{"id":293436,"date":"2026-01-06T09:51:14","date_gmt":"2026-01-06T09:51:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293436\/"},"modified":"2026-01-06T09:51:14","modified_gmt":"2026-01-06T09:51:14","slug":"ecco-i-capolavori-che-con-il-2026-sono-entrati-a-far-parte-del-dominio-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293436\/","title":{"rendered":"Ecco i capolavori che con il 2026 sono entrati a far parte del dominio pubblico"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019arrivo di un nuovo anno segna anche l\u2019ingresso di nuove opere nel dominio pubblico: un passaggio legato alle scadenze del diritto d\u2019autore che ha conseguenze profonde sul modo in cui il patrimonio artistico del Novecento pu\u00f2 essere studiato e messo in diffususione. Da quest\u2019anno, tutta una serie di lavori realizzati nel 1930 non \u00e8 pi\u00f9 soggetta a copyright negli Stati Uniti, aprendo cos\u00ec a un uso libero di immagini, testi e film che hanno segnato la storia dell\u2019arte moderna.<\/p>\n<p>Il principio \u00e8 semplice: secondo la legge statunitense, i diritti decadono 95 anni dopo la pubblicazione dell\u2019opera. Ma la pratica \u00e8 in realt\u00e0 molto pi\u00f9 complessa: come sottolinea infatti il <a href=\"https:\/\/web.law.duke.edu\/cspd\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Center for the Study of the Public Domain della Duke University<\/a>, data di creazione, data di diffusione, rinnovi dei diritti e gestione delle immagini da parte di musei e fondazioni rendono il confine del dominio pubblico tutt\u2019altro che netto. Ci\u00f2 nonostante, il 2026 segna un passaggio simbolico importante, che riguarda alcuni dei protagonisti assoluti delle avanguardie storiche.<\/p>\n<p>Tra le varie opere che diventano ora liberamente accessibili figura Composition with Red, Blue and Yellow di <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/tag\/piet-mondrian\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Piet Mondrian<\/strong><\/a>, una delle immagini pi\u00f9 iconiche del modernismo: con la sua griglia rigorosa e l\u2019uso ridotto dei colori primari, il dipinto incarna l\u2019aspirazione a un linguaggio universale e astratto, capace di superare la soggettivit\u00e0 dell\u2019artista.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1178269 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_3449-1024x682.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Piet Mondrian\u2019s Composition No. II at Sotheby\u2019s.<\/p>\n<p>Un passaggio altrettanto significativo riguarda il cinema surrealista con L\u2019\u00c2ge d\u2019Or (1930), firmato da <strong>Luis Bu\u00f1uel<\/strong> e <strong>Salvador Dal\u00ed<\/strong>: un film considerato scandaloso fin dalla sua prima proiezione, attaccato e censurato per il suo immaginario erotico e blasfemo. In questo caso poi la perdita del copyright non \u00e8 solo un fatto legale: permette nuove restaurazioni, proiezioni, remix e riletture critiche di un\u2019opera tanto stratificata dal punto di vista morale.<\/p>\n<p>Sul versante americano, entra nel dominio pubblico Prometheus di <strong>Jos\u00e9 Clemente Orozco<\/strong>, affresco realizzato nel 1930 a Pomona College e considerato il suo primo grande intervento murale negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1178268 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_3450-1024x805.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"805\"  \/>Luis Bu\u00f1uel and Salvador Dal\u00ed, L\u2019\u00c2ge d\u2019Or (still), 1930.<\/p>\n<p>Il 2026 segna anche un momento importante per la riscoperta di <strong>Sophie Taeuber-Arp<\/strong>: la sua Composition del 1930 entra ora nel dominio pubblico. A lungo relegata ai margini della narrazione modernista, l\u2019artista svizzera \u00e8 oggi riconosciuta come figura centrale nel superamento delle gerarchie tra arti visive, design e arti applicate. Il fatto che una sua opera conservata al MoMA possa ora circolare senza restrizioni simbolizza anche una pi\u00f9 ampia revisione critica del canone.<\/p>\n<p>Accanto a questi nomi, diventano di pubblico dominio anche alcune fotografie di <strong>Edward Steichen<\/strong> per Vogue, che contribuirono a trasformare la fotografia di moda in un linguaggio autonomo e artificiale, e Tier Freund Schaft (Animal Friendship) di <strong>Paul Klee<\/strong>, opera enigmatica in cui animali e segni alludono a un universo poetico sospeso tra infanzia, mito e astrazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1178270 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_3451-1024x784.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"784\"  \/>Sophie Taeuber-Arp. Composition. 1930 | MoMA<\/p>\n<p>Accanto ai capolavori dell\u2019arte moderna, l\u2019ingresso nel dominio pubblico riguarda anche alcune icone della cultura popolare novecentesca. Tra queste spicca Betty Boop, personaggio animato nato all\u2019inizio degli anni Trenta come figura ambigua e trasgressiva, prima di essere progressivamente normalizzata dall\u2019introduzione del Codice Hays.<\/p>\n<p>Allo stesso modo entra nel dominio pubblico Blondie, protagonista dell\u2019omonima striscia a fumetti creata da Chic Young: da giovane donna indipendente a casalinga borghese, Blondie incarna l\u2019evoluzione (e la normalizzazione) del ruolo femminile nella cultura visiva statunitense tra gli anni Trenta e il dopoguerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1178275 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/IMG_3453.png\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"638\"  \/>Betty Boop<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019arrivo di un nuovo anno segna anche l\u2019ingresso di nuove opere nel dominio pubblico: un passaggio legato alle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":293437,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-293436","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115847540501933667","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293436"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293436\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/293437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}