{"id":29819,"date":"2025-08-05T14:16:13","date_gmt":"2025-08-05T14:16:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29819\/"},"modified":"2025-08-05T14:16:13","modified_gmt":"2025-08-05T14:16:13","slug":"tumore-al-seno-irccs-candiolo-con-mini-mastectomia-cicatrici-invisibili-e-meno-complicanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29819\/","title":{"rendered":"Tumore al seno, Irccs Candiolo: con mini mastectomia cicatrici invisibili e meno complicanze"},"content":{"rendered":"<p>Una novit\u00e0 su un fronte pi\u00f9 che delicato. Parliamo di tumore al seno e di mastectomia mini-invasiva con una tecnica chirurgica avanzata sotto diversi aspetti: minori complicanze post-operatorie, cicatrici meno visibili e, nella maggior parte dei casi, a una ricostruzione mammaria immediata. \u00c8 quanto emerge da un\u2019analisi internazionale, la pi\u00f9 ampia finora condotta sul tema, che ha confrontato la mastectomia endoscopica con quella convenzionale. Lo studio, pubblicato sulla rivista British Journal of Surgery \u2013 Open, \u00e8 stato coordinato dall\u2019IRCCS di Candiolo e ha coinvolto oltre 2.600 pazienti in Europa, Asia e Nord America.<\/p>\n<p> Pazienti ad alto rischio <\/p>\n<p>Oggi la mastectomia con risparmio del capezzolo rappresenta una delle opzioni chirurgiche pi\u00f9 adottate per il trattamento del tumore della mammella e per la chirurgia profilattica in pazienti ad alto rischio genetico, grazie alla possibilit\u00e0 di conservare il complesso areola-capezzolo. Tuttavia, nella sua forma tradizionale pu\u00f2 comportare la comparsa di cicatrici visibili e, in alcuni casi, complicanze come la necrosi del complesso areola-capezzolo, dovute a un insufficiente apporto sanguigno.<\/p>\n<p> Salto di qualit\u00e0 <\/p>\n<p>\u00abLa mastectomia endoscopica nasce per superare questi limiti &#8211; spiega il dottor Antonio Toesca, direttore della Chirurgia Senologica dell\u2019IRCCS di Candiolo (Torino), che ha guidato il gruppo di ricerca -. Spostando l\u2019incisione in aree meno esposte, come l\u2019ascella, \u00e8 possibile evitare cicatrici sulla mammella e ridurre l\u2019impatto estetico e funzionale dell\u2019intervento, pur mantenendo l\u2019efficacia oncologica\u00bb,<\/p>\n<p> I risultati <\/p>\n<p>L\u2019analisi dei dati raccolti ha confermato che la mastectomia endoscopica \u00e8 associata a una riduzione del 20% del dolore post-operatorio e delle complicanze \u2013 in particolare della necrosi del complesso areola-capezzolo \u2013 rispetto alla tecnica convenzionale. Inoltre, ha consentito, nella quasi totalit\u00e0 dei casi, una ricostruzione immediata della mammella, con un tasso di successo comparabile a quello della chirurgia standard. \u201cIn particolare, l\u2019intervento eseguito tramite un\u2019unica incisione in regione ascellare si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 rispettoso dell\u2019anatomia e della sensibilit\u00e0 cutanea, con un impatto positivo sulla qualit\u00e0 della vita delle pazienti \u2013 aggiunge Toesca \u2013. L\u2019unico svantaggio riscontrato \u00e8 un tempo operatorio leggermente pi\u00f9 lungo\u201d.<\/p>\n<p> Controllo e sicurezza <\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca sottolinea che la sicurezza oncologica della tecnica \u00e8 risultata paragonabile a quella della chirurgia tradizionale in termini di controllo locale della malattia e tassi di recidiva, pur con il vantaggio di un approccio meno invasivo dal punto di vista fisico e psicologico.<\/p>\n<p> Il valore dell\u2019esperienza <\/p>\n<p>\u201cLa mastectomia endoscopica si configura quindi come una valida opzione per le pazienti selezionate, a condizione che venga eseguita in centri con esperienza specifica e nell\u2019ambito di un percorso multidisciplinare \u2013 conclude Toesca -. Saranno necessari ulteriori studi con follow-up a lungo termine e protocolli standardizzati per confermare questi risultati e valutarne l\u2019impatto duraturo sulla sopravvivenza e sulla qualit\u00e0 della vita\u201d. \u201cQuesto studio riflette l\u2019impegno dell\u2019IRCCS di Candiolo nella ricerca clinica avanzata, al servizio di una chirurgia oncologica sempre pi\u00f9 personalizzata e attenta al benessere complessivo delle pazienti\u201d, afferma Salvatore Nieddu, Direttore Generale dell\u2019Istituto.<\/p>\n<p> Punto di riferimento <\/p>\n<p>L\u2019IRCCS Candiolo, che unisce in un\u2019unica struttura ricerca scientifica, diagnosi e cura, \u00e8 stato inaugurato nel 1996 grazie al sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e al contributo della Regione Piemonte: \u00e8 il primo IRCCS (Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico) oncologico del Piemonte riconosciuto dal ministero della Salute e fa parte della Rete Oncologica del Piemonte-Valle d\u2019Aosta. Collabora con l\u2019Universit\u00e0 di Torino e con istituzioni scientifiche di rilievo a livello nazionale e internazionale in ambiti come i tumori della mammella e ovaio, tumori toraco-polmonari e urologici, gastrointestinali ed epatobiliari, oncoematologici, sarcomi e tumori rari, neoplasie cutanee e cervico-cefaliche. Forte di circa 40 laboratori, l\u2019Istituto adotta un approccio che integra innovazione scientifica e tecnologica con la pratica clinica, trasformando le scoperte in terapie sempre pi\u00f9 efficaci e personalizzate. Inoltre l&#8217;IRCCS di Candiolo \u00e8 centro di reclutamento dei pazienti per la partecipazione a trial clinici nazionali ed internazionali. Un impegno costante per offrire ai pazienti cure sempre pi\u00f9 avanzate e personalizzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una novit\u00e0 su un fronte pi\u00f9 che delicato. 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