{"id":294843,"date":"2026-01-07T08:03:13","date_gmt":"2026-01-07T08:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294843\/"},"modified":"2026-01-07T08:03:13","modified_gmt":"2026-01-07T08:03:13","slug":"alluminio-braghi-novelis-leuropa-con-la-cina-rischia-di-perdere-anche-i-rottami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294843\/","title":{"rendered":"Alluminio, Braghi (Novelis): \u00abL\u2019Europa con la Cina rischia di perdere anche i rottami\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il presidente della divisione europea del colosso mondiale del riciclo dell\u2019alluminio avverte: \u00abL\u2019export record di rottami verso Asia e Usa mette a rischio riciclo, investimenti e occupazione. Serve riconoscerli come materia prima strategica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAbbiamo perso la produzione primaria di alluminio. Ora rischiamo di perdere anche i rottami\u00bb. Dalle colonne del Financial Times, <b>Emilio Braghi<\/b>, vicepresidente esecutivo di <b>Novelis<\/b> e presidente di Novelis Europe, leader mondiale nella laminazione e nel riciclaggio dell\u2019alluminio, ha lanciato un allarme che non \u00e8 passato inosservato: mentre il sistema di riciclaggio dell\u2019Unione europea viene usato da <b>operatori cinesi che acquistano i rottami di alluminio<\/b>, li fondono e <b>li esportano nuovamente in Europa come metallo di nuova produzione<\/b>, ha spiegato Braghi, il settore rischia quella che lui stesso ha definito una  se Bruxelles non dar\u00e0 seguito all\u2019impegno di limitare l\u2019esportazione di rottami verso Asia e Stati Uniti.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Presidente Braghi, pu\u00f2 quantificare le dimensioni del mercato globale dei rottami?<\/b><br \/>I principali centri di domanda sono Asia e Nord America. L\u2019Asia, e in particolare la Cina, ha ampliato in modo significativo la propria capacit\u00e0 di produzione di alluminio secondario e si approvvigiona attivamente di rottami a livello globale. Negli ultimi anni Pechino ha incoraggiato gli investimenti nel riciclo per ridurre l\u2019uso di materie prime vergini e le emissioni, creando per\u00f2 una forte pressione sulla domanda internazionale di rottami. Pi\u00f9 recentemente anche gli Stati Uniti sono diventati una destinazione sempre pi\u00f9 competitiva, spinti da distorsioni commerciali e incentivi di politica industriale che rendono conveniente importare rottami \u2014 soggetti a minori dazi \u2014 per trasformarli in metallo nuovo. Di conseguenza, i rottami fluiscono sempre pi\u00f9 dalle regioni che li raccolgono in modo efficiente verso quelle con costi energetici e di trasformazione pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In questo contesto, quanto vale la quota europea?<\/b><br \/>L\u2019Europa svolge un ruolo sproporzionatamente rilevante come fornitore. Nel 2024 l\u2019Ue ha esportato circa 1,2\u20131,3 milioni di tonnellate di rottami di alluminio, un livello record, pari a circa il 10\u201311% dei volumi scambiati a livello globale, con la maggior parte delle spedizioni dirette verso l\u2019Asia. \u00c8 un dato che evidenzia come l\u2019Europa, pur essendo uno dei mercati pi\u00f9 avanzati nella raccolta, stia diventando un esportatore netto della propria materia prima strategica.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Alluminio, Braghi (Novelis): \u00abL\u2019Europa con la Cina rischia di perdere anche i rottami\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/695d25c07a11e.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/695d25c07a11e.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei definisce questa dinamica un rischio strutturale per l\u2019Europa&#8230;<\/b><br \/>L\u2019Unione europea ha costruito uno dei sistemi di raccolta pi\u00f9 efficienti al mondo e ha consumatori e imprese disposti a pagare un premio per alluminio riciclato e a basse emissioni. Tuttavia, una quota crescente di questo materiale viene esportata. Cos\u00ec l\u2019Europa perde non solo materia prima, ma anche valore industriale, investimenti e occupazione qualificata, con effetti a catena su settori chiave come automotive, imballaggi e costruzioni. Se questa tendenza continuer\u00e0, il rischio \u00e8 di perdere anche la base industriale del riciclo, che rappresenta l\u2019ultimo pilastro rimasto della filiera europea dell\u2019alluminio dopo il ridimensionamento della produzione primaria. Senza questa base, diventa impossibile coniugare competitivit\u00e0 industriale e obiettivi di decarbonizzazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In che modo la sovraccapacit\u00e0 sovvenzionata, sleale, altera i prezzi globali dei rottami?<\/b><br \/>Quando i produttori operano con il sostegno dei governi \u2014 attraverso energia a prezzi agevolati, finanziamenti pubblici o politiche industriali mirate \u2014 possono permettersi di pagare i rottami a livelli pi\u00f9 elevati di quanto giustificato dai fondamentali di mercato. Questo spinge verso l\u2019alto i prezzi di riferimento globali e sottrae materiale alle regioni in cui viene raccolto. Poich\u00e9 i mercati dei rottami sono interconnessi a livello globale, le offerte aggressive da parte di acquirenti sovvenzionati restringono la disponibilit\u00e0 e fanno aumentare i prezzi ovunque, non solo in Europa. Il risultato \u00e8 un contesto che penalizza i rifusori non sovvenzionati, in particolare nelle regioni ad alto costo come l\u2019Ue. Non si tratta di un normale esito di mercato, ma di una concorrenza distorta che indebolisce la base del riciclo europeo e la stessa economia circolare che le politiche europee cercano di promuovere.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ritiene che l\u2019Ue stia sottovalutando il riciclo come asset strategico?<\/b><br \/>S\u00ec. Per materiali come l\u2019alluminio il riciclo non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 marginale, ma il cuore del sistema industriale futuro. La produzione primaria in Europa \u00e8 stata strutturalmente indebolita dagli elevati costi energetici e dalle condizioni di mercato, e oggi la competitivit\u00e0 passa dalla capacit\u00e0 di rifondere rottami in modo efficiente e a basse emissioni. Il rischio \u00e8 che l\u2019Europa ripeta un errore gi\u00e0 visto: concentrarsi sull\u2019accesso alle materie prime primarie, trascurando il controllo sui materiali secondari e sui flussi circolari. Se grandi volumi di rottami europei continueranno a essere esportati, lavorati all\u2019estero e poi reimportati come metallo finito, l\u2019Ue creer\u00e0 una nuova dipendenza strutturale (come per le terre rare, ndr): questa volta non da risorse estratte, ma da materiali riciclati controllati e trasformati fuori dall\u2019Europa, in larga parte in Cina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non \u00e8 un paradosso che l\u2019Europa esporti la materia prima della propria transizione verde?<\/b><br \/>Totalmente. L\u2019Europa sostiene i costi della raccolta, della regolazione ambientale e degli standard climatici, mentre una parte crescente del valore industriale e delle emissioni viene spostata all\u2019estero. I rottami sono trattati come un flusso di rifiuti commerciabile, anzich\u00e9 come un input industriale strategico. Questo significa che l\u2019Europa si assume i costi della transizione verde, ma rischia di non beneficiarne sul piano industriale. Se questa dinamica continuer\u00e0, si finir\u00e0 per compromettere allo stesso tempo gli obiettivi climatici e la base produttiva, senza ridurre le emissioni a livello globale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 la misura che Bruxelles dovrebbe adottare subito?<\/b><br \/>La misura minima da adottare subito \u00e8 l\u2019introduzione rapida di un meccanismo di controllo delle esportazioni per le principali categorie di rottami di alluminio, con obblighi di autorizzazione e notifica e la possibilit\u00e0 di limitare i flussi quando la capacit\u00e0 europea di riciclo viene compromessa. Si tratta di uno strumento che pu\u00f2 essere attivato rapidamente e che invierebbe un segnale chiaro al mercato. \u00c8 altrettanto essenziale riconoscere formalmente i rottami di alluminio come materia prima secondaria strategica, e non come rifiuto. Questo consentirebbe di allineare politiche commerciali, industriali e climatiche, proteggendo gli investimenti nel riciclo e nella produzione a basse emissioni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto tempo ha l\u2019industria europea prima che il danno diventi irreversibile?<\/b><br \/>La finestra temporale si misura in anni, non in decenni. Se i rottami continueranno a uscire dall\u2019Europa ai livelli attuali, l\u2019incertezza sull\u2019approvvigionamento influenzer\u00e0 immediatamente le decisioni di investimento. Una volta che la capacit\u00e0 di riciclo viene fermata o i progetti rinviati, il danno diventa strutturale e molto difficile da invertire.<br \/>In termini pratici, l\u2019Europa ha due o tre anni per introdurre salvaguardie efficaci prima che la perdita di rottami si traduca in una perdita permanente di capacit\u00e0, minori investimenti e una dipendenza duratura dalle importazioni. Agire ora \u00e8 molto meno costoso che tentare di ricostruire un ecosistema industriale dopo che \u00e8 stato smantellato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-07T07:50:23+01:00\">7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 07:50)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n Il presidente della divisione europea del colosso mondiale del riciclo dell\u2019alluminio avverte: \u00abL\u2019export record&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":294844,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[6374,178,3820,4197,528,2333,9708,106747,173183,293,177,1039,356,14817,1878,879,18172,26236,2575,3524,16259,1095,10551,2146,66194,28297,5427,3085,2697,24656,4183,4224,6939,4943,5430,173186,1537,90,89,72412,14707,6110,85006,2346,173187,11079,4951,3716,1412,10266,15024,1353,173184,273,854,9317,8013,4396,3792,78326,3741,173185,22510,34678,2125,2441,173181,173182,4844,55389,997,2529],"class_list":{"0":"post-294843","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-adottare","9":"tag-affari","10":"tag-alluminio","11":"tag-alto","12":"tag-asia","13":"tag-base","14":"tag-basse","15":"tag-basse-emissioni","16":"tag-braghi","17":"tag-bruxelles","18":"tag-business","19":"tag-capacita","20":"tag-cina","21":"tag-climatici","22":"tag-competitivita","23":"tag-contesto","24":"tag-continuera","25":"tag-continueranno","26":"tag-controllo","27":"tag-costi","28":"tag-crescente","29":"tag-danno","30":"tag-dinamica","31":"tag-dipendenza","32":"tag-elevati","33":"tag-emissioni","34":"tag-estero","35":"tag-europa","36":"tag-europea","37":"tag-flussi","38":"tag-globale","39":"tag-globali","40":"tag-industriale","41":"tag-industriali","42":"tag-investimenti","43":"tag-investimenti-occupazione","44":"tag-it","45":"tag-italia","46":"tag-italy","47":"tag-limitare","48":"tag-livelli","49":"tag-livello","50":"tag-livello-globale","51":"tag-materia","52":"tag-materia-strategica","53":"tag-materiale","54":"tag-materiali","55":"tag-mercati","56":"tag-mercato","57":"tag-metallo","58":"tag-misura","59":"tag-mondiale","60":"tag-novelis","61":"tag-nuova","62":"tag-obiettivi","63":"tag-occupazione","64":"tag-perdere","65":"tag-politiche","66":"tag-prezzi","67":"tag-primaria","68":"tag-produzione","69":"tag-produzione-primaria","70":"tag-raccolta","71":"tag-riciclo","72":"tag-rischia","73":"tag-rischio","74":"tag-rottami","75":"tag-rottami-alluminio","76":"tag-strategica","77":"tag-strutturale","78":"tag-ue","79":"tag-viene"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=294843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294843\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=294843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=294843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=294843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}