{"id":297922,"date":"2026-01-09T06:20:01","date_gmt":"2026-01-09T06:20:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297922\/"},"modified":"2026-01-09T06:20:01","modified_gmt":"2026-01-09T06:20:01","slug":"recensione-della-mostra-su-nan-goldin-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/297922\/","title":{"rendered":"Recensione della mostra su Nan Goldin a Milano"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2873p_emanuela-zanon.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Emanuela Zanon<\/a><br \/>\n                    , scritto il 05\/01\/2026<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-contemporanea.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte contemporanea<\/a> <\/p>\n<p>\n                La retrospettiva This Will Not End Well all\u2019HangarBicocca ripercorre l\u2019opera di Nan Goldin tra diario visivo, eccesso, vulnerabilit\u00e0 e canonizzazione museale, interrogandosi sulla tenuta del suo linguaggio oltre gli anni d\u2019oro. Ecco com\u2019\u00e8: la recensione di Emanuela Zanon.            <\/p>\n<p>A coronamento della pi\u00f9 che quarantennale carriera di Nan Goldin, il Moderna Museet di Stoccolma, in collaborazione con il Pirelli HangarBicocca di Milano, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Neue Nationalgalerie di Berlino e il Grand Palais Rmn di Parigi, ha organizzato un\u2019ampia retrospettiva itinerante dedicata al suo lavoro, intitolata This Will Not End Well, di cui \u00e8 in corso in questi mesi la tappa milanese, che abbiamo visitato. Nan Goldin (Nancy Goldin; Washington D.C., 1953) \u00e8 una delle artiste pi\u00f9 influenti del nostro tempo: il suo lavoro ha rivoluzionato il ruolo della fotografia nell\u2019arte contemporanea affrontando temi cruciali di identit\u00e0, amore, sessualit\u00e0, dipendenza e vulnerabilit\u00e0 con un approccio senza filtri, caratterizzato da un\u2019assoluta convergenza tra arte e vita. La sua pratica documentaria, intrisa di riferimenti autobiografici, inaugura un nuovo genere, che potremmo definire \u201cdiario visivo pubblico\u201d, e una nuova estetica, generata da un personalissimo connubio tra sensibilit\u00e0 descrittiva e fascinazione per l\u2019eccesso. Il corpus pi\u00f9 significativo del suo lavoro racconta la sua vita e quella dei suoi amici nella scena underground di New York tra la fine degli anni Settanta e l\u2019inizio degli anni Novanta in scatti che sfidano le nozioni convenzionali di bellezza, privacy e intimit\u00e0 combinando presa diretta e introspezione.<\/p>\n<p>Ultima di quattro figli di una famiglia ebraica, Goldin trascorre l\u2019infanzia tra il sobborgo di Silver Spring, Maryland, e Lexington, Massachusetts. A quindici anni, gi\u00e0 segnata dal trauma per il suicidio della sorella maggiore e da un rapporto conflittuale con la famiglia, si trasferisce in una comune e frequenta la Satya Community School a Lincoln, in Massachusetts, un\u2019istituzione educativa nota per i metodi anticonvenzionali e per la libert\u00e0 che lasciava agli studenti, dove inizia a fotografare in Polaroid. Poco dopo, acquista la prima macchina fotografica professionale e inizia a sperimentare con la pellicola in bianco e nero, sviluppando personalmente in camera oscura assieme al compagno di classe David Armstrong, che sarebbe diventato noto soprattutto per i suoi ritratti intimi in bianco e nero nell\u2019ambito della cosiddetta \u201cScuola di Boston\u201d. I due, diventati amici dopo essersi incontrati in un supermercato mentre erano entrambi impegnati a rubare bistecche, frequentano assiduamente le sale cinematografiche per guardare film di Douglas Sirk, Michelangelo Antonioni, Robbe-Grillet, Jacques Rivette ed Andy Warhol e per ammirare le dive di Hollywood da cui sono ossessionati, come Joan Crawford, Bette Davis, Marlene Dietrich e Marilyn Monroe, un imprinting destinato a influenzare in profondit\u00e0 il loro lavoro a venire. Fu David a coniare per Nancy il nome \u201cNan\u201d e i rispettivi ritratti fotografici sono i primi saggi in questo genere di entrambi. All\u2019inizio degli anni Settanta, Goldin si trasferisce a Boston assieme a un gruppo di drag queen, iniziando a documentare la loro quotidianit\u00e0, che aveva il suo fulcro nevralgico nel locale notturno The Other Side. Poi l\u2019artista, con gi\u00e0 all\u2019attivo una personale tenutasi nel 1973 al Project Inc. di Cambridge, Massachusetts (spazio sperimentale dedicato alla performance e all\u2019arte concettuale), prosegue gli studi alla scuola d\u2019arte del Museum of Fine Arts di Boston e, non avendo accesso nel luogo in cui abitava a una camera oscura per sviluppare e stampare le immagini, inizia a lavorare con le diapositive, destinate a diventare una cifra distintiva del suo lavoro. Viaggia a Londra, dove ritrae le subculture giovanili del momento, come i punk e gli skinhead, poi nel 1978 si trasferisce a New York, dove immortala l\u2019esistenza frenetica che conduce con amici e amanti nei club, nei locali, nei cinema underground e nel suo appartamento a Bowery.<\/p>\n<p>Come lei stessa racconta, le sue immagini nascono non dall\u2019osservazione, ma dalle sue relazioni, e la macchina fotografica, come se fosse il naturale prolungamento del suo braccio, diventa parte integrante della sua esistenza quanto parlare, mangiare o fare sesso. L\u2019istante dello scatto, anzich\u00e9 implicare la distanza tra un soggetto osservatore e un oggetto dell\u2019attenzione, \u00e8 per lei un momento di chiarezza e connessione emotiva, animato dal desiderio di preservare il senso della vita delle persone a lei care e di restituire, attraverso l\u2019immagine, la forza e la bellezza che vede in loro. L\u2019intento di Goldin \u00e8 mostrare esattamente com\u2019\u00e8 il suo mondo, senza abbellimenti e senza glorificazione, e il suo mondo \u00e8 una stralunata famiglia fatta di persone legate da un\u2019aspirazione totalizzante all\u2019intensit\u00e0 che le spinge a forzare i limiti di s\u00e9 stesse e delle relazioni a costo di rischiare l\u2019autodistruzione. \u00c8 in questo contesto che prende forma The Ballad of Sexual Dependency, il suo capolavoro, uno slideshow composto da diapositive a colori, da lei inserite ogni volta manualmente nel proiettore in ordine diverso, che ritraggono questa \u201cfamiglia\u201d sopra le righe attraverso istantanee in cui si susseguono amici, eccessi, amori, disperazione, gioia e dipendenza. Il progetto per diversi anni \u00e8 assimilabile a una sorta di performance: le prime proiezioni (pare che una di queste occasioni fosse il compleanno di Frank Zappa nel 1978) erano del tutto informali e coloro che vi assistevano erano, sostanzialmente, le stesse persone mostrate nelle fotografie.<\/p>\n<p>A stretto giro, inizia a circolare nei nightclub e viene incluso nella rivoluzionaria mostra Times Square Show del 1980 a New York, collettiva indipendente organizzata da artisti e incentrata sui temi dell\u2019emarginazione urbana, della cultura street e dell\u2019identit\u00e0 sociale. Negli anni successivi il lavoro acquisisce una colonna sonora e il titolo attuale, deciso nel 1981 e ispirato alla Ballata del magnaccia (Tango Ballad) di Bertolt Brecht; nel 1985 viene esposto a New York alla Whitney Biennial, introducendo l\u2019artista nel contesto istituzionale, mentre nel 1986 viene pubblicata la celebre omonima monografia, comprensiva di una selezione di 125 fotografie raccolte dal 1979 all\u2019anno di uscita del libro. Seguono viaggi in Asia ed Europa, dove vive per una decina di anni soggiornando a Parigi, Berlino e Londra: Goldin, sempre pi\u00f9 inserita nel sistema dell\u2019arte che conta (basti dire che la sua principale galleria di riferimento \u00e8 da tempo Gagosian), continua a documentare la sua vita altalenante tra stati di alterazione, disintossicazioni, feste, relazioni strazianti e picchi di sofferenza emotiva, in totale simbiosi con la comunit\u00e0 di amici da cui \u00e8 circondata. I reportage di quegli anni sono per molti aspetti materiale scottante e rappresentano uno snodo di capitale importanza nella storia dell\u2019arte contemporanea. Anzitutto, ovviamente, per le situazioni evocate e scandagliate a partire dai dettagli pi\u00f9 privati: appartamenti boh\u00e9mien, muri scrostati, letti disfatti, bagni pubblici, camere d\u2019albergo, banconi di bar, outfit creativi, calze a rete, tacchi, sessioni di trucco, lattine di birra, cocktail alcolici, materassi bruciati, nudit\u00e0, amplessi, feste, occhi spiritati o languidi che trafiggono l\u2019obiettivo, confezioni di psicofarmaci, sigarette, paillettes, righe di cocaina, siringhe, pareti spruzzate di sangue, lividi, sfilate queer, albe allucinate, ulcere da eroina. L<\/p>\n<p>\u2019inscindibile commistione di splendore e miseria che caratterizza ogni fotogramma restituisce un\u2019impressione indelebile della gioiosa e tragica promiscuit\u00e0 di quella generazione incosciente prima che le overdosi e la devastante epidemia di AIDS ne decimassero i membri, imprigionando anche i superstiti in un\u2019impenetrabile cortina d\u2019ombra. In secondo luogo, dal punto di vista della tecnica fotografica, questi scatti, pur ostentando un sistematico disinteresse per i canoni della correttezza tecnica attraverso ricorrenti sfocature, tagli inusuali, punti di vista sbiechi, riflessi di flash, sotto e sovra esposizioni, appaiono governati da misteriose logiche compositive interne che, per quanto in apparenza eterodosse, garantiscono sempre il bilanciamento e l\u2019armonia delle immagini. In ultima istanza, \u00e8 del tutto eversivo il rapporto che instaurano con lo spettatore, a cui tocca subire il paradosso di essere trascinato da un\u2019irresistibile forza magnetica fino al cuore di un\u2019immagine che crudelmente lo esclude, sovvertendo in modo eclatante la relazione tra emarginati ed emarginanti sancita dalle norme sociali. A partire dagli anni Novanta, Goldin amplia la sua pratica realizzando installazioni che includono immagini in movimento, musica e voci narranti e, pur continuando a fotografare i suoi amici ormai maturi e i loro figli, si dedica all\u2019attivismo, fondando nel 2017 il gruppo P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now) di lotta contro l\u2019emergenza dell\u2019overdose da farmaci e sostenendo la causa palestinese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-2.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-3.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-4.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-5.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-6.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Allestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-nan-goldin-this-will-not-end-well-milano-7.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra della mostra Nan Goldin. This Will Not End Well \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p>L\u2019intento di proporre una magnificente mostra di consacrazione appare evidente fin dall\u2019ingresso della rassegna del Pirelli HangarBicocca: in una delle grandiose navate dell\u2019ex fabbrica per la costruzione di locomotive, si stagliano otto differenti strutture architettoniche, progettate da Hala Ward\u00e9 a comporre un metafisico villaggio di padiglioni in funzione di \u201ccinema da campo\u201d, all\u2019interno di ciascuno dei quali si tiene in loop la proiezione di un diverso slideshow. Si inizia, \u00e7a va sans dire, con The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022), in cui per 42 minuti si susseguono su un megaschermo la maggior parte degli scatti pi\u00f9 iconici di Goldin, realizzati a New York, Provincetown, Berlino e Londra tra gli anni Settanta e Novanta. Ben in evidenza, incastonato a parete nel retro della sala, il meccanismo automatico a cui si deve lo scorrimento delle pellicole, i cui scatti cadenzati si sommano alla colonna sonora, composta da una selezione di brani evolutasi nel tempo, tra cui I\u2019ll Be Your Mirror (1967) dei Velvet Underground, She Hits Back (1973) di Yoko Ono, Sweetblood Call (1975) di Louisiana Red e Packard (1968) di Edmundo Rivero, che ha assunto il suo assetto definitivo nel 1987. L\u2019effetto \u00e8 muscolare: la perfetta qualit\u00e0 del suono e la visione ingigantita delle immagini sovrastano lo spettatore, in conformit\u00e0 al sedicente mantra contemporaneo dell\u2019esperienza immersiva, che in tante mostre sembra essere un fine ipnotizzante pi\u00f9 che un mezzo consustanziale all\u2019opera.<\/p>\n<p>Si prosegue, di tendone in tendone, con: Memory Lost (2019-2021), commovente evocazione del lato oscuro della dipendenza da sostanze accompagnata da una traccia sonora in cui si alternano interviste recenti agli amici sopravvissuti e messaggi registrati negli anni Ottanta dalla sua segreteria telefonica, Fire Leap (2010-2022), sequenza dedicata al tema dell\u2019infanzia, The Other Side (1992-2021), omaggio alla comunit\u00e0 transgender, Stendhal Syndrome (2024), evoluzione di un progetto precedente realizzato per il Louvre in cui dettagli di capolavori della storia dell\u2019arte conservati in vari musei nel mondo si alternano a istantanee tratte da The Ballad of Sexual Dependency, rivelando quanto il suo sguardo alterato degli anni giovanili fosse spontaneamente allineato con quello dei grandi maestri, ed \u00e8 tale aspetto, in quest\u2019ultimo lavoro, a essere davvero interessante. Seguono: Sirens (2019-2020), montaggio di brevi clip prelevate da trenta film incentrato sull\u2019euforia prodotta dall\u2019uso di droghe, incluso nel 2022 nella selezione della Biennale di Venezia curata da Cecilia Alemani, You Never Did Anything Wrong (2024), film girato in Super 8 e 16mm con protagonisti animali, ambientato durante una magica eclissi, in cui gli effetti di sgranatura e sfocatura dell\u2019immagine appaiono una cifra fine a s\u00e9 stessa, non pi\u00f9 corrispondente all\u2019intento di far collimare l\u2019immagine con la visione \u201cannebbiata\u201d dell\u2019artista nel momento dello scatto come avviene, invece, nelle fotografie del periodo d\u2019oro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-the-ballad-of-sexual-dependency-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-the-ballad-of-sexual-dependency-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, The Ballad of Sexual Dependency (1981-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-memory-lost-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-memory-lost-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Memory Lost (2019-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-fire-leap-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-fire-leap-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Fire Leap (2010-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-the-other-side-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-the-other-side-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, The Other Side (1992-2021). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-stendhal-syndrome-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-stendhal-syndrome-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Stendhal Syndrome (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p>Anche se l\u2019approccio espositivo adottato dichiara di fondarsi sulla volont\u00e0 di assecondare la pi\u00f9 volte ribadita vocazione cinematografica di Nan Goldin (\u201cHo sempre desiderato essere una filmmaker. I miei slideshow sono film composti da fotogrammi\u201d) concentrandosi sugli slideshow, la resa finale solleva non pochi interrogativi. Anzitutto: data l\u2019ovvia impossibilit\u00e0 di ricreare in un contesto museale l\u2019atmosfera dei club underground in cui venivano proiettate le sequenze dell\u2019artista all\u2019inizio della sua carriera, \u00e8 davvero opportuno supplire a questa distanza puntando su un coinvolgimento tecnico da multisala di ultima generazione? E ancora: dopo aver sostato nel primo padiglione per assistere alla proiezione integrale di The Ballad of Sexual Dependency, non rischia di risultare ridondante stazionare negli altri cine-tendoni dove in sequenze pi\u00f9 brevi si ripetono pi\u00f9 o meno le stesse immagini, sebbene accorpate con criteri diversi in relazione al tema di volta in volta annunciato dal titolo? Non sarebbe forse stata pi\u00f9 utile una presentazione meno spettacolare che avesse affiancato alla proiezione del lavoro principale una selezione ragionata di immagini fisse in modo da lasciare al visitatore la possibilit\u00e0 di soffermarsi su ciascuna a piacimento senza investirlo con un flusso massivo di ricorrenze? Con una tale impostazione, anche l\u2019inclusione dei lavori pi\u00f9 recenti non sembra fare buon gioco alla valorizzazione di questa grandissima artista, evidenziando come la maggior parte di essi si fondi sul riutilizzo del corpus di immagini a cui deve la sua celebrit\u00e0 all\u2019interno di sequenze in cui compaiono nuove fotografie concettualmente subordinate all\u2019intento di relazionarsi con quelle storiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-sirens-1.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-sirens-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Sirens (2019-2020). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-you-never-did-anything-wrong-1.jpg\" width=\"750\" height=\"1000\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-you-never-did-anything-wrong-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, You Never Did Anything Wrong (2024). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Gagosian e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-sisters-saints-sibyls-1.jpg\" width=\"750\" height=\"558\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Nan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" title=\"Nan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nan-goldin-sisters-saints-sibyls-2.jpg\" width=\"750\" height=\"562\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nNan Goldin, Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022). Veduta dell\u2019installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2025 \u00a9 Nan Goldin, su concessione dell\u2019artista, Kramlich Collection e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio&#13;<\/p>\n<p>La sensazione, crescente man mano che si procede nella visita, \u00e8 che il principale punto di forza della poetica di Nan Goldin risiedesse in quella totale e irripetibile coincidenza tra il suo stato d\u2019animo, il suo sguardo e uno spirito del tempo circoscritto ai decenni che vanno dagli anni Settanta ai Novanta in un preciso contesto sociale e che tutto ci\u00f2 che viene dopo ne sia un\u2019emanazione inevitabilmente indebolita dal punto di vista dell\u2019efficacia del linguaggio espressivo adottato. A questo riguardo, anche la grandiosa installazione Sisters, Saints, Sibyls (2004-2022), presentata in modo da riproporre in maniera fedele la presentazione a La Chapelle de la Salp\u00eatri\u00e8re di Parigi, luogo per cui l\u2019opera \u00e8 stata in origine progettata nel 2004, non fa che confermare tale impressione. L\u2019opera \u00e8 composta da tre schermi in cui si articola la narrazione visiva della vita della sorella maggiore Barbara Holly morta suicida, dalla voce dell\u2019artista che ne racconta la storia e da due sculture raffiguranti una giovane donna distesa a letto con i connotati di Nan e un uomo, visibili da una piattaforma sopraelevata. Nonostante il massivo dispiegamento di mezzi (o forse proprio a causa di questo), l\u2019installazione fa un po\u2019 l\u2019effetto dei megaschermi in cui erano proiettati in scala ambientale i pi\u00f9 recenti Contrapposto Studies di Bruce Nauman in un\u2019ampia retrospettiva a lui dedicata nel 2021 a Punta della Dogana, che risultavano molto meno coinvolgenti e \u201cnecessari\u201d delle performance storiche di cui costituivano la riedizione aggiornata, visibili nella stessa mostra attraverso piccoli monitor analogici in bianco e nero. La principale riflessione suscitata dalla mostra ad HangarBicocca, dunque, \u00e8 sui meccanismi di canonizzazione di artisti che a un certo punto della loro vicenda creativa sono stati in grado di indirizzare il corso della storia dell\u2019arte e su come (e se) siano riusciti a superare lo spartiacque da loro stessi generato mantenendo attuali e significative le loro modalit\u00e0 inventive senza avvalersi dell\u2019aura loro conferita dall\u2019imprescindibilit\u00e0 dei lavori storicizzati.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Emanuela Zanon , scritto il 05\/01\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte contemporanea La retrospettiva This Will&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":297923,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,20357,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-297922","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-contemporanea","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=297922"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297922\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/297923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=297922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=297922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=297922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}