{"id":294975,"date":"2026-01-07T10:14:11","date_gmt":"2026-01-07T10:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294975\/"},"modified":"2026-01-07T10:14:11","modified_gmt":"2026-01-07T10:14:11","slug":"conte-fa-tre-cambi-niente-maxi-turnover","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/294975\/","title":{"rendered":"Conte fa tre cambi, niente maxi-turnover"},"content":{"rendered":"<p>Dove eravamo rimasti? Ah s\u00ec: 21 partite di imbattibilit\u00e0 nel 2025, anno solare chiuso senza sconfitte al Maradona tra campionato e coppe. Ed eccolo il Napoli che ritrova il suo Fort Knox, un mese dopo l&#8217;ultimo trionfo contro la Juventus, nella rincorsa al primo posto e in attesa della supersfida scudetto con l&#8217;Inter. Ore 18,30, all&#8217;appuntamento in Casa Conte ci andranno quasi 48mila spettatori. Non pochi. Una grande festa per i campioni d&#8217;Italia. L&#8217;ultima sconfitta a Fuorigrotta di Antonio \u00e8 datata 8 dicembre 2024. Un record pazzesco. Che il Napoli vuole proseguire stasera contro l&#8217;Hellas. Isaksen e la Lazio gli ultimi killer degli azzurri. Una era geologica fa. Si riprende dal Verona: anche lo scorso anno, il primo avversario dell&#8217;anno solare. In ogni caso sono numeri quasi incommensurabili, non esistono allenatori in Europa che nel 2025 si sono solo avvicinati a un simile primato. Ma \u00e8 tutto passato. Se Conte avesse fatto la conferenza (ha saltato pure questa vigilia) avrebbe spiegato che conta solo la partita di oggi e che il suo Napoli gioca per le vittorie e non per i record. <\/p>\n<p>Le scelte <\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>     <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/sport\/sscnapoli\/napoli_hellas_verona_probabili_formazioni_lang_titolare-9282573.html\" title=\"Lang va in campo e allontana l&#039;addio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9282573_pckg_20260107_23403979.jpg\" title=\"Lang va in campo e allontana l'addio\" width=\"264\" height=\"144\"\/><\/a>       <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/schede\/napoli_verona_scaligeri_non_vincono_fuorigrotta_da_43_anni-9282233.html\" title=\"Napoli-Verona, gli scaligeri non vincono a Fuorigrotta da 43 anni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9282233_06205731_napoli.jpg\" title=\"Napoli-Verona, gli scaligeri non vincono a Fuorigrotta da 43 anni\" width=\"264\" height=\"144\"\/><\/a>        <\/p>\n<p>L&#8217;assenza di Neres costringe a cambiare, dopo che per quattro volte di fila Conte ha schierato gli stessi 11. Gli acciacchi alla caviglia del brasiliano (l&#8217;obiettivo \u00e8 portarlo almeno in panchina a San Siro) spingono il tecnico azzurro a virare verso il ritorno al passato recente. Ovvero, quello prima della svolta di Riad: Lang titolare e soprattutto Buongiorno al posto di Juan Jesus (Beukema ancora a riposo). Va verso lo stop Spinazzola, nonostante la bella prova di Roma: spazio a Gutierrez. E comunque, un minimo di rotazione, dove c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0, \u00e8 giusto farlo. Per il resto, meglio non mettere mano in maniera eccessiva a questa macchina perfetta. Dunque: Politano verr\u00e0 schierato come esterno nella mediana e Di Lorenzo \u00e8 confermato nella linea a tre, centrale di destra. Esattamente come dalla Supercoppa a domenica. D&#8217;altronde, non c&#8217;\u00e8 motivo per spostare pedine qua e l\u00e0 per il campo in questo meccanismo a orologeria che negli ultimi tempi ha sfiorato la perfezione. E Conte non \u00e8 tipo di rivoluzioni gratuite: cambia solo quando c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0. Un segnale importante: nessun turnover pensando alla partita con l&#8217;Inter. Perch\u00e9, ovvio, contano solo i tre punti con il Verona. Nessuna rotazione pensando al match di domenica che \u00e8 il primo, vero crocevia per lo scudetto.<\/p>\n<p>Nel record di Conte nella gare in casa, c&#8217;\u00e8 tanto del suo pensiero. Prima della gara con l&#8217;Inter dello scorso anno spieg\u00f2, ripreso dalla telecamere di &#8220;Ag4in&#8221;, la produzione di De Laurentiis: \u00abLoro sono convinti di essere i pi\u00f9 forti, ma non in casa nostra, non davanti ai nostri tifosi\u00bb. Le vittorie e gli scudetti, secondo il tecnico leccese, si costruiscono con la mentalit\u00e0 e il primo mattone \u00e8 avere una mentalit\u00e0 vincente nelle partite in casa. Lo stesso avvenne pure ai tempi della Juventus. I giocatori sanno bene che il loro stadio \u00e8 come se fosse un loro territorio esclusivo. E lo sanno perch\u00e9 Antonio li martella. E i suoi discorsi a cuore aperto, anche quelli di queste ore, fanno spesso leva sull&#8217;orgoglio, sulla fierezza, sullo spirito di squadra, sul sentirsi soli contro tutti e cos\u00ec trasformare la sindrome da accerchiamento in forza nervosa, prima ancora che tecnica. Una carica che parte da lui: guardate Conte negli ultimi minuti dell&#8217;Olimpico, quando tutto sembra ormai chiarissimo e la Lazio non pare avere chance di recuperare, schiantata in campo oltre che nella testa. Le immagini e le foto lo ritraggono come un Braveheart del Terzo Millennio, a spingere in avanti la truppa, con la tuta e la giacca inzuppati di pioggia gelida, gridando contro il mondo. E oggi con il Verona lui vuole che non si sia nessun intoppo: lui non fa differenza, tra una big e una &#8220;piccola&#8221;. Anzi, sa bene che quelle in lotta per non retrocedere sono un bel grattacapo di questi tempi. Anche ieri \u00e8 rimasto fino a sera nel centro tecnico con il fratello Gianluca e con il vice Stellini per trovare gli antidoti alla disperazione degli scaligeri di Zanetti: vorr\u00e0 provare a &#8220;incartarli&#8221; come \u00e8 riuscito domenica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dove eravamo rimasti? 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