{"id":29430,"date":"2025-08-05T09:33:15","date_gmt":"2025-08-05T09:33:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29430\/"},"modified":"2025-08-05T09:33:15","modified_gmt":"2025-08-05T09:33:15","slug":"kendrick-lamar-a-roma-quando-lautenticita-diventa-linno-della-gen-z","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29430\/","title":{"rendered":"Kendrick Lamar a Roma: quando l\u2019autenticit\u00e0 diventa l\u2019inno della Gen Z"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-dropcap\">Il prato, le gradinate, le tribune dello Stadio Olimpico a Roma vibrano. E non sono solo i bassi che arrivano potenti al pubblico, ma \u00e8 <strong>l&#8217;energia che Kendrick Lamar porta sul palco della sua unica data italiana, apparentemente senza sforzo.<\/strong> E, infatti, quando emerge dall&#8217;iconica Buick GNX del 1987 (titolo e cover di un suo album) cantando Wacced out murals, i 58mila spettatori presenti si animano e amplificano il significato di ogni rima, la potenza del suo flow. Di questo, forse, \u00e8 ben consapevole anche <strong>il rapper che \u00e8 circondato da una scenografia scarna, sui toni del bianco e nero, accompagnato solo dai suoi ballerini<\/strong> che, <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/fischi-taylor-swift-ospiti-sorpresa-kendrick-lamar-curiosita-aneddoti-super-bowl-2025\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">come nel caso del Super Bowl<\/a>, sembrano un gruppo di ragazzi qualsiasi di Compton, la citt\u00e0 californiana della contea di Los Angeles da cui proviene Lamar. <strong>I colori arrivano invece con SZA<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/sza-beauty-look-super-bowl-halftime-show\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">la cantante americana che lo accompagna in questo tour mondiale<\/a>: i due duettano prima sulle note di 30 for 30, poi Lamar le lascia il palco in un&#8217;esplosione di sensualit\u00e0 e gioia. Sembrano due facce della stessa medaglia: l&#8217;introspezione, la cupezza che lasciano spazio all&#8217;allegria, alla spensieratezza, incastrandosi benissimo.<\/p>\n<p>Greg Noire<\/p>\n<p><strong>E infatti, in due ore di show, SZA e Kendrick Lamar continuano ad alternarsi, ciascuna con le proprie sezioni e poi per i pezzi in coppia<\/strong>. Le parti di SZA, introdotte sempre da video onirici a contatto con la natura (a un certo punto del concerto cavalca addirittura una formica gigante), arrivano quando Lamar ti porta nel suo passato: le strade del quartiere, i vecchi video di famiglia, i dadi e un arbre magique giganti, cos\u00ec come quelli che aveva nella sua auto. A un certo punto, una voce fuori campo, quella di uno psicologo in una sezione introduttiva, <strong>gli chiede se la sua tendenza a voler scomparire, a non farsi vedere sia invece voglia di essere visto: Lamar risponde ridendo.<\/strong> Un sorriso beffardo che potrebbe essere la descrizione perfetta di quello che \u00e8 stato il suo show e la sua cifra come artista: un&#8217;esibizione senza fronzoli, dove lui si perde tra i suoi ballerini e la scenografia, <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/sziget-festival-momenti-iconici-importanti\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">in cui per\u00f2 arriva potente con la sua musica e le sue rime<\/a>.<\/p>\n<p>Cassidy Meyers<\/p>\n<p>Il pubblico canta con lui e segue le sue parole, nonostante siamo in Italia e l&#8217;inglese del rapper non sia quello dei pi\u00f9 semplici. <strong>E gli inni da cantare a squarciagola sono Family ties e Not like Us, quelli che descrivono in maniera pi\u00f9 incisiva la vita del rapper e che marcano l&#8217;effettiva differenza dai suoi colleghi (primi tra tutti Drake)<\/strong>. E non \u00e8 un caso che i suoi fan, prevalentemente della Gen Z e Millennial, si riconoscano in quelle parole: non si tratta solo di un bagaglio di esperienze comuni, ma di come da outsider, in una realt\u00e0 che lascia pochi spazio ai sogni (sia che tu viva in un sobborgo californiano che in un paesino sperduto), si riesca comunque a trovare la propria voce, a mantenere l&#8217;autenticit\u00e0 in un mondo che sembra fatto totalmente di apparenza. <strong>Una voce che diventa quindi generazionale e che, <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/music\/storie-music\/2018\/04\/17\/kendrick-lamar-ha-vinto-il-premio-pulitzer-rapper-canzoni-damn\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">pur essendo molto connotata con la realt\u00e0 statunitense<\/a>, riesce a essere rappresentativa in maniera trasversale per i fan di tutto il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Live Nation<\/p>\n<p>A fine concerto, Lamar rientra nella sua Buick, quasi in silenzio, dopo l&#8217;ultimo duetto con SZA. <strong>E l&#8217;impressione \u00e8 quella di vedere allontanarsi un vero gigante<\/strong>: qualcuno che, con il suo carisma e la sua arte, \u00e8 riuscito a regalare a Roma una serata che non dimenticher\u00e0 molto in fretta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il prato, le gradinate, le tribune dello Stadio Olimpico a Roma vibrano. 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