma parte del materiale precedente \u2013 come lo split LP con gli Ash Borer \u2013 \u00e8 pi\u00f9 sfumato e accessibile, spesso combinando chitarre pulite immerse nel riverbero con un muro di blast beat incessanti. Si sono sciolti molti anni fa, ma il batterista \u2013 e che batterista! \u2013 \u00e8 attivo nei Vanum e negli Yellow Eyes (entrambi consigliatissimi). In un\u2019epoca di percussionisti attenti all\u2019ergonomia, \u00e8 fantastico vedere qualcuno che aggredisce la batteria come se la sua vita dipendesse da questo, incanalando la forza della musica con una devozione totale e assoluta.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Musicista dal profilo unico e dalla curiosit\u00e0 mai sopita, Niklas Sundin \u00e8 noto ai pi\u00f9 come chitarrista e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":290633,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-290632","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115836919686258300","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290632\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}