{"id":296611,"date":"2026-01-08T10:57:11","date_gmt":"2026-01-08T10:57:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296611\/"},"modified":"2026-01-08T10:57:11","modified_gmt":"2026-01-08T10:57:11","slug":"la-mostra-su-saul-leiter-al-centro-culturale-san-gaetano-di-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296611\/","title":{"rendered":"La mostra su Saul Leiter al Centro Culturale San Gaetano di Padova"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSono riuscito a non essere nessuno\u201d. Con questa lapidaria sentenza <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/saul-leiter\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/saul-leiter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Saul Leiter<\/a><\/strong> (Pittsburgh, 1923 \u2013 New York, 2013) suggella il riconoscimento, tardivo ma ormai irreversibile, che gli \u00e8 stato tributato negli ultimi anni della sua vita. In realt\u00e0, Leiter non ha mai inseguito il successo: non \u00e8 mai sceso a compromessi n\u00e9 si \u00e8 conformato alle mode del suo tempo. \u00c8 stato <strong>un fotografo e un artista controcorrente<\/strong>, come testimonia Una finestra punteggiata di gocce di pioggia, l\u2019interessante mostra che Padova gli dedica, con ben 166 fotografie (tra stampe vintage e moderne), di cui 40 a colori, oltre a numerosi dipinti, ad alcune riviste dell\u2019epoca \u2014 come Elle e Harper\u2019s Bazaar, con cui collabor\u00f2 \u2014 e a un documento filmico in cui rivela con sincerit\u00e0 la natura spontanea del suo credo fotografico.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Chi era Saul Leiter<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Rispetto ai suoi coetanei della New York School degli Anni Quaranta e Cinquanta \u2013 fotografi che celebravano la vitalit\u00e0 della Grande Mela, la sua modernit\u00e0 verticale, la sua energia multietnica \u2013 Leiter rimase <strong>un outsider<\/strong>. Eppure, nonostante la sua riservatezza, il suo talento non pass\u00f2 inosservato: nel 1953 <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/edward-steichen\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/edward-steichen\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Edward Steichen<\/a> lo volle al<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/moma\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/moma\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"> MoMA<\/a>, nella mostra Always the Young Strangers. Un debutto che pare aver suscitato qualche gelosia nell\u2019ambiente fotografico del tempo. Leiter si considerava <strong>un fl\u00e2neur della fotografia<\/strong>, uno che raccoglie frammenti della vita quotidiana, o meglio: uno che si lasciava cogliere da essi. Erano momenti \u201cstraordinariamente ordinari\u201d, bench\u00e9 \u201cfotograficamente imperfetti\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><strong>La fotografia di Saul Leiter<\/strong>\u00a0al Centro Culturale San Gaetano<\/p>\n<p>I suoi soggetti, infatti, sono spesso fuori fuoco o mal inquadrati; riflessi, sovrapposizioni e trasparenze che sembrano suggerire pi\u00f9 che mostrare. Artista singolare e profondamente onesto, Leiter non avrebbe mai immaginato che un giorno i suoi snapshot sarebbero stati paragonati, come ha fatto la curatrice della mostra, <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/anne-morin\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/anne-morin\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Anne Morin<\/a><\/strong>, a veri e propri haiku visivi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La mostra di Saul Leiter a Padova\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Le fotografie in <strong>bianco e nero<\/strong> ci appaiono come appunti sospesi di una narrazione intima e affascinante \u2013 come i nudi realizzati tra gli Anni Quaranta e Sessanta, che ci colpiscono per l\u2019immediatezza e la spontaneit\u00e0 delle pose. Le <strong>immagini a colori<\/strong>, invece, di cui l\u2019autore fu un pioniere, dialogano apertamente con la palette cromatica dei suoi gouaches e acquerelli, che scandiscono in modo significativo il percorso espositivo della mostra.\u00a0<\/p>\n<p><strong>L\u2019allestimento della mostra<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Notiamo, infine, come il progetto allestitivo si distingue per la cura nella disposizione degli spazi e delle luci e per alcune <strong>sezioni interattive<\/strong> che permettono al visitatore di sperimentare, in prima persona, inquadrature e giochi di riflessi secondo lo sguardo poetico di Leiter.\u00a0<\/p>\n<p>Adriana Scalise\u00a0<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)            <\/p>\n<p>            Ulteriori info<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/mostre-evento-arte\/saul-leiter-una-finestra-punteggiata-di-gocce-di-pioggia-2\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            <img width=\"300\" height=\"446\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/unnamed2-807x1200-1-300x446.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" alt=\"Saul Leiter - Una finestra punteggiata di gocce di pioggia\" loading=\"lazy\"  decoding=\"async\" \/>        <\/a><\/p>\n<p class=\"c-card_text\">Ha trasformato i momenti quotidiani in composizioni liriche e intimiste, trovando poesia nel vapore che sale dai tombini, negli ombrelli sotto la pioggia e nei\u2026<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cSono riuscito a non essere nessuno\u201d. 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