{"id":293013,"date":"2026-01-06T01:56:12","date_gmt":"2026-01-06T01:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293013\/"},"modified":"2026-01-06T01:56:12","modified_gmt":"2026-01-06T01:56:12","slug":"perche-i-passaporti-hanno-colori-diversi-e-cosa-significano-il-rosso-verde-blu-e-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293013\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i passaporti hanno colori diversi e cosa significano il rosso, verde, blu e nero"},"content":{"rendered":"<p>       <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/passaporti-colori-1200x675.jpg\" alt=\"passaporti colori\" width=\"1200\" height=\"675\" class=\"js-seedtag-img\"\/> <\/p>\n<p>Il <strong>colore dei passaporti<\/strong> non \u00e8 una scelta estetica n\u00e9 un capriccio grafico: dietro quelle copertine <strong>bordeaux, blu, verdi o neri<\/strong> si nascondono storie, identit\u00e0, religione e persino alleanze politiche. <strong>Non esiste una legge<\/strong> che imponga una tinta precisa: ogni Stato ha seguito tradizioni, religioni e strategie geopolitiche, fino a creare quattro grandi famiglie cromatiche diventate ormai degli standard. Ma il colore del passaporto non \u00e8 solo una scelta tecnica o un semplice dettaglio burocratico. Per milioni di viaggiatori, \u00e8<strong> il primo segno di riconoscimento<\/strong>: racconta a colpo d\u2019occhio da dove vieni, dice chi sei al mondo. Quella copertina, che sembra cos\u00ec anonima, diventa uno degli emblemi pi\u00f9 visibili dell\u2019identit\u00e0 nazionale: cos\u00ec <strong>l\u2019Europa veste il bordeaux, le Americhe il blu, il mondo islamico il verde e alcune realt\u00e0 diplomatiche<\/strong> (o rarissime nazioni)<strong> il nero<\/strong>.<\/p>\n<p> Da cosa dipende la scelta del colore: i fattori <\/p>\n<p>Attualmente, i passaporti nel mondo vengono realizzati in tonalit\u00e0 che tendono ad essere scure per contrastare lo sporco che potrebbe rovinare la copertina. Dietro ogni <strong>selezione cromatica<\/strong> c\u2019\u00e8 una storia di appartenenze e strategie. Il passaporto, infatti, \u00e8 anche uno strumento con cui gli Stati si raccontano e scelgono come vogliono essere visti fuori dai propri confini. Un colore pu\u00f2 segnare <strong>la distanza o la vicinanza da grandi blocchi geopolitici<\/strong>, pu\u00f2 richiamare <strong>una tradizione religiosa<\/strong>, <strong>evocare prestigio<\/strong>, <strong>ricordare battaglie politiche recenti<\/strong> o tentare un \u201ccambio di veste\u201d nella percezione internazionale. Si tratta di un <strong>un piccolo manifesto della propria identit\u00e0 collettiva<\/strong>.<\/p>\n<p> I colori dei passaporti e i loro significati <\/p>\n<p>Ecco i colori utilizzati nel mondo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Rosso scuso o bordeaux<\/strong>: utilizzato nei <strong>Paesi dell\u2019<\/strong><a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/europa-e-unione-europea-non-sono-la-stessa-cosa-ecco-la-differenza\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Unione Europea<\/strong><\/a> e, pi\u00f9 in generale, quelli con un forte passato artistico e culturale.<br \/><strong>Blu<\/strong>: i <strong>Paesi americani<\/strong> e del <strong>Mercosur<\/strong> (Mercado Com\u00fan del Sur, che riunisce buona parte delle nazioni sudamericane), associati al \u201cnuovo mondo\u201d, hanno optato per questo colore. Anche il <strong>Regno Unito<\/strong>, dopo la <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/tre-anni-dalla-brexit-come-sta-oggi-il-regno-unito-dopo-essere-uscito-dallunione-europea\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">Brexit<\/a>, \u00e8 tornato a un passaporto <strong>blu<\/strong> per segnare la distanza dall\u2019Unione Europea: prima era bordeaux.<\/li>\n<li><strong>Verde<\/strong>: diffuso in molti Paesi a maggioranza <b>islamica<\/b>, poich\u00e9 considerato una tonalit\u00e0 sacra nella loro tradizione religiosa.<\/li>\n<li><strong>Nero<\/strong>: pi\u00f9 raro, \u00e8 il colore dei <strong>passaporti diplomatici<\/strong> e di alcune nazioni come la <strong>Nuova Zelanda<\/strong> e alcuni <strong>Paesi africani<\/strong>, tra cui Ciad e Zambia.<\/li>\n<\/ul>\n<p> Perch\u00e9 il passaporto europeo \u00e8 bordeaux <\/p>\n<p>Il passaporto come lo conosciamo oggi nasce dall\u2019esigenza, nel secondo dopoguerra, di\u00a0<strong>standardizzare i documenti di viaggio<\/strong>\u00a0per facilitare i controlli e ridurre le frodi. Una risoluzione del\u00a0<strong>1981 del Consiglio delle Comunit\u00e0 Europee<\/strong>\u00a0definisce un\u00a0<strong>\u201cpassaporto uniforme\u201d<\/strong>\u00a0per gli Stati membri: in questo documento \u00e8 dichiarato che il colore della copertina deve essere il\u00a0<b>\u201crosso bordeaux\u201d<\/b>\u00a0e, successivamente, viene specificata la tonalit\u00e0\u00a0<b>RAL 4004<\/b>, \u201cbordeaux-violetto\u201d.<\/p>\n<p>Ma il <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/perche-il-passaporto-italiano-e-tra-i-piu-potenti-al-mondo-e-quali-sono-gli-altri-la-classifica-2024\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">passaporto italiano<\/a>, nasce ufficialmente <strong>nel 1967,<\/strong> prima di questa data c&#8217;erano documenti di viaggio e lasciapassare, ma non veri e propri passaporti per tutti i cittadini. Per questo confrontare i passaporti d\u2019epoca \u00e8 quasi impossibile: ogni ufficio aveva la sua impaginazione e persino materiali differenti. Il suo design \u00e8 normato dal <strong>Decreto ministeriale del 29 novembre 2005<\/strong>, all&#8217;interno del quale viene stabilito che il nostro passaporto <b>deve avere in copertina lo stemma della <a title=\"Come \u00e8 nata la Repubblica italiana il 2 giugno 1946: non ci furono brogli\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/repubblica-italiana-nascita\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">Repubblica Italiana<\/a>\u00a0e iscrizioni in oro<\/b>. Nella Gazzetta Ufficiale italiana sono poi disposte tutte le indicazioni sulle\u00a0<b>caratteristiche delle pagine:\u00a0<\/b>sono molte le regole tecniche su <strong>microlamature, materiali, grammature della carta<\/strong> e perfino su come il documento deve reagire alla<a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/lombrellone-ci-protegge-dai-raggi-uv-lo-studio\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\"><strong> luce UV<\/strong><\/a>. Tutto \u00e8 pensato per rendere la <strong>contraffazione il pi\u00f9 difficile possibile.<\/strong> L\u2019Italia, infatti, \u00e8 tra i Paesi che hanno investito di pi\u00f9 nella sicurezza: <strong>fili colorati e fluorescenti, microtesti<\/strong>, numerazioni particolari e <strong>una pagina in policarbonato con i dati biometrici<\/strong> rendono <strong>il passaporto un piccolo concentrato di tecnologia<\/strong>, come spiegato nel dettaglio nella Gazzetta Ufficiale. E c\u2019\u00e8 anche un tocco identitario perch\u00e9 da anni, tra le pagine, compare <strong>un motivo grafico dedicato al Colosseo<\/strong>, scelto come simbolo culturale nazionale secondo le linee guida europee.<\/p>\n<p> Quali sono gli standard tecnici stabiliti dall&#8217;ICAO: non c&#8217;\u00e8 il colore <\/p>\n<p>La storia del passaporto, cos\u00ec come lo conosciamo oggi, comincia a prendere forma solo all\u2019inizio del Novecento. In quegli anni il mondo stava cambiando rapidamente: nuove frontiere politiche, pi\u00f9 persone in movimento, viaggi internazionali che diventavano sempre pi\u00f9 frequenti. Gi\u00e0 dopo la <a title=\"La spiegazione della Prima Guerra Mondiale in sintesi e dei principali avvenimenti\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/prima-guerra-mondiale\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">Prima Guerra Mondiale<\/a>, nel 1920, la<strong> Societ\u00e0 delle Nazioni<\/strong> volle imporre una prima standardizzazione internazionale per il rilascio dei passaporti. Oggi il compito di stabilire gli standard tecnici dei passaporti spetta all\u2019<strong>Organizzazione Internazionale per l\u2019Aviazione Civile<\/strong> (ICAO), un\u2019agenzia delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Tra le norme vigenti, \u00e8 stabilito che i passaporti siano realizzati con <b>materiale pieghevole <\/b>che non si sgualcisca, per evitare danni che possono rendere illeggibile e quindi non valido il documento; esistono inoltre disposizioni sulla <b>filigrana, i simboli e la grafica <\/b>che rendono pressoch\u00e9 impossibile la contraffazione;\u00a0inchiostro e carta devono rimanere stabili in temperature tra -1 e 50 \u00b0C e rimanere leggibili in condizioni di umidit\u00e0 comprese tra il 5 e il 95%.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel regolamento <strong>non esistono norme fisse per il colore della copertina<\/strong>: ogni Paese pu\u00f2 scegliere quello che preferisce, potenzialmente anche un colore diverso rispetto a quelli usati fino ad oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il colore dei passaporti non \u00e8 una scelta estetica n\u00e9 un capriccio grafico: dietro quelle copertine bordeaux, blu,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":293014,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-293013","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115845672725709985","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/293014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}