{"id":292227,"date":"2026-01-05T14:55:25","date_gmt":"2026-01-05T14:55:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292227\/"},"modified":"2026-01-05T14:55:25","modified_gmt":"2026-01-05T14:55:25","slug":"larte-come-rifugio-dalla-rabbia-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292227\/","title":{"rendered":"l&#8217;arte come rifugio dalla rabbia sociale"},"content":{"rendered":"\n<p>In mostra a Roma\u00a0fino al 26 febbraio 2026\u00a0<a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/gilda-lavia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nella galleria Gilda Lavia<\/a>, attenta alle realt\u00e0 artistiche del sud America, \u00e8 in corso la personale di <strong>Carla Grunauer<\/strong> dal titolo El metal que suena. La mostra dell\u2019artista argentina rappresenta la seconda esperienza espositiva nella galleria del quartiere San Lorenzo e presenta opere realizzate appositamente per gli spazi della struttura. A colpire \u00e8 un\u2019arte che celebra la fragilit\u00e0, il diverso, la fantasia. Con l\u2019elaborazione di figure provenienti da mondi paralleli, l\u2019artista si ritaglia il suo momento di estraniazione da una realt\u00e0 politica difficile, da un governo ultraliberale in cui tagli ai sussidi e le riduzioni della spesa pubblica hanno avuto un forte impatto sulla popolazione aumentando il disagio sociale. L\u2019Argentina di Carla Grunauer risulta sospesa tra instabilit\u00e0 economica e rabbia collettiva e l\u2019artista si rifugia nel proprio personale immaginario per evadere da un mondo che respinge.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178070\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/installation-view-5__ph-Giorgio-Benni-1024x812.jpg\" alt=\"carla grunauer \" width=\"696\" height=\"552\"  \/>Carla Grunauer \u201cHorizonte de sucesos\u201d, 2025. Acrilico su tela di polietilene, cm 131\u00d7302. Courtesy l\u2019artista e Galleria Gilda Lavia ph Giorgio Benni<\/p>\n<p>El metal que suena: in quel metallo che suona, la sperimentazione della forma appare centrale, in bilico tra culture indigene, riti tribali e visioni futuristiche. La memoria precolombiana \u00e8 radicata nella sua pelle, scorre nel suo sangue: originaria di Tucuman, regione a nord ovest dell\u2019Argentina, le sue origini coincidono con una delle poche aree del paese ancora strettamente legate al passato ancestrale, grazie alla ricchezza dei siti archeologici andini. L\u2019artista d\u00e0 voce alle emozioni, alle tensioni contemporanee e sociali, realizzando figure amorfe in un mondo ibrido che condivide ambiguit\u00e0, anatomie e reminiscenze, uno spazio di confine tra l\u2019animale e l\u2019umano con un\u2019aurea di mistero mistico e mitologico. Allegorie in bilico su cui sperimentare e riversare dolori, disperazioni ma anche libert\u00e0 e possibilit\u00e0 positive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178071\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/6_Dora-1024x841.jpg\" alt=\"carla grunauer\" width=\"696\" height=\"572\"  \/>Carla Grunauer \u201cDora\u201d, 2025. Metallo zincato, fibra di vetro, resina acrilica, stucco, pigmenti e vernice poliuretanica, cm 60 \u00d7 105 \u00d7 40. Courtesy l\u2019artista e Galleria Gilda Lavia ph Giorgio Benni<\/p>\n<p>La mostra presenta sculture e dipinti. Carla Grunauer utilizza la pittura come gesto istintivo, lo scorrere del colore sulla superficie in cui il pigmento diventa respiro, mentre con la scultura arriva di seguito a completare il pensiero e supera il linguaggio dell\u2019anatomia, affronta il peso del corpo creando totem contemporanei dialoganti con l\u2019osservatore. Le opere raccontano storie di libert\u00e0, personaggi in cui l\u2019umano si fonde con l\u2019animale mescolando forza, saggezza, istinto e ragione, figure a volte silenziose e a volte urlanti, figure libere per liberi spazi mentali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1178075\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2_Carla-Grunauer_Tironeos-y-cascadas_courtesy-lartista-e-Galleria-Gilda-Lavia_ph-Giorgio-Benni-1024x.jpeg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"408\"  \/>Carla Grunauer \u201cTironeos y cascadas\u201d, 2025. Acrilico su tela di polietilene, cm 131 x 247. Courtesy l\u2019artista e Galleria Gilda Lavia_ph Giorgio Benni<\/p>\n<p>Si supera il linguaggio dell\u2019anatomia per una verit\u00e0 emotiva: occhi troppo grandi, gambe troppo lunghe, corpi deformi che non cercano il realismo ma l\u2019essenza in continuo divenire, poich\u00e9 ogni opera pu\u00f2 essere smontata, rigenerata e modificata. Nella visione dell\u2019artista la costante mutazione obbliga a trasformarsi e resistere superando ostacoli di anatomia, simmetria e armonia. Carla Grunauer ci porta in un mondo di figure antropomorfe che diventano specchi che riflettono ci\u00f2 che siamo, ma anche ci\u00f2 che temiamo e che potemmo diventare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In mostra a Roma\u00a0fino al 26 febbraio 2026\u00a0nella galleria Gilda Lavia, attenta alle realt\u00e0 artistiche del sud America,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":292228,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-292227","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115843073518866879","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292227"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292227\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/292228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}