{"id":290949,"date":"2026-01-04T17:44:30","date_gmt":"2026-01-04T17:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290949\/"},"modified":"2026-01-04T17:44:30","modified_gmt":"2026-01-04T17:44:30","slug":"la-matematica-delleccesso-andrea-pazienza-al-maxxi-laquila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/290949\/","title":{"rendered":"La matematica dell\u2019eccesso. Andrea Pazienza al MAXXI L\u2019Aquila"},"content":{"rendered":"\n<p>Chiamare matematica ci\u00f2 che, nell\u2019opera di <strong>Andrea Pazienza <\/strong>(1956 \u2013 1988), appare come esplosione continua, deriva incontrollata, febbre del segno, \u00e8 una scelta tanto provocatoria quanto profondamente esatta. La mostra Andrea Pazienza. La matematica del segno, ospitata al <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/maxxi-laquila\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">MAXXI L\u2019Aquila<\/a>, non si limita a celebrare un anniversario (il settantesimo della nascita), ma affronta una questione critica rimasta a lungo sullo sfondo: l\u2019esistenza, nell\u2019opera di Pazienza, di una struttura interna rigorosa, di un ordine segreto che governa anche le forme pi\u00f9 convulse e apparentemente anarchiche del suo immaginario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1177613\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/01_MAXXI-L\u2019Aquila_AndreaPazienza_Senza-Titolo_1974_collezione-privata-1024x788.jpg\" alt=\"andrea pazienza \" width=\"696\" height=\"536\"  \/>Senza Titolo, 1974, Pennarello su carta colorata, collezione privata<\/p>\n<p>La mostra, a cura di <strong>Giulia Ferracci <\/strong>e <strong>Oscar Glioti<\/strong>, in programma fino al 6 aprile 2026, propone quindi una doppia celebrazione per far scoprire al pubblico il cuore del processo creativo di <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/andrea-pazienza\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un artista dall\u2019eccezionale creativit\u00e0<\/a> che ha saputo trasformare il fumetto in una nuova arte. Concentrando l\u2019attenzione sugli anni formativi di Andrea Pazienza, un periodo incredibilmente fertile in cui attraverso sperimentazioni continue arriver\u00e0 a definire un linguaggio personale inconfondibile. Proponendo oltre trecento lavori, alcuni dei quali mai esposti prima, tra disegni infantili, tavole a china e composizioni ad acquerello e pennarello. Opere che evidenziano la sua capacit\u00e0 di unire precisione e immediatezza, controllo e slancio, in una tensione continua fra pittura e fumetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1177614\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/13_MAXXILAquila_AndreaPazienza_Presepe_Installation-View_Photo-Giorgio-Benni_Courtesy-Fondazione-MAX.jpeg\" alt=\"andrea pazienza \" width=\"696\" height=\"464\"  \/>MAXXI L\u2019 Aquila, Andrea Pazienza, Presepe, Installation View. Photo Giorgio Benni Courtesy Fondazione MAXXI<\/p>\n<p>All\u2019interno di Palazzo Ardinghelli, il percorso di mostra, articolato in sezioni cronologiche e tematiche, attraversa l\u2019intera parabola creativa dell\u2019artista, a partire dagli esordi, consentendo di cogliere Pazienza non come \u201cgenio irregolare\u201d ma come autore pienamente consapevole, capace di muoversi con disinvoltura tra tradizione colta e cultura popolare, tra pittura e fumetto, tra citazione e sabotaggio. Il segno diventa pensiero, e il pensiero assume una forma visibile, incarnata. Nella prima sala sono raccolti l\u2019autoritratto La mia miniera e Il mio funerale, realizzati rispettivamente a 19 e a 15 anni, insieme al testo scritto Amo composto nel 1974, tre opere che dichiarano una profonda e precoce consapevolezza personale e artistica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1177615\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/17_MAXXILAquila_AndreaPazienza_Installation-View_Photo-Giorgio-Benni_Courtesy-Fondazione-MAXXI-1024x.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"343\"  \/>Andrea Pazienza. La matematica del Segno. MAXXI L\u2019Aquila, Photo Giorgio Benni, Courtesy Fondazione MAXXI<\/p>\n<p>Nelle sale successive, gli album da disegno di Pazienza bambino svelano il suo ricchissimo immaginario e testimoniano le prime sperimentazioni di narrazione per immagini, combinando testo e sequenze in gabbie grafiche originali. I lavori giovanili mostrano una precocit\u00e0 che non \u00e8 soltanto tecnica ma ontologica. L\u2019autoritratto, tema ricorrente, non \u00e8 esercizio narcisistico ma dispositivo critico, luogo di tensione tra identit\u00e0 e finzione.<br \/>Negli anni di Pescara e poi di Bologna, il segno di Pazienza si carica di una duplice valenza: disciplina del disegno e spinta centrifuga che dissolve ogni gerarchia tra alto e basso. Il fumetto non \u00e8 un genere, ma un campo di possibilit\u00e0. Sono esposte alcune opere di grande formato su cartoncino, realizzate con un uso innovativo del pennarello. Spiccano Isa d\u2019Estate, dedicata all\u2019amica Isabella Damiani, raffigurata in abiti rinascimentali, sospesa tra classicismo e contemporaneit\u00e0, e ancora Autoritratto come nobile olandese del Seicento, in cui l\u2019autore dialoga con la storia dell\u2019arte, e Autoritratto (Gramsci) che riflette il clima degli anni Settanta in Italia. Ancora del 1975 Paziembrandt, di cui \u00e8 esposta la matrice in bianco e nero, e Madame Curaro, esempio inusuale di fusione tra elementi grafici e figurativi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1177616\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/16_MAXXILAquila_AndreaPazienza_Installation-View_Photo-Giorgio-Benni_Courtesy-Fondazione-MAXXI-1024x.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"495\"  \/>Andrea Pazienza. La matematica del Segno. MAXXI L\u2019Aquila, Photo Giorgio Benni, Courtesy Fondazione MAXXI<\/p>\n<p>Personaggi come Pentothal e Zanardi non sono figure narrative ma dispositivi concettuali: il primo incarna la soggettivit\u00e0 frantumata degli anni Settanta, il secondo il cinismo del riflusso. La mostra restituisce anche la dimensione pittorica dell\u2019opera di Pazienza, spesso marginalizzata, rivelando un dialogo serrato con la storia dell\u2019arte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1177617\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/06_MAXXIL\u2019Aquila_AndreaPazienza_Senza-titolo_illustrazione-per-Frigidaire_1983_Courtesy-Mariella-Paz.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"582\"  \/>Senza titolo, illustrazione per Frigidaire, 1983, collage, pastello, china, pennarello, tempera. Collezione privata, Courtesy Mariella Pazienza, Michele Pazienza<\/p>\n<p>Una sezione speciale della mostra, a cura di <strong>Fanny Borel<\/strong>, \u00e8 infine dedicata al contesto culturale pescarese e in particolare al Laboratorio d\u2019Arte Convergenze, fondato e guidato da <strong>Peppino D\u2019Emilio<\/strong>, un centro di sperimentazione e confronto, attivo dal 1973 al 1981, al quale Pazienza ha partecipato attivamente e dove nel 1975 ha inaugurato una personale di grande rilievo, tappa fondamentale per la sua affermazione e per l\u2019apertura verso la scena artistica nazionale. La matematica del segno riesce a sottrarre Pazienza tanto alla mitologia dell\u2019artista maledetto quanto alla nostalgia generazionale, restituendolo alla sua complessit\u00e0 storica e formale. L\u2019eccesso si mostra come sistema, la vertigine come costruzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chiamare matematica ci\u00f2 che, nell\u2019opera di Andrea Pazienza (1956 \u2013 1988), appare come esplosione continua, deriva incontrollata, febbre&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":290950,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-290949","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115838075845826363","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=290949"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/290949\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=290949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=290949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=290949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}