{"id":292814,"date":"2026-01-05T22:55:08","date_gmt":"2026-01-05T22:55:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292814\/"},"modified":"2026-01-05T22:55:08","modified_gmt":"2026-01-05T22:55:08","slug":"addio-al-posto-delle-fragole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/292814\/","title":{"rendered":"Addio al Posto delle Fragole"},"content":{"rendered":"<p>Campanello che suona, porta che si apre, e una sedia sempre disponibile per fare due chiacchiere in compagnia: prassi consolidata per un\u2019istituzione del panorama commerciale rodigino. <strong>Dopo 50 anni di attivit\u00e0 chiude il Posto delle Fragole<\/strong> di via Grimani. Era il <strong>15 marzo 1980<\/strong> quando <strong>Luciana e Daniela Babetto<\/strong> aprivano il punto vendita attuale, dopo un po\u2019 di anni di attivit\u00e0 in Corso del Popolo, un riferimento per tanti, non solo per comprare vestiti ma per vedere volti amici capaci di far sorgere sempre un sorriso. E in negozio tutto \u00e8 ancora com\u2019era: la macchinetta del caff\u00e8 a disposizione dei clienti per sorseggiare qualcosa mentre si guardano insieme capi e abiti, ribadiscono le sorelle titolari \u201csempre originali e mai scontati, oltre il tempo\u201d.<\/p>\n<p>E di tempo ne hanno visto passare: \u201cPer la nostra et\u00e0 &#8211; spiega Luciana &#8211; abbiamo preso la decisione di abbassare le serrande. <strong>Abbiamo mandato avanti questo negozio con amore e dedizione<\/strong>, ora, anche per l\u2019impossibilit\u00e0 di trovare qualcuno che riesca a prendere in mano un negozio del genere, dopo comunque un anno di ricerche, a malincuore diciamo addio alla nostra clientela affezionata\u201d.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 proprio di familiarit\u00e0 che, in questo caso, si pu\u00f2 parlare: \u201c<strong>Abbiamo dei clienti meravigliosi<\/strong>. I ragazzi che venivano 50 anni fa vengono ancora a trovarci. <strong>Ringraziamo tutta la citt\u00e0, \u00e8 stato un viaggio meraviglioso<\/strong>\u201d continua la co-proprietaria. Tra pantaloni, giacche, giubbini e tanti capi, di grandi firme come della moda artigianale, un filo comune c\u2019\u00e8, continuano nel racconto le sorelle Babetto: \u201cIl nostro \u00e8 sempre stato un negozio un po\u2019 particolare. La mattina venivano a far colazione le signore, a raccontarci tutti i loro problemi. Era un salotto, il negozio aperto a tutti. Avevamo addirittura la sporta con un logo creato appositamente da Aristide Bianchi, \u2018il Biso\u2019, che rappresentava il nome dell\u2019esercizio, ovviamente un omaggio all\u2019omonimo film del \u201957 scritto e diretto da Ingmar Bergman\u201d.<\/p>\n<p>Quel punto vendita era iniziato sullo slancio di Luciana, la maggiore, che, non volendo proseguire gli studi a differenza di Daniela, aveva deciso di rimboccarsi le maniche aprendo, con scarifico e passione, un luogo dove mettere in pratica la sua grande passione per la moda, dove vendere non come i negozi monomarchio ma offrendo capi studiati, ricercati che potessero restare indenni al tempo, freschi e eleganti, vivi e attuali. Da l\u00ec poi si un\u00ec anche la sorella e nacque una storia fatta di conquiste, la pi\u00f9 grande, forse, <strong>quella umana<\/strong>.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 sicura Anna che, passando a salutare in negozio, non fa a meno di ricordare: \u201cQuando chiuderanno, chiuder\u00e0 un pezzo di noi\u201d. Nel frattempo, l\u2019apertura continua ancora per un mese con la svendita totale della merce met\u00e0 prezzo. \u201cE\u2019 un grande dispiacere per noi &#8211; continua Luciana &#8211; tuttavia siamo rincuorate dall\u2019<strong>affetto dei tanti, da tutta la provincia e regione, che non mancano di passare per un saluto<\/strong>\u201d. E quindi, sporta alla mano, una stretta di mano e via, con quel sorriso che racconta mezzo secolo di moda, socialit\u00e0 e vita rodigina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Campanello che suona, porta che si apre, e una sedia sempre disponibile per fare due chiacchiere in compagnia:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":292815,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,8516,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-292814","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rovigo","12":"tag-rugby","13":"tag-sport","14":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115844961147023503","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292814"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292814\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/292815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}