{"id":293402,"date":"2026-01-06T09:24:13","date_gmt":"2026-01-06T09:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293402\/"},"modified":"2026-01-06T09:24:13","modified_gmt":"2026-01-06T09:24:13","slug":"la-riapertura-della-pinacoteca-civica-francesco-podesti-di-ancona-la-pinacoteca-di-ancona-riapre-e-racconta-la-storia-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293402\/","title":{"rendered":"La riapertura della Pinacoteca Civica \u201cFrancesco Podesti\u201d di Ancona La Pinacoteca di Ancona riapre e racconta la storia della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Dopo due anni di chiusura, Ancona ritrova uno dei suoi luoghi simbolo della cultura. La <strong>Pinacoteca Civica \u201cFrancesco Podesti\u201d<\/strong> ha riaperto al pubblico con un nuovo allestimento delle sale permanenti, restituendo alla citt\u00e0 e ai visitatori una delle collezioni pittoriche pi\u00f9 rilevanti delle Marche. Un ritorno atteso, che non coincide soltanto con la riapertura di un museo, ma segna il compimento di un <strong>articolato progetto di riqualificazione e valorizzazione<\/strong> del patrimonio artistico civico.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Francesco Podesti e l\u2019identit\u00e0 civile di Ancona<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Il percorso di visita prende avvio significativamente dalle opere di <strong>Francesco Podesti<\/strong> (Ancona, 1800 \u2013 Roma, 1895), cui \u00e8 dedicata un\u2019intera sezione introduttiva. Qui domina lo spazio espositivo il monumentale Giudizio degli Anconetani (databile tra il 1844 e il 1847), che avvolge la sala e si impone come manifesto visivo e civile della collezione, affiancato da altri capolavori dell\u2019artista. L\u2019insieme restituisce con chiarezza il ruolo centrale di Podesti nella costruzione dell\u2019identit\u00e0 figurativa, storica e morale della citt\u00e0, riaffermandone la statura nel panorama della pittura ottocentesca italiana.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>Un nuovo percorso per rileggere l\u2019opera di Podesti<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Le opere del pittore anconetano si presentano oggi secondo un itinerario espositivo profondamente rinnovato rispetto al passato. Il nuovo allestimento, svincolato da una rigida successione cronologica, privilegia <strong>una lettura tematica e stilistica<\/strong> che mette in dialogo la grande pittura storica, l\u2019intensit\u00e0 patetica della produzione sacra e l\u2019attenzione rigorosa al dato psicologico nei ritratti e nelle scene corali, come Eteocle e Polinice (1824) e il bozzetto de La proclamazione del dogma dell\u2019Immacolata, realizzato poco prima del 1870. Ne emerge, di conseguenza, una visione pi\u00f9 complessa e articolata dell\u2019artista, capace di tenere insieme l\u2019<strong>eredit\u00e0 neoclassica<\/strong>, fondata su equilibrio compositivo e controllo formale, e una <strong>sensibilit\u00e0 pi\u00f9 drammatica <\/strong>e narrativa, attenta alla gestualit\u00e0, al movimento e alla costruzione teatrale dello spazio.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/15podestiil-giuramento-degli-anconetanipinacoteca-047-1024x683.jpg\" alt=\"Pinacoteca Civica \" francesco=\"\" podesti=\"\" di=\"\" ancona.=\"\" ph:=\"\" emanuela=\"\" pisano=\"\" class=\"wp-image-1204089\"  \/>Pinacoteca Civica \u201cFrancesco Podesti\u201d di Ancona. Ph: Emanuela Pisano<strong>Palazzo Bosdari e le origini della pittura adriatica<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Ospitata nello storico Palazzo Bosdari, la Pinacoteca di Ancona custodisce opere che attraversano cinque secoli di storia dell\u2019arte, dal Quattrocento al Novecento. Nella prima sala del primo piano tornano visibili, secondo un assetto gi\u00e0 sperimentato in passato, opere di grande rilievo storico come la Circoncisione (datata tra il 1400-1410) di <strong>Olivuccio di Ciccarello<\/strong> (Camerino, 1365 \u2013 Ancona, 1439) e la Madonna con Bambino (1480) di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/carlo-crivelli\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/carlo-crivelli\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Carlo Crivelli<\/a><\/strong> (Venezia, 1435 \u2013 Ascoli Piceno, 1495) in una sequenza che restituisce efficacemente il clima figurativo del primo Rinascimento adriatico e il ruolo di Ancona nel panorama artistico dell\u2019epoca.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il confronto tra i capolavori di Tiziano\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo percorso consente inoltre di ammirare nuovamente capolavori assoluti della pittura italiana, come la celebre Pala Gozzi di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/tiziano\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/tiziano\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Tiziano Vecellio<\/a><\/strong> (Pieve di Cadore, 1488 ca. \u2013 Venezia, 1576) realizzata nel 1520 e la Crocifissione 1558 dello stesso artista, ora poste in relazione diretta, senza mediazioni che ne attenuino il confronto visivo e iconografico. Un accostamento che esalta la potenza compositiva e luministica del maestro veneziano.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dentro e fuori dalla Pinacoteca: Andrea Lilli e Lorenzo Lotto<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>In un\u2019altra sala, all\u2019interno della sezione storicamente dedicata ad <strong>Andrea Lilli<\/strong> (Fano, 1570 \u2013 Ascoli Piceno, 1642), trovano spazio opere dal carattere visionario e quasi surreale dello stesso pittore, accanto a una veduta inusuale Veduta di Ancona (1597), con il sistema delle portelle di accesso al porto, le torri e i campanili del tessuto urbano. In questo stesso ambiente \u00e8 stata isolata la Pala dell\u2019Alabarda (1539) di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/lorenzo-lotto\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/lorenzo-lotto\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Lorenzo Lotto<\/a><\/strong> (Venezia, 1480 \u2013 Loreto, 1556), per restituirle il giusto rilievo e consentire una fruizione pi\u00f9 consapevole di uno dei vertici pi\u00f9 intensi della sua produzione. Il confronto invita anche a <strong>estendere lo sguardo oltre il museo<\/strong>: poco distante, nella chiesa di San Francesco alle Scale, \u00e8 conservata l\u2019Assunzione di Maria del (1549-1550), ultimo dipinto di Lotto prima del ritiro a Loreto come oblato.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Seicento tra spiritualit\u00e0 e teatro della luce<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Salendo di livello, il percorso prosegue in una sala di grande suggestione, dominata dall\u2019Immacolata Concezione (1640-1650) del <strong>Guercino<\/strong> (Cento, 1591 \u2013 Bologna, 1666), tra le pi\u00f9 alte espressioni della pittura seicentesca italiana, capace di coniugare tensione spirituale, forza plastica e intensit\u00e0 luministica. Completano l\u2019itinerario opere di particolare interesse storico e collezionistico, come la tela La Vergine i tre Santi (1672) di <strong>Carlo Maratta <\/strong>(Camerano, 1625 \u2013 Roma, 1713)<strong> <\/strong>realizzata per l\u2019altare maggiore della chiesa di San Nicola e la suggestiva Negromante, attribuita ad <strong>Angelo Caroselli<\/strong> (Roma, 1585 \u2013 1652), dipinto di forte impatto narrativo e simbolico.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ancona tra Ottocento e Novecento<\/strong><\/p>\n<p>Di rilievo anche la piccola, ma significativa sezione dedicata alla pittura italiana dell\u2019Ottocento, che documenta lo sviluppo delle scuole regionali dopo la met\u00e0 del secolo. Qui prevalgono soggetti marini e vedute legate al porto di Ancona, testimonianza del profondo e persistente rapporto identitario della citt\u00e0 con il mare. Il Novecento e la contemporaneit\u00e0 trovano una nuova e pi\u00f9 coerente sistemazione. Le opere di <strong>Valeriano Trubbiani <\/strong>(Macerata, 1937 \u2013 Ancona, 2020)<strong> <\/strong>sono ora collocate in uno spazio unitario, pensato per valorizzare il verticalismo di Costretta (1963) e il dinamismo di Stato d\u2019assedio (1972), offrendo una lettura organica dell\u2019intero arco produttivo dell\u2019artista, anche grazie ai lavori realizzati in inchiostro e tempera.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un allestimento sobrio e contemporaneo<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Il riallestimento ridisegna in modo significativo l\u2019esperienza di visita, proponendo un percorso pi\u00f9 chiaro, fluido e leggibile, capace di valorizzare le opere senza ricorrere a soluzioni scenografiche invasive. Centrale \u00e8 il <strong>nuovo sistema di illuminazione<\/strong>, basato su luci a LED a basso consumo e ad alta resa cromatica, studiate per garantire una lettura naturale dei dipinti e, al tempo stesso, la loro corretta conservazione.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Un museo tra tradizione e contemporaneit\u00e0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>La riapertura della Pinacoteca si inserisce in un pi\u00f9 ampio progetto di <strong>rilancio culturale della citt\u00e0<\/strong>, che guarda al futuro senza recidere il legame con la propria storia. In questa prospettiva si colloca anche <strong>il ritorno del Premio Marche ad Ancona<\/strong>, dopo oltre vent\u2019anni, con una nuova mostra che riafferma il ruolo del museo come luogo di dialogo tra tradizione e contemporaneit\u00e0. Realizzato dal Comune di Ancona con il contributo della Regione Marche e il sostegno di sponsor privati, l\u2019intervento rientra nel programma di lavori avviato con fondi del PNRR per l\u2019adeguamento impiantistico e la messa in sicurezza di Palazzo Bosdari. Parallelamente \u00e8 stato sviluppato un progetto scientifico delle collezioni, orientato a <strong>rendere il museo pi\u00f9 accessibile e inclusivo<\/strong>, anche grazie alla collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero. Con 133 opere esposte e oltre 600 conservate nei nuovi depositi attrezzati, la Pinacoteca Civica \u201cFrancesco Podesti\u201d si presenta oggi come un museo pienamente inserito in <strong>una rete culturale <\/strong>che unisce il centro storico, il porto e i principali luoghi monumentali della citt\u00e0.<strong> <\/strong>Un segnale concreto di come la valorizzazione del patrimonio possa diventare motore di identit\u00e0, crescita e visione culturale per il futuro.<\/p>\n<p>Andrea Carnevali\u00a0<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo due anni di chiusura, Ancona ritrova uno dei suoi luoghi simbolo della cultura. 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