{"id":297736,"date":"2026-01-09T02:51:12","date_gmt":"2026-01-09T02:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297736\/"},"modified":"2026-01-09T02:51:12","modified_gmt":"2026-01-09T02:51:12","slug":"loceano-di-europa-troppo-quieto-per-la-vita-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297736\/","title":{"rendered":"L\u2019oceano di Europa? Troppo quieto per la vita \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Giove, il pi\u00f9 grande pianeta del Sistema solare, possiede oltre <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Moons_of_Jupiter\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">novanta lune<\/a>. Tra queste, tuttavia, nessuna ha catturato l\u2019attenzione degli astronomi quanto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Europa_(astronomia)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Europa<\/a>. Il motivo di tanto interesse sta in ci\u00f2 che il satellite naturale nasconde sotto la sua pelle ghiacciata: un\u2019immensa distesa di acqua liquida che si estende fino a cento chilometri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1776222\" class=\"wp-image-1776222 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1275\" height=\"1125\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/pia25695-nasas-juno-mission-captures-images-of-europa.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1776222\" class=\"wp-caption-text\">Immagine scattata il 29 settembre del 2022 dalla sonda spaziale Juno della Nasa che mostra la luna gioviana Europa. Crediti: Nasa\/Jpl-Caltech\/Swri\/Msss\/Kevin M. Gill<\/p>\n<p>Da decenni, gli astronomi si interrogano sulla possibilit\u00e0 che quell\u2019oceano d\u2019acqua salata, che si ritiene contenga pi\u00f9 acqua di tutti gli oceani della Terra messi insieme, vi siano le condizioni adatte per sostenere la vita. Una risposta a questa domanda arriva ora da uno <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-025-67151-3\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">studio<\/a> condotto da un team di ricercatori guidato dall\u2019Universit\u00e0 di Washington a Saint Louis. E, contrariamente a quanto sostengono altri <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2021\/05\/27\/vulcani-europa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">studi<\/a>, non \u00e8 positiva. I risultati della <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-025-67151-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ricerca<\/a>, pubblicata questa settimana su Nature Communications, suggeriscono infatti che la luna possieda un nucleo roccioso geologicamente poco o per nulla attivo, comunque non in grado di fornire l\u2019energia chimica necessaria per sostenere la vita come la conosciamo. Quanto meno non attraverso i processi attivi dipendenti dalla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tettonica_delle_placche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tettonica a placche<\/a>, dal vulcanesimo e dai <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sorgente_idrotermale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sistemi idrotermali<\/a>.<\/p>\n<p>Per giungere a questa conclusione, gli astronomi hanno condotto diverse simulazioni, utilizzando sofisticati modelli geofisici a cui hanno dato in pasto i dati relativi a quattro processi chiave che contribuiscono a rendere un corpo celeste geologicamente attivo. I processi in questione sono: la <strong>convezione del mantello<\/strong>, ovvero il movimento di roccia fusa all\u2019interno del mantello guidato dal calore proveniente dal nucleo; la <strong>contrazione globale<\/strong>, il lento e graduale restringimento della luna causato dal raffreddamento di nucleo e mantello nel corso di miliardi di anni; le <strong>maree tidali<\/strong>, l\u2019effetto della forza di gravit\u00e0 d\u2019un pianeta sulla sua luna, in grado di produrre deformazioni delle rocce; e la <strong>serpentinizzazione<\/strong>, un processo geologico che provoca la trasformazione fisica delle rocce.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno prima impostato i modelli con le condizioni pi\u00f9 favorevoli possibili alla fratturazione del mantello della luna, ipotizzando una roccia gi\u00e0 indebolita in partenza, ricca di crepe e permeata dall\u2019acqua. Successivamente, hanno valutato la capacit\u00e0 dei fattori sopra elencati di produrre faglie attive e fenomeni di vulcanesimo tipici di un corpo geologicamente attivo, in grado di rifornire continuamente l\u2019oceano soprastante dell\u2019energia chimica necessaria per sostenere la vita.<\/p>\n<p>Veniamo ai risultati. Come riportato dai ricercatori nello studio, le simulazioni indicano che nessuna delle principali forze geologiche prese in esame sarebbe attualmente sufficientemente intensa da causare la formazione di faglie tettoniche e innescare l\u2019attivit\u00e0 vulcanica. L\u2019implicazione di ci\u00f2, spiegano i ricercatori, \u00e8 che la luna, dal punto di vista geologico, \u00e8 probabilmente inattiva e dunque non in grado di innescare all\u2019interfaccia roccia-acqua le reazioni chimiche che creano ambienti in cui la vita pu\u00f2 prosperare.<\/p>\n<p>\u00abEuropa probabilmente subisce ancora un certo riscaldamento mareale, che impedisce all\u2019oceano di congelare completamente\u00bb, spiega <strong>Paul Byrne<\/strong>, ricercatore all\u2019Universit\u00e0 di Washington e primo autore della pubblicazione. \u00abSebbene la luna possa aver subito un riscaldamento molto maggiore in un lontano passato, oggi non vediamo vulcani che fuoriescono dalla sua superficie ghiacciata, e i nostri dati suggeriscono che le maree tidali non sono abbastanza forti da indurre un\u2019attivit\u00e0 geologica significativa nel suo fondale oceanico. Da questo punto di vista, la luna sembra sostanzialmente quieta. E in un mondo ghiacciato come Europa, un fondale oceanico geologicamente inattivo potrebbe indicare un oceano privo di condizioni favorevoli alla vita\u00bb.<\/p>\n<p>Potrebbe, appunto. Gli stessi autori sottolineano infatti che un\u2019alternativa alla produzione di energia chimica legata alla tettonica a placche esiste. Si tratta della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Radiolisi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">radiolisi<\/a>, un processo in cui la radiazione prodotta dal decadimento di elementi radioattivi presenti nelle rocce provoca la scissione delle molecole, generando composti chimici energeticamente utilizzabili. Secondo i ricercatori, queste reazioni di dissociazione potrebbero fornire una fonte di energia sufficiente a sostenere nell\u2019oceano di Europa una biosfera microbica, anche in assenza di faglie tettoniche attive e fenomeni di vulcanesimo in corso.<\/p>\n<p>Nel complesso, lo studio suggerisce che dal punto di vista geologico Europa sia un mondo molto pi\u00f9 tranquillo di quanto si pensasse. Poich\u00e9 l\u2019ipotesi di un\u2019abitabilit\u00e0 dell\u2019oceano della luna mediata dalla tettonica a placche appare improbabile, secondo gli autori gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sulla produzione di energia per la vita attraverso meccanismi alternativi, che non richiedono processi geologici attivi in corso. In questo contesto, nuovi indizi potrebbero arrivare dalle sonde <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/Europa-clipper\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Europa Clipper<\/a> della Nasa e <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/juice\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Juice<\/a> dell\u2019Esa, attualmente in viaggio verso il sistema di Giove, con arrivo previsto rispettivamente nel 2030 e nel 2031.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su Nature Communications l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-025-67151-3\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Little to no active faulting likely at Europa\u2019s seafloor today<\/a>\u201d di\u00a0Paul K. Byrne,\u00a0Henry G. Dawson,\u00a0Christian Klimczak,\u00a0Paul V. Regensburger,\u00a0Kelsey T. Crane,\u00a0Jeffrey G. Catalano,\u00a0Catherine M. Elder,\u00a0Bradford J. Foley,\u00a0Christopher R. German,\u00a0Austin P. Green,\u00a0Douglas J. Hemingway,\u00a0Mohit Melwani Daswani,\u00a0Mark P. Panning,\u00a0Noah Randolph-Flagg,\u00a0Barbara Sherwood Lollar,\u00a0Philip Skemer,\u00a0Steven D. Vance e\u00a0Douglas A. Wiens<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Giove, il pi\u00f9 grande pianeta del Sistema solare, possiede oltre novanta lune. 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