{"id":29319,"date":"2025-08-05T08:20:09","date_gmt":"2025-08-05T08:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29319\/"},"modified":"2025-08-05T08:20:09","modified_gmt":"2025-08-05T08:20:09","slug":"sopravvive-per-due-giorni-con-una-freccia-nel-cervello-il-primario-in-ospedale-lucido-e-con-gli-occhi-aperti-operato-con-i-trucchi-dei-chirurghi-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29319\/","title":{"rendered":"Sopravvive per due giorni con una freccia nel cervello. Il primario: \u00abIn ospedale lucido e con gli occhi aperti, operato con i trucchi dei chirurghi militari\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giovanni Viafora<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L\u2019incredibile caso ad Ancona. L\u2019uomo (che resta grave) colpito da una balestra. Il professor Iacoangeli: \u00abIn Italia mai visto nulla di simile, decisivo anche il materiale del dardo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Professore, ma \u00e8 possibile?<\/b> <br \/>\u00abSe la freccia segue il tragitto \u201cgiusto\u201d. Se evita le aree nobili del cervello, le strutture cosiddette eloquenti \u2014 l\u2019arteria pericallosa, il seno sagittale superiore, i grossi vasi venosi \u2014 allora pu\u00f2 accadere. Un millimetro pi\u00f9 in l\u00e0, e il paziente sarebbe morto sul colpo. \u00c8 stato fortunato. O \u2014 se uno ci crede \u2014 aiutato dall\u2019alto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Al telefono, dall\u2019ospedale di Torrette ad Ancona, il professor Maurizio Iacoangeli, primario di Neurochirurgia, racconta l\u2019incredibile. Un uomo di 64 anni \u00e8 sopravvissuto per due giorni in casa con una freccia conficcata in testa, sparata da una balestra di sua propriet\u00e0, prima di essere trasportato in ospedale (vigile e cosciente!) ed essere affidato alle cure dei medici. I carabinieri in queste ore stanno indagando per ricostruire la dinamica e le motivazioni dell\u2019incidente. Ma, naturalmente, ci\u00f2 che ora prevale \u00e8 il dato medico. O, meglio, miracoloso. Sebbene il quadro resti inevitabilmente critico.<br \/>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Partiamo dall\u2019inizio.<\/b><br \/>\u00abMi chiama il mio giovane collaboratore: \u201cProf, c\u2019\u00e8 una TAC da vedere\u201d. E io vedo questa freccia. Una linea scura, dritta, che attraversa il cranio dalla fronte alla nuca. Eppure, il paziente era arrivato cosciente, con gli occhi aperti. Blaterava parole sconnesse, ma parlava. Due giorni senza mangiare n\u00e9 bere, da solo in casa. La freccia gli impediva perfino di girare la testa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una traiettoria \u201cchirurgica\u201d.<\/b><br \/>\u00abIncredibile ma vero. Ha seguito un percorso che noi, in sala operatoria, talvolta scegliamo di proposito: pi\u00f9 lungo ma pi\u00f9 sicuro. Come se avesse evitato apposta i punti vitali. \u00c8 passata leggermente paramediana, non sulla linea mediana. Una via \u201cintelligente\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cos\u2019altro pu\u00f2 aver contribuito?<\/b><br \/>\u00abIl materiale della freccia, il carbonio. Il che, nella tragedia, \u00e8 stato un altro colpo di fortuna. Non ha creato artefatti alla TAC: abbiamo potuto studiare tutto con chiarezza. I vasi, le strutture attraversate, il tragitto. Cos\u00ec abbiamo potuto pianificare al meglio l\u2019intervento. Perch\u00e9 non \u00e8 tanto toglierla. \u00c8 toglierla senza far partire un\u2019emorragia massiva. La freccia fa da tappo. Tu la sfili e rischi che il buco si apra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto ci avete messo a toglierla?<\/b><br \/>\u00abUn paio d\u2019ore. La procedura \u00e8 stata eseguita dal dottor Maurizio Gladi e dalla dottoressa Klaudia Musteqja. Io ho solo guidato. Ma qui non conta la durata. Conta la preparazione. La TAC, l\u2019anestesista, il campo sterile. Tutto, un processo multidisciplinare. Perch\u00e9 magari togli la freccia in venti minuti. Ma se non hai previsto il peggio, il paziente muore. E nel nostro mestiere il 2% di complicanze \u00e8 troppo. Devi essere pronto a tutto. Anche ora, la situazione resta delicatissima\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Aveva mai visto nulla di simile?<\/b><br \/>\u00abFatalit\u00e0, proprio con il mio collaboratore, abbiamo lavorato per un periodo negli Stati Uniti, a Jackson in Mississippi. Ogni giorno c\u2019erano tre ricoverati per colpi d\u2019arma da fuoco, c\u2019era gente che veniva in pronto soccorso coi pugnali conficcati nel cranio a piedi da sola. Ma in Italia\u2026\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ecco, in Italia?<\/b><br \/>\u00abUn collega al San Camillo una volta oper\u00f2 un pescatore colpito da una fiocina. Ma \u00e8 rarissimo. Pi\u00f9 facile vederli in contesti bellici. Abbiamo un amico\/collega, Rocco Armonda, neurochirurgo dell\u2019esercito americano che \u00e8 stato impegnato negli anni in diversi scenari: Iraq, Iran, ora Ucraina. Tiene lezioni sulle lesioni penetranti nei teatri di guerra. Proprio di recente \u00e8 stato lui a insegnarci molti trucchi per questo tipo di interventi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In letteratura si ricorda spesso la straordinaria vicenda di Phineas Gage, l\u2019operaio americano che a fine Ottocento fu trafitto da un palo in testa. Sopravvisse ma i suoi connotati caratteriali e morali cambiarono completamente. Potrebbe accadere anche in questo caso?<\/b><br \/>\u00abDobbiamo sperare intanto che il paziente ce la faccia: \u00e8 stato due giorni senza bere e mangiare; pu\u00f2 sopravvenire un\u2019infezione. Detto questo, ho il ricordo di due pazienti bilingui, operati per tumori al cervello: si sono svegliati parlando solo inglese. L\u2019italiano era sparito. On\/off. Come se il cervello avesse premuto un interruttore. Misterioso, e meraviglioso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto poco conosciamo del cervello?<\/b><br \/>\u00abSappiamo poco, \u00e8 vero. Noi diciamo che la freccia ha attraversato zone \u201cnon eloquenti\u201d o \u201cridondanti\u201d, ma esiste davvero qualcosa di ridondante o esiste qualcosa che noi non conosciamo? Oggi si parla molto di plasticit\u00e0 cerebrale, ovvero del fatto che parte del cervello compensi delle funzioni perse da un\u2019altra parte. Ci credo molto. Mi ricorder\u00f2 sempre di quel famoso campione ungherese di tiro al piattello, Karoly Takacs, che perse la mano destra per una bomba e che per vincere due ori alle Olimpiadi impar\u00f2 a sparare con la sinistra\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-05T09:57:10+02:00\">5 agosto 2025 ( modifica il 5 agosto 2025 | 09:57)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giovanni Viafora L\u2019incredibile caso ad Ancona. L\u2019uomo (che resta grave) colpito da una balestra. 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