{"id":292003,"date":"2026-01-05T11:49:13","date_gmt":"2026-01-05T11:49:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292003\/"},"modified":"2026-01-05T11:49:13","modified_gmt":"2026-01-05T11:49:13","slug":"5-film-del-2025-che-dovete-assolutamente-recuperare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292003\/","title":{"rendered":"5 film del 2025 che dovete assolutamente recuperare"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Il 2025 appena concluso \u00e8 stato un anno molto strano per la settima arte. Incassi imprevedibili, grandi registi e attori che non hanno convinto critica o pubblico, nuove leve che si sono fatte avanti e un&#8217;instabilit\u00e0 che \u00e8 diventata di fatto una regola. Ecco perch\u00e9 \u00e8 utile andare a guardare quali film vi conviene recuperare, magari ve li siete fatti sfuggire, magari li avete liquidati senza scoprirli. Invece hanno tanto, tantissimo da offrirvi.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;40 secondi&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Avete ancora tempo di recuperarlo in sala e fidatevi, \u00e8 un&#8217;esperienza cinematografica imperdibile. <a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/40-secondi-vincenzo-alfieri-recensione.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201c40 secondi\u201d<\/a> di Vincenzo Alfieri \u00e8 il miglior film italiano dell&#8217;anno a mani bassissime, e purtroppo uno dei migliori esempi di quanto il nostro pubblico sia difficile, e perda delle occasioni importanti. L&#8217;assassinio di Willy Monteiro Duarte di cinque anni fa, che scosse profondamente l&#8217;opinione pubblica italiana, \u00e8 lo spunto attraverso il quale Alfieri ci guida dentro quell&#8217;ecosistema umano, culturale che si chiama periferia italiana. Una giungla cos\u00ec diversa e in fin dei conti anche sempre la stessa. Maschilismo, patriarcato, la criminalit\u00e0 che si trasmette di generazione in generazione, la giovent\u00f9 abbandonata e senza prospettive, la povert\u00e0 e il degrado ce li mostra per quello che sono: un regno che prima che materiale, \u00e8 soprattutto culturale. Girato in modo semplicemente divino, con una direzione degli attori da far tremare i polsi, \u201c40 secondi\u201d \u00e8 stato quasi ignorato dal pubblico italiano in sala, in favore di pellicole molto pi\u00f9 disimpegnate, volendo anche indulgenti con la nostra societ\u00e0 e le sue problematiche. Fatto ancora pi\u00f9 interessante, \u00e8 un film civile ma mai retorico, nazionalpopolare o melenso, abbraccia un realismo semplicemente incredibile e sa come colpirci in modo profondo e mai banale. Una perla.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cUna battaglia dopo l\u2019altra\u201d<\/p>\n<p>Paul Thomas Anderson con<a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/una-battaglia-dopo-l-altra-recensione.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> \u201cUna battaglia dopo l&#8217;altra\u201d<\/a> ha creato un film tanto chiacchierato quanto, in ultima analisi, assolutamente messo in disparte dal pubblico, che non ha raccolto questa sua ennesima sfida, questo film capace di essere una rappresentazione totale del nostro presente (non solamente americano). Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Teyana Taylor, Benicio del Toro, Chase Infiniti, sono i volti principali di un cast che ci mostra l&#8217;umanit\u00e0 in un futuro non cos\u00ec lontano e per nulla distopico. Negli USA di domani (facciamo oggi va) domina il fascismo, esso \u00e8 istituzione, manco tanto nascosta. Ora grottesco, ora feroce, pervaso da un black humor incessante, \u201cUna battaglia dopo l&#8217;altra\u201d ci parla di una famiglia di rivoluzionari inseguiti senza posa da un militare psicotico, da una loggia massonica suprematista, ed \u00e8 un mix tra pulp, action e satira politica. Dentro, ci scorgiamo il tramonto della democrazia, dell&#8217;occidente che \u00e8 finito nelle mani dei peggiori, dei pi\u00f9 ignoranti, dei pi\u00f9 violenti. Prova di regia semplicemente sontuosa, come al solito a met\u00e0 tra innovazione e omaggio alla classicit\u00e0, \u201cUna battaglia dopo l&#8217;altra\u201d ha forse spaventato il pubblico, questo pubblico che se non capisce gi\u00e0 tutto quanto dal trailer non si muove da casa. \u00c8 uno dei grandi film politici del nostro tempo, un&#8217;altra prova di talento da parte di uno dei pi\u00f9 grandi registi del cinema contemporaneo. Lo trovate (purtroppo) gi\u00e0 in streaming su Amazon Prime e Apple Tv+.<\/p>\n<p>\u201cBlack Bag\u201d<\/p>\n<p>Un noir, uno di quelli veri, sinuosi, eleganti e affascinanti, l&#8217;ennesima pennellata d&#8217;autore di un grande regista con un grandissimo cast al suo servizio. La straordinaria tradizione dello spy thriller d&#8217;oltremanica, viene sublimata da <a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/black-bag-steven-soderbergh-recensione.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cBlack Bag\u201d<\/a> di Steven Soderbergh., che con Michael Fassbender, Cate Blanchett, Naomie Harris, Reg\u00e9-Jean Page e Pierce Brosnan, ci porta dentro una tela in cui professionale e personale vanno di pari passo, un gioco di ombre tra spie, per trovare una talpa, un traditore dentro i servizi segreti di sua Maest\u00e0. Armato di dialoghi sopraffini, di un&#8217;energia inquietante e un&#8217;estetica seducente, \u201cBlack Bag\u201d ha per\u00f2 un&#8217;anima gelica cos\u00ec come i suoi protagonisti. Pi\u00f9 che a Ian Fleming, si rif\u00e0 alla narrativa di Agatha Christie, Frederick Forsyth, John le Carr\u00e9, che ha fatto s\u00ec che la Gran Bretagna diventasse un modello da imitare del genere mistery. Purtroppo anche in questo caso il botteghino \u00e8 stato ben poco generoso, con un film che chiss\u00e0, forse dieci anni fa si sarebbe giocato pi\u00f9 di qualche statuetta. \u201cBlack Bag\u201d diventa anche metafora della completa perdita di certezze nello scacchiere geopolitico moderno, dove non c&#8217;\u00e8 nessuna lealt\u00e0, nessuna coerenza e nessuna certezza. Nei Servizi non esistono alleati, non esistono ideali, esiste solo il gioco e chi vive e muore per esso. Disponibile su Now Tv, Amazon Prime Video e Apple Tv+.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;A House of Dynamite&#8221;<\/p>\n<p>Il fatto che il nuovo film di Kathryn Bigelow sia stato cos\u00ec ignorato non solo dall&#8217;Academy, ma prima ancora da un&#8217;istituzione come<a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/venezia-82-meglio-peggio-commento.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> la Biennale di Venezia<\/a>, grida veramente vendetta. Una delle giurie pi\u00f9 scandalose che la Laguna abbia mai visto nell&#8217;ultimo decennio, ha fatto spallucce di fronte alla sua perfezione di regia e composizione, la sua capacit\u00e0 di far diventare la tensione l&#8217;ossigeno stesso di questo thriller magnifico. Strutturato sulla sovrapposizione di pi\u00f9 punti di vista riguardo un misterioso ordigno nucleare che sta per colpire gli Stati Uniti, film annovera un cast di prim&#8217;ordine, composto da Idris Elba, Rebecca Ferguson, Jared Harris, Jason Clarke, Anthony Ramos, tutti chiamati a essere i tanti volti chiamati a confrontarsi con questo incubo che sta per piovere dal cielo. Lo potete trovare sul Netflix, naturalmente meritava di stare molto pi\u00f9 tempo in sala, come meritava molto pi\u00f9 considerazione da parte della critica, quella americana naturalmente, che come al solito accetta analisi di questo tipo solamente quando sono coperte di patriottismo e ottimismo. <a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/a-house-of-dynamite-recensione.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cA House of Dynamite\u201d<\/a> \u00e8 un thriller politico che ci riporta ai tempi dell&#8217;apice della Guerra Fredda, con cui abbracciare la totale vulnerabilit\u00e0 delle nostre vite, del nostro presente a fronte di uno scacchiere internazionale guidato da uomini folli, ignoranti e soprattutto incompetenti. Assolutamente uno dei migliori film dell&#8217;anno. Disponibile da tempo su Netflix.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Good Boy&#8221;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche spazio per l&#8217;horror in questa classifica, e che horror.<a href=\"https:\/\/www.today.it\/vision\/cinema\/good-boy-recensione.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> \u201cGood Boy\u201d <\/a>di Ben Leonberg \u00e8 una vera chicca, \u00e8 uno di quei cult che una volta avremmo definito film di genere, ma nella realt\u00e0, la sua eleganza, va di pari passo con l&#8217;originalit\u00e0 di composizione e con quest&#8217;idea geniale: un horror dove il protagonista sia un cane. Si chiama Indy, \u00e8 un Nova Scotia Duck Tolling Retriever, ed \u00e8 chiamato a confrontarsi con una presenza oscura, decisa a prendersi Todd, il suo padrone, in preda a una depressione profonda. In quella casetta sperduta nel bosco, andr\u00e0 in scena un duello tra questo cane fedele, coraggioso e intuitivo, e questa entit\u00e0 malvagia. Impossibile non innamorarsi di questo film, cos\u00ec come non comprendere la magnifica metafora del concetto di depressione come qualcosa di gi\u00e0 dentro di noi, da combattere con l&#8217;empatia. Pi\u00f9 che sull&#8217;horror visivo, \u201cGood Boy\u201d si appoggia ai concetti di ignoto e oblio, \u00e8 un horror psicologico, ma funziona come un orologio svizzero. Anche in questo caso, avrebbe meritato di stare pi\u00f9 in sala, il passaparola \u00e8 stato efficace ma al momento lo potete trovare soltanto in streaming. \u201cGood Boy\u201d \u00e8 l&#8217;ennesima dimostrazione di come questo genere rimanga, ancora oggi, il pi\u00f9 libero, il pi\u00f9 sorprendente, a fronte di tanta sterilit\u00e0 e artificiosit\u00e0 che ormai ha infettato l&#8217;industria. Potete recuperarlo su Apple Tv+ e Amazon Prime Video.\u00a0<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":292004,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[3004,689,640,203,454,204,1537,90,89,1521,688,171545,23131],"class_list":{"0":"post-292003","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-3004","9":"tag-blog","10":"tag-cinema","11":"tag-entertainment","12":"tag-film","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-movies","18":"tag-opinioni","19":"tag-top-5","20":"tag-vision"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115842342178054597","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292003\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/292004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}