{"id":294766,"date":"2026-01-07T06:39:04","date_gmt":"2026-01-07T06:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294766\/"},"modified":"2026-01-07T06:39:04","modified_gmt":"2026-01-07T06:39:04","slug":"come-non-invecchiare-il-nutrizionista-greger-ecco-i-fantastici-4-per-cambiare-stile-di-vita-tra-i-45-e-i-64-anni-e-rallentare-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294766\/","title":{"rendered":"Come non invecchiare, il nutrizionista Greger: \u00abEcco i \u201cfantastici 4\u201d per cambiare stile di vita tra i 45 e i 64 anni e rallentare il tempo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Anna Fregonara<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Michael Greger \u00e8 il fondatore dell\u2019American College of Lifestyle Medicine: \u00abSpesso si pensa che servano sforzi enormi per migliorare la salute, ma non \u00e8 cos\u00ec\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ripubblichiamo l\u2019intervista di Anna Fregonara a Michael Greger, pubblicata il 15 marzo, una delle pi\u00f9 apprezzate dalle nostre lettrici e dai nostri lettori nel 2025.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 mai troppo tardi per scegliere di invecchiare meglio e pi\u00f9 lentamente. I ricercatori hanno osservato che cosa accade a uomini e donne che modificano le proprie abitudini a partire dalla mezza et\u00e0. <b>\u00abAnche piccoli cambiamenti nello stile di vita tra i 45 e i 64 anni, <\/b>almeno cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura, camminare per circa venti minuti al giorno, mantenere un peso sano e non fumare, sembrano portare a<b> una sostanziale riduzione della mortalit\u00e0 nell\u2019immediato futuro.\u00a0<\/b>Stiamo parlando di un rischio inferiore del 40% di morire nei quattro anni successivi. Senza ossessionarsi con diete impossibili\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Parola di <b>Michael Greger, medico nutrizionista di fama internazionale, <\/b>socio fondatore dell\u2019American College of Lifestyle Medicine e autore di Come non invecchiare (Baldini+Castoldi), il risultato di tre anni di lavoro durante i quali Greger <b>ha passato in rassegna tutta la letteratura scientifica<\/b> sull\u2019invecchiamento restituendo al lettore approfondimenti e consigli per una longevit\u00e0 in salute.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAdottare uno stile di vita pi\u00f9 sano pu\u00f2 ritardare l\u2019insorgere di malattie croniche fino a dieci anni circa. Gran parte dei settantaduenni che non fumano, <b>non soffrono di diabete, obesit\u00e0 o ipertensione <\/b>e conducono una vita attiva hanno buone probabilit\u00e0 di arrivare a novant\u2019anni. Al contrario, la probabilit\u00e0 sembra ridursi a meno del 5% per chi presenta questi fattori di rischio. Anche dopo i settantacinque anni, seguire le basi di uno stile di vita sano pu\u00f2<b> \u201crallentare il tempo\u201d<\/b> e il rischio di disabilit\u00e0 di circa diciotto mesi\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure tutti noi abbiamo sentito storie di centenari che fumano sigari e bevono superalcolici. La relazione tra stile di vita e longevit\u00e0 \u00e8 complessa,<b> <\/b>ma le prove scientifiche mostrano che <b>aderire ai \u00abfantastici 4\u00bb \u2014<\/b><b> alimentazione sana, attivit\u00e0 fisica, controllo del peso e niente fumo \u2014 <\/b>pu\u00f2 avere un forte impatto sulla prevenzione di alcune delle nostre malattie pi\u00f9 letali.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuesti quattro fattori da soli, infatti, sembrano essere responsabili del 78% del rischio di malattie croniche\u00bb, prosegue Greger. \u00abRispettandoli tutti, potremmo ridurre <b>di oltre il 90% il rischio di diabete e di oltre l\u201980% quello di infarto, <\/b>dimezzare il rischio di ictus e abbassare di oltre un terzo quello complessivo di cancro. Ma quanto incide tutto questo sulla mortalit\u00e0? Gli studi mostrano che chi prende pi\u00f9 cura di s\u00e9 invecchia pi\u00f9 lentamente, come se fosse biologicamente pi\u00f9 giovane di 14 anni. E se gi\u00e0 si stanno assumendo farmaci <b>per curare fattori di rischio come l\u2019ipertensione e il colesterolo,<\/b> i benefici di uno stile di vita sano ci sono lo stesso in termini di mortalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando si parla di invecchiamento, salute e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cook\/25_dicembre_13\/garattini-dieta-digiuno-natale-8d110199-266e-4864-adfb-aaaa7fbb4xlk.shtml\" title=\"Silvio Garattini: \u00abPer vivere a lungo bisogna mangiare poco. Il digiuno? Non d\u00e0 benefici. No a questi cibi (anche a Natale)\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">longevit\u00e0<\/a>, la dieta \u00e8 il principale fattore su cui possiamo agire.<\/b> Secondo il Global Burden of Disease Study, la pi\u00f9 ampia analisi mai condotta sulle cause di morte, il killer numero uno negli Stati Uniti e nel mondo \u00e8 la cattiva alimentazione. I dati mostrano che quattro dei cinque principali fattori di rischio alimentare riguardano cibi che consumiamo troppo poco. <b>\u00abMangiare pi\u00f9 verdure potrebbe salvare circa un milione e mezzo di vite all\u2019anno in tutto il mondo.<\/b> Consumare pi\u00f9 frutta a guscio e semi? Due milioni. Pi\u00f9 frutta? Quasi due milioni e mezzo. L\u2019inadeguato consumo di cereali integrali potrebbe costare fino a tre milioni di vite all\u2019anno\u00bb, sottolinea il medico. Se l\u2019obiettivo \u00e8 vivere pi\u00f9 a lungo e invecchiare in salute, la strada pi\u00f9 efficace \u00e8 una dieta basata su alimenti vegetali e integrali.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I benefici di un\u2019alimentazione vegetale derivano probabilmente da una duplice azione. <\/b>\u00abDa un lato, l\u2019aumento dei fattori dietetici protettivi, come le fibre; dall\u2019altro, la riduzione del consumo di elementi patogeni, come i grassi saturi\u00bb, prosegue l\u2019esperto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abStudi di lungo periodo come il Baltimore Longitudinal Study of Aging dimostrano che<b> pi\u00f9 frutta e verdura e meno grassi saturi <\/b>sono associati a una minore probabilit\u00e0 di morire di malattie cardiovascolari nel periodo dell\u2019indagine. Tuttavia, la combinazione di entrambi i fattori \u00e8 ci\u00f2 che porta alla maggiore riduzione della mortalit\u00e0 complessiva. <b>Un\u2019alimentazione vegetale non solo aiuta a controllare il peso,<\/b> i livelli di zucchero nel sangue e il colesterolo, ma influisce positivamente anche sul benessere psicologico, riducendo depressione, ansia e stanchezza. Un simile approccio nutrizionale non solo abbassa il rischio delle principali cause di morte \u2014 malattie cardiovascolari, diabete, cancro e obesit\u00e0 \u2014 ma<b> contribuisce anche a prevenire artrite, demenza, osteoporosi, morbo di Parkinson e disabilit\u00e0 sensoriali. <\/b>Poich\u00e9 il rischio di queste condizioni tende a raddoppiare ogni sette anni, rallentare l\u2019invecchiamento potrebbe tradursi in un significativo miglioramento della qualit\u00e0 e della durata della vita. Se un 65enne riuscisse a mantenere il profilo di salute di un 58enne, il suo rischio di morte, fragilit\u00e0 e disabilit\u00e0 si dimezzerebbe, con un impatto positivo per l\u2019intera popolazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Secondo Greger, bisogna smettere di attribuire la longevit\u00e0 esclusivamente alla genetica:<\/b> si stima che solo il 15-30% della durata della vita dipenda dai geni. Questo significa che la parte pi\u00f9 rilevante, circa l\u201980% del rischio, \u00e8 nelle nostre mani. Una dimostrazione concreta arriva dagli Stati Uniti, dove sta emergendo quella che potrebbe essere la prima generazione destinata a vivere meno dei propri genitori, un fenomeno legato in gran parte all\u2019epidemia di obesit\u00e0.<b> Spesso si pensa che servano sforzi enormi per migliorare la salute, <\/b>ma anche piccole modifiche nelle abitudini quotidiane possono fare la differenza. Un esempio \u00e8 la riduzione del consumo di sale: uno studio su oltre mezzo milione di persone ha rilevato che chi aggiungeva sale a tavola, oltre a quello gi\u00e0 presente nei cibi, a cinquant\u2019anni aveva un\u2019aspettativa di vita inferiore di due anni rispetto a chi non lo faceva.<\/p>\n<p>    L&#8217;alimentazione a base vegetale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abOltre 150 indagini dietetiche condotte tra le popolazioni pi\u00f9 longeve del mondo raccomandano una dieta per il 95-100% a base vegetale\u00bb, afferma Greger. \u00abQuesto significa privilegiare ogni giorno frutta, verdura, legumi e cereali integrali, riducendo il consumo di carne, latticini, uova, cereali raffinati e bibite zuccherate. Questo tipo di alimentazione rispecchia la nostra storia evolutiva\u00bb. Non esiste un singolo super alimento, la chiave \u00e8 la stagionalit\u00e0 e la variet\u00e0. \u00ab<b>Le piante, costantemente esposte alla tempesta di radicali liberi generata dalla fotosintesi, producono naturalmente grandi quantit\u00e0 di antiossidanti, <\/b>proteggendo cos\u00ec anche il nostro organismo. Tra gli alimenti vegetali, i frutti di bosco spiccano per il loro elevato potere antiossidante, in media dieci volte superiore a quello di altra frutta e verdura, superato solo da erbe e spezie. Le ciliegie, per esempio, possono raggiungere fino a 714 unit\u00e0 antiossidanti\u00bb, puntualizza l\u2019esperto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Studi hanno dimostrato che una maggiore diversit\u00e0 di frutta e verdura \u00e8 associata a minori danni al DNA e a livelli pi\u00f9 bassi di infiammazione,<b> indipendentemente dalla quantit\u00e0 totale consumata. <\/b>In una indagine, i ricercatori hanno confrontato due gruppi con lo stesso numero di porzioni giornaliere di frutta e verdura (da otto a dieci), ma con differente variet\u00e0: il primo gruppo consumava prodotti di diciotto famiglie vegetali diverse, il secondo soltanto di cinque. <b>Solo i soggetti che seguivano una dieta pi\u00f9 varia hanno mostrato una riduzione dei danni al DNA. <\/b>Anche la restrizione calorica moderata senza malnutrizione, dopo consiglio medico, sembra associata a un rallentamento dell\u2019invecchiamento biologico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl trial CALERIE (Comprehensive Assessment of Long-term Effects of Reducing Intake of Energy) ha dimostrato che una riduzione del 12% dell\u2019apporto calorico giornaliero, circa 250 kcal in meno per una dieta da 2.000 kcal, pu\u00f2 ridurre lo stress ossidativo e migliorare la resistenza cellulare ai danni, indipendentemente dalla perdita di peso\u00bb, conclude Greger. \u00ab<b>Oggi il dogma diffuso \u00e8 che un\u2019elevata assunzione di proteine sia essenziale per la salute e la forma fisica<\/b>, ma le prove scientifiche suggeriscono che la restrizione proteica, in particolare delle proteine animali, possa essere un fattore chiave per rallentare l\u2019invecchiamento e ridurre il rischio di malattie croniche\u00bb.<\/p>\n<p>    GLI ANTIETA&#8217;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Rebiotici e postbiotici<\/b><br \/>La salute intestinale influenza l\u2019infiammazione e l\u2019invecchiamento. I prebiotici (fibre e amido resistente) nutrono i batteri benefici, che producono postbiotici come il butirrato, migliorando la funzione immunitaria e riducendo l\u2019infiammazione sistemica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Frutti di bosco<\/b><br \/>Contengono potenti antiossidanti come le antocianine.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Noci<\/b><br \/>Mezza porzione al giorno pu\u00f2 abbassare il rischio di morte prematura del 15%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Verdure a foglia verde<\/b><br \/>Proteggono il cuore, il cervello e i telomeri. I nitrati naturali presenti in queste verdure e rallentano il metabolismo, contribuendo alla longevit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-15T13:45:31+01:00\">7 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Anna Fregonara Michael Greger \u00e8 il fondatore dell\u2019American College of Lifestyle Medicine: \u00abSpesso si pensa che servano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":294767,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[11697,25653,8165,166286,27959,173127,173128,65226,4217,9223,40963,8936,99416,20736,631,83406,7079,173129,173130,9002,30143,420,48493,9548,71912,5316,8589,2145,8766,2640,2598,3568,173131,173132,4667,35148,8171,23188,36954,1713,15291,173133,173134,36942,43728,16658,1308,173135,173136,3336,39440,39441,173124,239,1390,950,63311,14432,9340,9663,1537,90,89,20571,616,56185,452,1949,173125,6114,71717,964,11798,43528,633,11630,14185,19144,3717,16559,2441,240,50172,1581,173126,29798,54258,36940],"class_list":{"0":"post-294766","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-abbassare","9":"tag-abitudini","10":"tag-alimentazione","11":"tag-alimentazione-vegetale","12":"tag-american","13":"tag-american-college","14":"tag-american-college-of","15":"tag-associata","16":"tag-benefici","17":"tag-cancro","18":"tag-cardiovascolari","19":"tag-cause","20":"tag-cause-morte","21":"tag-cibi","22":"tag-cinque","23":"tag-colesterolo","24":"tag-college","25":"tag-college-of","26":"tag-college-of-lifestyle","27":"tag-consumo","28":"tag-croniche","29":"tag-danni","30":"tag-danni-dna","31":"tag-diabete","32":"tag-diciotto","33":"tag-dieci","34":"tag-dieta","35":"tag-dimostrato","36":"tag-disabilita","37":"tag-dna","38":"tag-durata","39":"tag-enormi","40":"tag-enormi-migliorare","41":"tag-enormi-migliorare-salute","42":"tag-fantastici","43":"tag-fattore","44":"tag-fattori","45":"tag-fattori-rischio","46":"tag-fibre","47":"tag-fisica","48":"tag-fondatore","49":"tag-fondatore-american","50":"tag-fondatore-american-college","51":"tag-frutta","52":"tag-frutta-verdura","53":"tag-fumano","54":"tag-giornaliere","55":"tag-giornaliere-frutta","56":"tag-giornaliere-frutta-verdura","57":"tag-gran","58":"tag-grassi","59":"tag-grassi-saturi","60":"tag-greger","61":"tag-health","62":"tag-impatto","63":"tag-indagine","64":"tag-indipendentemente","65":"tag-infiammazione","66":"tag-invecchiamento","67":"tag-invecchiare","68":"tag-it","69":"tag-italia","70":"tag-italy","71":"tag-longevita","72":"tag-malattie","73":"tag-malattie-croniche","74":"tag-medico","75":"tag-michael","76":"tag-michael-greger","77":"tag-migliorare","78":"tag-mortalita","79":"tag-morte","80":"tag-mostrano","81":"tag-obesita","82":"tag-of","83":"tag-peso","84":"tag-probabilita","85":"tag-rallentare","86":"tag-ridurre","87":"tag-riduzione","88":"tag-rischio","89":"tag-salute","90":"tag-sano","91":"tag-stile","92":"tag-stile-sano","93":"tag-studi","94":"tag-verdura","95":"tag-verdure"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=294766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=294766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=294766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=294766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}