{"id":292474,"date":"2026-01-05T18:12:11","date_gmt":"2026-01-05T18:12:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292474\/"},"modified":"2026-01-05T18:12:11","modified_gmt":"2026-01-05T18:12:11","slug":"cani-e-gatti-obesi-fauna-selvatica-flagellata-dai-tumori-perche-sempre-piu-animali-soffrono-di-malattie-croniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292474\/","title":{"rendered":"Cani e gatti obesi, fauna selvatica flagellata dai tumori. Perch\u00e9 sempre pi\u00f9 animali soffrono di malattie croniche?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Alessio Cozzolino<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 Agraria di Atene analizza il problema delle malattie croniche negli animali, la cui incidenza \u00e8 in aumento negli ultimi anni. E la responsabilit\u00e0 \u00e8 nostra<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le relazioni, specie se durature, ci cambiano sempre. E quello tra animali e uomini \u00e8 un rapporto che travalica i confini del tempo e dello spazio: una relazione fatta di influenze reciproche, forse eccessive. A furia di stravolgere gli ambienti in cui vivono, abbiamo infatti alterato il loro stato di salute. \u00abNon \u00e8 un caso che stiano iniziando a soffrire sempre pi\u00f9 di malattie croniche, proprio come noi\u00bb. <b>Antonia Mataragka<\/b>, ricercatrice dell\u2019Universit\u00e0 Agraria di Atene, riassume cos\u00ec il suo nuovo studio pubblicato sulla rivista Risk Analysis.<\/p>\n<p>    Il mondo \u00e8 cambiato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNegli ultimi vent\u2019anni, il mondo in cui abitiamo \u00e8 cambiato: sono cresciuti i fattori di rischio ambientali, come diete squilibrate, inquinamento, stress, cambiamenti climatici\u00bb, spiega la studiosa al telefono con il Corriere della Sera. Tutti questi determinanti, uniti alla predisposizione genetica e all\u2019aumentata aspettativa di vita, hanno contribuito a rendere le malattie croniche la prima causa di morte. <b>Negli esseri umani hanno provocato almeno 43 milioni di decessi nel 2021<\/b>, 18 dei quali avvenuti prima dei 70 anni. Impossibile riportare statistiche analoghe riferite al regno animale. \u00abNon esistono. O, per meglio dire, quei pochi dati disponibili sono frammentari ed eterogenei, spesso derivanti da studi isolati\u00bb. \u00c8 proprio questo vuoto informativo ad aver spinto Mataragka a rivedere sistematicamente la letteratura scientifica, connettendo i punti tra le sparute informazioni reperibili.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Salute animale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In prima battuta, concentrandosi sugli animali d\u2019affezione, la ricercatrice nota che \u00abi <b>cani e i gatti selezionati in funzione delle caratteristiche estetiche<\/b> presentano una <b>maggiore incidenza di patologie metaboliche e di disturbi a carico di reni e valvole cardiache<\/b>\u00bb. Tra quelle metaboliche, in particolare, l\u2019<b>obesit\u00e0<\/b> \u2013 ormai diffusa in modo trasversale \u2013 risulta la pi\u00f9 impattante: ricerche recenti stimano che addirittura <b>il 50\u201360% degli animali da compagnia sia \u201csovrappeso\u201d<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma anche la <b>fauna selvatica e marina<\/b> non pu\u00f2 definirsi immune. I ricercatori hanno documentato, tra gli altri casi, tumori gastrointestinali o mammari in crescita nelle balene beluga (Delphinapterus leucas), carcinomi urogenitali nei leoni marini della California (Zalophus californianus), iperglicemia nei procioni (Procyon lotor), fibropapillomatosi nelle tartarughe verdi marine (Chelonia mydas) e gravi condizioni cardiache nel salmone atlantico (Salmo salar).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E in <b>ambito zootecnico<\/b>? I capi allevati in regimi intensivi mostrano una probabilit\u00e0 maggiore di sviluppare disturbi metabolici, ossei e cardiovascolari rispetto agli animali allo stato brado.<\/p>\n<p>    Un approccio nuovo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mataragka non si limita a snocciolare i numeri, ma li incasella in una cornice pi\u00f9 ampia. Se nel caso dei salmoni in acquacoltura e del bestiame un ruolo chiave nell\u2019insorgenza delle malattie \u00e8 giocato dalla cattivit\u00e0, nel resto della fauna selvatica gli indiziati maggiori sono il <b>facile accesso al cibo umano<\/b> e l\u2019<b>inquinamento ambientale<\/b>. In quest\u2019ottica, gli animali fungono da vere e proprie sentinelle ambientali: ammalandosi prima e in modo pi\u00f9 evidente, segnalano quelle dinamiche ecosistemiche \u00abcorrotte\u00bb che potrebbero in seguito ripercuotersi anche sulla salute umana. \u00c8 il cuore della One Health. \u00abUn approccio integrato e multidisciplinare in cui si riconosce che la salute umana, quella animale e quella dell\u2019ecosistema sono strettamente interconnesse\u00bb, precisa <b>Antonio Musar\u00f2<\/b>, professore ordinario di Istologia alla Sapienza di Roma e coordinatore del master dedicato alla salute unica insieme alla professoressa Isabella Saggio (non coinvolto nella ricerca).<\/p>\n<p>    Universit\u00e0 e societ\u00e0 civile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl precursore concettuale del termine \u00e8 considerato Calvin W. Schwabe, veterinario ed epidemiologo che gi\u00e0 tra gli anni \u201960 e \u201980 parlava di One Medicine. L\u2019espressione inizi\u00f2 a circolare nei primi anni Duemila, per poi ottenere il riconoscimento ufficiale dell\u2019OMS nel 2017\u00bb. Le universit\u00e0 stanno facendo la loro parte per diffondere il paradigma, erogando insegnamenti sempre pi\u00f9 \u201ccontaminati\u201d: da moduli di \u201cCrisi sociale\u201d a \u201cRichiesta energetica ed ecologica\u201d, passando per \u201cEmergenza sanitaria\u201d e \u201cBiomarketing\u201d. \u00abL\u2019obiettivo \u00e8 creare politiche efficaci, basate su evidenze scientifiche, per preservare la biodiversit\u00e0 in modo sostenibile\u00bb, conclude Musar\u00f2. L\u2019auspicio, riportato nel paper di Mataragka, \u00e8 <b>l\u2019istituzione di un sistema in grado di individuare segnali precoci dell\u2019aumento delle malattie croniche<\/b>. Una piattaforma internazionale, finora assente, da predisporre al pi\u00f9 presto. Perch\u00e9 il benessere di un animale \u00e8 il nostro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">***<br \/><b>Riferimenti<\/b>:\u00a0Mataragka, A.. 2025. \u201c Beyond Infections: The Growing Crisis of Chronic Disease in Animals.\u201d Risk Analysis 45, no. 12: 4796\u20134803. https:\/\/doi.org\/10.1111\/risa.70130<\/p>\n<p>Per ricevere tutti gli aggiornamenti sul mondo degli animali<br \/>Iscrivetevi alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=70\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter Animali<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-05T08:26:50+01:00\">5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 08:26)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alessio Cozzolino Uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 Agraria di Atene analizza il problema delle malattie croniche negli animali, la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":292475,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[13727,171857,171858,2748,171859,171860,157624,171861,171862,3811,171863,171864,171865,171866,171867,171849,171850,171868,40802,171851,16442,5270,4925,31998,737,2295,12804,12815,58798,30143,20533,21585,77575,12806,239,23080,8477,1537,90,89,775,616,56185,171848,158827,171852,30629,123385,125657,171853,240,171854,164387,2128,2642,338,4674,4316,171855,171856],"class_list":{"0":"post-292474","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-abitiamo","9":"tag-abitiamo-cambiato","10":"tag-abitiamo-cambiato-cresciuti","11":"tag-accesso","12":"tag-accesso-cibo","13":"tag-accesso-cibo-umano","14":"tag-acquacoltura","15":"tag-acquacoltura-bestiame","16":"tag-acquacoltura-bestiame-ruolo","17":"tag-addirittura","18":"tag-addirittura-animali","19":"tag-addirittura-animali-compagnia","20":"tag-affezione","21":"tag-affezione-ricercatrice","22":"tag-affezione-ricercatrice-nota","23":"tag-agraria","24":"tag-agraria-atene","25":"tag-agraria-atene-analizza","26":"tag-ambientali","27":"tag-analysis","28":"tag-animale","29":"tag-animali","30":"tag-approccio","31":"tag-atene","32":"tag-aumento","33":"tag-cambiato","34":"tag-cani","35":"tag-cani-gatti","36":"tag-cardiache","37":"tag-croniche","38":"tag-disturbi","39":"tag-fauna","40":"tag-fauna-selvatica","41":"tag-gatti","42":"tag-health","43":"tag-incidenza","44":"tag-inquinamento","45":"tag-it","46":"tag-italia","47":"tag-italy","48":"tag-maggiore","49":"tag-malattie","50":"tag-malattie-croniche","51":"tag-mataragka","52":"tag-metaboliche","53":"tag-musaro","54":"tag-one","55":"tag-ricercatrice","56":"tag-risk","57":"tag-risk-analysis","58":"tag-salute","59":"tag-salute-umana","60":"tag-selvatica","61":"tag-studio","62":"tag-tumori","63":"tag-ultimi","64":"tag-umana","65":"tag-universita","66":"tag-universita-agraria","67":"tag-universita-agraria-atene"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292474\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/292475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}