{"id":298004,"date":"2026-01-09T07:45:11","date_gmt":"2026-01-09T07:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298004\/"},"modified":"2026-01-09T07:45:11","modified_gmt":"2026-01-09T07:45:11","slug":"vedere-sirat-e-come-partecipare-al-piu-sconvolgente-dei-rave-party","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298004\/","title":{"rendered":"Vedere Sirat \u00e8 come partecipare al pi\u00f9 sconvolgente dei rave party"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">Quando Kiarostami gir\u00f2 Il sapore della ciliegia, guard\u00f2 la morte cos\u00ec da vicino, e con tale onest\u00e0, che fin\u00ec per girare un film indimenticabile su cosa significhi essere vivi. Non stupisce che Oliver Laxe citi proprio quel film e quel cineasta tra le fonti d\u2019ispirazione di uno dei film pi\u00f9 spiazzanti e originali degli ultimi anni. <strong>Vedere Sir\u0101t fa sentire vivi, perch\u00e9 \u00e8 una comunione tra suono, immagine e narrazione che fa sentire il fiato caldo del cinema in faccia<\/strong>, laddove spesso se ne sente appena il rantolo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Lodi sperticate a parte, <strong>parlare di Sir\u0101t significa fare un complicatissimo esercizio d\u2019equilibrio, <\/strong>perch\u00e9 la condizione ideale di visione del film del franco-galiziano Laxe \u00e8 la completa e assoluta inconsapevolezza di quello a cui si sta andando incontro. Tanto che nel mio giro di conoscenze non ho esitato a giocarmi tutto il credito cinematografico di cui disponevo per convincere ad andare in sala senza investigare, vedere trailer, chiedere alcunch\u00e9: una vera professione di fede.<strong> Vedere un film a scatola chiusa ormai \u00e8 un\u2019esperienza rarissima: <\/strong>chi entra pi\u00f9 in un cinema, scorre l\u2019elenco dei titoli in programmazione nelle sale e indica alla cassa un titolo a caso, magari perch\u00e9 comincia a breve? E chi a queste condizioni sceglierebbe un enigma come Sir\u0101t, che fin dal titolo \u00e8 un oggetto misterioso, una singola parola che non d\u00e0 indizi su che significhi o dove porti? Esattamente come <strong>il sentiero a cui il termine fa riferimento:<\/strong> pu\u00f2 essere un tracciato spirituale che si percorre nell\u2019animo o un tortuoso, pericoloso cammino reale. Per alcuni \u00e8 invece<strong> il ponte che unisce il paradiso all\u2019inferno (e viceversa): <\/strong>tutto considerato, \u00e8 probabilmente questa l\u2019accezione pi\u00f9 vicina alla verit\u00e0 del film, anche se Sir\u0101t film le copre tutte e tre. Lo fa snodandosi per<strong> i territori aspri e inclementi del deserto del Sahara<\/strong>, che Luis (Sergi L\u00f3pez) percorre, assieme al figlio piccolo, alla ricerca delle tenui tracce della figlia, una giovane donna inquieta scomparsa nel nulla, abituale frequentatrice di<strong> rave party nel deserto marocchino.<\/strong><\/p>\n<p>Un rave nel deserto<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Totalmente fuori luogo e parecchio sprovveduti, nella loro Opel scassata e con cagnolino al seguito, i due distribuiscono volantini e chiedono a persone in pieno sballo se hanno visto la ragazza. <strong>Sir\u0101t \u00e8 un\u2019avventura nel deserto alla ricerca di una persona perduta, <\/strong>o che forse non si vuole far trovare, almeno all\u2019avvio. In apparenza \u00e8 un road movie sui generis, in cui due gruppetti di persone ugualmente disperate ma appartenenti a culture molto diverse <strong>uniscono le forze per raggiungere il successivo, estremo, leggendario raduno di raver.<\/strong> Luis guadagna la fiducia di un un manipolo di spiantati che sua figlia l\u2019hanno vista, loro intravedono in quel pap\u00e0 disperato qualcosa di autentico, simile a quello che trovano nelle <strong>vecchie casse rimesse a nuovo, ognuna con le sue distorsioni sonore, <\/strong>che si portano dietro e fanno suonare a massimo volume nel bel mezzo del luogo pi\u00f9 incongruo.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Gi\u00e0 cos\u00ec Sir\u0101t sarebbe un film quantomeno originale, se non fosse che a questo punto il vero film non \u00e8 ancora iniziato. Pur raccontando la sua storia,<strong> Laxe tiene il freno a mano tirato e quando lo sgancia \u00e8 impossibile non accorgersene<\/strong><strong>.<\/strong> Da l\u00ec \u00e8 tutto un crescendo di vertigine e adrenalina che si avvicina alla forma pi\u00f9 pura di cinema: quella che solo nei momenti migliori (Kiarostami e soci) permette di connettersi con il nucleo al centro di se stessi, quello nascosto sotto strati di incosci, subsconsci e traumi, sotto dune di menzogne, smosse dal martellare narrativo di Laxe, dalla cassa dritta della sua colonna sonora, <strong>dalla brutale umanit\u00e0 che il suo sparuto cast costringe ad affrontare completamente disarmati. <\/strong>Cos\u00ec, al sicuro nel buio della sala, il regista sfiora l\u2019essenza che si nasconde sotto le ferite. Dei suoi personaggi, di chi li osserva.<\/p>\n<p>Il cinema degli estremi<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Come tutti i grandi film di questo tipo, per arrivare fino all\u2019ultima, devastante verit\u00e0 umana, <strong>Sir\u0101t deve sottoporre i suoi personaggi a scenari e situazioni che non lasciano via di scampo.<\/strong> Lo fa prima spogliandosi dei nostri pregiudizi verso persone che, in modi differenti, sembrano illuse, non esattamente appartenenti alla realt\u00e0, facendo prima capire il loro dolore e poi chiedendo, all\u2019improvviso: e se avessi avuto ragione tu, all\u2019inizio? C\u2019\u00e8 <strong>un cambio repentino di prospettiva che riallinea tutto il film e tutti i giudizi sui personaggi, <\/strong>cambiando l\u2019interpretazione della disperazione che, da subito, \u00e8 evidente nel modo in cui queste persone si comportano e nelle cose che dicono. Ha ragione Laxe nel dire che<strong> il cinema \u00e8 uno degli ultimi posti, una delle ultime arti in cui si pu\u00f2 spingere cos\u00ec all\u2019estremo un essere umano<\/strong> (seppur uno che non esiste davvero) per tentare di capire chi sia e costringendo intere platee a farsi la stessa domanda e portandole a sentirsi improvvisamente pi\u00f9 vive grazie alla consapevolezza di essere sopravvissute anche loro a quello che hanno visto passare sullo schermo.\u00a0Il problema \u00e8 che quella offerta da Sir\u0101t \u00e8 un\u2019esperienza rarissima. Un po\u2019 perch\u00e9 \u2013 oggettivamente \u2013 questo sguardo indagatore sull\u2019animo umano \u00e8 cos\u00ec doloroso che un artista pu\u00f2 permettersi di assumerlo solo un paio di volte in una carriera, di fronte a <strong>un paio di eventi che cambiano irrevocabilmente la vita<\/strong> (lutti, cambiamenti, punti fermi che diventano di svolta).<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Un po\u2019 perch\u00e9 <strong>noi oggi, al cinema, all\u2019arte in generale, chiediamo esattamente l\u2019opposto di Sir\u0101t: <\/strong>ci presentiamo con una libro dei desideri e chiediamo a ci\u00f2 che vediamo di esaudirli pedissequamente, o quando meno non fare niente di troppo diverso da ci\u00f2 che vogliamo, <strong>non deviare dal sir\u0101t delle nostre aspettative<\/strong>. E quindi il cinema diventa un\u2019arte consolatoria, quando non masturbatoria, <strong>un luogo di facili certezze, di superfici, <\/strong>l\u2019opposto di quella vertigine in cui ci si ritrova dopo l\u2019incontro con qualcosa d\u2019inaspettato e sconvolgente. Bisogna aver vissuto abbastanza tempo, bisogna essersi guardati dentro abbastanza a lungo, per tirar fuori un film come questo. E anche per sopravvivergli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando Kiarostami gir\u00f2 Il sapore della ciliegia, guard\u00f2 la morte cos\u00ec da vicino, e con tale onest\u00e0, che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":298005,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-298004","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115864032011804234","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=298004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298004\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/298005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=298004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=298004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=298004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}