{"id":291911,"date":"2026-01-05T10:32:09","date_gmt":"2026-01-05T10:32:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291911\/"},"modified":"2026-01-05T10:32:09","modified_gmt":"2026-01-05T10:32:09","slug":"le-chiavi-della-ps5-sono-finite-online-e-per-sony-e-un-problema-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291911\/","title":{"rendered":"Le chiavi della PS5 sono finite online e per Sony \u00e8 un problema serio"},"content":{"rendered":"<p>Le chiavi ROM Level 0 della PS5 sono state rubate e pubblicate online, e Sony si trova cos\u00ec ad affrontare una crisi simile a quella che aveva poi portato, nei primi anni 2000, al jailbreak e alla pirateria sulla PS3. Per fortuna oggi a protezione dei contenuti esistono numerosi DRM che vanno oltre quella che \u00e8 la protezione della console stessa, vedi la necessit\u00e0 di connessione online per molti giochi, ma per l\u2019azienda giapponese <b>si tratta di un problema serio che potrebbe comunque creare danni di un certo livello<\/b>. Le chiavi, lo chiariamo subito, sono autentiche come dimostrano alcuni video pubblicati come \u201cprova\u201d da sviluppatori di custom firmware e da ricercatori di sicurezza.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che la PS5 viene \u201cbucata\u201d, anche se si \u00e8 sempre trattato di piccoli forellini che Sony ha sistemato con aggiornamenti software. Questa volta per\u00f2 \u00e8 diverso: a differenza dei comuni exploit software questa vulnerabilit\u00e0 risiede nel cuore hardware della console, impressa fisicamente nel silicio del processore durante la produzione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Le ROM Keys rappresentano infatti la radice crittografica di fiducia dell&#8217;intera architettura di sicurezza della PS5: queste chiavi, contenute in una memoria read-only, verificano che ogni fase del processo di avvio sia legittima e firmata da Sony. <b>Con le chiavi ora pubblicamente disponibili la &#8220;catena di fiducia&#8221; su cui si basa l&#8217;intero ecosistema PlayStation risulta compromessa<\/b>: Sony non pu\u00f2 semplicemente rilasciare un aggiornamento per cambiare queste chiavi, se lo facesse l&#8217;hardware continuerebbe a cercare le vecchie chiavi per verificare il sistema rendendo la console inutilizzabile. L&#8217;unica soluzione reale \u00e8 una costosa revisione hardware con nuovi processori, lasciando vulnerabili tutte le PS5 attualmente in circolazione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>I rischi, come abbiamo detto, sono enormi e questa situazione solleva preoccupazioni concrete per l&#8217;intero ecosistema del gaming. Il primo e pi\u00f9 ovvio rischio \u00e8 quello della pirateria su larga scala. Sebbene <b>possedere le ROM keys non significhi automaticamente poter eseguire giochi piratati<\/b>, questo furto fornisce agli hacker la mappa completa per aggirare sistematicamente tutti i restanti livelli di protezione. Come abbiamo detto riteniamo questo scenario molto complesso da percorrere: esistono altri livelli di protezione, e soprattutto oggi la maggior parte dei giochi richiede una connessione online che pu\u00f2 essere usata proprio per il controllo accurato del sistema operativo alla ricerca di qualche modifica da parte dell\u2019utente.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>I problemi sono altri: il campo dell&#8217;emulazione, per esempio, potrebbe ricevere una spinta significativa ed emulatori che gi\u00e0 avevano raggiunto risultati notevoli nell&#8217;eseguire titoli PS4 su PC potrebbero fare ora passi da gigante. Con accesso alle specifiche hardware complete gli sviluppatori possono passare dall&#8217;emulazione approssimativa ad alto livello a una riproduzione accurata a basso livello del comportamento della console<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Un altro aspetto, che da sempre divide l&#8217;opinione pubblica riguarda il diritto degli utenti ad utilizzare hardware di loro propriet\u00e0 nel modo che preferiscono. La PlayStation 5, dal punto di vista hardware, \u00e8 essenzialmente un PC con architettura AMD x86: processore Zen 2, GPU RDNA 2, 16GB di RAM GDDR6, SSD NVMe. Hardware che, in teoria, potrebbe eseguire Linux o altri sistemi operativi.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Sony stessa aveva permesso l&#8217;installazione di Linux su PlayStation 3 con la funzionalit\u00e0 \u201cOtherOS&#8221; salvo poi rimuoverla unilateralmente nel 2010, decisione che scaten\u00f2 controversie e persino una class action con gli utenti che sostenevano di avere diritto a usare l&#8217;hardware che avevano acquistato come preferivano.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Con le ROM keys esposte <b>installare distribuzioni Linux complete su PS5 diventa teoricamente possibile<\/b>. Alcuni vedono questo come un&#8217;opportunit\u00e0 per trasformare la console in una macchina versatile, magari con SteamOS installato per accedere alla propria libreria Steam legittimamente acquistata. Altri sottolineano che Sony vende l&#8217;hardware a prezzi contenuti proprio perch\u00e9 recupera attraverso l&#8217;ecosistema software chiuso, e che aggirare questo modello di business danneggia l&#8217;azienda.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Sony non rester\u00e0 ovviamente a guardare. Sul fronte legale, sono gi\u00e0 partite richieste di rimozione DMCA verso piattaforme che ospitano le chiavi o discussioni tecniche approfondite. Sul fronte tecnico, Sony sta probabilmente implementando sistemi di rilevamento sempre pi\u00f9 aggressivi per identificare console modificate che si connettono al PlayStation Network, con ban hardware permanenti per i trasgressori. La risposta pi\u00f9 concreta arriver\u00e0 probabilmente sotto forma di revisione hardware, una &#8220;PS5 Slim v2&#8221; o simile con nuovi processori contenenti chiavi ROM differenti. Questo creer\u00e0 inevitabilmente un mercato diviso, con le console &#8220;pre-2026&#8221; che diventeranno ricercatissime da chi vuole modificarle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le chiavi ROM Level 0 della PS5 sono state rubate e pubblicate online, e Sony si trova cos\u00ec&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":291912,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-291911","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115842039763176315","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291911"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291911\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/291912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}