{"id":297269,"date":"2026-01-08T20:04:10","date_gmt":"2026-01-08T20:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297269\/"},"modified":"2026-01-08T20:04:10","modified_gmt":"2026-01-08T20:04:10","slug":"ecco-i-fantastici-4-per-cambiare-stile-di-vita-tra-i-45-e-i-64-anni-e-rallentare-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297269\/","title":{"rendered":"Ecco i &#8216;fantastici 4&#8217; per cambiare stile di vita tra i 45 e i 64 anni e rallentare il tempo"},"content":{"rendered":"<p>Cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura, camminare per circa venti minuti al giorno, mantenere un peso sano e non fumare. Questi sono<strong> i \u201c4 fantastici\u201d<\/strong> cambiamenti nello stile di vita che, secondo <strong>Michael Greger<\/strong>, socio fondatore dell\u2019American College of Lifestyle Medicine e autore di \u201cCome non invecchiare\u201d (Baldini+Castoldi), potrebbero favorire la longevit\u00e0 in salute, anche se si comincia durante la mezza et\u00e0. Intervistato dal Corriere, Greger spiega che \u201c<strong>anche piccoli cambiamenti nello stile di vita tra i 45 e i 64 anni sembrano portare a una sostanziale riduzione della mortalit\u00e0<\/strong> nell\u2019immediato futuro\u201d. E precisa: \u201cStiamo parlando di un <strong>rischio inferiore del 40% di morire nei quattro anni successivi<\/strong>. <strong>Senza ossessionarsi con diete impossibili\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Spesso pensiamo che per restare giovani servano sforzi titanici. Greger ci smentisce: la scienza dimostra che basta puntare su quattro pilastri fondamentali per<strong> ritardare l\u2019insorgere di malattie croniche fino a dieci anni<\/strong> circa. \u201cGran parte dei settantaduenni che non fumano, non soffrono di diabete, obesit\u00e0 o ipertensione e conducono una vita attiva hanno<strong> buone probabilit\u00e0 di arrivare a novant\u2019anni<\/strong>\u201d, spiega. \u201cAl contrario, la probabilit\u00e0 sembra ridursi a meno del 5% per chi presenta questi fattori di rischio. Anche dopo i settantacinque anni, seguire le basi di uno stile di vita sano pu\u00f2 \u2018rallentare il tempo\u2019 e il rischio di disabilit\u00e0 di circa diciotto mesi\u201d. Insomma non \u00e8 mai troppo tardi per iniziare.<\/p>\n<p>Analizzando la letteratura scientifica, il medico americano ha individuato dunque <strong>4 azioni concrete che possiamo seguire per vivere pi\u00f9 a lungo e meglio<\/strong>. In primis <strong>consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno<\/strong>, meglio se varia: uno studio citato da Greger rivela che chi mangia vegetali provenienti da 18 famiglie diverse ha molti meno danni al DNA rispetto a chi si limita a 5 tipi di verdure, anche a parit\u00e0 di quantit\u00e0. Poi il medico raccomanda <strong>venti minuti di camminata:<\/strong> basta muoversi, senza necessariamente scalare l\u2019Everest. Inoltre, consiglia di <strong>mantenere un peso sano<\/strong>: l\u2019equilibrio batte le diete estreme. E infine sentenzia: <strong>niente fumo,<\/strong> il nemico numero uno della rigenerazione cellulare. \u201cQuesti quattro fattori da soli, infatti, sembrano essere responsabili del 78% del rischio di malattie croniche\u201d, sottolinea Greger. \u201cRispettandoli tutti, <strong>potremmo ridurre di oltre il 90% il rischio di diabete e di oltre l\u201980% quello di infarto<\/strong>, dimezzare il rischio di <strong>ictus<\/strong> e <strong>abbassare di oltre un terzo quello complessivo di cancro<\/strong>\u201d, aggiunge. Secondo Greger, chi si prende pi\u00f9 cura di s\u00e9 invecchia pi\u00f9 lentamente, come se fosse<strong> biologicamente pi\u00f9 giovane di 14 anni.<\/strong> \u201cE se gi\u00e0 si stanno assumendo farmaci per curare fattori di rischio come <strong>l\u2019ipertensione<\/strong> e il <strong>colesterolo<\/strong>, i benefici di uno stile di vita sano ci sono lo stesso in termini di mortalit\u00e0\u201d, specifica.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 inoltre una buona notizia per chi non ha nonni centenari: secondo Greger, <strong>la genetica incide solo per il 15-30% sulla durata della vita.<\/strong> Il restante 70-85% dipende dalle nostre scelte. Perfino <strong>chi ha gi\u00e0 superato i 75 anni pu\u00f2 trarre benefici enormi<\/strong>: seguire uno stile di vita sano a quell\u2019et\u00e0 pu\u00f2 <strong>\u201cregalare\u201d 18 mesi di vita in piena salute e senza disabilit\u00e0.<\/strong> Non si tratta solo di vivere pi\u00f9 a lungo, ma di vivere meglio, evitando artrite, demenza e fragilit\u00e0.<br \/>Per chi vuole iniziare oggi stesso, ecco la lista della spesa definitiva secondo il medico americano:<strong> verdure a foglia verde per proteggere cuore e cervello; mezza porzione di noci al giorno per ridurre del 15% il rischio di morte prematura; legumi e cereali integral<\/strong>i che sono i pilastri delle popolazioni pi\u00f9 longeve al mondo; e<strong> meno proteine animali<\/strong> per rallentare l\u2019invecchiamento. Invecchiare \u00e8 inevitabile, ma diventare \u201cvecchi\u201d \u00e8, in gran parte, una scelta. Come dice Greger: \u201cSe un 65enne riuscisse a mantenere il profilo di salute di un 58enne, il suo rischio di morte, fragilit\u00e0 e disabilit\u00e0 si dimezzerebbe, con un impatto positivo per l\u2019intera popolazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura, camminare per circa venti minuti al giorno, mantenere un peso sano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":297270,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-297269","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115861275853384010","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=297269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/297270"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=297269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=297269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=297269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}