{"id":298804,"date":"2026-01-09T19:00:15","date_gmt":"2026-01-09T19:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298804\/"},"modified":"2026-01-09T19:00:15","modified_gmt":"2026-01-09T19:00:15","slug":"la-mia-famiglia-a-taipei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/298804\/","title":{"rendered":"La mia famiglia a Taipei"},"content":{"rendered":"<p>Sin dall&#8217;alba dei tempi, precisamente dai cosiddetti anni bui del Medioevo, \u00e8 arrivata a noi una bizzarra diceria secondo cui l&#8217;essere mancini fosse sinonimo di stregoneria e di relazioni pericolose con il demonio. I meno giovani lo ricorderanno sicuramente perch\u00e9, sino agli anni Sessanta, il mancinismo veniva corretto con appositi esercizi. Soltanto tra gli anni Settanta e Ottanta si \u00e8 finalmente iniziato a considerarlo come una comune &#8211; e per nulla pericolosa o stregonesca &#8211; caratteristica individuale. Ecco, \u00e8 su queste premesse che poggia la base narrativa di La mia famiglia a Taipei, <strong>opera seconda di Shih-Ching Tsou, gi\u00e0 candidata agli Oscar da Taiwan per il Miglior film internazionale e arrivata al cinema lo scorso dicembre<\/strong>.<\/p>\n<p>Approfondisci<a href=\"https:\/\/it.ign.com\/la-mia-famiglia-a-taipei-left-handed-girl\/223040\/trailer\/la-mia-famiglia-a-taipei-il-trailer-ufficiale\" class=\"recirc_odd\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/blob_xvxa.640.jpg\" alt=\"La mia famiglia a Taipei - Il trailer ufficiale\"\/>La mia famiglia a Taipei &#8211; Il trailer ufficiale<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 pressappoco dalla Semaine de la critique della 78esima edizione del Festival di Cannes &#8211; vinta poi dal thailandese Ratchapoom Boonbunchachoke con la dramedy Pee chai dai ka &#8211; che la stampa di settore si \u00e8 unita nel cantare le lodi di La mia famiglia a Taipei; e dopo la Festa del Cinema di Roma, con la vittoria del premio al Miglior film, ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Del resto, il pedigree di Shih-Ching Tsou \u00e8 eccellente, in quanto fidata coproduttrice di Sean Baker dal 2004, da Take Out fino a Red Rocket, passando per Starlet, Tangerine e il travolgente The Florida Project. In pratica, la stragrande maggioranza delle ultime produzioni artistiche del regista nativo del New Jersey, eccetto l&#8217;ultima, <a href=\"http:\/\/google.com\/search?q=Anora+ign+italia&amp;oq=Anora+ign+italia&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIJCAEQABgNGIAEMggIAhAAGA0YHjIICAMQABgNGB4yCAgEEAAYDRgeMggIBRAAGA0YHjIKCAYQABgKGA0YHjIICAcQABgNGB4yCAgIEAAYDRgeMgoICRAAGAUYDRge0gEIMjYxOGowajSoAgCwAgE&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">Anora<\/a>. Ecco, <strong>stavolta assistiamo a un&#8217;inversione di ruoli, con la visione creativa di Tsou sotto i riflettori e Baker, che qui figura come cosceneggiatore e produttore del film, nelle retrovie<\/strong>.<\/p>\n<p>Il titolo (originale) dice tutto<\/p>\n<p>Un film luminoso, divertente e al tempo stesso toccante, La mia famiglia a Taipei, capace di unire il realismo lirico del nuovo cinema taiwanese con l&#8217;immediatezza emotiva delle migliori produzioni indipendenti statunitensi, al servizio di una narrazione delineata con poche, armoniche e semplici linee guida. <strong>La storia \u00e8 quella di Shu-fen (Janel Tsai), una madre single, e delle sue due figlie, la piccola I-Jing (Nina Ye) e la ribelle I-Ann (Shih-Yuan Ma), che dopo diversi anni trascorsi in campagna tornano a Taipei per aprire una bancarella nel pi\u00f9 vivace mercato notturno della citt\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Ognuna, a modo suo, dovr\u00e0 adattarsi a questo nuovo ambiente per sbarcare il lunario e mantenere l&#8217;unit\u00e0 familiare. Ma quando il nonno tradizionalista (Akio Chen) proibisce alla nipote pi\u00f9 piccola \u2013 mancina \u2013 di usare la &#8220;mano del diavolo&#8221;, tutto cambia. I-Jing non \u00e8 pi\u00f9 la stessa e inizia a comportarsi stranamente. Una girandola d&#8217;eventi costringer\u00e0 infine la famiglia ad affrontare un segreto scabroso e disonorevole che ne cambier\u00e0 per sempre il destino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/iwp-lamiafamigliaataipei-foto-2_yhr6.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nLE PROTAGONISTE DE LA MIA FAMIGLIA A TAIPEI.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare un vezzo artistico, o forse una scelta di parole casuale e d&#8217;effetto, ma la verit\u00e0 \u00e8 che nel Left-Handed Girl del titolo americano de La mia famiglia a Taipei c&#8217;\u00e8 tutto un mondo di elementi valoriali e sfumature e la ragione \u00e8 duplice. Prima di tutto perch\u00e9 \u00e8 proprio la I-Jing della semi-esordiente Ye la coscienza del racconto e lo sguardo disarmante con cui Tsou veicola la narrazione. E poi perch\u00e9 \u00e8 intorno alla sua mano sinistra, e alla percezione che la stessa I-Jing ha del proprio tratto distintivo, che l&#8217;agente scenico evolve; anche bruscamente, a un certo punto.<\/p>\n<p><strong>Da elemento caratteristico a maledizione e infine dono, la mano sinistra di I-Jing guida la trama<\/strong><strong> verso una crisi d&#8217;identit\u00e0 che, seppur mai ravvisata e forse nemmeno compresa dai personaggi, riesce comunque a lasciare il segno negli spettatori<\/strong>. Specie nel modo in cui Tsou decide di gestirne il respiro: dapprima accennata e centellinata per poi farla esplodere in tutta la sua forza in un&#8217;evoluzione intelligente via immagine, con cui passare dalla profondit\u00e0 di campo al campo medio.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 di stare al mondo<\/p>\n<p>In ogni caso, per dovere di cronaca e senza correre il rischio di dare anticipazioni gratuite, nulla di particolarmente drammatico. Del resto, La mia famiglia a Taipei \u00e8 un &#8220;coming of age&#8221; immediato, semplice, dal montaggio concitato e che non ha alcuna intenzione di lasciare l&#8217;amaro in bocca. <strong>Un film capace di alternare momenti di leggerezza ad altri pi\u00f9 profondi grazie alla sensibilit\u00e0 di Tsou<\/strong> che, nell&#8217;esplorare la fragilit\u00e0 dei legami familiari sullo sfondo di una Taiwan colorata, irriverente e travolgente, si serve dei singoli archi narrativi dei suoi agenti scenici per qualcosa di pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Intorno alle dimensioni narrative di I-Jing, I-Ann e Shu-fen \u00e8 possibile leggere, infatti, le differenti fasi della vita di un individuo. Si passa cos\u00ec dalla giocosa ingenuit\u00e0 dell&#8217;infanzia, dove tutto \u00e8 uno scherzo e appare semplice e possibile, alla voglia di provare, sbagliare e ricominciare nonostante tutto tipica della giovent\u00f9, fino alla disillusione dell&#8217;et\u00e0 adulta, in cui \u00e8 necessario fare i conti con le proprie scelte e i sogni mancati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/iwp-lamiafamigliaataipei-foto-5_wdf1.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nUN MOMENTO DEL FILM.<\/p>\n<p>O per dirla in altre e pi\u00f9 chiare parole: <strong>La mia famiglia a Taipei \u00e8 un film sulla responsabilit\u00e0 dello stare al mondo. Con pregi e difetti, fortune e sfortune, soluzioni che calzano come un abito perfetto e compromessi che vanno stretti<\/strong>. Tsou racconta della vita, delle sue sfumature colorate e del preciso dovere di ogni individuo di fare il possibile per renderla straordinaria; se poi si \u00e8 pure mancini, anche meglio.<\/p>\n<p>La mia famiglia a Taipei \u00e8 disponibile al cinema.<\/p>\n<p id=\"id_keyword__71820__text\">Dov&#8217;\u00e8 stata, finora, Shih-Ching Tsou? Se \u00e8 vero che il sodalizio artistico e produttivo con Sean Baker l&#8217;aveva gi\u00e0 resa nota ai critici e agli addetti ai lavori, un simile approccio alla regia non era scontato. La mia famiglia a Taipei racchiude in s\u00e9 caratterizzazioni ben definite, personaggi in cui il pubblico pu\u00f2 riconoscersi e per cui fare il tifo, un twist sorprendente e un&#8217;identit\u00e0 filmica chiara e riconoscibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sin dall&#8217;alba dei tempi, precisamente dai cosiddetti anni bui del Medioevo, \u00e8 arrivata a noi una bizzarra diceria&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":298805,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-298804","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115866686247895616","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=298804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/298804\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/298805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=298804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=298804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=298804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}