{"id":293946,"date":"2026-01-06T17:03:16","date_gmt":"2026-01-06T17:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293946\/"},"modified":"2026-01-06T17:03:16","modified_gmt":"2026-01-06T17:03:16","slug":"chagall-testimone-del-suo-tempo-recensione-di-pierluigi-moressa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/293946\/","title":{"rendered":"CHAGALL \u2013 Testimone del suo tempo. Recensione di Pierluigi Moressa"},"content":{"rendered":"<p>        5\/01\/26<\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-gallo-rosso-nella-notte-1944.jpeg\" title=\"CHAGALL \u2013 Testimone del suo tempo. Recensione di Pierluigi Moressa\"><img width=\"228\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-gallo-rosso-nella-notte-1944.jpeg\" class=\"img-responsive wp-post-image\" alt=\"CHAGALL \u2013 Testimone del suo tempo. Recensione di Pierluigi Moressa 5\" title=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"\/><\/a>        <\/p>\n<p>Parole chiave: tempo circolare, memoria, simbolismo, rigenerazione, tradizione, cromatismo floreale<\/p>\n<p><strong>CHAGALL \u2013 Testimone del suo tempo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ferrara. Palazzo dei Diamanti (11 ottobre 2025 \u2013 8 febbraio 2026).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Recensione di Pierluigi Moressa<\/strong><\/p>\n<p>La mostra ripercorre la parabola umana e artistica di Chagall e ne esplora tanto le radici creative quanto la sensibilit\u00e0 ai fenomeni sociali della sua epoca.<\/p>\n<p>Marc Chagall (1887-1985), partito dalla natia Vitebsk, in Bielorussia, porter\u00e0 sempre con s\u00e9, nel lungo peregrinare tra la Francia, la Spagna e gli Stati Uniti, la memoria dei luoghi natali. In una concezione circolare del tempo, la sua arte fa intendere come l\u2019inconscio possa mantenere sullo stesso piano spazi e tracce del passato accostati al presente. L\u2019opera di Chagall contiene una memoria autobiografica continua, dove ricordo e visione si mescolano e creano, attraverso la declinazione costante del simbolismo, accostamenti di oggetti e di scene capaci di trascendere le leggi della fisica e di variare i confini geografici.<\/p>\n<p>L\u2019arte di Chagall si innesta entro il patrimonio individuale e collettivo del passato: raffigura il lavoro della mente che mescola ricordi e visioni, senza limitarsi a ritrarre i luoghi, ma arrivando a farli rivivere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"758\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-table-aux-amidonniers-1968-758x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52545\"  \/>M. Chagall. Table aux amidonniers, 1968<\/p>\n<p>Gli animali, fedeli compagni di viaggio dell\u2019autore, divengono reali personaggi e simboleggiano tanto il S\u00e9 dell\u2019artista, nei suoi mutevoli significati, quanto il richiamo alla tradizione e alla vita di campagna entro il villaggio natale. Questo consente di scomporre la realt\u00e0, abolendo il confine tra umano e animale, tra magico e quotidiano. <\/p>\n<p>Anche il violinista cos\u00ec come il suonatore di Shofar (il corno di montone delle funzioni religiose ebraiche) imprimono ricorrenze costanti ai dipinti e vi infondono l\u2019eco di una musicalit\u00e0 dolce e solenne. Vitebsk diviene l\u2019archetipo che d\u00e0 forma al presente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"703\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-il-suonatore-di-shofar-1954-2-703x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52546\"  \/>M. Chagall. Il suonatore di shofar, 1954<\/p>\n<p>Chagall approda a Parigi nel 1911 per la prima volta. Potr\u00e0 tornarvi solo nel 1923, dopo la fine della Prima guerra mondiale e la costituzione dell\u2019Unione Sovietica. Con lui \u00e8 Bella Rosenfeld, la sua prima moglie, la modella di tante raffigurazioni. Durante l\u2019occupazione nazista della Francia, l\u2019artista dovr\u00e0 riparare negli Stati Uniti; qui Bella muore. La donna rester\u00e0 nel ricordo a popolare le scene pi\u00f9 intime della memoria e della passione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"743\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-la-sposa-dai-due-volti-1927.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52544\"  \/>M. Chagall. La sposa dai due volti, 1927<\/p>\n<p>La passione non \u00e8 mai esclusa dai dipinti di Chagall; un eros costante li anima, come forza dal ritmo potente e insieme delicato. Ed \u00e8 forza di vita capace di risorgere oltre il lutto, oltre il dolore attraverso\u00a0 un\u2019arte che \u00e8 rigenerazione, uno stato dove tutto \u00e8 conservato e reso possibile.<\/p>\n<p>Nel 1925, Chagall riceve dall\u2019editore parigino Vollard l\u2019incarico di realizzare acqueforti ispirate alle favole di La Fontaine. Ne uscir\u00e0 una serie di raffigurazioni dove l\u2019artista recupera ulteriormente il rapporto fra l\u2019uomo e l\u2019animale. Non si trattava di umanizzare l\u2019animalit\u00e0, ma di immettere saggezza istintiva e primordiale negli uomini. La reinvenzione della favola consente a Chagall di esimersi dall\u2019intento moralistico contenuto nella narrazione dell\u2019autore francese; lascia, anzi, insaturo il finale, perch\u00e9 il fruitore di ieri e di oggi possa crearne uno adatto alla propria sensibilit\u00e0. Il ruolo simbolico e archetipico dell\u2019animale consente al pittore di ispirarsi alle semplici figurazioni dei \u201clubok\u201d, stampe popolari bidimensionali assai celebri in Russia.<\/p>\n<p>La notoriet\u00e0 di Chagall gli procura anche il prestigioso incarico di decorare (1962-64) il soffitto dell\u2019Op\u00e9ra Garnier a Parigi (riprodotto in mostra) affidatogli da Andr\u00e9 Malraux, ministro degli Affari Culturali. La realizzazione colpisce per l\u2019uso del colore: evocativo di emozioni sonore e avvolgente come lembi di nuvole. Sono quattordici i compositori raffigurati nei pannelli, mentre la decorazione del soffitto richiama la ruota della vita. Chagall sorprende la critica e diviene bersaglio di polemiche per la rottura con lo stile classico dell\u2019edificio. Si tratta di un\u2019irruzione dell\u2019indefinito e dell\u2019inconsueto: un messaggio proveniente dall\u2019inconscio destinato a suscitare pi\u00f9 intime atmosfere dell\u2019ascolto e della visione.<\/p>\n<p>Parigi, dopo il ritorno dagli Stati Uniti, diviene per Chagall la nuova quinta della memoria; ne dar\u00e0 conto attraverso le litografie della rivista \u201cDerri\u00e8re le miroir\u201d. La sua nuova residenza sar\u00e0 in Costa Azzurra, dove il sole e la luce gli infondono un senso interiore di rigenerazione, che egli riproduce attraverso cromatismi dilatati. Se in Matisse la luce mediterranea contribuisce a mantenere gli equilibri, in Chagall la luce invade, si intensifica e vibra, aiutandolo a formare spazi visionari. Nel 1960, l\u2019artista esegue tredici gouache per il sindaco di Nizza, dove il panorama della citt\u00e0 si espande alla visione simbolica cara al suo mondo interiore.<\/p>\n<p>Drammatica \u00e8 la sezione riservata alla nave Exodus, sulla quale nel 1947 si rinnov\u00f2 il tragico esodo del popolo d\u2019Israele verso la Palestina. Il dipinto che Chagall dedica all\u2019evento esprime le sequenze dolorose della speranza e della disperazione che accompagnarono i 4.500 ebrei costretti a tornare verso la Francia dopo un lungo e periglioso viaggio per mare. Il profilo dell\u2019ebreo errante e di Cristo in croce si delineano accanto all\u2019intenso cromatismo verde che caratterizza il quadro, come un\u2019onda che travolge la speranza e lascia sgomenti.<\/p>\n<p>Nel 1931, Chagall visita per la prima volta la Terra Santa; \u00e8 il ritorno alle radici del suo popolo. Le acqueforti ispirate alla Bibbia preludono a un\u2019opera di pi\u00f9 ampia portata: il progetto (1950) delle vetrate per la sinagoga Hadassah di Gerusalemme (riprodotte in mostra). Chagall entra nella cultura dei suoi avi e raffigura le dodici trib\u00f9 d\u2019Israele, osservando la sacra proibizione di non rappresentare la figura umana. \u00c8 declinato il bestiario dell\u2019Antico Testamento: il leone di Giuda, il cervo di Neftali, i pesci di Zabulon, l\u2019asino di Issacar, che assumono una dimensione antropomorfa. Sullo stesso piano si pone l\u2019uso del colore: blu come la trascendenza, rosso come la regalit\u00e0 e la passione, giallo come la luce divina, verde come la fertilit\u00e0 e la pace. Le vetrate di Chagall si distendono in ampie campiture e dispongono di vasti spazi cromatici, non sono segmentate come quelle medioevali n\u00e9 offrono una narrazione per piani sovrapposti; si tratta di eruzioni cromatiche intonate all\u2019anima del popolo cui sono destinate.<\/p>\n<p>La sezione dedicata ai fiori apre lo sguardo a una passione speciale di Chagall, espressa durante il soggiorno in Francia, dove la scoperta dei nuovi colori si contrappone alla campagna di Vitebsk: \u201cPoich\u00e9 nella mia citt\u00e0 non c\u2019erano fiori (colori), io li cercavo\u201d. Il cromatismo floreale fa coincidere l\u2019immagine col colore, mentre l\u2019unit\u00e0 formale organizza la rappresentazione e assume valenze autobiografiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"993\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/m.-chagall.-la-colomba-della-pace-1949.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52540\"  \/>M. Chagall. La colomba della pace, 1949<\/p>\n<p>Chiude la mostra la Colomba della pace, eseguita da Chagall nel 1949, al ritorno dall\u2019esilio statunitense dopo gli anni di guerra. \u201cLa Vie et la Paix\u201d: questi motti accompagnano la colomba, che reca su di s\u00e9 segni e ferite, mentre una coppia ripropone il senso dell\u2019intimit\u00e0 affettiva e un Icaro senza ali pare dolorosamente constatare la propria faticosa salvezza. Seguir\u00e0 nel 1964 la realizzazione, per la sede dell\u2019ONU a New York, della Peace Window, dedicata a Dag Hammarskj\u00f6ld, segretario generale della Nazioni Unite morto nel 1961 durante una missione di pace.<\/p>\n<p>La testimonianza del suo tempo attraverso l\u2019arte colloca Chagall tra le presenze emblematiche della modernit\u00e0 con una espressione estetica incisiva e provocante, capace di farsi, attraverso la materia, custode della memoria e testimone del presente.<\/p>\n<p>\u201cDipingo, perch\u00e9 la pittura sostituisce le parole che mi mancano\u201d: questa riflessione di Chagall accompagna, al termine della mostra, il visitatore che porter\u00e0 in s\u00e9 il mondo visionario di un artista capace di elevare la sua esperienza a rappresentazione condivisa di simboli e di passioni.<\/p>\n<p><strong>Pierluigi Moressa<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"5\/01\/26 Parole chiave: tempo circolare, memoria, simbolismo, rigenerazione, tradizione, cromatismo floreale CHAGALL \u2013 Testimone del suo tempo Ferrara.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":293947,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-293946","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115849239191949110","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293946","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293946"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293946\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/293947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}