{"id":296692,"date":"2026-01-08T11:56:09","date_gmt":"2026-01-08T11:56:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296692\/"},"modified":"2026-01-08T11:56:09","modified_gmt":"2026-01-08T11:56:09","slug":"50-giovani-da-seguire-nel-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/296692\/","title":{"rendered":"50 giovani da seguire nel 2025"},"content":{"rendered":"<p>Cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 interessante che guardare crescere giovani esseri umani fenomenali a giocare a calcio? Come ogni gennaio, su UltimoUomo, abbiamo raccolto i migliori cinquanta giovani da seguire nell&#8217;anno appena cominciato. Abbiamo fissato come annata massima il 2006 ed escluso dalla lista i pi\u00f9 celebri di loro: Karl, Estevao, Lamine Yamal, Camarda, Cubars\u00ec, Rodrigo Mora, Mastantuono. La lista uscir\u00e0 in cinque puntate e questa \u00e8 la terza. <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/50-giovani-da-seguire-nel-2026-prima-parte-bouaddi-satapev-ahanor\" rel=\"nofollow noopener\">Qui trovate la prima parte<\/a>, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/50-giovani-da-seguire-2026-seconda-parte-liteta\" rel=\"nofollow noopener\">qui la seconda<\/a>, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/50-giovani-da-seguire-2026-elimoghale-comotto\" rel=\"nofollow noopener\">qui la terza<\/a>.<\/p>\n<p><strong>MAX DOWMAN &#8211; 2009 &#8211; ARSENAL (INGHILTERRA)<br \/><\/strong>I tifosi dell\u2019Arsenal parlano di Max Dowman da quando ancora stava alle medie. E come potete immaginare non senza entusiasmo: Dowman \u00e8 considerato un talento generazionale e le sue azioni da un paio di anni vengono postate con superlativi sui social e religiosamente passate nelle chat private. Per come Dowman si muove elegante per il campo con la palla incollata al piede nonostante le grandi falcate, dribblando a testa alta, il fisico slanciato con le spalle larghe e i capelli scuri mossi, sembra di rivedere il giovane Kak\u00e0. Gli avversari sembrano non riuscire mai ad anticiparlo e lui ha la capacit\u00e0 di uscire indenne dai contrasti, dalle palle contese, di apparire sempre in controllo della situazione. Lui parte alto a destra, ma si muove dentro il campo a giocare incurante della marcatura, sa di poter battere l\u2019uomo quando vuole o di poter lanciare un compagno in porta a piacimento. A quindici anni gi\u00e0 sembra di un altro livello rispetto al calcio giovanile e il manifesto della sua superiorit\u00e0 in questo senso \u00e8 il gol segnato al Bayern Monaco in Youth League &#8211; un\u2019azione in cui sembra fatto di una materia diversa rispetto agli altri in campo nonostante sia di gran lunga il pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>Ad agosto \u00e8 arrivato anche il suo attesissimo debutto in prima squadra: Max Dowman con 15 anni e 303 giorni \u00e8 diventato il pi\u00f9 giovane titolare della storia della Premier League e a novembre con 15 anni e 308 giorni il pi\u00f9 giovane debuttante della storia della Champions League. A 14 anni e 258 giorni Dowman era gi\u00e0 stato il pi\u00f9 giovane esordiente della Youth League (che ricordiamo \u00e8 la competizione per gli Under 19) e il pi\u00f9 giovane ad aver segnato un gol nella competizione nella stessa partita. Dopo avergli fatto assaggiare il campo per capire che il suo livello \u00e8 gi\u00e0 da prima squadra, Arteta ha dovuto muoversi col freno a mano tirato per evitare che l\u2019entusiasmo della piazza lo travolgesse, facendolo andare solo in panchina e evitandogli il contatto coi media. Ma il semplice fatto che Dowman ha mostrato di poter gi\u00e0 stare senza problemi in campo nell\u2019Arsenal che prova a vincere tutto, ci dice che le aspettative su di lui erano ben riposte. L\u2019accademia dell\u2019Arsenal sta vivendo un periodo d\u2019oro e Mikel Arteta sta piano piano inserendo i talenti migliori in prima squadra con ruoli sempre pi\u00f9 importanti. Dowman probabilmente \u00e8 il prossimo sulla lista: il 2026 dovrebbe essere l\u2019anno in cui lo vedremo in campo con continuit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>RYUNOSUKE SATO &#8211; 2006 &#8211; FC TOKYO (GIAPPONE)<br \/><\/strong>Per il movimento calcistico pi\u00f9 competitivo d\u2019Asia gli sguscianti rifinitori dal baricentro basso, dal controllo palla sopraffino e duttili tatticamente sono diventati uno dei prodotti da esportazione prediletti del calcio europeo. L&#8217;ultimo nome in tal senso \u00e8 quello di Sato. La prima cosa che si pu\u00f2 notare \u00e8 proprio come il pallone non sembra mai sfuggirgli dal controllo, anche nei dribbling in velocit\u00e0 o sotto pressione, dov\u2019\u00e8 abituato a girare su se stesso per sfuggire all\u2019intervento avversario. L\u2019assenza di un primo passo bruciante e la struttura fisica ancora leggera possono portarlo a subire la fisicit\u00e0 avversaria, ma Sato raramente sbaglia la lettura col pallone, dove alterna momenti in cui \u00e8 pi\u00f9 associativo ad altri in cui mostra filtranti con una bella dose di ambizione.<\/p>\n<p>Cresciuto nelle giovanili del Tokyo, una volta affacciatosi al calcio dei grandi, \u00e8 stato girato in prestito al Fagiano Okayama. La stagione in prestito \u00e8 stata per lui formativa sotto ogni aspetto, dal doversi adattare a diversi ruoli (tra cui esterno a tutta fascia sia a destra che a sinistra, anche se la sua zona di ricezione ideale \u00e8 al centro della trequarti) al semplice fatto di dover giocare contro dei professionisti. Ne \u00e8 uscito fuori un giocatore determinato con e senza palla, coraggioso nelle scelte e in grado di fare la differenza per una squadra altrimenti decisamente a corto di talento. Sato ha chiuso con 6 gol e la vittoria del premio di miglior giovane della stagione della J.League, con la ciliegina sulla torta dell\u2019esordio in Nazionale maggiore. Nel 2026 giocher\u00e0 la prima e molto probabilmente ultima stagione da titolare per il Tokyo prima di essere esportato in Europa.<\/p>\n<p><strong>NATHAN DE CAT &#8211; 2008 &#8211; ANDERLECHT (BELGIO)<br \/><\/strong>\u00c8 sempre bello vedere un giovane essere umano cos\u00ec a proprio agio a gestire il gioco al centro del campo. Nathan de Cat, con i tratti marcati e i capelli biondastri elettrici, ha gi\u00e0 un ruolo importante nelll\u2019Anderlecht. A febbraio ha esordito in Europa contro, a maggio ha segnato il primo gol tra i professionisti. \u00c8 freddo, lucido, pulito. Gioca con chiarezza di idee e lindore tecnico. A volte tende un po\u2019 allo scolastico ma con l\u2019et\u00e0 potrebbe decidere di prendersi pi\u00f9 rischi. La scorsa stagione si \u00e8 preso timidamente spazio nelle rotazioni della squadra, mentre in questa \u00e8 diventato titolare. Nel settore giovanile era abituato a fare da vertice basso dei tradizionali 4-3-3 delle accademie belghe mentre ora sta giocando in una coppia di mediani. Ha un fisico pesante, \u00e8 alto un metro e 92 e non \u00e8 certo dinamico, ma compensa con le letture, gi\u00e0 di alto livello anche sul piano difensivo.<\/p>\n<p>De Cat \u00e8 gi\u00e0 uno di quei giocatori a cui affidare il pallone \u00e8 una certezza. Dopo Scifo, Tielemans, Veermeren, l\u2019Anderlecht sembra aver trovato un altro regista fenomenale.<\/p>\n<p><strong>DRO FERNANDEZ &#8211; 2008 &#8211; BARCELLONA (SPAGNA)<br \/><\/strong>Si racconta che al colloquio per diventare allenatore del Barcellona, Hansi Flick si sia presentato con un dossier contenente tutti i migliori prospetti della Masia e un progetto di sviluppo per ognuno di essi. Effettivamente fin dal primo giorno Flick ha puntato tantissimo sui talenti delle giovanili cul\u00e9 e con l\u2019andare avanti dei mesi ha via via scremato quelli su cui vede il futuro pi\u00f9 roseo in ottica prima squadra. Tra questi in estate \u00e8 emerso Dro Fernandez, detto semplicemente Dro. <\/p>\n<p>Arrivato dalla Galizia per entrare nella Masia a 14 anni, ha conservato il caratteristico accento delle sue zone, nonostante sia anche per met\u00e0 filippino da parte di madre. Supera i 180 centimetri e pi\u00f9 che il pigro paragone con Iniesta in quanto mezzala sinistra offensiva dal controllo palla elegante, per lo stile di gioco verticale e dal gesto barocco ricorda pi\u00f9 Mesut \u00d6zil. Dai minuti in campo questa stagione si \u00e8 visto che al momento non \u00e8 ancora pienamente in grado di reggere i ritmi di gioco imposti dalla prima squadra. A livello giovanile \u00e8 un giocatore abituato a dettare i ritmi di gioco sulla trequarti, sia con combinazioni sullo stretto che con i cambi di gioco o le verticalizzazioni, ed \u00e8 immaginabile possa farlo anche con i grandi una volta che avr\u00e0 superato il gap atletico che lo divide dai professionisti. Sull\u2019aspetto tecnico non c\u2019\u00e8 alcun dubbio, gi\u00e0 ora \u00e8 uno che brilla in allenamento pure in prima squadra per la pulizia e l\u2019eleganza del gesto, oltre che per la creativit\u00e0. Solo la grande abbondanza di talento offensivo ha frenato Flick dal puntare su di lui in maniera ancora pi\u00f9 decisa, intanto Dro ha restituito la fiducia ricevuta facendo assist al debutto in Champions League.<\/p>\n<p><strong>JUSTIN LERMA &#8211; 2008 &#8211; INDEPENDIENTE DEL VALLE\/BORUSSIA DORTMUND (ECUADOR)<br \/><\/strong>Justin Lerma si \u00e8 inserito tanto nella squadra in cui gioca, l\u2019Independiente del Valle, quanto in questa rubrica sui giovani nel posto precedentemente occupato da Kendry P\u00e1ez: talenti ecuadoriani ancora acerbi ma gi\u00e0 scintillanti, magari ancora un po\u2019 troppo legati a giocate istintive e a colpi ad effetto, ma profondamente adamantini. Rispetto a P\u00e1ez, per\u00f2, Lerma sembra avere addirittura qualcosa in pi\u00f9: forse dipende dalla struttura fisica, da quelle lunghe leve, dalle braccia ampie che lo fanno sembrare un rapace che plana sulle Ande.<\/p>\n<p>In fondo stiamo sempre parlando di un ragazzo che quando ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra non aveva neppure sedici anni, e che nel giro di un anno ha esordito sia in Libertadores che nella Serie A ecuadoriana, iscrivendosi nella lista elitaria dei Moises Caicedo, dei Piero Hincapi\u00e9 e dei Willian Pancho. Eppure.<\/p>\n<p>Justin Lerma non \u00e8 solo fenomenale dal punto di vista fisico e atletico: \u00e8 anche a un livello tecnico cos\u00ec avanzato che quando ondeggia per il campo, indiavolato e leggiadro come un demone, in mezzo ai suoi coetanei sembra appartenere semplicemente a un\u2019altra dimensione, giocare un altro sport. Poi che c\u2019entra: a un certo punto da bordo campo spariranno palme e mangrovie, gli skyline della citt\u00e0 sostituiranno i crinali dei vulcani, e le pressioni si faranno inevitabilmente maggiori. Ma con quel fisico, quella tecnica e inserito in un contesto formativo adeguato Lerma pu\u00f2 diventare davvero uno dei centrocampisti pi\u00f9 brillanti del futuro.<\/p>\n<p>In Ecuador se lo godranno ancora per un semestre: poi, al compimento dei 18 anni, diventer\u00e0 un giocatore del Borussia Dortmund, che se lo \u00e8 assicurato gi\u00e0 due anni fa, fatto gi\u00e0 di per s\u00e9 molto eloquente non solo del lavoro di scouting che fa il Borussia, ma soprattutto della capacit\u00e0 di plasmare prospetti interessanti per i grandi palcoscenici dell\u2019Independiente del Valle. <\/p>\n<p><strong>KONSTANTINOS KARETSAS &#8211; 2007 &#8211; GENK (GRECIA)<br \/><\/strong>Ci eravamo lasciati lo scorso anno chiedendoci se alla fine Konstantinos Karetsas avrebbe scelto di rappresentare il Belgio, nazione in cui \u00e8 nato e in cui ha iniziato a giocare a calcio, oppure la Grecia, patria dei suoi genitori. Alla fine il talento del Genk ha scelto la selezione ellenica, con cui ha gi\u00e0 segnato 3 gol in 9 presenze (a meno di 18 anni, che ha compiuto solo a novembre, ricordiamo), nonostante il suo impatto non sia comunque bastato a qualificarsi per i Mondiali. <\/p>\n<p>Poco male, perch\u00e9 di trascinare la sua Nazionale Karetsas avr\u00e0 ancora tante occasioni. Sembra a tutti gli effetti un giocatore destinato a diventare il fuoco creativo delle squadre in cui giocher\u00e0. La garanzia pi\u00f9 grande, in tal senso, \u00e8 la qualit\u00e0 del suo mancino: i suoi cross a rientrare, a volte, sembrano entrare in porta da soli. Cos\u00ec come certe sue punizioni indirette e certi suoi calci d\u2019angolo.<\/p>\n<p>Al momento Karetsas agisce da ala destra, posizione che gli permette pi\u00f9 facilmente di fare ci\u00f2 che gli riesce meglio: traversoni a giro e tiri sul secondo palo dopo essere rientrato sul sinistro. Peraltro, non disdegna di usare il destro, quindi a volte pu\u00f2 anche provare a puntare il fondo. Tuttavia, l\u2019impressione \u00e8 che dalla fascia sia un po\u2019 limitato e che prima o poi si sposter\u00e0 al centro. Non ha grandi picchi di velocit\u00e0 e in un campionato di livello pi\u00f9 alto potrebbe dribblare di meno rispetto ad ora. Al centro, invece, potrebbe far valere la sua qualit\u00e0 purissima nello stretto e il suo senso associativo. Portare quel mancino vicino al limite, poi, significherebbe, probabilmente, favorirebbe le sue qualit\u00e0 balistiche. La qualit\u00e0 di Karetsas \u00e8 chiara a tutti. Viste le sue caratteristiche, per\u00f2, non \u00e8 ancora chiaro dove e come potr\u00e0 svilupparsi. Nel frattempo non resta che goderselo con le maglie di Genk e Grecia.<\/p>\n<p><strong>WANG YUDONG &#8211; 2006 &#8211; ZHEJIANG (CINA)<br \/><\/strong>Tra i vari motivi per cui il calcio cinese fatica a decollare c\u2019\u00e8 l\u2019assenza di talenti trainanti di alto livello. Se la situazione della Nazionale \u00e8 ormai tragica rispetto alle rivali regionali Giappone e Corea del Sud, neanche a livello di singoli \u00e8 riuscito ad emergere qualcuno in grado di giocare per una squadra di buon livello europea, e non solo per questioni di sponsor. L\u2019ultimo giocatore che dopo aver dominato in patria ha provato il salto in Europa \u00e8 stato Wu Lei, visto per un triennio all\u2019Espanyol con propriet\u00e0 cinese, risultando per\u00f2 pi\u00f9 che altro un giocatore di complemento, un attaccante di corsa e abnegazione. Con Yudong per\u00f2 \u00e8 finalmente \u00e8 uscito un attaccante che alla rapidit\u00e0 abbina una buona tecnica, soprattutto ambizioso nelle azioni, che si dichiara fan di Neymar (anche se il paragone giusto sembra pi\u00f9 con Martinelli). Un giocatore che sembra avere tutto per affermarsi come il talento cinese di riferimento, che pu\u00f2 avere anche ambizioni di fare bene in Europa. Si parla infatti di diverse squadre della Bundesliga, da sempre all\u2019avanguardia nello scouting asiatico, che vorrebbero provare a prenderlo gi\u00e0 a gennaio.<\/p>\n<p>Yudong \u00e8 un attaccante esterno che gioca a piede invertito, che ama alternare movimenti in profondit\u00e0 per ricevere in area ad azioni in cui punta palla al piede e viene dentro a creare scompiglio nelle difese avversarie. Qualcosa che di solito \u00e8 riservato solo ai talenti brasiliani, almeno in Cina. Ad aiutarlo ad affermarsi come una delle stelle del campionato ci sono i numeri e uno stile di gioco un po\u2019 sbruffone da chi sa di essere superiore alla concorrenza, cosa che certo non guasta in questo contesto. <\/p>\n<p><strong>GUIDO DELLA ROVERE &#8211; 2007 &#8211; BAYERN MONACO (ITALIA)<br \/><\/strong>Come Inacio e Filippo Man\u00e9 anche Guido Della Rovere ha deciso di prendere la via della Germania per costruire il suo talento. A differenza di Inacio per\u00f2 Della Rovere ha gi\u00e0 avuto modo di esordire tra i professionisti, prima con la maglia della squadra che lo ha cresciuto, la Cremonese, e ora con quella del Bayern Monaco II, nella Regionalliga Bayern (quarta serie tedesca) dove ha gi\u00e0 messo insieme 4 gol e 9 assist in 16 partite. Sembra strano da dire, ma almeno a livello giovanile l\u2019Italia sembra produrre un sacco di giocatori creativi e talentuosi, perch\u00e9, come il gi\u00e0 citato Inacio, anche Della Rovere \u00e8 un numero 10, anche se con caratteristiche diverse.<\/p>\n<p>A partire dal fisico, dato che Della Rovere ha un fisico inusuale per un trequartista, con il suo 1.87 di altezza che mi fa tornare in mente un altro giocatore nel suo ruolo, con piede sopraffino e un fisico del genere: Lamberto Zauli. Al netto del paragone, Della Rovere ha una qualit\u00e0 e pulizia tecnica che lo fanno sembrare molto pi\u00f9 vecchio della sua carta d\u2019identit\u00e0. Il fatto che sia un trequartista in un calcio in cui i moduli con questo ruolo stanno scomparendo pu\u00f2 far storcere il naso, ma uno dei pregi di Della Rovere \u00e8 proprio questo, la versatilit\u00e0.<\/p>\n<p>Con la palla tra i piedi Della Rovere sembra poter fare accadere di tutto.<\/p>\n<p>L\u2019ex Cremonese infatti, aiutato anche dal suo fisico imponente, ha giocato in tanti ruoli diversi al Bayern Monaco. Dalla punta in Youth League, ruolo in cui ha messo a segno una doppietta contro il Pafos, fino al centrocampista in un reparto a due, e nell\u2019ultima partita di Regionalliga addirittura l&#8217;ala sinistra, con altri due gol a corredo. Forse un possibile ruolo nel calcio dei grandi pu\u00f2 essere quello di mezzala, anche perch\u00e9 sarebbe davvero un delitto allontanare dalla porta un calciatore con capacit\u00e0 di rifinitura cos\u00ec sviluppate e soprattutto che vede la porta cos\u00ec bene. Per paradosso per un giocatore cos\u00ec alto, Della Rovere non \u00e8 bravo nei duelli aerei e pu\u00f2 migliorare in generale su come usare il suo fisico. Tutte qualit\u00e0 che arrivano con l\u2019esperienza. D&#8217;altra parte, gioca nel club che ha appena lanciato Lennart Karl, chiss\u00e0 che non possa essere lui il prossimo grande talento lanciato dai bavaresi.<\/p>\n<p><strong>VELJKO MILOSAVLJEVIC &#8211; 2007 &#8211; BOURNEMOUTH (SERBIA)<br \/><\/strong>Ci sono due tipi di talenti giovanili che ci entusiasmano: quelli che, appunto, data la loro et\u00e0 portano freschezza, energia, un pizzico di incoscienza; e quelli che, invece, sembrano pi\u00f9 maturi rispetto alla loro et\u00e0. Va da s\u00e9 che per gli attaccanti \u00e8 meglio far parte del primo tipo mentre per centrocampisti e difensori \u00e8 preferibile il secondo. Veljko Milosavljevic fa senza dubbio parte del secondo gruppo, e infatti gioca in difesa.<\/p>\n<p>Milosavljevic ha diciott\u2019anni (ne far\u00e0 diciannove in estate), una manciata di partite in prima squadra con la Stella Rossa, che lo ha formato, e una manciata col Bournemouth che lo ha acquistato nella scorsa sessione di mercato estiva, pagandolo pi\u00f9 o meno 15 milioni di euro. In ogni partita \u00e8 il pi\u00f9 grosso in campo, o comunque pi\u00f9 grosso degli attaccanti che prende a spallate. \u00c8 alto un metro e novantuno e sembra fatto di acciaio. \u00abNon \u00e8 umano, \u00e8 un pezzo di ferro\u00bb, dice Ivan Drago di Rocky, ecco: tipo questo. Con la palla tra i piedi \u00e8 a proprio agio e per questo ogni tanto nelle giovanili ha giocato anche a centrocampo. Porta palla in verticale a testa alta, respingendo fisicamente chi lo pressa, e non ha paura ad azzardare anche filtranti. Come quasi tutti i difensori delle ultime generazioni, per\u00f2, difende molto meglio in avanti che all\u2019indietro. Anche un po\u2019 per quel fisico prestante ma un po\u2019 macchinoso, sembra pi\u00f9 adatto a un calcio di duelli e marcature sull\u2019uomo piuttosto che a un calcio di letture e coperture in spazi larghi. La Premier \u00e8 il campionato migliore possibile per lui? Vedremo, di sicuro le basi di partenza &#8211; il fisico, l\u2019abilit\u00e0 puramente difensiva nel togliere la palla a chi gli passa dalle sue parti sono eccezionali.<\/p>\n<p><strong>KEES SMIT &#8211; 2006 &#8211; AZ (OLANDA)<br \/><\/strong>Quando la scorsa stagione Kees Smit ha segnato il suo primo gol tra i professionisti non in molti ci hanno fatto caso. Era un grande gol &#8211; in Europa League, contro il Fenerbahce, dopo una specie di croqueta con cui aveva dribblato l\u2019ultimo disperato tentativo di scivolata della difesa avversaria &#8211; ma la vera consacrazione, se si pu\u00f2 parlare di consacrazione a nemmeno vent\u2019anni, \u00e8 arrivata la scorsa estate, quando l\u2019Olanda ha vinto gli Europei Under 19 per la prima volta nella sua storia. Gi\u00e0 solo aver raggiunto questo obiettivo bastava a riaccendere la speranza per un movimento che \u00e8 in crisi da anni, ma averlo raggiunto con un numero 10 che \u00e8 stato capocannoniere del torneo e che \u00e8 stato votato come suo miglior giocatore ha semplicemente fatto deragliare le aspettative nei confronti del suo talento. In Olanda sono semplicemente pazzi di Kees Smit e le dichiarazioni iperboliche sul suo conto si sprecano. Afellay, che adesso fa l\u2019opinionista in TV, ha detto che \u00ab\u00e8 difficile vedere oggi talenti come questo\u00bb; Guus Hiddink che, oltre ad essere efficace, Smit \u00e8 \u00abanche bellissimo da veder giocare\u00bb; il CT dell\u2019Olanda, Ronald Koeman, lo ha addirittura paragonato a Pedri, aprendo di fatto le porte a una sua convocazione in Nazionale maggiore. Poche settimane fa il Comitato Olimpico olandese lo ha premiato come miglior talento sportivo del Paese del 2025 e la principale emittente televisiva lo ha definito \u00abil pi\u00f9 grande talento dei Paesi Bassi\u00bb.<\/p>\n<p>La stagione in corso sta per\u00f2 rivelando delle crepe di realt\u00e0 dietro alle aspettative spropositate che il pubblico olandese ci sta proiettando sopra. Smit nell\u2019AZ si \u00e8 preso un posto da titolare e una centralit\u00e0 tecnica non scontata a 19 anni, \u00e8 vero, ma la stagione della squadra di Alkmaar, con quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque partite, ha preso una china preoccupante e la brillantezza inevitabilmente ne ha risentito. Smit gioca nominalmente da mezzala ma gi\u00e0 dai calzettoni abbassati si capisce che ha un indole da trequartista, con uno stile vagamente nostalgico che spiega in parte l\u2019infatuazione che una parte di pubblico prova per lui. Il numero 26 dell\u2019AZ ha un gran destro dalla distanza e un magnetismo per la palla che lo porta quasi naturalmente ad essere una fonte di gioco nella trequarti avversaria, ma allo stesso tempo non ha davvero la sinuosit\u00e0 di Pedri in progressione n\u00e9 tanto meno la sua leggerezza di passo. Smit all\u2019Europeo Under 19 aveva segnato solo gol bellissimi facendo presagire un futuro in cui l\u2019Olanda poteva tornare a produrre trequartisti sublimi ma tra i professionisti sta iniziando a pagare il conto con la realt\u00e0 di un calcio in cui l\u2019atletismo, persino in Eredivisie, restringe sempre di pi\u00f9 il tempo delle giocate. \u00c8 presto per giungere a conclusioni, ovviamente, ma da come andr\u00e0 il suo 2026 capiremo qualcosa di quanto \u00e8 solido l\u2019hype che provano gli olandesi per lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 interessante che guardare crescere giovani esseri umani fenomenali a giocare a calcio? 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