{"id":295043,"date":"2026-01-07T11:09:11","date_gmt":"2026-01-07T11:09:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/295043\/"},"modified":"2026-01-07T11:09:11","modified_gmt":"2026-01-07T11:09:11","slug":"demenza-chi-e-a-rischio-si-puo-predire-con-lanalisi-della-combinazione-di-fattori-genetici-e-malattie-cardiovascolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/295043\/","title":{"rendered":"Demenza, chi \u00e8 a rischio? Si pu\u00f2 predire con l&#8217;analisi della combinazione di fattori genetici e malattie cardiovascolari"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Pietro Amante<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">I geni rappresentano circa la met\u00e0 del rischio di sviluppare demenza e non possono essere modificati, l&#8217;altra met\u00e0 \u00e8 determinata da fattori come l&#8217;isolamento sociale, la perdita dell&#8217;udito non corretta e l&#8217;inattivit\u00e0 fisica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo un nuovo studio condotto dall&#8217;Universit\u00e0 della California San Francisco e <a href=\"https:\/\/alz-journals.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1002\/alz.70826\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">pubblicato su Alzheimer\u2019s &amp; Dementia &#8211; The Journal of the Alzheimer\u2019s Association<\/a>, combinare il rischio genetico con i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari &#8211; come ipercolesterolemia LDL elevata, obesit\u00e0 e ipertensione arteriosa &#8211; pu\u00f2 <b>predire chi ha maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/neuroscienze\/25_dicembre_28\/i-15-modi-secondo-la-scienza-per-ridurre-il-rischio-di-demenza-al-primo-posto-c-e-l-alimentazione-45ca09a6-931a-4fea-8e98-5c416bef0xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">demenza<\/a><\/b>. Questa visione ampliata \u00e8 particolarmente interessante per chi \u00e8 pi\u00f9 preoccupato per il rischio di\u00a0declino delle funzioni cognitive.\u00a0<b>Mentre i geni rappresentano circa la met\u00e0 del rischio di sviluppare demenza e non possono essere modificati, l&#8217;altra met\u00e0 \u00e8 determinata da fattori come l&#8217;isolamento sociale, la perdita dell&#8217;udito non corretta e l&#8217;inattivit\u00e0 fisica<\/b>, che possono essere contrastati. \u00abNel caso dell&#8217;Alzheimer, potrebbero essere coinvolte diverse malattie cardiovascolari, come l&#8217;ipertensione e il diabete &#8211; afferma Shea Andrews, autore corrispondente del lavoro\u00a0-. <b>Se si introducono cambiamenti nello stile di vita e si migliora il controllo di queste malattie associate, si potrebbe ridurre l&#8217;entit\u00e0 complessiva del danno cerebrale<\/b>, ritardando o forse addirittura prevenendo l\u2019insorgenza dei segni o sintomi di demenza\u00bb.<\/p>\n<p>    Quattro fattori di rischio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio, promosso dal<a href=\"https:\/\/naccdata.org\/nacc-productivity\/new-investigator-awards\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> New Investigator Award del National Alzheimer\u2019s Coordinating Center (NACC)<\/a>, ha utilizzato i dati di circa 3.500 adulti che avevano contribuito al NACC e all\u2019Alzheimer\u2019s Disease Neuroimaging Initiative, <b>la cui et\u00e0 media era di 75 anni<\/b>. All&#8217;inizio dello studio di sei anni, nessuno di loro presentava demenza, ma <b>circa uno su quattro manifestava un deterioramento cognitivo lieve (MCI)<\/b>, che di solito la precede. Alla fine dello studio, un partecipante su sette era deceduto e uno su quattro dei sopravvissuti con capacit\u00e0 cognitive normali o MCI aveva sviluppato demenza. I ricercatori hanno scoperto che<b> il rischio \u00e8 influenzato da quattro fattori<\/b>:<br \/>1) avere un genitore o un fratello con demenza;<br \/>2) ereditare almeno una copia di una variante genica chiamata APOE4, associata in modo significativo all&#8217;Alzheimer;<br \/>3) avere un punteggio di rischio poligenico elevato, che riflette molti effetti genetici minori;<br \/>4) avere un punteggio di rischio cardiovascolare elevato.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I trattamenti disponibili<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Maggiore era il numero di fattori di rischio presenti, maggiore la probabilit\u00e0 di sviluppare demenza. <b>Un fattore aumentava il rischio del 27%, due fattori lo aumentavano dell&#8217;83%, tre del 100% e quattro quintuplicavano il rischio<\/b>. I ricercatori hanno inoltre cercato mutazioni rare associate all&#8217;Alzheimer a esordio precoce, ma nessuno dei partecipanti le presentava. \u00abPrima di questo studio non era disponibile un approccio di medicina di precisione per aiutare i pazienti a ridurre i rischi modificabili, perch\u00e9 l&#8217;Alzheimer non poteva essere diagnosticato o trattato &#8211; commenta Andrews -, ma ora<b> sono disponibili trattamenti che possono rallentare la progressione della malattia, soprattutto nelle sue fasi iniziali<\/b>, che possono essere identificate con un semplice esame del sangue o con un imaging cerebrale chiamato tomografia a emissione di positroni (PET). In ogni caso, si prevede che<b> i dati genetici relativi alla demenza saranno pi\u00f9 disponibili con pi\u00f9 facilit\u00e0 tra qualche anno<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    <b>Adottare misure proattive<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abUno scenario ottimale per l&#8217;utilizzo di questi dati potrebbe prevedere che un paziente condivida le proprie preoccupazioni sulla demenza con il medico di medicina generale dopo<b> la diagnosi di un genitore o di un fratello<\/b> &#8211; aggiunge Andrews -. Poi il medico discuterebbe con l\u2019assistito i dati genetici e collaborerebbe con lui per trovare le soluzioni pi\u00f9 appropriate per ridurre i rischi modificabili\u00bb. <b>Una maggiore consapevolezza del ruolo dei fattori non genetici potrebbe aiutare coloro che sono a maggior rischio di sviluppare demenza<\/b>. \u00abPenso che concentrarsi su ci\u00f2 che i pazienti possono controllare dia loro capacit\u00e0 di agire e assumersi le responsabilit\u00e0 di loro competenza &#8211; conclude Kristine Yaffe, che da anni \u00e8 in prima linea nello studio dei fattori di rischio modificabili nella demenza ed \u00e8 l&#8217;autrice principale dello studio -. Questo consentir\u00e0 loro di<b> adottare misure proattive, piuttosto che attendere l\u2019emersione dei primi sintomi e segni<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-07T06:40:05+01:00\">7 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Pietro Amante I geni rappresentano circa la met\u00e0 del rischio di sviluppare demenza e non possono essere&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":295044,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[6374,112177,173532,4240,2537,173533,173534,2998,2018,47948,1039,40963,1887,58230,17616,173535,173536,728,173537,5774,173538,173539,3561,173540,173541,14567,47714,8171,173542,173543,173544,23188,89878,239,1537,90,89,775,616,47863,3334,113832,3522,3717,2441,173530,173531,240,2128,53068,173529],"class_list":{"0":"post-295043","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-adottare","9":"tag-adottare-misure","10":"tag-adottare-misure-proattive","11":"tag-aiutare","12":"tag-altra","13":"tag-altra-meta","14":"tag-altra-meta-determinata","15":"tag-alzheimer","16":"tag-andrews","17":"tag-associate","18":"tag-capacita","19":"tag-cardiovascolari","20":"tag-cerebrale","21":"tag-cognitive","22":"tag-corretta","23":"tag-corretta-inattivita","24":"tag-corretta-inattivita-fisica","25":"tag-dati","26":"tag-dati-genetici","27":"tag-demenza","28":"tag-demenza-possono","29":"tag-demenza-possono-modificati","30":"tag-determinata","31":"tag-determinata-fattori","32":"tag-determinata-fattori-isolamento","33":"tag-disponibili","34":"tag-elevato","35":"tag-fattori","36":"tag-fattori-genetici","37":"tag-fattori-isolamento","38":"tag-fattori-isolamento-sociale","39":"tag-fattori-rischio","40":"tag-genetici","41":"tag-health","42":"tag-it","43":"tag-italia","44":"tag-italy","45":"tag-maggiore","46":"tag-malattie","47":"tag-malattie-cardiovascolari","48":"tag-meta","49":"tag-modificabili","50":"tag-possono","51":"tag-ridurre","52":"tag-rischio","53":"tag-rischio-sviluppare","54":"tag-rischio-sviluppare-demenza","55":"tag-salute","56":"tag-studio","57":"tag-sviluppare","58":"tag-sviluppare-demenza"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=295043"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295043\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/295044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=295043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=295043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=295043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}