{"id":298478,"date":"2026-01-09T14:35:13","date_gmt":"2026-01-09T14:35:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298478\/"},"modified":"2026-01-09T14:35:13","modified_gmt":"2026-01-09T14:35:13","slug":"quanta-acqua-si-beve-lintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298478\/","title":{"rendered":"Quanta acqua si beve l&#8217;intelligenza artificiale"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un anno fa un tribunale di Santiago del Cile revoc\u00f2 l\u2019autorizzazione a Google per la costruzione di un grande data center nelle vicinanze della citt\u00e0. I server \u2013 cio\u00e8 i computer che avrebbe ospitato al suo interno \u2013 sarebbero stati utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale (AI) dell\u2019azienda, ma il progetto aveva suscitato grandi <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/americas\/chile-partially-pulls-google-data-center-permit-seeks-tougher-environmental-2024-02-27\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">preoccupazioni<\/a> per il consumo di acqua dovuto ai sistemi di raffreddamento, in un\u2019area interessata da circa quindici anni consecutivi di siccit\u00e0.<\/p>\n<p>Mentre Google si impegnava a rivedere i propri piani, la notizia fu raccontata da molti giornali e da associazioni ambientaliste come caso emblematico dell\u2019impatto idrico di un settore in rapida crescita come quello delle intelligenze artificiali.<\/p>\n<p>Non si sono mai costruiti cos\u00ec tanti data center grandi e potenti come nell\u2019ultimo periodo e il loro impatto ambientale \u00e8 al centro di un <a href=\"https:\/\/www.wired.com\/story\/karen-hao-empire-of-ai-water-use-statistics\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">acceso dibattito<\/a>, sia per quanto riguarda l\u2019uso di elettricit\u00e0 sia di acqua. Ma mentre il primo pu\u00f2 essere stimato con una certa precisione grazie ai dati sul consumo energetico delle infrastrutture, il secondo \u00e8 spesso pi\u00f9 difficile da quantificare, perch\u00e9 dipende da molte variabili: il tipo di sistema di raffreddamento adottato, la localizzazione geografica, la disponibilit\u00e0 di risorse idriche e le pratiche di gestione impiegate dalle singole aziende.<\/p>\n<p>I dati sull\u2019impatto idrico delle AI sono pochi e talvolta in contraddizione tra loro, e in questa ambiguit\u00e0 si sono sviluppate due narrazioni molto diverse tra chi sostiene che il consumo idrico non sia un problema e chi invece lo definisce allarmante.<\/p>\n<p>I potenti processori e gli altri componenti all\u2019interno dei server usati per addestrare e usare le AI generano grandi quantit\u00e0 di calore, e devono essere raffreddati per evitare che le alte temperature li danneggino. Alcuni data center utilizzano sistemi a circuito chiuso, con acqua che scorre all\u2019interno di tubi e viene raffreddata in torri di raffreddamento o tramite scambiatori di calore, minimizzando la quantit\u00e0 di acqua consumata. Altri impianti impiegano tecniche di raffreddamento evaporativo, dove una parte dell\u2019acqua viene nebulizzata e fatta evaporare per abbassare la temperatura, con la sua conseguente perdita nell\u2019atmosfera. La quota di acqua consumata varia quindi molto da impianto a impianto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3487262 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1767890219-dc-raffreddamento-acqua.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"506\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Rappresentazione schematica di un sistema di raffreddamento ad acqua per i data center (Google)<\/p>\n<p>Di solito si utilizza acqua trattata per essere estremamente pura, in modo da evitare che si producano incrostazioni di calcare e altre sostanze nelle tubature e nei sistemi di evaporazione. L\u2019acqua marina, molto pi\u00f9 disponibile di quella dolce, non sarebbe quindi adatta allo scopo e per questo viene usata quasi sempre quella degli acquedotti.<\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019evaporazione si disperde <a href=\"https:\/\/www.eesi.org\/articles\/view\/data-centers-and-water-consumption\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fino all\u201980 per cento<\/a> dell\u2019acqua utilizzata nell\u2019impianto, che deve quindi essere ripristinata. Ci sono sistemi di ricircolo e riciclo per ridurre il pi\u00f9 possibile la dispersione nell\u2019atmosfera o per usare le acque di scarto degli acquedotti, depurandole, ma molto dipende da come sono fatti gli impianti e gli acquedotti stessi.<\/p>\n<p>In generale, i data center che usano pi\u00f9 acqua consumano meno energia elettrica, perch\u00e9 fanno minor ricorso ad altri sistemi di raffreddamento come i condizionatori, e viceversa. I consumi variano inoltre al cambiare delle stagioni, in base alle giornate calde o fredde.<\/p>\n<p>In molti calcoli e stime, l\u2019acqua consumata direttamente dai data center non \u00e8 l\u2019unica a essere presa in considerazione. L\u2019acqua viene infatti consumata anche nei processi di produzione dell\u2019energia elettrica, soprattutto nel caso delle centrali che la impiegano per raffreddare le loro apparecchiature e produrre il vapore che aziona le turbine. Secondo alcune <a href=\"https:\/\/andymasley.substack.com\/p\/the-ai-water-issue-is-fake\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stime<\/a>, l\u2019uso indiretto di acqua per i data center dedicati alle AI costituisce circa l\u201980 per cento del consumo totale di acqua del settore. Ma anche in questo caso il dato pu\u00f2 variare molto, per esempio nel caso dei data center che sono alimentati per lo pi\u00f9 con pannelli fotovoltaici e pale eoliche, che non implicano un consumo d\u2019acqua durante il loro utilizzo.<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0 di misurazione, alcune ricerche recenti hanno provato a stimare il consumo globale d\u2019acqua dei data center dedicati alle AI, <a href=\"https:\/\/vu.nl\/en\/news\/2025\/ai-s-hidden-carbon-and-water-footprint\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ottenendo<\/a> <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/pdf\/2304.03271\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">valori<\/a> che variano da poche centinaia a oltre 600 miliardi di litri annui. Queste cifre, per\u00f2, sono basate su modelli e ipotesi diverse e non ricevono un consenso univoco.<\/p>\n<p>Andy Masley, un analista statunitense che da diverso tempo si \u00e8 appassionato alla questione, <a href=\"https:\/\/andymasley.substack.com\/p\/the-ai-water-issue-is-fake\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ritiene<\/a> che il problema del consumo d\u2019acqua per le AI sia stato ingigantito e che si trascuri il fatto che in molti altri contesti industriali il consumo di risorse idriche sia molto pi\u00f9 alto. Secondo i suoi calcoli, nel 2023 tutti i data center negli Stati Uniti avrebbero rappresentato circa lo 0,2 per cento del consumo nazionale di acqua dolce, e che la quota attribuibile ai data center per le AI sia intorno allo 0,04 per cento (i data center servono a molto altro, compreso far funzionare Internet e la pagina che state leggendo adesso).<\/p>\n<p>Masley ha calcolato che se si considera solo l\u2019acqua utilizzata direttamente nei data center, quindi escludendo quella nei processi di produzione dell\u2019energia elettrica, la percentuale diventa dello 0,08 per cento del consumo nazionale, molto inferiore al consumo di risorse idriche per mantenere verdi i campi da golf negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Masley ha pubblicato anche analisi piuttosto ottimistiche sul consumo di acqua per un singolo prompt (una richiesta a un chatbot) stimando che sia nell\u2019ordine di 2 millilitri, e che per eguagliare l\u2019acqua usata per produrre un paio di jeans si dovrebbero inviare circa 5,4 milioni di prompt.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3487276 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1767891139-AP25318621647754.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"675\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Lo sterminato cantiere per la costruzione di Stargate, un insieme di data center per l\u2019intelligenza artificiale nelle vicinanze di Abilene in Texas, Stati Uniti (AP Photo\/Matt O\u2019Brien, File)<\/p>\n<p>Non tutti sono convinti da questi dati, anche perch\u00e9 stabilire il consumo di un prompt medio non \u00e8 per nulla semplice, ma Masley nell\u2019ultimo periodo si \u00e8 fatto notare soprattutto per avere <a href=\"https:\/\/andymasley.substack.com\/p\/empire-of-ai-is-wildly-misleading\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">segnalato<\/a> un errore in Empire of AI, un saggio di successo dell\u2019autrice statunitense Karen Hao. In uno dei capitoli del libro, Hao si occupava del data center che Google voleva costruire in Cile e \u2013 usando dati del governo cileno \u2013 aveva scritto che avrebbe consumato pi\u00f9 di mille volte l\u2019acqua utilizzata dall\u2019intera popolazione locale. Masley ha dimostrato che a causa di un\u2019indicazione errata tra litri e metri cubi d\u2019acqua Hao aveva sovrastimato di mille volte l\u2019impatto idrico del data center.<\/p>\n<p>Un approfondito rapporto di Bloomberg ha comunque <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/graphics\/2025-ai-impacts-data-centers-water-data\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">segnalato<\/a> che circa due terzi dei nuovi data center costruiti a partire dal 2022 si trovano in aree interessate da siccit\u00e0 o altro stress idrico, con disponibilit\u00e0 altalenante di acqua per le comunit\u00e0 che vivono in quelle zone. Negli ultimi tre anni negli Stati Uniti sono stati costruiti, o ne \u00e8 stata avviata la costruzione, di oltre 160 data center in aree con scarsit\u00e0 d\u2019acqua, con un aumento del 70 per cento rispetto ai tre anni precedenti. La prospettiva di creare nuovi posti di lavoro, magari in aree depresse, \u00e8 vista come un\u2019opportunit\u00e0 dai politici locali pi\u00f9 propensi ad accettare qualche rischio sul piano ambientale.<\/p>\n<p>Il fenomeno non riguarda solamente gli Stati Uniti. In aree aride come gli Emirati Arabi Uniti e l\u2019Arabia Saudita sta aumentando la concentrazione di data center per l\u2019AI, con sistemi di raffreddamento ad acqua o ad aria, sfruttando la possibilit\u00e0 di produrre energia elettrica a basso costo con i combustibili fossili molti disponibili in quelle zone. In India e in Cina sta avvenendo qualcosa di simile, con molti data center costruiti in aree secche dove spesso la popolazione fatica ad avere acqua bevibile tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p>Fare stime accurate sul consumo d\u2019acqua non \u00e8 solo difficile per la grande quantit\u00e0 di variabili, ma anche per la scarsa trasparenza da parte delle grandi aziende delle AI come Google, Meta e OpenAI. Sebbene producano periodicamente rapporti sulla sostenibilit\u00e0, queste aziende non diffondono dati precisi sul consumo energetico e idrico dei loro modelli pi\u00f9 popolari. Un\u2019analisi ha <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/pdf\/2506.15572\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">segnalato<\/a> che l\u201984 per cento dell\u2019utilizzo di modelli linguistici (LLM) riguardava sistemi con nessuna dichiarazione sul loro impatto ambientale. Di conseguenza la stragrande maggioranza delle persone utilizza strumenti il cui impatto sul pianeta \u00e8 quasi completamente sconosciuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player Poco pi\u00f9 di un anno fa un tribunale di Santiago del Cile revoc\u00f2 l\u2019autorizzazione a Google&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":298479,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-298478","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115865644237186257","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=298478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/298479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=298478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=298478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=298478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}