{"id":294500,"date":"2026-01-07T01:43:09","date_gmt":"2026-01-07T01:43:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294500\/"},"modified":"2026-01-07T01:43:09","modified_gmt":"2026-01-07T01:43:09","slug":"e-morto-bela-tarr-il-post","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294500\/","title":{"rendered":"\u00c8 morto B\u00e9la Tarr &#8211; Il Post"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Il regista ungherese B\u00e9la Tarr, tra i pi\u00f9 importanti interpreti del cinema d\u2019autore europeo, \u00e8 morto a 70 anni. Era noto per la sua lunga collaborazione con lo scrittore ungherese L\u00e1szl\u00f3 Krasznahorkai, il <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/10\/09\/nobel-letteratura-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">vincitore del premio Nobel per la Letteratura del 2025<\/a>, e per aver diretto Satantango, film dalla<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/10\/10\/film-satantango-laszlo-krasznahorkai\/?homepagePosition=2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u00a0durata di 7 ore<\/a> ispirato al suo romanzo pi\u00f9 famoso. La <a href=\"https:\/\/mti.hu\/hirek\/2026\/01\/06\/meghalt-tarr-bela\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">notizia<\/a> \u00e8 stata data dall\u2019agenzia di stampa ungherese MTI, che ha scritto che Tarr \u00e8 morto dopo una lunga malattia.<\/p>\n<p>Con la sua predilezione per il bianco e nero, la sua tendenza a utilizzare lunghissimi piani sequenza (cio\u00e8 scene girate in un\u2019unica ripresa) e i ritmi estremamente lenti e contemplativi dei suoi film, Tarr si era affermato con uno stile molto personale, riconoscibile e apprezzato, che influenz\u00f2 un\u2019intera generazione di registi d\u2019essai. I due esempi pi\u00f9 noti sono Jim Jarmusch e Gus Van Sant, che hanno raccontato in pi\u00f9 occasioni quanto Tarr sia stato un riferimento importante per loro.<\/p>\n<p>I luoghi pi\u00f9 rurali e periferici dell\u2019Ungheria erano spesso lo sfondo dei film di Tarr, che avevano al centro temi come l\u2019esistenzialismo, il tempo e la crisi delle utopie collettive. Insieme a Satantango, il film pi\u00f9 identificativo di Tarr \u00e8 Il cavallo di Torino, l\u2019ultimo che diresse insieme alla moglie Agnes Hranitzky. Era incentrato sul breve periodo in cui il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche visse a Torino, e vinse l\u2019Orso d\u2019argento al Festival di Berlino del 2011.<\/p>\n<p>Tarr esord\u00ec al cinema nel 1978 con il corto Hotel Magnezit, a cui seguirono film che contribuirono a dare qualche indicazione sul suo stile, come Nido familiare (1979), Rapporti prefabbricati\u00a0(1982) e Almanacco d\u2019autunno (1984).<\/p>\n<p>A partire dalla fine degli anni Ottanta, Tarr svilupp\u00f2 un rapporto di complicit\u00e0 artistica con Krasznahorkai, che da l\u00ec in poi avrebbe scritto la sceneggiatura dei suoi film pi\u00f9 famosi. Cominciarono nel 1988 con Perdizione,\u00a0che raccontava la relazione tormentata tra un uomo depresso e una cantante. Sei anni dopo fu il turno di Satantango, il film pi\u00f9 famoso e apprezzato di Tarr.<\/p>\n<p>Raccontava la vicenda degli abitanti di un villaggio ungherese abbandonato che, dopo la fine della loro gestione di una fattoria collettiva, progettano una nuova vita ispirata ai valori del comunismo. I loro piani vengono per\u00f2 stravolti dal ritorno di Irimi\u00e1s, un carismatico contadino che li convince a fondare una nuova comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/10\/10\/film-satantango-laszlo-krasznahorkai\/?homepagePosition=2?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il film da 7 ore tratto dal libro pi\u00f9 famoso di L\u00e1szl\u00f3 Krasznahorkai<\/a><\/p>\n<p>Tarr aveva in mente di trasporre Satantango gi\u00e0 nel 1985, l\u2019anno di uscita del romanzo di Krasznahorkai, ma dovette rimandare a causa del rigido controllo statale sulla produzione cinematografica dell\u2019Ungheria socialista. Il principale problema era il tema centrale del libro, che rappresentava in forma allegorica il fallimento delle utopie comuniste, un argomento difficile da affrontare apertamente in quel contesto politico.<\/p>\n<p>Alla fine Satantango usc\u00ec nove anni dopo, quando l\u2019Ungheria era diventata una democrazia parlamentare e Tarr era ormai un regista stimato a livello internazionale.<\/p>\n<p>Prima di mettersi a scrivere la sceneggiatura, Tarr visit\u00f2 personalmente i luoghi che hanno ispirato il romanzo di Krasznahorkai, tra cui i villaggi e le fattorie collettive abbandonate della Grande Pianura Ungherese, una vasta regione rurale nella parte orientale del paese, caratterizzata da quei paesaggi spogli che poi sarebbero diventati lo sfondo del film.<\/p>\n<p>Satantango dura 435 minuti, ma \u00e8 composto da sole 151 inquadrature: pochissime, per un film di oltre 7 ore. Molte di esse sono lunghi <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/03\/18\/piano-sequenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">piani sequenza<\/a>, cio\u00e8 scene senza montaggio e quindi senza i normali tagli o l\u2019alternarsi di inquadrature diverse tipici per esempio di un dialogo tra due persone.<\/p>\n<p>Uno degli elementi maggiormente citati da chi ha visto Satantango \u2013 o almeno da chi ha provato a guardarlo \u2013 \u00e8 il lungo piano sequenza iniziale: dura quasi 8 minuti, e mostra una mandria di mucche che si muove lentamente tra gli edifici fatiscenti del villaggio, anticipando il ritmo lento e il tono simbolico dell\u2019opera.<\/p>\n<p>In diverse interviste, Tarr aveva raccontato che dare grande importanza alla lentezza e spingere lo spettatore a osservare ogni gesto e ogni dettaglio con attenzione quasi contemplativa furono due aspetti fondamentali della costruzione di Satantango.<\/p>\n<p>Per accentuare la sensazione di dilatazione del tempo Tarr cur\u00f2 ogni minimo dettaglio, evitando di inquadrare qualsiasi oggetto che potesse suggerire un legame con l\u2019attualit\u00e0. \u00abVolevo mettere in scena una sorta di eternit\u00e0\u00bb, aveva raccontato in <a href=\"https:\/\/www.bfi.org.uk\/interviews\/bela-tarr-satantango-werckmeister-harmonies\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un\u2019intervista<\/a> data al British Film Institute nel 2024, in occasione del trentennale del film.<\/p>\n<p>Nel 2000 Tarr e Krasznahorkai tornarono a lavorare insieme in Le armonie di Werckmeister, tratto da uno dei romanzi pi\u00f9 famosi del secondo, Melancolia della resistenza. In seguito collaborarono anche per le sceneggiature dell\u2019Uomo di Londra (2007) e del Cavallo di Torino (2011), l\u2019ultimo film del regista.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/10\/09\/film-criminali-autore\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Perch\u00e9 i film d\u2019autore si sono dati al crimine<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Il regista ungherese B\u00e9la Tarr, tra i pi\u00f9 importanti interpreti del cinema d\u2019autore europeo, \u00e8 morto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":294501,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-294500","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115851283890006278","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=294500"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294500\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=294500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=294500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=294500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}