{"id":297870,"date":"2026-01-09T05:25:20","date_gmt":"2026-01-09T05:25:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297870\/"},"modified":"2026-01-09T05:25:20","modified_gmt":"2026-01-09T05:25:20","slug":"ecce-homo-di-antonello-da-messina-in-vendita-da-sothebys","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297870\/","title":{"rendered":"Ecce Homo di Antonello da Messina in vendita da Sotheby&#8217;s"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1846p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Redazione <\/a><br \/>\n                    , scritto il 08\/01\/2026<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:  <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/11c-arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/rinascimento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Rinascimento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/antonello-da-messina.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Antonello da Messina<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/mercato.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mercato<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/sotheby-s.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sotheby&#8217;s<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/aste.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Aste<\/a> <\/p>\n<p>\n                Si pu\u00f2 gi\u00e0 considerare una delle aste dell\u2019anno: un famoso Ecce Homo di Antonello da Messina, esposto anche alla mostra di Milano del 2019, va in asta da Sotheby\u2019s. La stima \u00e8 di 10-15 milioni di euro.\u00a0            <\/p>\n<p>Sar\u00e0 di sicuro una delle aste pi\u00f9 importanti dell\u2019anno: un Ecce Homo di <strong>Antonello da Messina <\/strong>(Messina, 1430 circa \u2013 1479) andr\u00e0 in vendita da <strong>Sotheby\u2019s <\/strong>a <strong>New York<\/strong> il 5 febbraio, con stima 10-15 milioni di euro. Una <strong>vendita rara <\/strong>che si annuncia gi\u00e0 come una delle pi\u00f9 importanti di questo 2026, per due ragioni: la prima, sono pochissime le opere di Antonello da Messina, uno dei pi\u00f9 importanti pittori del Rinascimento, che arrivano sul mercato. La seconda, si tratta di un\u2019opera famosa, esposta diverse volte (l\u2019ultima nel 2019 alla <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/recensioni-mostre\/recensione-mostra-antonello-da-messina-milano-palazzo-reale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostra su Antonello da Messina a Milano, Palazzo Reale<\/a>), con una lunghissima bibliografia, e presentata nel 1981 anche da Federico Zeri. Artista di notevole originalit\u00e0, Antonello fuse il realismo descrittivo fiammingo con l\u2019attenzione tutta italiana all\u2019espressione emotiva, una sintesi particolarmente evidente nell\u2019immediatezza psicologica con cui il Cristo dei suoi Ecce Homo si pone di fronte allo spettatore. Antonello aveva rivoluzionato l\u2019immaginario devozionale dell\u2019Ecce Homo, umanizzando un soggetto sacro attraverso un approccio diretto e intimo che invita all\u2019identificazione emotiva e al coinvolgimento spirituale.<\/p>\n<p>La carriera di Antonello \u00e8 documentata solo in modo frammentario e i mezzi precisi con cui padroneggi\u00f2 le tecniche pittoriche tipiche dei maestri fiamminghi rimangono oggetto di dibattito accademico. Nato a Messina, Antonello si form\u00f2 probabilmente nella bottega di Niccol\u00f2 Colantonio a Napoli, citt\u00e0 con legami artistici e commerciali forti con il Nord Europa. La collezione di re Alfonso d\u2019Aragona, ad esempio, includeva dipinti di Jan van Eyck e Rogier van der Weyden, che Antonello potrebbe aver incontrato direttamente o sperimentato indirettamente tramite Colantonio. Giorgio Vasari attribu\u00ec in seguito ad Antonello l\u2019introduzione della pittura a olio in Italia, sebbene tale affermazione sia oggetto di dibattito (probabilmente un\u2019esagerazione di Vasari). Gli inizi della carriera di Antonello furono con tutta probabilit\u00e0 itineranti: forse l\u2019artista viaggi\u00f2 in Provenza e in altre regioni, sebbene l\u2019assenza di documenti d\u2019archivio renda questa ipotesi ancora poco attendibile. Nel 1457 torn\u00f2 nell\u2019Italia meridionale, dove fu incaricato dalla confraternita di San Michele dei Gerbini di Reggio Calabria di dipingere uno stendardo processionale. Nel gennaio del 1461 si stabil\u00ec a Messina, dove probabilmente realizz\u00f2 il dipinto che adesso va in vendita da Sotheby\u2019s e dove rimase verosimilmente per gran parte del decennio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonello da Messina, Ecce Homo, recto (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)\" title=\"Antonello da Messina, Ecce Homo, recto (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/antonello-da-messina-ecce-homo-sothebys-recto.jpg\" width=\"750\" height=\"988\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonello da Messina, Ecce Homo, recto (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)&#13;<\/p>\n<p>Sul recto della tavola, Antonello dipinge un<strong> Cristo a mezzo busto dietro un parapetto<\/strong>, con lo sguardo rivolto senza battere ciglio verso l\u2019osservatore. L\u2019espressione \u00e8 di grande pathos: gli occhi rossi e gonfi di Cristo si stringono per il dolore, le labbra si schiudono leggermente e gocce di sangue dalla corona di spine gli scendono lungo la fronte e il petto. Ha una sottile corda legata al collo e il suo volto emerge luminoso dall\u2019oscurit\u00e0 circostante, un netto contrasto che accentua la leggera torsione del suo corpo, causata con tutta evidenza dalle mani legate dietro la schiena. Antonello include nel suo dipinto il motivo nordico di un parapetto fittizio con l\u2019iscrizione in rilievo \u201cINRI\u201d (\u201cGes\u00f9 di Nazareth, Re dei Giudei\u201d), suggerendo una consapevolezza delle convenzioni ritrattistiche fiamminghe.<\/p>\n<p>La tavola \u00e8 dipinta anche sul verso: qui, Antonello realizza un <strong>san Girolamo<\/strong> in un paesaggio reso meticolosamente. Situato sul fondo di una gola che si apre su uno specchio d\u2019acqua calmo, attraverso cui si intravede un castello fortificato e una piccola barca scivola, il santo si genuflette davanti a un piccolo crocifisso mentre si batte il petto con una pietra. L\u2019inclusione di un codice, un libro aperto e un calamaio identifica Girolamo come l\u2019autore della Vulgata, la traduzione in latino delle Sacre Scritture, mentre l\u2019ambientazione austera ne sottolinea l\u2019ascetismo. La sofferenza fisica autoinflitta dal santo penitente riecheggia il sacrificio di Cristo, stabilendo un rispecchiamento teologico tra i due lati del pannello che riflette l\u2019influenza della devotio moderna, ispirandosi all\u2019Imitatio Christi di Tommaso da Kempis del 1418-1427 circa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonello da Messina, Ecce Homo, verso con san Girolamo (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)\" title=\"Antonello da Messina, Ecce Homo, verso con san Girolamo (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/antonello-da-messina-ecce-homo-sothebys-verso.jpg\" width=\"750\" height=\"987\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonello da Messina, Ecce Homo, verso con san Girolamo (1470 circa; tempera su tavola, 20,3 x 14,9 cm)&#13;<\/p>\n<p>La dimensione intima del dipinto spinse <strong>Federico Zeri<\/strong>, che present\u00f2 per la prima volta l\u2019opera al pubblico in un convegno a Messina nel 1981 (e la pubblic\u00f2 sei anni dopo), a ipotizzare che il pannello opistografo (dipinto su due lati) fosse un <strong>piccolo oggetto portatile per la devozione privata<\/strong>, probabilmente custodito in una borsa di cuoio, destinato a guidare l\u2019osservatore nella preghiera e nella meditazione: l\u2019immagine incoraggiava infatti la contemplazione empatica e la piet\u00e0 imitativa. Di conseguenza, in quanto tale, sarebbe stata toccata, accarezzata e persino baciata, atti che permettevano al devoto di entrare in contatto con l\u2019immagine sia spiritualmente che fisicamente.<\/p>\n<p>Concettualmente, l\u2019Ecce Homo di Antonello si colloca tra il genere dell\u2019Andachtsbild, in cui le figure sacre sono completamente separate dal contesto narrativo, e una rappresentazione narrativa di un evento biblico. Sebbene Cristo sia qui mostrato isolatamente, la presenza della corona di spine e della corda colloca l\u2019immagine in uno <strong>specifico snodo narrativo<\/strong>: dopo la flagellazione e la derisione di Cristo da parte dei soldati romani, ma prima della sua salita al Calvario. Questa convergenza tipologica suscita una potente risposta emotiva.<\/p>\n<p>Il risultato distintivo di Antonello, sia in quest\u2019opera che nel corso della sua carriera, risiede nella <strong>dissoluzione dei confini tra i generi pittorici<\/strong>. Qui, non solo carica una Andachtsbild di allusioni narrative, ma impregna anche l\u2019immagine di Cristo di <strong>elementi ritrattistici<\/strong>, creando un incontro faccia a faccia tra l\u2019immagine e l\u2019osservatore. Nel quasi contemporaneo Ritratto d\u2019uomo di Antonello conservato al Museo Mandralisca di Cefal\u00f9, il pittore trasmette analogamente un <strong>senso di individualit\u00e0 <\/strong>attraverso una sottigliezza espressiva, suggerendo la vita interiore del suo personaggio. Questa fusione di generi \u00e8 ulteriormente sottolineata dal parapetto, un espediente comunemente impiegato nella ritrattistica olandese per fungere sia da confine visivo che da collegamento tangibile tra il mondo fisico dell\u2019osservatore e lo spazio fittizio del modello.<\/p>\n<p>L\u2019impegno costante di Antonello con il tema dell\u2019Ecce Homo si \u00e8 sviluppato per oltre un decennio, e l\u2019opera in questione segna la sua prima (e unica) elaborazione opistografa nota del soggetto. Questo dipinto stabilisce i parametri espressivi e formali fondamentali che avrebbero plasmato le quattro versioni note dell\u2019Ecce Homo Antonello. Sebbene ciascuna differisca nei dettagli \u2013 l\u2019inclinazione della testa, la rotazione del busto, la presenza o l\u2019assenza della corda e della colonna, e l\u2019inclusione o l\u2019esclusione del parapetto e del cartellino \u2013 tutte suscitano una forte reazione nell\u2019osservatore.<\/p>\n<p>Secondo Sotheby\u2019s, il dipinto in vendita sarebbe il <strong>primo della serie<\/strong>.<strong> <\/strong>Un Ecce Homo registrato nel 1653 nella collezione di Don Giulio Alliata (o Agliata) di Palermo, e oggi conservato al <strong>Metropolitan Museum of Art<\/strong>, \u00e8 probabilmente la successiva elaborazione del soggetto da parte di Antonello. Dipinta a olio, forse su tempera, l\u2019opera \u00e8 firmata \u201cAntonellus messane \/ [us] \/ me pinxit\u201d e un tempo era datata 1470 (secondo Giovanni Battista Cavalcaselle, che vide la tavola negli anni Cinquanta dell\u2019Ottocento in una collezione napoletana). Sebbene Antonello ometta la corda, riduca la visibilit\u00e0 del torso di Cristo e il grado di torsione, l\u2019enfasi espressiva rimane la stessa: labbra leggermente dischiuse, palpebre cadenti e occhi infossati sottolineano la sofferenza di Cristo.<\/p>\n<p>Una versione senza data, quella conservata nella <strong>Galleria Nazionale della Liguria a Palazzo Spinola a Genova<\/strong>, molto probabilmente dipinta dopo la versione del Metropolitan, ma forse appena precedente o contemporanea a quest\u2019ultima, segna una <strong>ricalibrazione emotiva<\/strong>. La smorfia evidente nell\u2019opera in vendita e nella versione del Metropolitan cede il passo a un\u2019espressione pi\u00f9 pacata di dolore e accettazione. Nessun parapetto separa Cristo dall\u2019osservatore; l\u2019opera \u00e8 invece firmata su un cartellino dipinto sulla cornice, l\u2019unico originale sopravvissuto. Antonello reintroduce la corda, rafforzando il carattere penitenziale dell\u2019immagine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio e tempera su tavola, 42,5 x 30,5 cm; New York, Metropolitan Museum)\" title=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio e tempera su tavola, 42,5 x 30,5 cm; New York, Metropolitan Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/antonello-da-messina-ecce-homo-metropolitan.jpg\" width=\"750\" height=\"1055\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio e tempera su tavola, 42,5 x 30,5 cm; New York, Metropolitan Museum)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio su tavola, 39,7 x 32,7 cm; Genova, Galleria Nazionale della Liguria, Palazzo Spinola)\" title=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio su tavola, 39,7 x 32,7 cm; Genova, Galleria Nazionale della Liguria, Palazzo Spinola)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/antonello-da-messina-ecce-homo-piacenza.jpg\" width=\"750\" height=\"973\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonello da Messina, Ecce Homo (1470 circa; olio su tavola, 39,7 x 32,7 cm; Genova, Galleria Nazionale della Liguria, Palazzo Spinola)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1473; olio su tavola, 48,5 x 38 cm; Piacenza, Collegio Alberoni)\" title=\"Antonello da Messina, Ecce Homo (1473; olio su tavola, 48,5 x 38 cm; Piacenza, Collegio Alberoni)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/antonello-da-messina-ecce-homo-genova.jpg\" width=\"750\" height=\"917\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAntonello da Messina, Ecce Homo (1473; olio su tavola, 48,5 x 38 cm; Piacenza, Collegio Alberoni)&#13;<\/p>\n<p>Nel 1473 Antonello realizz\u00f2 la sua tavola pi\u00f9 grande del gruppo: un Ecce Homo firmato e datato, oggi al<strong> Collegio Alberoni di Piacenza<\/strong>. L\u2019immagine include sia la corda che il parapetto fittizio (a cui \u00e8 apposto il cartellino firmato e datato) e introduce una colonna dietro la figura di Cristo. Il nuovo elemento architettonico colloca l\u2019immagine in modo pi\u00f9 esplicito all\u2019interno della narrazione della Passione, allineandola al momento della Flagellazione. L\u2019anno successivo Antonello dipinse il suo ultimo Ecce Homo, un tempo conservato nella collezione Ostrowski e ora noto solo attraverso fotografie (in un\u2019immagine scattata nel 1931, quando il dipinto era a Vienna per restauro, \u00e8 leggibile la data \u201c1474\u201d). Qui, la colonna viene mantenuta, ma la corda \u00e8 omessa e il parapetto notevolmente ridotto.<\/p>\n<p>La prima attestazione nota dell\u2019opera in vendita da Sotheby\u2019s \u00e8 del 1900 circa, quando l\u2019opera \u00e8 in una collezione privata spagnola. Viene poi acquisito da Wildenstein &amp; Co. Nel 1967, e poi acquistato tramite vendita privata da Sotheby\u2019s dall\u2019antiquario italiano Fabrizio Moretti, il quale lo ha infine venduto all\u2019attuale proprietario. Questo Ecce Homo ha una rilevante storia espositiva recente: l\u2019ultima mostra che lo ha visto protagonista \u00e8 stata la rassegna su Antonello da Messina a Palazzo Reale del 2019, dove era il dipinto numero 2 del catalogo. Prima ancora \u00e8 stato esposto alla mostra su Antonello alle Scuderie del Quirinale di Roma (2006), alla monografica del Metropolitan Museum del 2005-2006, e alla mostra sul Rinascimento nel Mediterraneo tenutasi nel 2001 al Museo Thyssen-Bornemisza e al Museu de Bellas Arts di Valencia.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , scritto il 08\/01\/2026 Categorie: Arte antica \/ Argomenti: Rinascimento &#8211; Antonello da Messina &#8211; Arte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":297871,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[174979,1615,1657,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,1412,56365,107105],"class_list":{"0":"post-297870","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-antonello-da-messina","9":"tag-arte","10":"tag-arte-antica","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-mercato","22":"tag-rinascimento","23":"tag-sotheby"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115863481523466111","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=297870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/297871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=297870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=297870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=297870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}