{"id":29521,"date":"2025-08-05T10:34:10","date_gmt":"2025-08-05T10:34:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29521\/"},"modified":"2025-08-05T10:34:10","modified_gmt":"2025-08-05T10:34:10","slug":"dolmen-vecchi-riti-strategie-di-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29521\/","title":{"rendered":"dolmen, vecchi riti, strategie di sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<p>Nel cuore della <strong>Giordania<\/strong>, a pochi chilometri dalla citt\u00e0 di <strong>Madaba<\/strong>, si trova uno dei siti archeologici pi\u00f9 affascinanti del vicino Oriente: <strong>Murayghat<\/strong>. Qui, circa 5.000 anni fa, in un\u2019epoca segnata da profondi cambiamenti climatici e sociali, le comunit\u00e0 umane si riunivano per celebrare rituali, onorare i defunti e riorganizzare la propria esistenza.<\/p>\n<p>La <strong>recente scoperta <\/strong>effettuata da un team di archeologi dell\u2019Universit\u00e0 di Copenaghen getta nuova luce su questo luogo misterioso e sulla sorprendente capacit\u00e0 di adattamento delle antiche societ\u00e0 del Levante. Murayghat \u00e8 oggi una testimonianza affascinante di come la spiritualit\u00e0, la cooperazione e l\u2019ingegno umano abbiano contribuito alla sopravvivenza in un periodo di crisi.\n<\/p>\n<p>La scoperta di Murayghat: un centro cerimoniale nel mezzo della crisi<\/p>\n<p><strong>Murayghat<\/strong> non era un insediamento come gli altri: non sono state trovate abitazioni, focolari o strutture abitative permanenti. Al contrario, il sito appare come un grande spazio aperto adibito a <strong>funzioni cerimoniali e comunitarie<\/strong>, probabilmente utilizzato da pi\u00f9 gruppi regionali \u2013 afferma l\u2019autrice dello studio, Susanne Kerner.<\/p>\n<p>Con <strong>oltre 95 dolmen<\/strong> disposti attorno a un tumulo centrale, accompagnati da menhir e pietre cerimoniali, Murayghat rappresentava un luogo di ritrovo, memoria e identit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo gli archeologi, le persone si riunivano qui per celebrare feste, commemorare i morti e prendere decisioni collettive, in un periodo di forti trasformazioni. Tra la fine dell\u2019et\u00e0 del Rame e l\u2019inizio dell\u2019<a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/notizie\/scoperto-insediamento-germania\/547758\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">et\u00e0 del Bronzo<\/a>, intorno al 3700 a.C., i grandi villaggi vennero abbandonati, le reti commerciali si indebolirono e i templi scomparvero.<\/p>\n<p>In questo contesto di incertezza e cambiamento, Murayghat potrebbe aver funzionato come un punto neutrale di incontro per negoziare alleanze, ridistribuire risorse e rinsaldare i legami sociali. La struttura aperta del sito suggerisce uno <strong>spazio dedicato all\u2019interazione<\/strong>, senza gerarchie imposte, dove le comunit\u00e0 potevano confrontarsi in assenza di sistemi politici consolidati.<\/p>\n<p>Dolmen, offerte e riti: i segreti dei resti archeologici<\/p>\n<p>I <strong>dolmen<\/strong> di Murayghat in <a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/destinazioni\/asia\/giordania\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giordania<\/a>, realizzati con enormi lastre di calcare lunghe fino a 4,5 metri, non contengono resti umani, probabilmente a causa di saccheggi o dell\u2019erosione del tempo. Tuttavia, la loro struttura richiama altre tombe megalitiche della regione, suggerendo una funzione funeraria e simbolica.<\/p>\n<p>Organizzati in gruppi distinti \u2013 forse legati a famiglie o clan \u2013 e spesso orientati verso il tumulo centrale, i dolmen segnavano il territorio e trasformavano il paesaggio naturale in uno spazio culturale condiviso. Alcuni di essi potrebbero anche aver rappresentato veri e propri monumenti identitari, simboli del legame tra i vivi e gli antenati.<\/p>\n<p>Oltre alle tombe, il sito conserva elementi cerimoniali unici, come le famose \u201ccoppelle\u201d (piccole cavit\u00e0 scavate nella roccia), muri monumentali in pietra e <strong>pietre erette solitarie<\/strong>, tra cui la Hadjar al-Mansub, alta 2,4 metri. Gli scavi hanno portato alla luce grandi <strong>ciotole<\/strong> in ceramica, alcune con capacit\u00e0 di 25 litri, utensili in basalto con tracce di ocra e corna di animali.<\/p>\n<p>Questi oggetti suggeriscono la presenza di banchetti rituali e celebrazioni collettive, forse legate a offerte o commemorazioni.<br \/>Murayghat ci racconta una storia antichissima, fatta di resilienza e ingegno umano. Di fronte alla crisi, le popolazioni locali risposero creando monumenti duraturi e luoghi in cui costruire memoria e solidariet\u00e0. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per raccontare il coraggio di chi ci ha preceduto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel cuore della Giordania, a pochi chilometri dalla citt\u00e0 di Madaba, si trova uno dei siti archeologici pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":29522,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[528,14,164,165,5724,5857,10750,166,7,15,16538,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-29521","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-asia","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-giordania","13":"tag-itinerari-culturali","14":"tag-luoghi-misteriosi","15":"tag-mondo","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-scoperte-archeologiche","19":"tag-ultime-notizie","20":"tag-ultime-notizie-di-mondo","21":"tag-ultimenotizie","22":"tag-ultimenotiziedimondo","23":"tag-world","24":"tag-world-news","25":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}