{"id":29083,"date":"2025-08-05T05:28:10","date_gmt":"2025-08-05T05:28:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29083\/"},"modified":"2025-08-05T05:28:10","modified_gmt":"2025-08-05T05:28:10","slug":"contro-il-tempo-il-manuale-marziale-di-valerio-zecchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29083\/","title":{"rendered":"Contro il tempo. Il manuale marziale di Valerio Zecchini"},"content":{"rendered":"<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u201cIo non sono un uomo, sono dinamite\u201d <\/p>\n<p>Friedrich Nietzsche\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ci vuole coraggio a leggere\u00a0<strong>Valerio Zecchini<\/strong>, onest\u00e0 intellettuale, capacit\u00e0 di ragionare trasversalmente, di confrontarsi criticamente e in solitudine con se stessi, consapevolezza della provvisoriet\u00e0 di certi giudizi e della insussistenza della \u201cnera scienza catalogale\u201d, avanguardistica brama demolitoria, volutt\u00e0 di cieli e di fango, vocazione per la provocazione e per la tradizione vivente, che trascende i suoi stessi dogmi, i luoghi comuni.\u00a0<\/p>\n<p>Con questo spirito e rassegnati financo a non condividere affatto alcune delle sue tesi, \u00e8 possibile esperire l\u2019essenza di un libro che \u00e8 molto pi\u00f9 di un reportage sulle orme di un poco noto fondatore di Stati quale \u00e8 stato il carismatico James Brooke. La silloge di articoli, interviste e poesie\u00a0<a href=\"https:\/\/pendragon.it\/catalogo\/produzione-varia\/varia\/james-brooke-e-altre-storie-dall-oriente-estremo-detail.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>James Brooke e altre storie dall\u2019Oriente estremo, edito da Pendragon nel 2025<\/strong>\u00a0<\/a>e introdotto da Gabriele Marconi, sulla carta prende difatti le mosse dalla enigmatica, succitata figura per poi discostarsene conservandone per cos\u00ec dire la tendenza alla esplorazione, a tratti sonnambolica, labirintica e surreale, di luoghi fisici e metafisici, delle emozioni, delle culture, delle arti, del pensiero.\u00a0<strong>L\u2019idea di partire da James Brooke, ovvero dal cattivo della saga salgariana di Sandokan e ispiratore di\u00a0Lord Jim\u00a0di Conrad, ha qualcosa di libertario.<\/strong> Brooke, ancora oggi celebre nel mondo anglosassone e pressoch\u00e9 sconosciuto in Italia, non fu infatti soltanto un individuo benestante di sangue inglese nato in India da un funzionario della Compagnia delle Indie Orientali e un ufficiale della marina britannica, ma un rajah bianco che govern\u00f2 in autonomia ed estese lo Stato del Sarawak fondando nella citt\u00e0 dei gatti (Kuching) una vera propria dinastia (1841-1946). Brooke realizz\u00f2 anche un originale esperimento politico che non si ridusse alla guerra contro i pirati malesi e i cercatori di teste avendo invece come principio fondamentale il coinvolgimento dei nativi (\u201cideologia dell\u2019imperialismo umanitario\u201d); dotato di \u201csemangat\u201d (\u201ccoraggio fisico, carisma, forza spirituale\u201d), fu pure un elegante libertino; un omosessuale amante come Pasolini di giovani in un tempo in cui l\u2019adolescenza, scrive Zecchini, non era stata ancora inventata; un artista, se accettiamo di annoverare tra le arti quella della vita. E in fondo l\u2019idea secondo cui l\u2019arte e la vita siano una sola cosa e che dunque, sprofondando talvolta nell\u2019abisso di abbandonate strade e parole, si debba forgiare l\u2019esistenza come un\u2019opera, \u00e8 il retroterra di molte delle riflessioni di Zecchini, il quale \u00e8 primariamente \u2013 potremmo dire alla Wagner \u201ctotalmente\u201d \u2013 un artista (non a caso fondatore, col compianto Dario Parisini e Luca Oleastri, del post-avanguardistico progetto poetico-sonoro\u00a0Post Contemporaney Corporation\u00a0nonch\u00e9 artefice nel 2024 dell\u2019evocativo, visionario, corrosivo, esoterico e a dir poco provocatorio album\u00a0Patriottismo psichedelico).\u00a0<\/p>\n<p>\n          a cura di Alessio Mannino      <\/p>\n<p>Certo, la parola \u201cartista\u201d potrebbe fuorviare laddove si intendesse alludere a un certo tipo di \u201csentimentalismo abietto\u201d che, potendo sfociare in un cieco e vuoto individualismo edonistico, potrebbe ingenerare cedevolezza interiore, debolezza di carattere e di pensiero.\u00a0<strong>L\u2019arte di Zecchini non ha infatti nulla di cedevole ma molto di eroico, marziale, immaginifico, \u201cfuturistico\u201d, potentemente dadaistico<\/strong>\u00a0\u2013 come mostra lo stesso incedere dei suoi irriverenti versi declamati e delle poesie presenti nella stessa raccolta. E, in effetti, ci\u00f2 che attrae di pi\u00f9 di questo libro e in parte della stessa produzione musicale di Zecchini, non ha a che fare soltanto con le seppur stimolanti informazioni di prima mano sulla situazione di vari Stati dell\u2019Estremo Oriente e con la vivida capacit\u00e0 di scandagliarne l\u2019anima al di l\u00e0 dei fenomeni politici transeunti. Ci\u00f2 che coinvolge e apre maggiormente alla riflessione \u00e8 piuttosto la\u00a0weltanschauung\u00a0da cui tutto, esperienze e viaggi compresi, si anima. Ci si riferisce all\u2019idea secondo cui la stessa Tradizione resta viva e non scade in \u201cstolida adorazione della consuetudine\u201d nel momento in cui la si interroga e violenta tutti i giorni; ci si riferisce inoltre alla volont\u00e0 di decostruire con spirito iconoclasta l\u2019uomo contemporaneo e i suoi \u201ctroppo umani\u201d ideali per dischiudere una via che conduca alla formazione dell\u2019individuo assoluto \u2013 tipo umano diametralmente opposto all\u2019ultimo uomo che solca con esibizionistica spavalderia e sconfortante superficialit\u00e0 le lande di questa et\u00e0 oscura.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"424\" height=\"636\" alt=\"\" class=\"wp-image-104505 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/9791257180201_0_0_424_0_75.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>Per realizzare questo compito dalla portata metafisica si dovrebbe procedere oltre le de-terminazioni incasellanti, praticare se stessi al di l\u00e0 del bene e del male, sprigionare le energie ataviche e avvicinarsi a una dimensione di\u00a0coincidentia oppositorum\u00a0da cui diventare dinamicamente \u201cci\u00f2 che si \u00e8\u201d. Considerando questi principi che, pur discostandosene parecchio, sembrano qua e l\u00e0 rievocare per quel che concerne gli argomenti la metafisica del sesso di Julius Evola, \u00e8 possibile \u2013 ma non facilissimo n\u00e9 necessariamente condivisibile! \u2013 interpretare la pratica del travestitismo come un modo per trascendere i propri limiti e identificarsi, mediante una esistenza estetica e controcorrente, con un essere androgino.\u00a0<strong>In questo senso viene analizzata la figura dell\u2019Onnagata del teatro giapponese che, pur essendo di sesso maschile e non profanando il proprio sacro corpo, si veste e vive come una donna non soltanto quando recita, ma anche quotidianamente.<\/strong>\u00a0Egli ha cos\u00ec modo di immedesimarsi integralmente con la figura primordiale che rappresenta \u201cfacendo della sua esistenza un sublime esercizio di stile\u201d, realizzandosi hic et nunc, \u201ccome se si fosse sempre in punto di morte\u201d. Per evitare che il discorso tracimi nella celebrazione del mondo LGBT e dunque del mondo moderno che lo incornicia, Zecchini, pur non scadendo in una acritica e banale demolizione di questo universo ma ricordando comunque \u201cl\u2019edonismo pezzente che domina il mondo drag queen e transgender\u201d, sottolinea come nell\u2019et\u00e0 classica l\u2019omosessualit\u00e0 fosse vista alla stregua di un potenziamento della virilit\u00e0 e assumesse in certe culture orientali una funzione sacrale, essendo l\u2019omosessuale considerato una sorta di tramite tra il mondo fenomenico e quello sovrannaturale, degli d\u00e8i. Nella misura in cui non degenerino in forme di individualismo materialistico e di nichilismo passivo ma siano pura epifania di un\u2019\u201cetica della gioia\u201d, di un \u201cmilitarismo che danza\u201d, certe esperienze erotiche e la relativa estetica assumerebbero perci\u00f2 un valore esistenziale, filosofico, finanche morale. Non si tratterebbe infatti di rivendicare semplicemente i propri diritti e di combattere per l\u2019esaudimento dei propri desideri, ma di esperire quasi cristologicamente il proprio dolore minando con grazia, artisticit\u00e0 e colore i duri involucri che imprigionano e irretiscono le energie primigenie per farle eruttare in una sorta di amoralistica volont\u00e0 di potenza oltre ogni limite imposto:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u00a0\u201cdare precedenza a un ideale estetico e non alla solita, obbligatoria logica del profitto \u00e8 un atteggiamento che oggi gi\u00e0 di per s\u00e9 assume una valenza quasi eroica\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0In questo senso si comprende quanto l\u2019autore scrive di Mishima:\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cnella sua vita e nella sua opera le virt\u00f9 virili archetipiche (audacia e determinazione, senso dell\u2019onore, controllo delle passioni, resistenza al dolore) incontrano finalmente la grazia e l\u2019eleganza\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Nella intervista contenuta nel libro il poliedrico artista spiega tra l\u2019altro la teoria del quarto sesso \u2013 \u201cquarto\u201d rispetto a maschile, femminile, omosessuale. Zecchini rispolvera a tal proposito il\u00a0Manifesto della donna futurista\u00a0e il\u00a0Manifesto futurista della lussuria\u00a0di Valentine de Saint-Point e cita il \u201cfemminismo differenzialista\u201d di Luce Irigaray pensando che ritenere nulle le differenze tra i sessi costringa infine il femminile ad adeguarsi al modello del \u201cmaschio integro\u201d; Zecchini afferma che le differenze tra i sessi vadano sviluppate ma che allo stesso tempo alcuni possano sperimentare \u201cle pluralit\u00e0 contenute in quelle differenze\u201d per \u201cvivere negli stati molteplici dell\u2019essere\u201d puntando \u201call\u2019inveramento dell\u2019individuo unico e assoluto\u201d e trovando nel travestimento stesso la modalit\u00e0 per esplorare la vera essenza dell\u2019uomo: l\u2019angelo, \u201centit\u00e0 androgina per antonomasia\u201d. Il poeta ci tiene altres\u00ec a sottolineare che il quarto sesso non \u00e8 altro che lo stesso Zekkiny:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u00a0\u201cl\u2019altissima qualit\u00e0 della sua vita interiore, la sua sovrabbondanza ormonale e il modo in cui reagiscono la sua opera e il suo mondo relazionale a tale sovrabbondanza\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Di conseguenza pare che, pur essendo rispettate e sviluppate le differenze di genere, queste si possano evidentemente celare financo in uno stesso individuo e solo pochi avrebbero la capacit\u00e0 estetica di attuarle tutte e di coagularle alchemicamente in un unico plurivalente modo di essere tramite la via della \u201csperimentazione dinamica\u201d. \u00c8 cos\u00ec che, oltre al sottofondo antiumanistico che ricorda per certi versi l\u2019analisi heideggeriana e ai riferimenti alla riflessione filosofica e artistica post-contemporanea, si colgono i richiami nietzscheani che tra l\u2019altro indirizzano a rivalutare in positivo l\u2019estetizzazione della esistenza, la quale, per\u00f2, non deve innescare recessivi fenomeni di infiacchimento, ma al contrario autodisciplina, lavoro incessante su se stessi, spasmodica cura dei particolari e dello stile, spirito guerriero, forza plastica, a un tempo dionisiaca e apollinea, femminile e maschile. Nella esperienza di alcuni individui straordinari, ovviamente non necessariamente omosessuali, l\u2019uomo sarebbe destinato a essere superato o, a seconda di come si interpreta la stessa nozione di\u00a0\u00dcbermensch, potenziato a tal punto da oltrepassare la mera individualit\u00e0 egoica e le sue rigide conformazioni per essere come le onde del mare altro dal mare e lo stesso mare, la sua indomita, sempiterna, multiforme, elementare energia creatrice. Questa trasfigurazione che assume valenze esoteriche e dopo la morte di Dio sfocia in una sorta di estetica pratica dell\u2019estasi, coinvolge l\u2019esistenza integralmente facendo dell\u2019arte un modo religioso della vita e della vita un modo religioso dell\u2019arte. Siffatta sacrale estetizzazione non pu\u00f2 rinnegare i materiali che utilizza per conferire bella forma al mondo.\u00a0<\/p>\n<p>Affiora perci\u00f2 non solo la propensione a considerare il nichilismo in senso attivo ma a cavalcare senza remore moralistiche la tigre della modernit\u00e0 servendosi dei suoi stessi strumenti tecnologici e virtuali; per questo ad esempio sono valutate positivamente\u00a0<strong>la \u201cpoetica del pixel\u201d di Yayoi Kusama e la connessa filosofia della \u201cself-obliteration\u201d che intende \u201cannullare l\u2019io di superfice e farlo uscire dal gioco dei ruoli e delle funzioni\u201d per \u201cpercepire noi stessi in modo tale da pervenire ad un\u2019inscindibile armonia tra intimo ed estrinseco\u201d.\u00a0<\/strong>Epper\u00f2, se da un lato \u00e8 necessario decostruire per ricreare e redimere il mondo nella bellezza, dall\u2019altro bisogna essere inattuali e, al di l\u00e0 della stessa avanguardia, indossare \u201cla lucente corazza della Tradizione\u201d facendone propri i valori essenziali: coraggio iconoclasta, aristocratico senso della irriverenza, ardore e senso della sfida, dignit\u00e0 e \u201ccapacit\u00e0 di sapersi accontentare\u201d contro la morbosa etica del profitto, \u201cautentico cameratismo\u201d , \u201camore per la natura\u201d e non per l\u2019efficienza, \u201camore di patria\u201d e non \u201csciovinismo\u201d, saper essere all\u2019occorrenza semplici e frugali, capacit\u00e0 di comandare e di avere fede, ad esempio nell\u2019Imperatore. I nomi che in un modo o nell\u2019altro e ognuno in modo originale hanno costruito delle vie in un certo senso estetizzanti e assai critiche rispetto al mondo moderno sono tanti, tra questi Pound, D\u2019Annunzio, Keller, Miller, Marinetti, Carmelo Bene, Dino Campana e vari altri artisti come Andy Warhol o Takashi Murakami, musicisti come Battiato e scrittrici come Wei Hui.\u00a0<\/p>\n<p>Il superamento estatico della morale borghese e del moralismo nonch\u00e9 la stessa sublimazione estetica e la capacit\u00e0 di disfare l\u2019individualit\u00e0 \u201cper approdare all\u2019oceano della pura coscienza\u201d ed \u201cessere tutto senza tentare di essere qualcosa\u201d, possono concretarsi anche nella via dello zen (\u201craccoglimento e silenzio\u201d) o nella via del rumorismo elettronico (\u201cpulsare ossessivo del ritmo\u201d) e possono produrre a seconda dei casi anche l\u2019auto-annientamento \u2013 di cui \u00e8 emblema moderno il sacrificio catartico di Mishima.\u00a0<\/p>\n<p>Il libro di cui si discute \u00e8 denso di informazioni sugli Stati asiatici dei quali Zecchini ha vissuto con poetico slancio dionisiaco strade, uomini e numi. Non ci troviamo perci\u00f2 davanti a una esegesi che pecchi di astratto accademismo, ma di fronte a una interpretazione assai personale della civilt\u00e0 orientale che si incontra con la corruttiva occidentalizzazione, con la globalizzazione e che, in alcuni casi, fa i conti col devastante passaggio del comunismo. E se con perfetta, a tratti spietata sincerit\u00e0 l\u2019autore osserva come buona parte degli Stati in questione siano assai diversi dall\u2019idea rarefatta che di solito se ne ha in Occidente, ci fa percepire pure che qualcosa di originario \u00e8 rimasto. L\u2019originario, per\u00f2, \u00e8 tale se \u00e8 in grado di reinventarsi illimitatamente, come fanno alcuni leader orientali armonizzando consumismo ed ecologismo, libert\u00e0 e senso della comunit\u00e0, crescita economica e solidariet\u00e0, modernit\u00e0 e tradizione, io e noi.\u00a0<strong>Con Zecchini si ha l\u2019impressione che l\u2019Occidente possa essere letto a partire dall\u2019Oriente e l\u2019Oriente a partire dall\u2019Occidente per approdare forse a una nuova, viva sintesi che, pur rispettando le reciproche differenze, parimenti le distilli e potenzi in una originale concezione del mondo e dell\u2019uomo.<\/strong>\u00a0Leggendo Zecchini si ha infine l\u2019impressione che nella autentica ricerca di se stessi gli schemi debbano per forza saltare in aria e i luccicanti frantumi barbagliare nel caotico ordine di un etere rinnovellato. Si tratta del cielo di un falco inattuale, intimo dei demoni e intero nel frammento, che come un terribile, altro viandante agisce rapsodicamente\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201ccontro il tempo, e in tal modo sul tempo, e, speriamolo, a favore di un tempo venturo\u201d.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Luca Caddeo<\/strong><\/p>\n<p>*In copertina: una fotografia dal Giappone di Felice Beato (1832-1909)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cIo non sono un uomo, sono dinamite\u201d Friedrich Nietzsche\u00a0 Ci vuole coraggio a leggere\u00a0Valerio Zecchini, onest\u00e0 intellettuale, capacit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":29084,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,28899,1609,28900,10139,28901,28902],"class_list":{"0":"post-29083","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-james-brooke","15":"tag-libri","16":"tag-luca-caddeo","17":"tag-oriente","18":"tag-pendragon","19":"tag-valerio-zecchini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29083"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29083\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}