{"id":297595,"date":"2026-01-09T00:33:13","date_gmt":"2026-01-09T00:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297595\/"},"modified":"2026-01-09T00:33:13","modified_gmt":"2026-01-09T00:33:13","slug":"basket-e-morta-uljana-semionova-73-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297595\/","title":{"rendered":"Basket: \u00e8 morta Uljana Semionova, 73 anni"},"content":{"rendered":"<p>                                \u00c8 morta a 73 anni, a Riga. Alta 213, con mani delicate e animo generoso, Uljana ha dominato il basket mondiale negli anni &#8217;70 e &#8217;80, vincendo 11 coppe dei Campioni con il suo Daugawa Riga, e\u00a02 Olimpiadi, 10 Europei, 3 Mondiali con la maglia dell&#8217;Unione Sovietica. \u00c8 stata la prima giocatrice non americana inserita nella Hall of Fame, nel 1993<\/p>\n<p>            <a class=\"image is-50x50\" href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/redazione\/giulia-arturi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                <img decoding=\"async\" class=\"is-rounded\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/omino.png\" alt=\"Giulia Arturi\"\/><br \/>\n            <\/a><\/p>\n<p>Giornalista<\/p>\n<p>                    8 gennaio 2026 (modifica alle 21:53)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Imbattibile. Letteralmente. Uljana Semionova, mancata ieri nella sua Riga a 73 anni, \u00e8 stata una delle atlete pi\u00f9 vincenti del basket, e non solo.\u00a0In vent\u2019anni di carriera, tra gli anni &#8217;70 e &#8217;80 ha perso una manciata di partite, rendendo insuperabile il suo Daugawa Riga (11 coppe dei Campioni, di cui 8 di fila) e la nazionale sovietica (10 europei, tre mondiali, due Olimpiadi, mai una sconfitta in 18 anni) di cui lei, lettone, faceva parte all\u2019epoca. Alla prima partecipazione del basket femminile alle Olimpiadi, nel 1976 a Montreal, la sua Unione Sovietica sconfisse gli Stati Uniti (medaglia d&#8217;argento) 112-77, Semionova segn\u00f2 32 punti. Il primo motivo le sue dimensioni fuori scala: era alta 2.13. Una montagna che prendeva rimbalzi e segnava canestri senza bisogno di saltare, ma giocatrice vera, dalle mani morbide, intelligente, altruista, perfino attenta a non far male alle avversarie che le arrivavano alle spalle o anche molto pi\u00f9 gi\u00f9. Il suo basket non era fatto solo di stazza, ma anche di lavoro e umilt\u00e0. Era talmente dominante da essere esclusa dagli Euroscar del basket della Gazzetta dello Sport, per manifesta superiorit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>    umanit\u00e0\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Nonostante la sua stazza, e la difficolt\u00e0 nell&#8217;affrontarla in campo, la ricordavano tutte, anche le avversarie, come una donna dolce, generosa. Gli ultimi anni di vita sono stati difficili per questa leggenda dello sport:\u00a0 viveva con una modesta pensione, nonostante il suo strepitoso passato e nel 2022 dovettero amputarle una gamba a causa di una malattia degenerativa, con la necessit\u00e0 di usare una costosa protesi. Ci fu subito una staffetta di solidariet\u00e0\u00a0su iniziativa di Jacky Chazalon, stella del basket femminile francese e sua compagna di squadra a Clermont-Ferrand, nell\u2019ultima parte della sua carriera, quando era riuscita a espatriare dopo avere compiuto 35 anni.\u00a0Uljana \u00e8 stata amica e grande rivale della nostra grandissima Mabel Bocchi, scomparsa per malinconica coincidenza poche settimane fa. Mab\u00e8l ne apprezzava la sua umanit\u00e0, raccontando: \u201cQuando veniva a Sesto a giocare contro il mio Geas, la portavo a fare shopping, le insegnavo a truccarsi. Era bello starle accanto. Ai mondiali di Cali del 1975, ero in corsa per la classifica di capocannoniera e con l\u2019Italia dovevamo sfidare la sua Urss, per noi inarrivabile. La pregai, parlando in \u2026latino perch\u00e9 nessuna delle due aveva familiarit\u00e0 con lingue straniere, di segnare poco, per lasciarmi quel titolo. E lei lo fece, fingendo di sbagliare l\u2019inverosimile per tutta la partita\u201d.<\/p>\n<p>    simbolo nazionale\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Ritiratasi nel 1985, \u00e8 stata un orgoglio della sua Lettonia, da quando, dopo la caduta del Muro, lo Stato baltico riprese la sua indipendenza. A 13 anni fu segnalata dal suo insegnante di educazione fisica all\u2019Accademia dello Sport di Riga, dove si trasfer\u00ec giovanissima. E am\u00f2 sempre quella citt\u00e0 che l&#8217;aveva adottata, come amava il suo Paese di cui ero un simbolo di coraggio e di realizzazione. Fu la prima donna non americana ad essere introdotta nella Hall of Fame di Springfield, nel 1993. Il suo discorso lo fece proprio in lettone, non in russo: &#8220;Sono fiera di onorare la mia nazione, la Lettonia. \u00c8 una compensazione dei tanti anni in cui non ho potuto rappresentarla. Il basket mi ha insegnato a vivere ed amare.&#8221; Anche il dopo carriera \u00e8 stato importante: Uljana non era solo canestri, ma una persona autorevole, stimata e capace, arrivando a ricoprire importanti incarichi sportivi.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 morta a 73 anni, a Riga. 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