{"id":292806,"date":"2026-01-05T22:46:09","date_gmt":"2026-01-05T22:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292806\/"},"modified":"2026-01-05T22:46:09","modified_gmt":"2026-01-05T22:46:09","slug":"cuba-che-succede-adesso-viaggio-nellisola-tra-crisi-energetica-epidemie-e-spopolamento-la-caduta-di-maduro-e-la-spallata-finale-al-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292806\/","title":{"rendered":"Cuba, che succede adesso? Viaggio nell&#8217;isola tra crisi energetica, epidemie e spopolamento. La caduta di Maduro e la spallata finale al regime"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elisa Messina<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La situazione nell&#8217;isola caraibica, storica alleata del Venezuela, \u00e8 quasi al collasso per la carenza di carburante, i continui blackout e l&#8217;inflazione che mette a dura prova la resilienza dei cubani: \u00abCon la pensione di 3000 pesos non si campa\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;AVANA &#8211; \u00abFossi il governo cubano mi preoccuperei. S\u00ec, di Cuba dovremo parlare: \u00e8 una <b>nazione in fallimento<\/b>\u00bb. Le <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_gennaio_05\/trump-voglio-groenlandia-d0b23e26-bfac-43f1-bbcd-bc297c093xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">parole di Donald Trump<\/a>, a cui hanno fatto eco quelle del segretario di Stato Marco Rubio, subito dopo l\u2019attacco americano in Venezuela e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_gennaio_05\/venezuela-usa-maduro-notizie.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">la cattura del presidente Maduro<\/a>, sono la freccia avvelenata lanciata dalla Florida all\u2019Avana, direttamente nelle stanze del <b>presidente cubano Miguel Diaz Canel: solo 360 chilometri, in fondo, separano la residenza del presidente Usa a Mar-A-Lago dalla grande Plaza della Revolution con l&#8217;effigie di Che Guevara.<\/b><br \/>Il <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/oriente-occidente-federico-rampini\/26_gennaio_05\/blitz-contro-maduro-rubio-86a79ce1-b2ba-4c6a-b4c8-8a1d04c2cxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">blitz di Caracas<\/a> \u00e8 un <b>duro colpo per l\u2019Isola caraibica<\/b>, alleata e partner storico del Venezuela dai tempi della presidenza di Ugo Chavez. E potrebbe rappresentare la spallata finale al regime di un Paese quasi al collasso, tra crisi energetica ed economica profonda, inflazione, <b>blackout quotidiani<\/b> ovunque, infrastrutture allo sfascio, povert\u00e0 in aumento, epidemie di arbrovirosi e crollo del turismo. Forse non servirebbe neanche un blitz.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo alla <b>crisi peggiore dai tempi del crollo del blocco sovietico<\/b> e della fine degli aiuti dell\u2019Urss all\u2019isola. A Cuba si parla di quegli anni come del \u00abperiodo especial\u00bb, ma secondo i cubani la crisi di oggi \u00e8 persino peggiore, perch\u00e9 non si vede via d\u2019uscita e soprattutto perch\u00e9 <b>la fiducia nelle istituzioni socialiste del Paese<\/b>, vera forza ideologica che spingeva la popolazione a tenere duro, sembra venuta meno.<br \/>\u00abLa rivoluzione socialista \u00e8 rimasta un mito solo per voi europei. Fidel lavorava per il bene del popolo ma <b>i governanti di oggi sono corrotti<\/b>\u00bb, dice schietta Eleonor, guida turistica all\u2019Avana. Ma questo \u00e8 un refrain che capita di sentire davvero ovunque in giro per l\u2019Isola.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Milizie e medici per Caracas, petrolio per l&#8217;Avana<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con la fine dell&#8217;Unione sovietica Cuba perse il suo principale fornitore di carburante. Poi Castro intensific\u00f2 i rapporti con il Venezuela socialista di Ugo Chavez che divent\u00f2 il nuovo \u00abPaese fratello\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo scambio ha funzionato cos\u00ec: il Venezuela fornisce a Cuba il petrolio a prezzo basso e in cambio Cuba al Venezuela fornisce personale e servizi sanitari \u2013 vera eccellenza dell\u2019isola &#8211; , attivit\u00e0 di intelligence e milizie ben formate. \u00abTutto il servizio di sicurezza del presidente Maduro \u00e8 formato da militanti cubani addestrati ad hoc\u00bb, spiegava ai visitatori, con un certo orgoglio, la guida del Centro Fidel Castro, recente e tecnologico museo dell&#8217;Avana che celebra vita e imprese del \u00ableader supremo\u00bb. Proprio quelle milizie che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_gennaio_05\/la-strage-dei-cubani-nel-blitz-usa-a-caracas-uccisi-32-agenti-scelti-erano-la-scorta-piu-stretta-di-maduro-64db0c31-fc60-4bba-8ef6-aa95f3590xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sono state uccise dalle truppe speciali Usa<\/a> durante l&#8217;operazione di cattura del presidente venezuelano.<\/p>\n<p>    Benzina introvabile<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo il periodo del Covid, vero spartiacque per il crollo dell\u2019economia cubana, e l\u2019inizio del blocco delle petroliere venezuelane da parte del governo Trump, <b>la carenza di combustibile \u00e8 diventata non sporadica ma sistemica<\/b>. Tutti capita di vedere code alle pompe di benzina, di trovarle chiuse o di sentirsi dire, dopo magari lunghe attese, che \u00e8 terminata. Mai, poi, fare benzina nel pomeriggio: per via delle interruzioni di corrente sempre pi\u00f9 prolungate<b> i distributori, tutti statali<\/b>, chiudono perch\u00e9 non possono attivare le pompe.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Succede anche ai bus di linea del servizio turistico statale, quelli che, teoricamente, non dovrebbero avere problemi di rifornimento: un tragitto di quattro ore, per esempio, da Santa Clara all\u2019Avana, pu\u00f2 diventare un\u2019odissea di 7-8 ore con deviazioni continue alla ricerca di un rifornitore a cui il governo locale conceda l\u2019attivazione temporanea di una pompa. E niente pieno, ma solo il necessario per il tragitto previsto. Con il rischio di fermarsi, al buio, ai bordi della dissestata autostrada n\u00b01.<br \/>Nelle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi si \u00e8 diffusa anche la <b>vendita clandestina di benzina<\/b>: un acquisto che i cubani fanno a proprio rischio, visto che spesso \u00e8 di pessima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>    Interruzioni di corrente che durano anche 20 ore<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma quello che sta davvero mettendo a dura prova la storica resilienza dei cubani sono <b>le interruzioni di corrente: costanti e prolungate<\/b>. Dovute alla crisi di carburante e a centrali obsolete. \u00abSiamo arrivati anche a 20 ore senza elettricit\u00e0\u00bb spiega Rosa, professoressa di biologia in pensione che vive in una piccola abitazione al Miramar, quartiere dell\u2019Avana vicino al lungomare, quel Malecon che fino a pochi anni era la meta prediletta delle passeggiate serali dei cittadini, ma <b>ora, al buio, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec frequentato<\/b>. \u00abNon possiamo conservare alimenti in freezer, non possiamo permetterci <b>un generatore valido: costa pi\u00f9 di mille euro<\/b>\u00bb, spiega ancora Rosa. Va un po\u2019 meglio a Serge, che lavora come concierge e maggiordomo tuttofare in un piccolo hotel del Vedado: \u00abSiamo vicini a un ospedale molto importante, quindi da noi le interruzioni durano poco\u00bb. Il quartiere, uno dei pi\u00f9 belli dell&#8217;Avana per le ville e i palazzi in stile coloniale, mostra ancora i lussi degli anni 20-30, ma la met\u00e0 delle costruzioni sono in rovina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il buio accompagna, da diversi anni, la quotidianit\u00e0 serale dei cubani: camminando in qualsiasi quartiere dell\u2019Avana, di Santa Clara, di Pinar del Rio, o dei pueblos pi\u00f9 piccoli, si notano \u2013 le porte delle case sono quasi sempre aperte &#8211;  persone anziane sedute nei piccoli soggiorni illuminati solo da una o due candele.<br \/><b>Chi, come Rosa, vive degli stipendi o delle pensioni statali, ovvero la maggioranza della popolazione, \u00e8 ai limiti dell\u2019indigenza<\/b> se non pu\u00f2 contare sulle rimesse di parenti emigrati all\u2019estero.<\/p>\n<p>    Tutta colpa dell&#8217;embargo?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La crisi energetica \u00e8 colpa dell\u2019embargo statunitense, ovvero il divieto dei commerci Usa-Cuba, quello che qui chiamano \u00abEl bloqueo\u00bb? Certamente in tutti questi anni l\u2019embargo ha avuto un peso ed \u00e8 evidente che la carenza di carburante ha generato criticit\u00e0 a cascata. Con la presidenza Trump, poi, il \u00abbloqueo\u00bb \u00e8 stato ulteriormente rafforzato e le aperture avviate nell\u2019era Obama definitivamente archiviate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma la crisi attuale di Cuba dipende anche da scelte politico-strategiche interne sbagliate, a partire dalla drastica riduzione della produzione agricola e industriale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fernando, professore di matematica per bambini plusdotati (nelle scuole medie cubane esistono corsi extra per individuare le menti pi\u00f9 eccellenti) ci racconta che il Paese era il <b>primo produttore mondiale di canna da zucchero<\/b>. Poi, negli anni 90, il governo ha deciso di ridurre drasticamente la produzione per spostare le risorse sul pi\u00f9 redditivo turismo allora in crescita. Peccato che ora sia crollato di oltre il 35% e ristoranti e hotel siano quasi vuoti. Cos\u00ec il Paese si ritrova a <b>importare l\u201980% dei prodotti essenziali<\/b>. Anche la produzione industriale \u00e8 crollata. Ed \u00e8 stata ridotta anche quella, preziosissima, dei farmaci. Su questo fronte l\u2019embargo pesa ancora: alla fine del \u00abperiodo especial\u00bb, quando il welfare era ancora decente e il turismo in crescita, le case farmaceutiche cubane potevano acquistare materia prima e produrre per conto proprio. Ma ora <b>le farmacie sono desolatamente vuote<\/b>. E anche per le medicine \u00e8 cresciuto il mercato nero. \u00abLa normalit\u00e0 adesso \u00e8 che il medico ti dice: &#8220;Ti servirebbe questo farmaco, ma \u00e8 inutile che io te lo prescriva, perch\u00e9 non lo trovi, a meno che non riesca a procurartelo\u2026 in qualche modo\u201d\u00bb racconta ancora la pensionata Rosa. Dove per \u00abin qualche modo\u00bb si intende il mercato nero.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 un mercato nero o parallelo praticamente per tutto. E oggi i cubani sono in generale stufi di sentire la propaganda governativa che addossa tutte le colpe al \u00abbloqueo\u00bb. \u00abSe il commercio con gli Usa \u00e8 bloccato com\u2019\u00e8 che tutto il pollo che acquistiamo viene da l\u00ec?\u00bb si sente dire praticamente ovunque. Gi\u00e0, com\u2019\u00e8?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accattonaggio, <b>homeless che dormono sotto i porticati <\/b>o persone che rovistano nella spazzatura non si vedevano spesso nelle citt\u00e0 cubane prima, ma ora sono la norma. E sono lo <b>specchio di una disuguaglianza sociale crescente<\/b> e paradossale per il Paese socialista dove \u00abtutti hanno sempre avuto poco ma nessuno moriva di fame, l\u2019assistenza medica \u00e8 ottima e l\u2019istruzione pure\u00bb ricorda Serge.<\/p>\n<p>    L&#8217;economia si \u00abdollarizza\u00bb e il pesos si svaluta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli ultimi anni il governo cubano ha aperto alla valuta straniera e a una parziale e controllata <b>libert\u00e0 di impresa<\/b>: la propriet\u00e0 privata \u00e8 prevista, anche se con molti vincoli, dalla Costituzione del 2019 (assieme alla libert\u00e0 di pensiero e di espressione) e gli <b>scambi commerciali in dollari<\/b> sono ammessi: i negozi sono stati autorizzati dallo Stato a vendere direttamente nella moneta americana ed \u00e8 qui che si trova la merce. Ma chi non ha accesso alla valuta straniera vive male perch\u00e9 la <b>crescente dollarizzazione dell\u2019economia<\/b> ha accentuato la svalutazione del pesos e l\u2019inflazione. Mentre le \u00abbodegas\u00bb statali dove si vendono a basso costo, e in pesos, i generi essenziali per i pi\u00f9 indigenti (hanno una tessera ad hoc), sono riforniti in modo discontinuo.<\/p>\n<p>    \u00abNon si campa con stipendi da 3000 pesos\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il governo ha cercato di arginare la crisi del pesos con alcune, fallimentari, riforme valutarie e due diversi livelli di cambio: una per le transazioni dove un dollaro viene pagato circa 25 pesos, una per le persone, nelle banche o case di cambio (Le Cadeca) dove si cambia a 120 pesos circa. Ma <b>nel terzo livello, quello ufficioso, un dollaro viene pagato circa 450-470 pesos<\/b>. E questo \u00e8 diventato il cambio applicato nei negozi, nei ristoranti, nelle case particular (i B&amp;B sorti alla fine degli anni 90) e in altri servizi. Per cui gli stranieri e i cubani che ricevono dollari da rimesse o dai loro piccoli business privati (chioschi, negozietti, bar, servizi turistici, mance) se la cavano meglio ma per chi vive solo di pesos la situazione peggiora di giorno in giorno:<b> un insegnante guadagna 3000 pesos al mese<\/b>, ovvero meno di 7 dollari al cambio pi\u00f9 diffuso. Un medico pu\u00f2 arrivare a 30, 40 dollari. Capita ogni giorno di imbattersi in insegnanti o infermieri che raccontano di essersi licenziati per diventare guide turistiche, autisti o camerieri per sfamare le famiglie: \u00ab\u00c8 dura insegnare in scuole dove ti rendi conto che <b>i bambini arrivano<\/b> <b>senza aver fatto colazione<\/b> perch\u00e9 i genitori non sono riusciti a trovare del latte\u00bb racconta l\u2019insegnante di matematica Fernando. Lui \u00e8 uno di quelli che resiste, ma pu\u00f2 contare rimesse della sorella che lavora in Cile.<\/p>\n<p>    Piccole imprese e piccoli oligarchi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo sviluppo delle <b>micro e piccole imprese (Mypimes)<\/b>, a partire dai semplici chioschi per strada,<b>\u00a0<\/b>rappresenta effettivamente nuove opportunit\u00e0 per molti. Ma la libert\u00e0 di impresa ha generato anche qualche stortura.<br \/>Per esempio \u00e8 nata una classe di imprenditori che a loro volta danno lavoro ad altre persone, in caffetterie, ristoranti, negozi, graziosi boutique hotel con sei o sette stanze. Ma capita abbastanza spesso, spiega un cameriere di Trinidad, la bellissima citt\u00e0 del sud patrimonio dell\u2019Unesco, che <b>una parte del salario sia in nero<\/b>: il datore di lavoro risparmia sulle tasse e il lavoratore ha prezioso contante in tasca: qui tutto gira in contanti.<br \/>Ma il nero non \u00e8 il solo effetto negativo della giovane libera economia cubana. Parlando con guide turistiche, autisti s\u00ec scopre che molte attivit\u00e0 pi\u00f9 strutturate come ristoranti, hotel, piccole flotte di taxi, aziende sono intestate a <b>prestanome dietro cui si celano figure vicine al governo o ai vertici militari<\/b>.<br \/>Questa opacit\u00e0 sta creando una sorta di <b>oligarchia agganciata al potere<\/b> che, facendo le debite proporzioni e con modalit\u00e0 diverse, somiglia a quella nata in Russia dopo il crollo dell&#8217;Urss: piccole opportunit\u00e0 per molti, ma arricchimento solo per i pochissimi che hanno buone relazioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo quadro gi\u00e0 disastrato la crisi sanitaria \u00e8 stata aggravata negli ultimi mesi dalle epidemie di varie forme di arbovirosi: <b>Chikungunya, Dengue e Oropouche<\/b>. La Chikungunya &#8211; malattia virale trasmessa dalle zanzare, che causa febbre e forti dolori articolari e pu\u00f2 portare a disabilit\u00e0 prolungata &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 diffusa e grave: non c\u2019\u00e8 famiglia cubana che non abbia avuto almeno un malato. La carenza di farmaci ha fatto aumentare il numero dei decessi soprattutto tra i bambin e gli anziani e scoraggiato ulteriormente il turismo internazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cuba sta perdendo anche le sue braccia: la fuga dall\u2019Isola ha le dimensioni di un vero s<b>popolamento, soprattutto di giovani, verso gli USA o altri Paesi dell\u2019America Latina<\/b>: gli abitanti di Cuba sono passati da 11 a 9 milioni in pochi anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E adesso?<br \/>Dalle pagine dell\u2019organo del Partito Comunista, la \u00abGranma\u00bb, il presidente ha condannato l\u2019aggressione militare americana in Venezuela  come \u00abterrorismo di stato\u00bb e ha proclamato che Cuba resta al fianco del Venezuela. Rivolgendo al popolo l\u2019ennesimo appello all\u2019unit\u00e0. <br \/>Dalla Florida, il segretario di Stato Marco Rubio, cubano-americano di Miami, n<b>on ha mai nascosto di volere un cambio di regime all\u2019Avana<\/b>: in un\u2019intervista del 2019 aveva dichiarato che se la caduta di Maduro avesse comportato il crollo del governo cubano ne sarebbe stato lieto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In verit\u00e0, viaggiando per l\u2019isola si ha l\u2019impressione che la gente desideri pane, farmaci, paghe decenti e giustizia sociale, prima ancora che libert\u00e0 politiche: \u00abAumentiamo l\u2019apertura ai capitali stranieri, alla libert\u00e0 di impresa ma <b>teniamoci stretti la sanit\u00e0 e l\u2019istruzione pubblica come li aveva pensati Castro<\/b>, non come negli Usa\u00bb \u00e8 la ricetta economico-politico di Enrique, 40enne autista e guida turistica di Pinar del Rio &#8211; ma era un docente di inglese &#8211;\u00a0 che ha comprato un vecchio van con cui porta in giro turisti e ora con i risparmi sta per acquistarne un altro. Ma \u00e8 un desiderio ricorrente.<br \/>Certo, parlando con i giovani della generazione Z, nonostante l\u2019indottrinamento scolastico, \u00e8 evidente che quello della Rivoluzione non \u00e8 proprio uno dei loro miti preferiti.\u00a0<br \/>La diversa sensibilit\u00e0 tra le generazioni \u00e8 marcata.<br \/>Ma \u00e8 difficile immaginare come potrebbe reagire a un eventuale blitz militare americano (ammesso che il sistema non collassi da solo) il popolo cubano. Che nonostante tutto, resta un popolo orgoglioso, educato a coltivare l&#8217;autonomia e la solidariet\u00e0 reciproca. E con un&#8217;incredibile capacit\u00e0 di resilienza alle crisi.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-05T18:18:01+01:00\">5 gennaio 2026 ( modifica il 5 gennaio 2026 | 18:18)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elisa Messina La situazione nell&#8217;isola caraibica, storica alleata del Venezuela, \u00e8 quasi al collasso per la 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