{"id":291781,"date":"2026-01-05T08:35:10","date_gmt":"2026-01-05T08:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291781\/"},"modified":"2026-01-05T08:35:10","modified_gmt":"2026-01-05T08:35:10","slug":"inaugurata-alle-cucine-popolari-la-quinta-esposizione-del-ciclo-non-ce-estetica-senza-etica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291781\/","title":{"rendered":"Inaugurata alle Cucine Popolari la quinta esposizione del ciclo \u201cNon c\u2019\u00e8 estetica senza etica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Domenica alle Cucine Popolari, ha inaugurato la quinta esposizione del ciclo \u201cNon c\u2019\u00e8 estetica senza etica\u201d, mostra di opere di artisti vari pensata e progettata da Paolo Degli Angeli. Dopo le nuvole di Giovanna Benzi, il figurativo di denuncia di Luciano Paganelli, le piccole astrazioni di Maria Quagliotti e dopo le poesie visive di grafite su carta di<\/p>\n<p>Silvano Barducci, al centro della rassegna c\u2019\u00e8 Giulia Conti, giovane artista, riservata e schiva. Artista dal profondo sentire, nasce a Cesena, si laurea al Dams di Bologna (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), si perfeziona all\u2019ISIA di Faenza (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) e attualmente, oltre a dipingere, insegna nella scuola pubblica.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa sua formazione la spinge ad approfondire un particolare aspetto del linguaggio visivo che nel tempo \u00e8 divenuto il cuore del suo essere pittrice &#8211; dice di lei Paolo Degli Angeli &#8211; \u00c8 un agire sia sul piano della razionalit\u00e0 e del metodo di lavoro, ma soprattutto sull\u2019osservazione, sulla curiosit\u00e0 e sulla sperimentazione continua che diventano strumenti essenziali del suo fare creativo. Per diversi anni frequenta assiduamente lo studio del maestro Osvaldo Piraccini dal quale apprende non solo il fare pittura, ma anche uno stile di vita che \u00e8 proprio di chi si dedica all\u2019arte. Figure dipinte, punto di contatto fra ci\u00f2 che \u00e8 reale e ci\u00f2 che \u00e8 riposto in meandri nascosti di ognuno di noi, popolano il repertorio figurativo della pittrice. Che siano la serie dei paesaggi, o quella delle marine, in bilico fra astrazione e figurazione, o le numerose nature morte, dalle innumerevoli gamme tonali e dalla tormentata materia, o quella dei ritratti, che incredibilmente trovano alcuni riferimenti in quell\u2019arte classica che risiede da millenni in prossimit\u00e0 del possente Vesuvio, ci\u00f2 che emerge fortissimo dai suoi dipinti \u00e8 un pensiero introspettivo, attento, profondo, ma anche aperto al mondo. Qui in mostra la pittrice ha scelto di presentare una selezione composta da nature morte e da un autoritratto. Le sue opere non sono descrittive, derivano da una pittura che non insiste sui particolari e che lascia aperta la via dell\u2019interpretazione\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cPer una maggiore comprensione ci sono i titoli che raccontano poeticamente di che cosa si tratta: Cachi sotto la neve, Fiori di cardo, Iris bianco, Mare d\u2019inverno, Il mulino sul Borello, Ramo di rose, Uccello del paradiso e cos\u00ec via. Nei suoi lavori c\u2019\u00e8 sempre una costante e attenta ricerca di ci\u00f2 che le variazioni tonali possono esprimere. Nei paesaggi e nelle marine in bilico fra figurazione e astrazione le sue opere impalpabili e a volte appena accennate colgono aspetti di un altrove fecondo. Una sorta di fantasia dell&#8217;oggetto rappresentato che alimenta un&#8217;infinit\u00e0 di sensazioni e di altri riferimenti che risiedono nella nostra memoria, nel nostro vissuto. Ecco allora che i lavori di Giulia Conti &#8211; continua Paolo Degli Angeli &#8211; entrano a far parte di ci\u00f2 che \u00e8 all\u2019interno di ognuno di noi ma anche in ci\u00f2 che \u00e8 dentro all\u2019attualit\u00e0 del mondo. Cos\u00ec si d\u00e0 valore anche alla vita degli altri. E questo \u00e8 il segreto per una buona pittura. Dunque, opere aperte passibili di varie interpretazioni come Umberto Eco ci ha ben insegnato. Non c\u2019\u00e8 un unico messaggio interpretativo e Giulia Conti lo sa bene. Coi suoi lavori \u00e8 capace di coniugare l&#8217;alto con il basso. Cultura alta, quella del pensiero raffinato e sofisticato e cultura bassa, pop, legata ad un contesto evidente e facilmente comprensibile. Ad un primo sguardo l\u2019aspetto estetico ha il sopravvento, non attraverso colori saturi o brillanti o depositati sulla tela con l\u2019intento di produrre effetti speciali, ma per quel detto e non detto, per quel senso del non finito, per quel vociare ruvido e roco, per quella classica mestizia lontana mille miglia dalle contemporanee urlate false verit\u00e0. Poi appena si riflette un attimo si avverte quanto pensiero c\u2019\u00e8 dietro a quei dipinti, quanta storia dell\u2019arte \u00e8 depositata con maestria sulla tela. Non giudizi definitivi ma un modo laico, discreto, profondo di interagire con chi guarda\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E ancora: &#8220;Col suo agire, che dice senza troppo dire, intercetta poetiche provenienti da quelle tragedie legate al secondo conflitto mondiale, divenute oggi, purtroppo, nuovamente attuali, ma lo fa in modo consolatorio, pacato, con quella grazia che \u00e8 propria di una persona gentile. Nella sua pittura coesiste un patrimonio culturale condiviso che porta dritto alle esperienze dei pittori dell\u2019Informale completamente astratti e privi di riferimenti con la realt\u00e0 e con la figurazione ma anche a quegli artisti definiti \u2018ultimi naturalisti\u2019 dal professore di Bologna Francesco Arcangeli. Astrazione e figurazione, due mondi distanti, due modi apparentemente antitetici, uniti attraverso incongruenze colte, inciampi visivi, cortocircuiti, che la pittrice mette in atto, nel solco dell\u2019antico mentore, per coniugarli in una magnifica sintesi. Libert\u00e0 creativa mediata da importanti riferimenti. Interesse sia per il soggetto sia per il linguaggio della pittura stessa. Inquietudini del nostro presente dolorose e tragiche, ma anche atmosfere intime colme di dolcezza che rasserenano. Pennellate dense ma capaci di produrre immagini che vibrano e che sono piene di vita, figure dai contorni indefiniti, in certi casi campiture quasi monocrome che solo un occhio ben allenato riesce a cogliere le lievi variazioni; e smarrimenti visivi sono solo alcuni aspetti del suo universo poetico, del suo alfabeto col quale d\u00e0 vita a mirabili opere. Il suo gesto creativo \u00e8 prima di tutto uno stato d&#8217;animo che predispone al meglio, non \u00e8 un prodotto per l\u2019intrattenimento ma per lo spirito, \u00e8 il risultato di una sperimentazione pluriennale, \u00e8 il portato di contenuti profondi, \u00e8 un andare oltre a quel piccolo lembo di realt\u00e0 che la nostra esperienza ci concede, \u00e8 un qualcosa di necessario che innesca in chi guarda tellurici sommovimenti di quelle parti profonde del nostro sentire&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Domenica alle Cucine Popolari, ha inaugurato la quinta esposizione del ciclo \u201cNon c\u2019\u00e8 estetica senza etica\u201d, mostra di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":291782,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1617],"class_list":{"0":"post-291781","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-mostre"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115841579284524270","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291781","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291781"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291781\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/291782"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}