{"id":299117,"date":"2026-01-09T23:32:11","date_gmt":"2026-01-09T23:32:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299117\/"},"modified":"2026-01-09T23:32:11","modified_gmt":"2026-01-09T23:32:11","slug":"verso-cure-su-misura-grazie-alla-scoperta-dei-ricercatori-modenesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299117\/","title":{"rendered":"verso cure &#8220;su misura&#8221; grazie alla scoperta dei ricercatori modenesi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019azienda ospedaliero-universitaria di Modena, con l\u2019oncologia del Policlinico, diretta dal prof. Massimo Dominici, \u00e8 stata protagonista di uno studio internazionale che ha dimostrato come le mutazioni del gene Brca siano correlate al tipo di mutazione e alla prognosi del tumore mammario. Lo studio, pubblicato sull\u2019ultimo numero della prestigiosa rivista &#8220;Annals of Oncology&#8221;, \u00e8 frutto di una collaborazione multicentrica globale, in particolare con l\u2019Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Ospedale Policlinico San Martino di Genova (prof. Matteo Lambertini), e ha visto il contributo determinante delle ricercatrici dell\u2019universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia (Unimore), dell\u2019azienda ospedaliero-universitaria di Modena e Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Reggio Emilia: la professoressa Angela Toss, la professoressa Elena Tenedini, la dottoressa Lia Bonamici e la professoressa Laura Cortesi.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 stato condotto in collaborazione con 109 centri oncologici in trentatr\u00e9 Paesi e ha dimostrato, per la prima volta, che la specifica mutazione di Brca possiede un valore prognostico e pu\u00f2 predire le caratteristiche cliniche del tumore e la sua evoluzione nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\"><a href=\"https:\/\/www.whatsapp.com\/channel\/0029VaFtRalIN9ieSW70gv3Z\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaToday<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Risultati e presentazioni<\/p>\n<p>I risultati di questo studio erano stati presentati dalla professoressa Angela Toss, oncologa del Policlinico e docente Unimore, a giugno 2025 al congresso della Societ\u00e0 americana di oncologia clinica (Asco 2025) di Chicago, il pi\u00f9 prestigioso evento mondiale in ambito oncologico, che ogni anno richiama oltre 50 mila specialisti da tutto il mondo, in presenza e online, per presentare le pi\u00f9 recenti scoperte nella ricerca e nella cura dei tumori.<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio \u2013 ha spiegato la professoressa Toss &#8211; \u00e8 stato possibile grazie a una stretta collaborazione con il prof. Matteo Lambertini e la dottoressa Eva Blondeaux dell\u2019Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Ospedale Policlinico San Martino di Genova, che hanno creato una collaborazione internazionale che coinvolge pi\u00f9 di cento centri oncologici in trentatr\u00e9 Paesi nel mondo. &#8211; Prosegue Toss: &#8211; La nostra analisi ha valutato le caratteristiche di malattia e la prognosi di quasi quattromila giovani donne affette da tumore mammario, e portatrici di mutazioni nei geni tipici che predispongono al tumore del seno e non solo: Brca1 e Brca2. Da tempo sappiamo che queste mutazioni aumentano i rischi di sviluppare tumori alla mammella e altri tumori nel corso della vita, ma prima d\u2019ora non era mai stato descritto se il tipo di mutazione specifico potesse influire sulle caratteristiche del tumore o sulla sua prognosi&#8221;.<\/p>\n<p>Impatto clinico e genetico<\/p>\n<p>Grazie al fondamentale contributo della professoressa Elena Tenedini e della dottoranda di ricerca Lia Bonamici dell\u2019unit\u00e0 semplice di ematologia diagnostica e genomica clinica di Unimore, diretta dal prof. Enrico Tagliafico, sono state analizzate e riclassificate le varianti geniche di tutte queste pazienti, mostrando per la prima volta che una specifica mutazione del gene Brca pu\u00f2 predire le caratteristiche cliniche del tumore e la sua evoluzione nel tempo. Quindi non tutte le mutazioni di Brca hanno lo stesso peso. Questo non era noto, ma ora diventa fondamentale in un percorso di personalizzazione dei follow-up e degli eventuali trattamenti.<\/p>\n<p>&#8220;Questo studio \u00e8 stato condotto in collaborazione con 109 centri oncologici provenienti da trentatr\u00e9 Paesi di tutto il mondo&#8221; ha sottolineato il prof. Massimo Dominici, direttore dell\u2019unit\u00e0 complessa di oncologia medica di Modena e direttore del dipartimento universitario di scienze mediche e chirurgiche materno-infantili e dell&#8217;adulto \u2013 &#8220;Sono davvero orgoglioso che l\u2019unit\u00e0 di genetica oncologica di Modena nel nostro istituto sia stata al centro del pi\u00f9 ampio arruolamento italiano, seguito da complesse analisi di correlazione fenotipo-genotipo. Questo \u00e8 stato possibile grazie anche alla lunga tradizione modenese nella cura e ricerca nell\u2019ambito dei tumori eredo-familiari promossa dalla professoressa Laura Cortesi, ora attiva presso l\u2019Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Reggio Emilia con analoghe progettualit\u00e0. Questo studio avr\u00e0 un impatto fondamentale nel consolidamento e nella creazione di nuovi percorsi assistenziali e diagnostici per le nostre pazienti all\u2019interno dell\u2019unit\u00e0 di genetica oncologica dell\u2019azienda ospedaliero-universitaria di Modena in fase di riorganizzazione e potenziamento con la professoressa Angela Toss&#8221;.<\/p>\n<p>Brca1 e Brca2 sono geni oncosoppressori che aiutano a riparare i danni al Dna, mantenendo l&#8217;integrit\u00e0 genomica. Mutazioni ereditarie in questi geni aumentano il rischio di sviluppare tumori, principalmente al seno e all&#8217;ovaio, ma anche al pancreas e alla prostata. La presenza di queste mutazioni non garantisce lo sviluppo del cancro, ma aumenta la predisposizione. In caso di mutazione, si possono eseguire controlli pi\u00f9 frequenti e considerare opzioni preventive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019azienda ospedaliero-universitaria di Modena, con l\u2019oncologia del Policlinico, diretta dal prof. 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