{"id":291997,"date":"2026-01-05T11:45:12","date_gmt":"2026-01-05T11:45:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291997\/"},"modified":"2026-01-05T11:45:12","modified_gmt":"2026-01-05T11:45:12","slug":"sardegna-a-colori-foto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/291997\/","title":{"rendered":"Sardegna a colori (Foto) &#8211; Internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Il Man di Nuoro continua a mettere in relazione la Sardegna con il linguaggio fotografico e dopo il progetto <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2025\/07\/04\/nuove-visioni-sardegna-isole-minori\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Isole minori<\/a>, che raccoglieva gli sguardi di vari autori contemporanei sulla regione, a dicembre \u00e8 stata inaugurata una mostra su <a href=\"https:\/\/www.museoman.it\/event\/franco-pinna-sardegna-a-colori-fotografie-ritrovate-1953-67\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Franco Pinna<\/a>, fotoreporter emerso nel periodo del neorealismo e originario della Maddalena.  <\/p>\n<p>Nato nel 1925, dopo aver militato nella resistenza romana si ciment\u00f2 nel dopoguerra prima con i documentari e poi dedicarsi con la fotografia. Interessato all\u2019indagine antropologica, conobbe le periferie romane e viaggi\u00f2 al fianco di Ernesto De Martino nelle sue spedizioni etnografiche in Lucania e in Salento.   <\/p>\n<p>Fu un fotografo di scena nell\u2019epoca d\u2019oro di Cinecitt\u00e0, lavorando sui set di registi come Federico Fellini, che ne elogiava la calma da cowboy in un film di Sergio Leone, nonostante il frastuono delle riprese. Gli scatti di Pinna erano pubblicati regolarmente sui periodici dell\u2019epoca, come Vie Nuove, Panorama e L\u2019Espresso.  <\/p>\n<p>La mostra Sardegna a colori (aperta fino al 1 marzo) si concentra per\u00f2 su un corpus di foto in gran parte inedito, realizzato con pellicola a colori tra il 1953 e il 1967 e dedicato alla sua terra d\u2019origine. Pinna voleva documentarla tenendo insieme due dimensioni, quella arcaica e quella moderna, e restituire una materia viva, il racconto di una societ\u00e0 in trasformazione. Per farlo scelse il colore in maniera consistente, nonostante all\u2019epoca fosse una scelta poco compresa e apprezzata rispetto al bianco e nero, decisamente preferito nel reportage. Se da una parte c\u2019era un forte pregiudizio nei confronti del colore, dall\u2019altra lo scetticismo dei fotografi era dato anche da questioni tecniche: negli anni cinquanta era una tecnologia ancora in evoluzione e la resa non era impeccabile; inoltre lo sviluppo e la stampa erano pi\u00f9 costosi.   <\/p>\n<p>Pinna prosegu\u00ec comunque sulla sua strada e nel tempo l\u2019avere acquisito dimestichezza con gli aspetti tecnici gli consent\u00ec di apprezzare sempre di pi\u00f9 le potenzialit\u00e0 espressive del colore. In un\u2019epoca in cui il turismo e la divulgazione visiva erano limitati, le sue immagini rivelavano la Sardegna agli italiani con un linguaggio moderno, lontano dall\u2019astrazione formale monocromatica. Come scrive nel catalogo il curatore Paolo Pisanelli, \u201ci colori esplodono negli abiti e nelle bardature dei cavalli come se la luce li dipingesse sulle sue pellicole diapositive, ma \u00e8 una festa quasi irreale per chi \u00e8 abituato alle sensazioni astratte del bianco e nero\u201d.   <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/foto\/2026\/01\/05\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Sardegna a colori\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Man di Nuoro continua a mettere in relazione la Sardegna con il linguaggio fotografico e dopo il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":291998,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,4663,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-291997","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-cultura","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-fotografia","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115842326337799358","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/291998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}