{"id":293777,"date":"2026-01-06T14:32:09","date_gmt":"2026-01-06T14:32:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293777\/"},"modified":"2026-01-06T14:32:09","modified_gmt":"2026-01-06T14:32:09","slug":"la-strage-di-erba-storia-infinita-di-un-delitto-feroce-ma-a-uccidere-furono-olindo-e-rosa-il-mistero-non-ce-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293777\/","title":{"rendered":"La strage di Erba, storia infinita di un delitto feroce. Ma a uccidere furono Olindo e Rosa, il mistero non c\u2019\u00e8: ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Giusi Fasano<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il pubblico ministero durante il processo di primo grado defin\u00ec Olindo Romano e Rosa Bazzi \u00abil quadrupede\u00bb perch\u00e9 avevano una sintonia cos\u00ec perfetta da sembrare una persona sola<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vista da questo ventesimo anno di distanza, la strage di Erba non \u00e8 pi\u00f9 la ferocia di tre donne e un bambino uccisi. Non pi\u00f9  il dramma delle loro famiglie e di un uomo ferito nel fisico e nel cuore fino all\u2019ultimo dei suoi giorni. Sembra piuttosto solo materia asettica da salotto televisivo, semmai argomento per un nuovo libro o per raccontare in qualche convegno come e quanto la Giustizia in Italia sia maldestra e lenta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lenta, soprattutto. Lenta anche dopo s\u00e9 stessa, data la consolidata tendenza a riaprire (o tentare di riaprire) vecchi processi chiusi con sentenze definitive.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 come se le grandi storie di cronaca nera \u2013 e la mattanza di Erba ne fa parte \u2013 avessero un diritto tutto loro all\u2019infinit\u00e0. Quando stanno per cadere nell\u2019obl\u00eco ecco un fatto laterale che le rimette sotto i riflettori, o un ricorso alla Corte europea dei diritti dell\u2019uomo, oppure un tentativo di nuova inchiesta o di revisione che riporta le pedine al punto di partenza. Una partita infinita, appunto, che riattiva le speranze dei condannati e per\u00f2 si gioca \u2013 che lo si voglia no \u2013 sulla pelle dei parenti delle vittime, costretti a essere mere comparse della storia riscritta daccapo, ovviamente con prove \u201cnuove\u201d che pi\u00f9 nuove non si pu\u00f2, alla fine quasi sempre respinte, salvo rarissime eccezioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Per Olindo Romano e Rosa Bazzi \u00e8 andata male.<\/b> Per qualche mese la grancassa mediatica e le udienze in Corte d\u2019Appello a Brescia li avevano autorizzati a sperare che sarebbe stata ribaltata la sentenza all\u2019ergastolo avuta fino in Cassazione. Ma i giudici hanno stabilito che nulla dei \u201cnuovi\u201d punti in discussione avrebbe mai scalfito le loro responsabilit\u00e0. Fine delle trasmissioni. O forse no, perch\u00e9 i loro avvocati non escludono nuovi colpi di scena. Intanto lui \u00e8 tornato a occuparsi della pulizia nell\u2019infermeria del penitenziario di Opera, lei \u00e8 tornata alla semilibert\u00e0: di giorno il lavoro in una cooperativa sociale, di notte il rientro in cella nel carcere di Bollate. Di tanto in tanto si sentono e si incontrano. Con un distacco, l\u2019uno verso l\u2019altra, che si \u00e8 fatto notare durante le udienze della tentata revisione. Sono entit\u00e0 e personalit\u00e0 singole, oggi. Non pi\u00f9 \u00abquadrupede\u00bb, come furono definiti dal pubblico ministero in aula nel processo di primo grado perch\u00e9 avevano una sintonia cos\u00ec perfetta da sembrare una persona sola. Anche mentre uccidevano.<br \/>Era vent\u2019anni fa. Una vita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>DUE PERSONE ANONIME<\/b><br \/>Era l\u2019anno dell\u2019arresto di Provenzano; dell\u2019Italia che vinse il mondiale; del rapimento del piccolo Tommaso Onofri; della morte di Pinochet&#8230; e di quella coppia che fino a quel 2006 l\u2019Italia ignorava.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vent\u2019anni fa, in questi stessi giorni, cominciava l\u2019ultimo anno anonimo di Olindo Romano e Rosa Bazzi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Netturbino lui (classe 1962), donna delle pulizie lei (un anno meno del marito), una vita senza eccessi vissuta al piano terra di una corte nel centro di Erba, nel Comasco. Una di quelle corti dove tutti sanno tutto di tutti. Non di quei due, per\u00f2. Due tizi molto schivi, per non dire asociali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessun parente n\u00e9 amico passa mai a trovarli; relazioni ridotte al minimo e per lo pi\u00f9 tutte legate al lavoro.  <b>Educati e mai allegri, ma sempre gentili.<\/b> Apertamente malmostosi soltanto con i vicini del piano di sopra che \u2013 sono convinti \u2013 rendono la loro vita impossibile, soprattutto perch\u00e9 il bambino e la mamma non danno tregua sul fronte dei rumori. Non importa che sia vero oppure no, importa la loro percezione, il loro piccolo mondo, la loro organizzazione di vita, lavoro, sonno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Olindo e Rosa si sentono cos\u00ec esasperati che di notte, per dormire, ogni tanto se ne vanno nella roulotte parcheggiata davanti alla porta di casa e comprata con i risparmi di una vita proprio per fuggire da quell\u2019ossessione, i rumori molesti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 un andirivieni di gente che cerca lui, il padre del piccolo; si chiama Azouz Marzouk, \u00e8 un giovane tunisino che a loro due non piace per niente. Ha perfino avuto la sfacciataggine di passare davanti alla finestra e sbeffeggiare lei, Rosa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci sono state volte in cui le parole sono diventate minacciose e la lite \u00e8 diventata rissa.<\/b> L\u2019ultimo giorno del 2005, per esempio. Il faccia a faccia fra loro e la mamma del piano di sopra, Raffaella, era finito con un\u2019aggressione. Anzi, di pi\u00f9. Era diventato un procedimento penale per percosse e minacce. Udienza davanti al giudice di pace: 13 dicembre 2006. Ma quel 13 dicembre di vent\u2019anni fa nessuno sar\u00e0 in aula.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due giorni prima dell\u2019udienza, e pi\u00f9 precisamente la sera dell\u201911 dicembre, alle 20.20, la corte di Erba si riempie prima di fumo e poi di sgomento, smarrimento. Di morte. C\u2019\u00e8 un incendio nell\u2019appartamento sopra quello di Olindo e Rosa. Un vigile del fuoco volontario che vive nella casa di ringhiera di fronte, corre verso il fuoco e chiama i colleghi per i soccorsi. Sul pianerottolo, davanti alla porta della casa in fiamme, c\u2019\u00e8 un uomo per terra con la gola tagliata. I soccorritori lo trascinano lontano dal fuoco mentre dal piano superiore, una mansarda, la voce di una donna, sempre pi\u00f9 flebile, chiede aiuto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poco prima di mezzanotte \u00e8 il procuratore capo di Como, Alessandro Maria Lodolini, a tirare le somme della strage. Davanti a un muro di microfoni e telecamere dice che nella casa dell\u2019incendio sono morte tre donne e un bambino, e che c\u2019\u00e8 un ferito grave. <b>Sono stati uccisi tutti da coltelli e spranghe, non dal rogo.<\/b> E, aggiunge il capo della procura, \u00ababbiamo un sospettato\u00bb. Dice che \u00abstiamo cercando di rintracciare il marito di una delle vittime, appena liberato con l\u2019indulto dopo una condanna per droga\u00bb. \u00c8 l\u2019Azouz Marzouk tanto malvisto da Rosa e Olindo, appunto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel tempo la mattanza di quella sera \u00e8 diventata sbrigativamente \u201cla strage di Erba\u201d. Ma nella parola \u201cstrage\u201d ci sono le persone perdute per sempre, che vogliamo ricordare con i loro nomi e cognomi: <b>Raffaella Castagna, 30 anni, il suo bambino di due anni, Youssef, sua madre Paola Galli, 57 anni, e la sua vicina di casa, Valeria Cherubini, 55 anni, trovata morta nella mansarda dove viveva<\/b>. Mario Frigerio, il marito di Valeria Cherubini (l\u2019uomo agonizzante sul pianerottolo) era sceso assieme a lei perch\u00e9 c\u2019era fumo e pensarono che qualcuno potesse aver bisogno di aiuto. Lui si salv\u00f2 perch\u00e9 chi lo aveva sgozzato non poteva sapere della sua malformazione alla carotide, lei fu rincorsa sulle scale fino alla sua mansarda, dove mor\u00ec.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Azouz Marzouk, il \u201csospettato\u201d a cui si riferiva il procuratore,  come abbiamo saputo in tutti questi anni \u00e8 risultato responsabile di molte azioni quantomeno discutibili, nella sua vita, ma non \u00e8 lui l\u2019assassino di suo figlio, della moglie, della suocera e della vicina. Gli assassini sono Olindo e Rosa, quella coppia che covava in silenzio livore e vendetta verso i vicini tanto odiati. Li hanno uccisi e poi hanno dato fuoco alla casa. Frigerio, in aula, li guard\u00f2 neglio occhi e disse ai giudici: \u00abEccoli l\u00ec&#8230; sono loro due, sono quei due delinquenti l\u00ec&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-28T14:27:32+01:00\">6 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giusi Fasano Il pubblico ministero durante il processo di primo grado defin\u00ec Olindo Romano e Rosa Bazzi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":293778,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[10948,317,172702,172703,694,172704,777,2235,2336,14,93,94,1888,2429,172711,14983,10474,2431,4941,36371,1537,90,89,8258,1914,7242,70426,851,964,7,15,4476,2508,4483,172701,172705,172706,172707,21335,172712,172713,1915,172714,975,7386,405,151409,22509,179,83162,172715,1918,11602,10997,172708,172709,5569,172710,11990,6451,11,84,91,12,85,92,35026],"class_list":{"0":"post-293777","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-appunto","9":"tag-aula","10":"tag-azouz","11":"tag-azouz-marzouk","12":"tag-bambino","13":"tag-bazzi","14":"tag-capo","15":"tag-coppia","16":"tag-corte","17":"tag-cronaca","18":"tag-cronaca-italiana","19":"tag-cronacaitaliana","20":"tag-dicembre","21":"tag-donne","22":"tag-donne-bambino","23":"tag-erba","24":"tag-ferito","25":"tag-giudici","26":"tag-grado","27":"tag-infinita","28":"tag-it","29":"tag-italia","30":"tag-italy","31":"tag-lenta","32":"tag-li","33":"tag-marito","34":"tag-marzouk","35":"tag-ministero","36":"tag-morte","37":"tag-news","38":"tag-notizie","39":"tag-notte","40":"tag-nuove","41":"tag-nuovi","42":"tag-olindo","43":"tag-olindo-romano","44":"tag-olindo-romano-rosa","45":"tag-olindo-rosa","46":"tag-perfetta","47":"tag-perfetta-persona","48":"tag-perfetta-persona-sola","49":"tag-persona","50":"tag-persona-sola","51":"tag-piano","52":"tag-piccolo","53":"tag-processo","54":"tag-processo-grado","55":"tag-procuratore","56":"tag-pubblico","57":"tag-pubblico-ministero","58":"tag-quadrupede","59":"tag-quei","60":"tag-revisione","61":"tag-romano","62":"tag-romano-rosa","63":"tag-romano-rosa-bazzi","64":"tag-rosa","65":"tag-rosa-bazzi","66":"tag-strage","67":"tag-uccisi","68":"tag-ultime-notizie","69":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","70":"tag-ultime-notizie-italia","71":"tag-ultimenotizie","72":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","73":"tag-ultimenotizieitalia","74":"tag-vent"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293777\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/293778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}