{"id":291141,"date":"2026-01-04T20:26:18","date_gmt":"2026-01-04T20:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291141\/"},"modified":"2026-01-04T20:26:18","modified_gmt":"2026-01-04T20:26:18","slug":"margaret-bourke-white-lo-sguardo-di-life-lepopea-della-fotografa-in-mostra-a-reggio-emilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291141\/","title":{"rendered":"Margaret Bourke-White, lo sguardo di Life: l\u2019epopea della fotografa in mostra a Reggio Emilia"},"content":{"rendered":"<p>Nei suoi infiniti reportage fotografici in giro per il mondo ci sono anche alcuni scatti che testimoniano le condizioni di vita a <strong>Loiano <\/strong>e a <strong>Livergnano<\/strong>, a due passi da Bologna, quando l\u2019Appennino era diviso dalla<strong> Linea Gotica<\/strong>. Uno dei piccoli angoli nella vasta mappa di <strong>Margaret Bourke-White<\/strong> che \u00e8 stata una delle grandi fotografe del Novecento. La prima fotoreporter americana a entrare nella <strong>Russia <\/strong>di Stalin, la prima a entrare nel campo di concentramento di <strong>Buchenwald<\/strong>, l\u201911 aprile 1945, con il generale George S. Patton. Fotografa principale della rivista \u201cLife\u201d a partire dalla sua fondazione nel 1936, a cui ha consegnato le immagini di un\u2019America che stava cambiando, tra la nascita della grande industria e la crescita dei grattacieli a New York che fanno da contrappunto alla carestia degli anni Trenta e alla vita quotidiana delle famiglie borghesi. Una lunga storia per immagini che si ritrova nella mostra <strong>\u201cMargaret Bourke-White. L\u2019opera 1930-1960\u201d <\/strong>allestita ai <strong>Chiostri di San Pietro<\/strong> di <strong>Reggio Emilia<\/strong>. <\/p>\n<p>Nell\u2019esposizione, promossa da <strong>Fondazione Palazzo Magnani<\/strong> e curata da Monica Poggi, in collaborazione con Camera, si ritrovano pi\u00f9 di 120 scatti, divisi in sei sezioni, che ripercorrono il lavoro della fotoreporter nata nel 1904 e morta nel 1971. Dalla prima copertina di \u201cLife\u201d che riprende la diga in costruzione di Fort Peck, in Montana, ai ritratti di Stalin e di Gandhi, ai reportage nelle province degli Stati Uniti o nel Sudafrica dell\u2019apartheid. Poi i conflitti degli anni Quaranta e Cinquanta raccontati in prima linea viaggiando tra India, Pakistan e Corea. <\/p>\n<p>\u00abOgni mattina mi svegliavo aspettando le novit\u00e0 che sicuramente sarebbero arrivate durante la giornata \u2013 ha raccontato lei &#8211; Il ritmo di lavoro era frenetico; potevamo conquistare tutto il mondo, niente sembrava troppo difficile. Il mondo era pieno di eventi che aspettavano di venir scoperti e io avevo la fortuna di poter condividere con i lettori le cose che vedevo e che imparavo\u00bb. A descrivere il suo carattere risoluto ci sono due ritratti: il primo, del collega <strong>Oscar Graubner<\/strong>, fatto nel 1932, dove \u00e8 accovacciata intenta a immortalare New York dall\u2019alto con una ingombrante macchina a soffietto; il secondo in tuta da aviatrice davanti a un bombardiere a bordo del quale fotograf\u00f2 l\u2019attacco statunitense a Tunisi nel 1943. \u00abMargaret Bourke-White \u00e8 un\u2019autrice ancora oggi attuale, anche perch\u00e9 nella sua vita ha combattuto contro gli stereotipi di genere, ha sorpassato dei limiti che l\u2019avrebbero relegata ad un ruolo secondario ed \u00e8 stata una protagonista del suo tempo \u2013 commenta Monica Poggi &#8211; La mostra racconta il suo lavoro attraverso due chiavi di lettura. La prima mette in evidenza un\u2019autrice che conosce il potere del linguaggio fotografico. La seconda mira a riconoscere la contemporaneit\u00e0 non solo delle sue immagini, ma anche e soprattutto del modo in cui Bourke-White ha vissuto la sua carriera, superando i limiti e i confini a cui le donne erano vincolate\u00bb. Fino all\u20198 febbraio: gioved\u00ec e venerd\u00ec 10-13\/15-19, sabato, domenica e festivi 10-19. (Info: palazzomagnani.it)  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nei suoi infiniti reportage fotografici in giro per il mondo ci sono anche alcuni scatti che testimoniano le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":291142,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-291141","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115838712719627718","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291141\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/291142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}