{"id":296163,"date":"2026-01-08T03:28:12","date_gmt":"2026-01-08T03:28:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296163\/"},"modified":"2026-01-08T03:28:12","modified_gmt":"2026-01-08T03:28:12","slug":"venezuela-dopo-maduro-transizione-democratica-o-nuovo-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296163\/","title":{"rendered":"Venezuela dopo Maduro: transizione democratica o nuovo regime?"},"content":{"rendered":"<p>La rimozione di <strong>Nicol\u00e1s Maduro<\/strong> dalla scena politica venezuelana non ha prodotto l\u2019apertura immediata di una <strong>transizione democratica<\/strong>, n\u00e9 il trasferimento automatico del potere verso l\u2019opposizione eletta nel 2024. Al contrario, ha inaugurato una fase di <strong>sospensione istituzionale<\/strong> nella quale la legittimit\u00e0 politica \u00e8 stata momentaneamente subordinata alla gestione del rischio, alla continuit\u00e0 operativa dello Stato e alla stabilizzazione coercitiva del territorio. \u00c8 in questo spazio intermedio, pi\u00f9 che in una logica di successione costituzionale, che va letta la permanenza di <strong>Delcy Rodr\u00edguez<\/strong> al vertice del potere esecutivo e, allo stesso tempo, l\u2019assenza di<strong> Maria Corina Machado<\/strong> dal perimetro decisionale immediato.<\/p>\n<p>L\u2019errore pi\u00f9 diffuso nell\u2019analisi pubblica del momento venezuelano consiste nel presupporre che la caduta di un regime produca necessariamente l\u2019ascesa dei suoi avversari democratici. Nella pratica delle transizioni contemporanee, soprattutto in contesti caratterizzati da un\u2019elevata <strong>militarizzazione<\/strong> del potere e da una profonda penetrazione di economie criminali come in questa transizione, prima della rappresentanza viene il <strong>controllo<\/strong>, prima della legittimazione viene la neutralizzazione del conflitto, prima delle urne \u00e8 imperante la gestione del caos.<\/p>\n<p>In questa fase, Delcy Rodr\u00edguez non rappresenta una soluzione politica ma una funzione sistemica e <strong>negoziatrice<\/strong>, visto che la sua permanenza risponde a criteri di <strong>utilit\u00e0<\/strong> piuttosto che di consenso. Garantisce continuit\u00e0 amministrativa in settori strategici come i ministeri chiave, la compagnia petrolifera statale Pdvsa, il sistema portuale e bancario e consente un canale operativo con i centri del potere coercitivo, in particolare le forze armate guidate da Vladimir Padrino L\u00f3pez e le strutture parastatali riconducibili a Diosdado Cabello. Rodr\u00edguez non esercita un\u2019autorit\u00e0 sovrana piena: consente agli Usa di interagire con uno Stato ancora funzionante, evitando un <strong>collasso immediato.<\/strong><\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/01\/06\/crisi-venezuela-rodriguez-presidente-interim-maduro-news\/8246767\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Venezuela, il giuramento di Delcy Rodriguez come presidente ad interim davanti al Parlamento<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Schermata-2026-01-06-alle-11.42.35-330x173.png\" alt=\"Venezuela, il giuramento di Delcy Rodriguez come presidente ad interim davanti al Parlamento\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/01\/06\/crisi-venezuela-rodriguez-presidente-interim-maduro-news\/8246767\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>Maria Corina Machado, al contrario, incarna una legittimit\u00e0 di natura politica e morale che, per\u00f2, non ha peso su apparati armati, non dispone di leve logistiche, non pu\u00f2 garantire la neutralizzazione immediata dei fattori di violenza residua. In una transizione governata dalla logica della sicurezza, questi elementi <strong>pesano pi\u00f9 del consenso elettorale<\/strong> e del riconoscimento internazionale. La sua esclusione non va dunque letta come una marginalizzazione definitiva, ma come una <strong>sospensione tattica.<\/strong> Inserirla ora significherebbe irrigidire il confronto con i residui del chavismo duro, per i quali Machado rappresenta una <strong>minaccia<\/strong> <strong>esistenziale<\/strong>, compromettendo qualsiasi possibilit\u00e0 di riorganizzazione controllata del potere. Anche la posizione di Edmundo Gonz\u00e1lez Urrutia, il presidente eletto nel 2024 e ora in esilio in Spagna, va compreso in questa chiave. Non \u00e8 un operatore di stabilizzazione, ma un referente di legittimazione futura.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi la dimensione energetica, il vero punto di frizione della fase venezuelana attuale perch\u00e9, a fronte di una retorica statunitense fortemente incentrata sul <strong>petrolio<\/strong> e quasi priva di riferimenti democratici, le grandi compagnie del settore mantengono un atteggiamento di <strong>estrema cautela.<\/strong> Le major petrolifere operano su orizzonti di lungo periodo incompatibili con contesti di sovranit\u00e0 contestata, instabilit\u00e0 normativa e titolarit\u00e0 degli asset potenzialmente impugnabile. Rifuggono concessioni firmate in una fase percepita come coercitiva, in un Paese che ha inoltre innumerevoli accordi e impegni finanziari preesistenti con <strong>Cina<\/strong> e <strong>Russia<\/strong>, che rendono il sottosuolo venezuelano oggetto di contese legali e geopolitiche di lungo corso. Infine, la natura del greggio pesante e il grave degrado delle infrastrutture impongono costi iniziali <strong>elevatissimi<\/strong>. In assenza di un quadro giuridico riconosciuto a livello internazionale, il petrolio venezuelano resta pi\u00f9 un rischio che un\u2019opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Venezuela ci dice inoltre che non siamo pi\u00f9 in una fase internazionale regolata prevalentemente da <strong>norme condivise<\/strong>, ma in uno scenario caratterizzato da relazioni di forza, <strong>minacce<\/strong>, logiche predatorie e delimitazione di sfere di influenza politica, economica e militare. L\u2019azione statunitense non si configura pi\u00f9 con la maschera dell\u2019esportazione di democrazia, ma come esercizio palese di potere, nel quale strumenti giudiziari, operazioni simboliche e immagini di umiliazione pubblica diventano dispositivi di <strong>dominio<\/strong> e propaganda.<\/p>\n<p>La cattura\/sequestro di Maduro, lungi dal chiudere il capitolo della dittatura venezuelana, ne apre uno<strong> pi\u00f9 fragile e complesso<\/strong>. Il problema centrale non \u00e8 pi\u00f9 la caduta di un regime violento, sanguinario e repressivo, ma la <strong>legittimit\u00e0 del processo<\/strong> che dovrebbe sostituirlo. Il Venezuela dispone di una leadership eletta e di una figura politica che ha incarnato la resistenza democratica per anni, sacrificando tutto. Qualsiasi transizione che la sospenda indefinitamente in nome della stabilit\u00e0 (e degli interessi economici statunitensi) rischia di trasformarsi in un <strong>nuovo abuso<\/strong>, questa volta giustificato dal linguaggio dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/mondo\/live-post\/2026\/01\/06\/venezuela-spari-caracas-machado-trump-news\/8246687\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Venezuela, Caracas si blinda: tank militari e posti di blocco nelle strade. Machado: \u201cVoglio dare il mio premio Nobel a Trump\u201d<br \/>\n                <\/a><br \/>\n                                    <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Caracas-Machado-330x173.jpg\" alt=\"Venezuela, Caracas si blinda: tank militari e posti di blocco nelle strade. Machado: \u201cVoglio dare il mio premio Nobel a Trump\u201d\" width=\"330\" height=\"173\"\/><\/p>\n<p>            <a class=\"ifq-wrapper-custom-correlato__link\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/mondo\/live-post\/2026\/01\/06\/venezuela-spari-caracas-machado-trump-news\/8246687\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                Leggi articolo<\/p>\n<p>            <\/a><\/p>\n<p>In questa partita a scacchi rimangono intrappolati i venezuelani e le venezuelane, che incarnano come nessuno la parola <strong>resilienza<\/strong>. Un \u201cBravo Pueblo\u201d protagonista suo malgrado di un esodo, con una diaspora che supera abbondantemente le 8 milioni di persone, o schiacciato da una lotta per la sopravvivenza quotidiana in una terra che \u00e8 difficile dover abbandonare. Persone che non hanno bisogno di essere riempite dalla nostra retorica <strong>infantilizzante<\/strong> e che sono colpevoli solo di essere nate in uno dei luoghi pi\u00f9 ricchi (e belli) del mondo. La storia delle transizioni insegna che il potere non ritorna automaticamente ai cittadini. \u00c8 una scelta politica che in Venezuela non \u00e8 stata ancora compiuta.<\/p>\n<p>E quando si voter\u00e0 a decidere saranno i venezuelani, quindi smettiamola di pretendere di vivere le rivoluzioni altrui dalla comodit\u00e0 e dal benessere di Milano, Roma o Madrid. Ascoltiamo, invece, chi quelle fratture le ha attraversate e <strong>sofferte<\/strong> sulla propria pelle: con umilt\u00e0, empatia e un minimo di onest\u00e0 intellettuale. E ricordiamoci che, talvolta, saper tacere \u00e8 una forma di intelligenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rimozione di Nicol\u00e1s Maduro dalla scena politica venezuelana non ha prodotto l\u2019apertura immediata di una transizione democratica,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":296164,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-296163","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115857359196074969","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=296163"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296163\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/296164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=296163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=296163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=296163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}