{"id":29527,"date":"2025-08-05T10:39:10","date_gmt":"2025-08-05T10:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29527\/"},"modified":"2025-08-05T10:39:10","modified_gmt":"2025-08-05T10:39:10","slug":"luniversita-di-verona-entra-nel-consorzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29527\/","title":{"rendered":"l\u2019Universit\u00e0 di Verona entra nel consorzio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Verona si conferma punto di riferimento nella ricerca neurologica a livello internazionale. L\u2019Universit\u00e0 scaligera \u00e8 infatti l\u2019unico ateneo italiano ad aver aderito al consorzio internazionale\u00a0Demon \u2013 Deep dementia phenotyping \u2013 Social determinant of dementia (Sdod), una rete globale che mira a rivoluzionare l\u2019approccio alla demenza, patologia neurodegenerativa che colpisce oltre 55 milioni di persone nel mondo.<\/p>\n<p>Il consorzio, composto da ricercatori e centri di eccellenza, si distingue per un\u2019impostazione innovativa che supera il modello tradizionale centrato esclusivamente sui trattamenti farmacologici. Al centro dell\u2019indagine vi \u00e8 il ruolo dei determinanti sociali \u2013 come le disuguaglianze economiche, ambientali e abitative \u2013 nella comparsa e nella progressione delle demenze. Un approccio multidisciplinare che integra aspetti clinici, biologici, comportamentali e sociali, aprendo nuove strade alla prevenzione e alla gestione della malattia.<\/p>\n<p>A rappresentare l\u2019Universit\u00e0 di Verona nel consorzio sono i ricercatori\u00a0<strong>Stefano Tamburin<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Elisa Mantovani<\/strong>, afferenti alla Sezione di Neurologia B del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, diretto da\u00a0<strong>Corrado Barbui<\/strong>. La sezione \u00e8 guidata dal professor\u00a0<strong>Michele Tinazzi<\/strong>.<\/p>\n<p>Tamburin e Mantovani hanno partecipato alla recente revisione della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista\u00a0Alzheimer\u2019s &amp; Dementia, tra le pi\u00f9 autorevoli in ambito neurologico. Il lavoro ha messo in luce l\u2019evidenza consolidata di fattori di rischio quali il livello di istruzione, la condizione socioeconomica e l\u2019esposizione all\u2019inquinamento atmosferico. Tuttavia, emergono anche ambiti ancora poco esplorati, come l\u2019impatto della qualit\u00e0 dell\u2019abitare o delle condizioni di detenzione. In particolare, i dati esistenti provengono prevalentemente da Paesi ad alto reddito, lasciando in ombra le situazioni pi\u00f9 vulnerabili dove l\u2019incidenza della demenza \u00e8 in crescita.<\/p>\n<p>In Italia si stimano circa\u00a0<strong>600.000<\/strong>\u00a0persone affette da demenza, secondo la Societ\u00e0 Italiana di Neurologia. A livello globale, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 stima\u00a0<strong>oltre 55 milioni<\/strong>\u00a0di casi.<\/p>\n<p>Sul fronte terapeutico, sebbene nuovi farmaci biologici \u2013 come\u00a0<strong>lecanemab<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>donanemab<\/strong>\u00a0\u2013 approvati dall\u2019Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) rappresentino una promessa, la loro efficacia rimane limitata e la gestione clinica complessa. \u201cSi tratta di trattamenti non facilmente accessibili ovunque \u2013 spiegano Tamburin e Mantovani \u2013 per questo \u00e8 fondamentale investire anche su strategie alternative\u201d.<\/p>\n<p>La prevenzione emerge cos\u00ec come priorit\u00e0 imprescindibile. Numerosi studi clinici dimostrano che intervenire su fattori di rischio modificabili \u2013 fumo, diabete, isolamento sociale \u2013 pu\u00f2 ridurre sensibilmente il rischio di deterioramento cognitivo. Ma il consorzio Demon-Sdod si spinge oltre, riconoscendo i determinanti sociali come cause \u201ca monte\u201d della malattia, affrontabili solo con interventi sistemici e politiche pubbliche mirate.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra attivit\u00e0 nel consorzio \u2013 conclude Tamburin \u2013 ha incluso la revisione critica della letteratura scientifica e la co-redazione dell\u2019articolo pubblicato. Stiamo inoltre organizzando una sessione dedicata all\u2019Aruk meeting nel Regno Unito per coinvolgere nuovi studiosi. Il prossimo obiettivo \u00e8 la creazione di una task force europea interamente focalizzata sui determinanti sociali della demenza\u201d.<\/p>\n<p>Con questa partecipazione, l\u2019Universit\u00e0 di Verona conferma il proprio impegno nella ricerca neurologica d\u2019avanguardia, contribuendo a delineare nuove traiettorie per comprendere e affrontare una delle sfide sanitarie pi\u00f9 complesse del nostro tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Verona si conferma punto di riferimento nella ricerca neurologica a livello internazionale. L\u2019Universit\u00e0 scaligera \u00e8 infatti l\u2019unico ateneo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":29528,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-29527","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29527","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29527"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29527\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29527"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29527"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29527"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}