{"id":290698,"date":"2026-01-04T13:50:09","date_gmt":"2026-01-04T13:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290698\/"},"modified":"2026-01-04T13:50:09","modified_gmt":"2026-01-04T13:50:09","slug":"cosi-lalgoritmo-sta-rendendo-lo-stato-piu-efficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290698\/","title":{"rendered":"cos\u00ec l&#8217;algoritmo sta rendendo lo Stato pi\u00f9 efficiente"},"content":{"rendered":"<p>Ammettiamolo. Quando si mettono insieme le parole Pubblica amministrazione e digitalizzazione, ai pi\u00f9 viene un moto di arrabbiatura. Ci possono essere anche un milione di procedimenti pi\u00f9 efficienti, ma ne basta uno che non funziona che solo di quello si parla. Prendiamo la carta di identit\u00e0 elettronica. Chiunque, in un grande comune come Roma, la voglia rinnovare, rischia di trovarsi in un girone dantesco fatto di appuntamenti dati a mesi di distanza e a chilometri dal proprio municipio. La digitalizzazione, in questo caso, lascia l\u2019amaro in bocca. C\u2019\u00e8 da capire chi rimpiange quando con una foto si poteva andare allo sportello pi\u00f9 vicino del Comune e dopo un\u2019oretta di fila uscirne con il documento in mano.<\/p>\n<p><strong>IL RINNOVAMENTO<\/strong><\/p>\n<p>Ma basta questo a dare un giudizio definitivo sulla digitalizzazione della Pubblica amministrazione? No. Assolutamente no. La macchina burocratica pubblica sono anni che si sta rinnovando e digitalizzando e, adesso, con la spinta dei fondi e delle riforme del Pnrr ha fatto un salto decisivo, quantico, in avanti, del quale per\u00f2 si parla ancora decisamente poco.<\/p>\n<p>Gli echi della trasformazione iniziano a sentirsi anche nelle classifiche europee, quelle che un tempo si chiamavano Desi e oggi sono state ribattezzate come \u201cDigital decade report\u201d. Si tratta, va detto, di classifiche che viaggiano sempre guardando nello specchietto retrovisore, la pi\u00f9 aggiornata \u00e8 sui dati del 2023. Ma gi\u00e0 in questo documento europeo si iniziano a vedere i passi in avanti fatti dal Paese, per esempio nella sanit\u00e0 digitale con un punteggio di assoluto rilievo, 83 su 100 , superando cos\u00ec la media europea di 79 su 100, grazie soprattutto alla diffusione pi\u00f9 capillare delle cartelle cliniche elettroniche. Un\u2019infrastruttura alimentata anche dalle ricette digitali.<\/p>\n<p><strong>LA TRASFORMAZIONE <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNe vengono trasmesse pi\u00f9 di mille al secondo\u00bb, conferma Cristiano Cannarsa, amministratore delegato della Sogei, il partner tecnologico della Pubblica amministrazione che ha costruito molte delle infrastrutture digitali che stanno cambiano il volto dei rapporti con il cittadino. Qualche altro esempio? L\u2019Anpr, il registro unico dei residenti in Italia \u00e8 un\u2019altra di quelle infrastrutture che hanno cambiato le regole del gioco. Ha sostituito 8 mila anagrafi comunali e le ha trasformate in una grande banca dati unica. Per fare cosa? Per esempio un cambio di residenza completamente on line, anche da un Comune ad un altro. Sembra un fatto acquisito, ma solo poco tempo fa, nel mondo analogico, era una trafila non da poco. Ma avere un dato \u201caffidabile\u201d su identit\u00e0 e residenza di un cittadino, rende pi\u00f9 facile fornirgli servizi in automatico: la mensa, lo scuolabus, un qualsiasi bonus o una certificazione. La stessa Commissione europea ha riconosciuto l\u2019importanza di strumenti quali Spid e Carta di identit\u00e0 elettronica, sempre pi\u00f9 diffusi nel Paese, che vedono gi\u00e0 nel 2023 un numero totale di Spid attivi di oltre 37 milioni, e un numero totale di Cie attestato a 39 milioni. A questi si aggiunge l\u2019avvio dell\u2019It Wallet, utile a facilitare l\u2019accesso ai servizi digitali pubblici e creare un portafoglio unico di documenti. Sull\u2019AppIo oggi si pu\u00f2 per esempio, caricare la patente evitando di portare con se il documento cartaceo.  <\/p>\n<p>La digitalizzazione \u00e8 anche la via maestra per la sburocratizzazione, tema caro alle imprese. Su questo in Pnrr ha investito molto. Per esempio sul fascicolo elettronico dell\u2019impresa che permette a tutti gli enti pubblici, dai Comuni, ai vigili del Fuoco, dall\u2019Arpa alle Asl, di accedere direttamente ai documenti aziendali, senza la necessit\u00e0 di doverli richiedere ogni volta \u201cdisturbando\u201d il lavoro. <\/p>\n<p><strong>IL PASSAGGIO <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo semplificato i controlli, una delle oltre 200 semplificazioni gi\u00e0 varate delle 600 previste dal Pnrr\u00bb, spiega il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. \u00abChi deve effettuare un controllo su un\u2019impresa deve prima verificare se la documentazione che occorre non sia gi\u00e0 stata fornita a un altro ente magari per un altro controllo. Tutto questo\u00bb, dice il ministro, \u00absemplifica le vita e favorisce la crescita economica\u00bb. Piattaforme e applicazioni stanno nascendo in ogni comparto pubblico. Prendiamo i concorsi per le assunzioni.  <\/p>\n<p><strong>I BANDI<\/strong><\/p>\n<p>Oggi esiste una piattaforma unica, una App, sulla quale deve registrarsi chi vuole partecipare a un bando di assunzione nella Pubblica amministrazione. Si chiama InPa, e ci sono gi\u00e0 2,8 milioni di cittadini che hanno caricato sul sistema i loro curricula. Un tempo bisognava essere abbonati e accurati lettori della Gazzetta Ufficiale per poter individuare un concorso di proprio interesse, e c\u2019era pure il rischio di non intercettare quello giusto. Oggi c\u2019\u00e8 un\u2019assistente virtuale basata sull\u2019Intelligenza artificiale, si chiama Camilla, in grado di aiutare un diplomato o un laureato a individuare tra le migliaia di posti messi a bando, qual \u00e8 quello pi\u00f9 adatto agli studi, alle aspettative e al luogo dove si vive o dove si vuole vivere. Altri esempi. Prendiamo la scuola. Chi ha figli ormai \u00e8 abituato a consultare il registro elettronico per conoscere voti, presenze, compiti. Le iscrizioni, le informazioni sulle scuole, la presentazione per le deleghe per il ritiro dei bambini, sono ormai tutte on line sulla piattaforma \u201cUnica\u201d. Si potrebbe andare avanti a oltranza. Dal contrasto all\u2019evasione fiscale, portato avanti sempre pi\u00f9 dall\u2019Agenzia delle Entrate con l\u2019ausilio di algoritmi che incrociano le quasi 150 banche dati a disposizione del Fisco, dalle fatture elettroniche all\u2019Anagrafe tributaria e dei conti correnti, fino a Gedi, l\u2019applicazione che ha automatizzato una buona parte della gestione dei tremila miliardi di debito pubblico italiano. Persino la manovra di Bilancio, per la prima volta, \u00e8 stata gestita con un procedimento del tutto digitale su una piattaforma pubblica InIt. \u00abLa Pubblica amministrazione italiana\u00bb, spiega il ceo Accenture Italia, Teodoro Lio, \u00aboggi \u00e8, in diversi casi, molto pi\u00f9 avanti rispetto ad altri Paesi europei anche nell\u2019utilizzo dell\u2019Intelligenza artificiale\u00bb. Siamo insomma, un Paese pi\u00f9 moderno di quanto crediamo o vogliono farci credere. Anche nella burocrazia.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ammettiamolo. Quando si mettono insieme le parole Pubblica amministrazione e digitalizzazione, ai pi\u00f9 viene un moto di arrabbiatura.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":290699,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,8075,177,1537,90,89,28880,243],"class_list":{"0":"post-290698","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-algoritmo","10":"tag-business","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-pa","15":"tag-ultima-ora"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115837155548109762","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290698","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290698"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290698\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}