{"id":291854,"date":"2026-01-05T09:41:10","date_gmt":"2026-01-05T09:41:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291854\/"},"modified":"2026-01-05T09:41:10","modified_gmt":"2026-01-05T09:41:10","slug":"la-scuola-di-palermo-in-cui-le-lezioni-durano-50-minuti-non-si-fanno-scrutini-non-si-danno-voti-se-non-a-giugno-il-dirigente-diminuite-le-assenze-e-azzerata-la-dispersione-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291854\/","title":{"rendered":"La scuola di Palermo in cui le lezioni durano 50 minuti, non si fanno scrutini, non si danno voti se non a giugno. Il Dirigente: &#8220;Diminuite le assenze e azzerata la dispersione&#8221;. INTERVISTA"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/WhatsApp-Image-2025-12-29-at-18.48.07-720x405.jpeg\" class=\"skip-lazy wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t<\/p>\n<p>Non \u00e8 una scuola senza voti, \u00e8 una scuola addirittura senza scrutini intermedi. I voti? Solo a giugno. Ma non \u00e8 finita. Le lezioni durano non sessanta minuti ma cinquanta e sembra che le innovazioni, dati alla mano, funzionino a meraviglia, forti dell\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0 di Collegio dei docenti e Consiglio d\u2019Istituto, come ci riferisce in questa intervista <strong>Giusto Catania,<\/strong> dirigente scolastico dell\u2019Istituto comprensivo \u201c<strong>Saladino<\/strong>\u201d di Palermo, dove avviene questa rivoluzione. <\/p>\n<p><strong>Risultato?<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo scuola non \u00e8 diminuito ma anzi \u00e8 aumentato, grazie a degli stratagemmi organizzativi, sono diminuite le assenze e le uscite anticipate degli alunni, \u00e8 aumentato il senso di benessere, \u00e8 stato portato a zero il tasso di dispersione scolastica. E questo non \u00e8 poco, per una scuola del CEP di Palermo, che ha solo questa scuola come presidio dello Stato, in assenza di stazione dei Carabinieri, ospedale, delegazione comunale, ma che vanta la presenza di una sempre attiva criminalit\u00e0 \u201ccon la quale siamo impegnati in un braccio di ferro quotidiano e far stare i ragazzi a scuola significa sottrarre loro da possibili influenze delinquenziali\u201d, ci spiega il preside Catania.<\/p>\n<p>Che ci chieder\u00e0 poi di precisare: \u201cNon la chiami scuola del CEP, la nostra \u00e8 la scuola dal CEP\u201d. Perch\u00e9, precisa lui \u201cnoi partiamo dal CEP per proiettare questi ragazzi nel mondo\u201d. Come dimostra anche il fatto che ora la stragrande maggioranza degli alunni che escono da questa scuola media si iscrive ai licei e non pi\u00f9 in massa ai corsi della formazione professionale, segno di una ritrovata autostima sociale di tanti studenti e di una rivincita delle famiglie del CEP, un orgoglio per lo stesso quartiere popolare di Palermo e per questa scuola, intitolata nel 2013 per volont\u00e0 del preside, a <strong>Giuliana Saladino<\/strong>, la giornalista, scrittrice e politica palermitana morta per un tumore nel 1999 all\u2019et\u00e0 di 73 anni.<\/p>\n<p>Ma l\u2019attenzione di Catania \u00e8 rivolta sempre verso gli alunni e verso la loro dignit\u00e0 di preadolescenti dell\u2019era digitale: \u201cLi ascolto ogni giorno \u2013 segnala \u2013 e non \u00e8 vero che sono come li descrivono, sanno tante cose, molte di pi\u00f9 di quelle che sapevamo noi alla loro et\u00e0. Probabilmente non sanno mettere in connessione le cose che sanno e infatti il tema \u00e8 quello di costruire non delle teste ben piene ma delle teste teste ben fatte che possano mettere in connessione le cose che sanno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Preside Giusto Catania, adesso ci deve spiegare come passa, tutto questo successo, dall\u2019articolazione dell\u2019orario e dall\u2019abolizione degli scrutini. Perch\u00e9 le ore sono di 50 minuti?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esigenza \u00e8 duplice c\u2019\u00e8 un\u2019esigenza di natura didattica e una di natura organizzativa<\/p>\n<p><strong>La prima<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale lavorare sull\u2019interdisciplinarit\u00e0. Il sapere \u00e8 unitario, la divisione tra discipline \u00e8 arbitraria, ci sono evidenti interazioni tra le varie discipline, potremmo stare qui a elencarle. Allora abbiamo pensato che fosse pi\u00f9 utile intrecciare le discipline e per questa ragione abbiamo ritenuto che il modo pi\u00f9 efficace sarebbe stato quello di avere almeno due docenti in compresenza in una stessa classe.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla seconda esigenza<\/strong><\/p>\n<p>La seconda \u00e8 di natura organizzativa. Noi ci troviamo in una fase in cui, per un\u2019imposizione del governo, \u00e8 ora pi\u00f9 difficile chiamare un supplente per coprire un\u2019assenza del docente, se non a certe condizioni. E siccome pensiamo che non si possa privare l\u2019alunno dell\u2019attivit\u00e0 didattica solo perch\u00e9 ci sono difficolt\u00e0 economiche ed esigenze di risparmio allora l\u2019organizzazione per compresenze ci aiuta a evitare di avere la classe scoperta. Organizzare in compresenza significa garantire che ci sia sempre un docente in classe evitando di dividere o di accorpare le classi. Ma questa \u00e8 solo la parte secondaria: il tema \u00e8 per noi tutto didattico e fa il paio con tutto il resto. La storia dei 50 minuti si spiega all\u2019interno di un discorso pi\u00f9 ampio e complessivo. E sull\u2019innovazione.<\/p>\n<p><strong>Per esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Per esempio abbiamo le aule tematiche. Non c\u2019\u00e8 l\u2019aula della classe 1B o della classe 2C, tanto per dire. Le classi ruotano per aree tematiche e gli ambienti di apprendimento diventano uno spazio educativo dove anche il movimento \u00e8 un pezzo dalla didattica, tra una lezione e l\u2019altra gli alunni si spostano.<\/p>\n<p><strong>Se le ore diventano di 50 minuti non si rischia di togliere tempo alla lezione?<\/strong><\/p>\n<p>No, perch\u00e9 l\u2019orario delle discipline \u00e8 stato organizzato su due ore consecutive da 50 minuti, quindi diventa un\u2019attivit\u00e0 di 100 minuti e non di 50. L\u2019operazione \u00e8 quella. \u00c8 un percorso che si costruisce nei vari Consigli di classe, dalla primaria alla secondaria di primo grado. Si costruiscono pi\u00f9 presenze in classe e per fare questo c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di organizzare l\u2019orario su lezioni da 50 minuti in modo che le ore vengano gestite con le compresenze. L\u2019investimento \u00e8 stato fatto su tutte le classi, dalla primaria fino alla terza della secondaria di primo grado, per abituare gli alunni fin da subito.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 non \u00e8 matematicamente semplice garantire sempre due ore consecutive nella struttura dell\u2019orario annuale.<\/strong><\/p>\n<p>Ci stiamo riuscendo. E questo vale per le medie, per la primaria \u00e8 molto pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p><strong>Cosa risponde a chi dice che cos\u00ec si perde tempo scuola?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 esattamemte il contrario.<\/p>\n<p><strong>Addirittura<\/strong><\/p>\n<p>Si guadagna tempo scuola, non si perde, \u00e8 tutto il contrario. I docenti recuperano il tempo con le compresenze.<\/p>\n<p><strong>S\u00ec, ma lo perdono gli alunni<\/strong><\/p>\n<p>No. ed \u00e8 qui il punto. Vede, abbiamo fatto un calcolo e da questo calcolo emerge che guadagniamo ore di attivit\u00e0 didattica. Noi avevamo una tendenza per cui il tempo scuola per alcuni ragazzi si riduceva: visto il contesto sociale in cui vivono, registravamo molte uscite anticipate specie da parte dei ragazzi BES che non riuscivano a reggere il tempo scuola e questo soprattutto all\u2019inizio del percorso scolastico.<\/p>\n<p><strong>Questo non avviene pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>No. Abbiamo eliminato questa tendenza, non abbiamo pi\u00f9 quel tipo di richiesta perch\u00e9 la nuova didattica favorisce gli alunni grazie allo spostamento da un\u2019aula tematica all\u2019altra che azzera la riduzione di tempo scuola, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la richiesta di uscita anticipata. Inoltre, negli altri anni capitava durante la settimana di non riuscire a sostituire il docente e quindi si doveva spesso dividere la classe o chiamare le famiglie perch\u00e9 venissero a ritirare l\u2019alunno, cosa che non avviene pi\u00f9, grazie alla compresenza. Tutto questo ha portato all\u2019allungamento del tempo della didattica: abbiamo migliorato non solo la qualit\u00e0 della didattica ma anche il tempo scuola, che cos\u00ec si \u00e8 allungato.<\/p>\n<p><strong>Cade dunque la critica sulla perdita di tempo scuola: vogliamo i dati.<\/strong><\/p>\n<p>Certo, e per noi \u00e8 facilmente dimostrabile. L\u2019anno scorso abbiamo perso 107 ore di scuola per le medie e 108 per la primaria. Quest\u2019anno non abbiamo perso neppure un\u2019ora. C\u2019\u00e8 un abbattimento radicale della riduzione del tempo scuola e anzi ne guadagniamo di gran lunga.<\/p>\n<p><strong>Le novit\u00e0 organizzative sono frutto di una decisione sofferta? I docenti l\u2019hanno subita o si sono mostrati d\u2019accordo.?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 stata una decisione sofferta, tutt\u2019altro. \u00c8 stata approvata dagli organi collegiali con una discussione che ha impegnato tre riunioni del Collegio dei docenti. Su questa cosa abbiamo poi coinvolto il Consiglio d\u2019Istituto che ha apprezzato l\u2019innovazione introdotta. \u00c8 stata una bella discussione e infine<strong> un\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0<\/strong>, e mi consenta di aggiungere che non si tratta di mero unanimismo poich\u00e9 c\u2019\u00e8 stata la necessit\u00e0 di una discussione seria, con simulazioni, numeri e dati che sono frutto di elaborazioni statistiche. \u00c8 stata davvero una bellissima discussione, son ben contento quando in Collegio gli insegnanti si confrontano.<\/p>\n<p><strong>Con questa impostazione gli alunni tornano a casa prima?<\/strong><\/p>\n<p>Escono 25 minuti prima. Ma in realt\u00e0 la stragrande maggioranza degli alunni rimane a scuola per svolgere le attivit\u00e0 extrascolastiche che iniziano alle 14. Abbiamo diversi laboratori, tra cui quelli di inglese e di scienze. Abbiamo attivato quattro percorsi con il Piano estate. C\u2019\u00e8 il laboratorio di musica, quello di robotica, un altro laboratorio per la scuola primaria e fra un po\u2019 quello di fotografia. Da questo mese di gennaio partiranno progetti inerenti danza, teatro, arti marziali. Le scuole sono aperte tutto il pomeriggio: gli alunni escono prima ma mangiano qui poich\u00e9 per alcuni progetti PNRR \u00e8 prevista la mensa.<\/p>\n<p><strong>Non si tratta di attivit\u00e0 obbligatorie, i ragazzi partecipano?<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene non siano obbligatorie c\u2019\u00e8 un\u2019altissima adesione e una lodevole reattivit\u00e0 a questi progetti perch\u00e9 sono attivit\u00e0 stimolanti. In un quartiere come il nostro \u00e8 molto importante avere ragazzi che passano pi\u00f9 tempo a scuola, grazie ad attivit\u00e0 finanziate con il PNRR. Siamo impegnati in un braccio di ferro quotidiano con la criminalit\u00e0 e far stare i ragazzi a scuola significa sottrarre loro da possibili influenze delinquenziali che esistono, aumentare il tempo scuola \u00e8 una missione altrettanto importante del fare scuola al mattino e gli alunni lo hanno percepito tanto che partecipano in massa\u201d.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 vero che avete una sala cinema e che vi sono arrivate in dono le poltroncine da un cinema di Viareggio?<\/strong><\/p>\n<p>Con le risorse che abbiamo siamo riusciti a migliorare gli ambienti e abbiamo un campetto esterno, una sala teatro e siamo una delle pochissime scuole dotate di una sala cinema con 50 posti. Un cinema di Viareggio ci ha regalato le poltroncine grazie all\u2019intermediazioni di Anec, l\u2019Associazione Nazionale Esercenti Cinema, che \u00e8 venuta a vedere la nostra scuola, che \u00e8 scuola capofila delle Giornate nazionali cinema per la scuola. Noi in questi anni abbiamo investito molto sulla didattica attraverso il cinema e abbiamo avuto una buona partecipazione dal quartiere, dalle mamme, dai pap\u00e0, dai nonni. Abbiamo investito molto sul cinema come strumento didattico. Con i finanziamenti SIAE abbiamo condotto la rassegna intitolata \u201cDalla strada al mito\u201d che \u00e8 stata l\u2019occasione di far vedere dei documentari fatti dai nostri ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Ma le poltroncine?<\/strong><\/p>\n<p>Quando il direttore generale di Anec \u00e8 venuto qui e ha visto tutto questo, ha detto: vi manca una sola cosa: le poltroncine. Non vi preoccupate, ve le far\u00f2 avere io. Avevamo delle sedie, certo, ora abbiamo le poltroncine di questo nostro cinema. E sa a chi \u00e8 intitolato? A Vito Mercadante, un preside di scuole difficili e periferiche che ha investito molto sul tema della lotta alla mafia.<\/p>\n<p><strong>Va bene tutto, ma che cosa risponde ai tanti insegnanti che leggeranno questa intervista e che ironizzeranno sul fatto che \u201cnelle scuole ormai si fanno tante attivit\u00e0 e ci si dimentica della vera scuola\u201d, tanto per intenderci \u201cquella di una volta\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Chi dice questo \u00e8 rimasto fermo alla scuola gentiliana in cui la lezione frontale era l\u2019unica modalit\u00e0 e dimostra di non conoscere i ragazzi di oggi, i quali acquisiscono capacit\u00e0 di apprendimento diverse da quelle che avevamo noi. \u00c8 cambiato il modo di apprendere, le innovazioni hanno cambiato le modalit\u00e0 di acquisizione. L\u2019Internet ha cambiato il mondo e noi vogliamo fare didattica come si faceva una volta? \u00c8 cambiato il modo di apprendere di noi adulti, figuriamoci i ragazzi che non hanno conosciuto il prima.<\/p>\n<p>Pensi a noi adulti impegnati in una lettura: prima leggevamo serenamente un libro, ora dopo dieci minuti arriva un messaggio su Whatsapp, e quando serve invece di usare un dizionario, come si faceva un tempo, si va su Google, al che spesso ci si disperde su altre pagine web, figurarsi i ragazzi, che non hanno conosciuto il mondo di prima. E noi pensiamo che la lezione frontale, tanto per dire, possa ancora essere l\u2019unica modalit\u00e0 possibile?La scuola non pu\u00f2 essere lontana dalla realt\u00e0. Ci sono cent\u2019anni di pedagogia che ci dicono che si apprende meglio partendo dalla realt\u00e0 e noi stiamo ancora a discutere se questa pedagogia funzioni o meno.<\/p>\n<p><strong>E secondo lei funziona?<\/strong><\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la pedagogia degli ultimi cent\u2019anni ani \u00e8 stata disapplicata completamente. Continuiamo a pensare al modello gentiliano che divide le discipline tra quelle alte e quelle basse, alla scuola che ritiene che sia pi\u00f9 importante parlare e scrivere che conoscere la musica o saper disegnare, alla scuola che ancora pensa che esista una sola intelligenza e non le intelligenze multiple, alla scuola che non sa coltivare talenti. Le indicazioni nazionali parlano di sviluppo del pensiero critico da favorire: ma come lo favoriamo? Riempendo i ragazzi di nozioni?<\/p>\n<p>Edgar Morin parlava di testa ben fatta in contrapposizione alla testa ben piena e noi lavoriamo affinch\u00e9 i nostri alunni abbiano una testa ben fatta e non piena di nozioni, la vera scuola \u00e8 questa.<\/p>\n<p>Chi si ostina a pensare che tenere ragazzi per sei ore consecutive immobili e in silenzio \u00e8 sicuro che questo sia il modello migliore? Samo sicuri che sia il modello che vogliamo? Siamo sicuri che un ragazzo che in classe neanche non si sente sia bravo? Lo vogliamo cos\u00ec? Chi dice questo non conosce pi\u00f9 la scuola e infatti il dibattito pubblico sulla scuola \u00e8 spesso alimentato da persone che la conoscono perch\u00e9 l\u2019hanno frequentata da studenti. Ormai si sentono tutti autorizzati a parlare di scuola perch\u00e9 tutti hanno almeno per un anno frequentato la scuola, in realt\u00e0 non hanno idea di come siano cambiate la scuola e la modalit\u00e0 di apprendimento e hanno un\u2019immagine dei giovani negativa, di giovani sdraiati, che non sanno fare niente.<\/p>\n<p><strong>E invece?<\/strong><\/p>\n<p>Invece oggi la quantit\u00e0 di cose che sanno i giovani \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 grande della quantit\u00e0 di ci\u00f2 che sapevamo noi. Infatti non capiamo quello che dicono. Io ascolto gli alunni e posso dire che non \u00e8 vero che sono come li descrivono: sanno tante cose anche se spesso non sanno mettere in connessione le cose che sanno. E infatti il tema \u00e8 proprio quello di non creare delle teste ben piene ma semmai di costruire delle teste ben fatte che siano in grado di mettere in connessione le cose che sanno.<\/p>\n<p>Per fortuna la scuola \u00e8 diventata pi\u00f9 inclusiva e accogliente: tutti parlano di alunni come una massa informe. Ma pensi alla composizione delle classi con alunni BES, alcuni con disagio sociale o ambientale o culturale: chi pensi di dare a tutti la stessa cosa \u00e8 fuori dal mondo, questa nostra modalit\u00e0 di guardare l\u2019individuo consente di dare a ciascuno quello che \u00e8 utile.<\/p>\n<p>Sono cent\u2019anni che la pedagogia ci dice che il primo ambiente di apprendimento \u00e8 quello che vivi, \u00e8 il rapporto tra pari, e noi continuiamo a pensare che l\u2019unico strumento sia l\u2019insegnante che parla agli alunni e gli alunni che ascoltano l\u2019insegnante per ore: l\u2019apprendimento cooperativo \u00e8 storico e invece lo facciamo passare come modello nuovo. Le isole per i lavori di gruppo? Ma meno male che ci sono.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 alla fine i ragazzi si scontreranno con la realt\u00e0 dei semestri filtro e dei test d\u2019accesso\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Peccato che la selezione si faccia poi con le crocette. La nostra non \u00e8 una modalit\u00e0 lassista. Il tema \u00e8 come apprendere. Io penso che uno studente che ha una capacit\u00e0 mentale di mettere in connessione gli argomenti sia pi\u00f9 bravo di uno che sa solo l\u2019anatomia, tanto per dire. La contraddizione semmai \u00e8 un\u2019altra e cio\u00e8 che per accedere a Medicina si debba fare un test con le crocette su domande a risposta multipla. In un momento come questo in cui servono i medici si rende tutto cos\u00ec difficile? Ma meno male che abbiamo importato i medici cubani e venezuelani e le infermiere rumene.<\/p>\n<p><strong>Occorrerebbe secondo lei allargare le maglie per l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Certo. \u00c8 meglio avere medici bravi, ma la selezione la fai a valle e non a monte e non \u00e8 che tutti poi diventano poi medici o architetti<\/p>\n<p><strong>Si obietta che mancherebbero i posti fisici per garantire la formazione universitaria a un numero pi\u00f9 elevato di studenti<\/strong><\/p>\n<p>Certo, se si tagliano le spese, se aumentano i finanziamenti alla scuola privata e alla difesa e non quelli alla scuola pubblica e all\u2019universit\u00e0, succede poi tutto questo.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla valutazione. La vostra scuola non ha pi\u00f9 i quadrimestri: come mai avete abolito la divisione intermedia?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la valutazione qui si fa solo alla fine dell\u2019anno. Se \u00e8 vero che la valutazione degli alunni \u00e8 annuale allora riteniamo che le interruzioni per fare gli scrutini intermedi non sia utile, anzi va discapito della didattica, si passa pi\u00f9 tempo a valutare che a fare didattica, si passa pi\u00f9 tempo a pensare a un 5 che deve diventare 6 che al tempo scuola. La valutazione si fa alla fine e non dev\u2019essere divisa da intervalli intermedi, altrimenti il mese di gennaio si trascorre con le interrogazioni.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 obbligatorio dunque fare gli scrutini intermedi?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 scritto da nessuna parte che sia un obbligo, dipende dalle valutazioni del collegio dei docenti. Il voto si mette alla fine dell\u2019anno. Abbiamo pensato anche che la valutazione degli studenti non debba essere numerica, il 6 di un alunno non \u00e8 uguale al 6 di un altro alunno. \u00c8 venuto fuori un percorso di valutazione da cui rileviamo che partendo dai punti di forza e di debolezza degli alunni questo ci aiuta a valutare i singoli progressi e come migliorare gli apprendimenti. Gli alunni non hanno l\u2019ansia da prestazione. N\u00e9 gli alunni, n\u00e9 il docente, perch\u00e9 questo non va bene in un ambiente che deve essere cooperativo.<\/p>\n<p><strong>Guardi che da domani la sua scuola verr\u00e0 definita \u201cscuola senza voti e senza quadrimestri\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 impropriamente definibile come una scuola senza voti: \u00e8 pi\u00f9 facile dare un 5 che non dare una vera e propria valutazione descrittiva che poi alla fine dell\u2019anno diventer\u00e0 un voto numerico.<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 della riduzione dello stress, l\u2019abolizione degli scrutini intermedi ha portato altri vantaggi legati in qualche modo alla valutazione?<\/strong><\/p>\n<p>Altroch\u00e9. Abbiamo aumentato i momenti di incontro tra le famiglie e questo ha migliorato i rapporti tra loro e la scuola. Genitori che ricevono un 6 sono contenti ma incontrarli per riflettere insieme sui punti di debolezza e anche su quelli di forza dei loro figli \u00e8 molto importante. Guardi, dopo avere scoperto di avere un ragazzino particolarmente dotato per la musica abbiamo riferito questa cosa alla famiglia<\/p>\n<p><strong>E la famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 corsa ad acquistare una batteria\u2026<\/p>\n<p><strong>Questo non sarebbe successo in ogni caso?<\/strong><\/p>\n<p>Come fai a notare questi aspetti di un alunno con due ore di musica a settimana? In un\u2019ottica di attivit\u00e0 extracurriculare viene invece fuori ci\u00f2 che non emerge in un\u2019ora al mattino.<\/p>\n<p><strong>Torniamo ai voti. I genitori che durante l\u2019anno non conoscono i voti dei figli non rischiano di restare disorientati?<\/strong><\/p>\n<p>Quando abbiamo incontrato le famiglie abbiamo trovato tante rispondenze positive. Le famiglie sono contente del fatto che abbiamo aumentato il tempo di rendicontazione nei loro confronti. Il tempo di tre o di cinque minuti serve a poco, invece un genitore \u00e8 pi\u00f9 contento se gli racconti l\u2019andamento del figlio con i suoi punti di forza e di debolezza, ci\u00f2 che dovrebbe curare di pi\u00f9 a casa.<\/p>\n<p>In questo modo la famiglia ha un resoconto realistico della situazione del figlio. Dire che ha 6 non significa assolutamente nulla e dedicare il triplo del tempo ai genitori significa eliminare quello degli scrutini intermedi e ridurre il livello di conflittualit\u00e0 tra docenti. \u00c8 incredibile come la riduzione della conflittualit\u00e0 passi da queste piccole cose. I docenti durante gli scrutini litigano: io dal quattro non mi muovo \u2013 sembra di sentirli \u2013 io lo voglio bocciare\u2026 insomma \u00e8 il momento di massima tensione<\/p>\n<p><strong>Lei dice che la scuola \u201cSaladino\u201d non \u00e8 la scuola <\/strong><strong>del<\/strong><strong> CEP ma la scuola <\/strong><strong>dal<\/strong><strong> CEP. Che cosa intende?<\/strong><\/p>\n<p>Che partiamo dal CEP per proiettare questi ragazzi nel mondo.<\/p>\n<p><strong>E i ragazzi si fanno proiettare?<\/strong><\/p>\n<p>Qualcuno rimane legato al territorio e anche alle brutte abitudini, molti crescono, migliorano, vanno via ma non per forza fisicamente: sono in grado di guardare il mondo. Al CEP non c\u2019\u00e8 una scuola superiore. L\u2019unico presidio dello Stato \u00e8 il nostro, non c\u2019\u00e8 neanche la caserma dei Carabinieri, non c\u2019\u00e8 l\u2019ospedale e nemmeno pi\u00f9 la delegazione del Comune. Quanto alle superiori la stragrande quantit\u00e0 dei nostri alunni prima andava nei centri di formazione. Oggi la stragrande quantit\u00e0 di dei nostri alunni va al liceo. Anche questo vogliamo dire quando diciamo che la scuola \u201cSaladino\u201d ora \u00e8 la scuola dal CEP.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non \u00e8 una scuola senza voti, \u00e8 una scuola addirittura senza scrutini intermedi. 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