{"id":299310,"date":"2026-01-10T02:35:15","date_gmt":"2026-01-10T02:35:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299310\/"},"modified":"2026-01-10T02:35:15","modified_gmt":"2026-01-10T02:35:15","slug":"a-citta-del-messico-apre-il-museo-casa-kahlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299310\/","title":{"rendered":"A Citt\u00e0 del Messico apre il Museo Casa Kahlo"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019interno delle mura dipinte di rosso (il colore preferito dalla famiglia Kahlo), tra stanze piene di luce e patii segreti, si svela il racconto non solo della figura di <strong>Frida Kahlo<\/strong>, ma di tutta la sua famiglia. Siamo a Citt\u00e0 del Messico, nel quartiere Carmen di Coyoac\u00e1n, dove ora \u00e8 possibile visitare il Museo Casa Kahlo.<\/p>\n<p>A Citt\u00e0 del Messico apre il Museo Casa Kahlo<\/p>\n<p>Il museo \u00e8 conosciuto anche come Casa Roja ed \u00e8 il luogo dove l\u2019artista nacque, crebbe e spesso torn\u00f2 nei momenti pi\u00f9 difficili della sua vita. \u201cLa casa \u00e8 un organismo vivo, un testimone silenzioso delle gioie e dei dolori, delle passioni e dei conflitti di una famiglia profondamente umana. Qui si vede la bambina che combatteva contro la poliomielite, che amava suo padre e sua madre e che aveva un legame indissolubile con sua sorella Cristina\u201d, racconta <strong>il direttore Ad\u00e1n Garc\u00eda<\/strong>.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Frida Kahlo e il rapporto con la sorella Cristina\u00a0<\/p>\n<p>E proprio <strong>Cristina Kahlo<\/strong>, descritta come \u201cl\u2019altra met\u00e0 del cuore di Frida\u201d, viene finalmente riportata alla luce come figura centrale nella narrazione museale. Attivista e fondatrice di un\u2019associazione per madri single, Cristina \u00e8 protagonista di una nuova sezione dedicata alla corrispondenza di famiglia, dove lettere, abiti ricamati e gioielli preispanici testimoniano la ricchezza di un mondo femminile spesso relegato ai margini della storia.<\/p>\n<p>Il percorso museale tra murales e rifugi segreti\u00a0<\/p>\n<p>Tra le scoperte pi\u00f9 sorprendenti del museo c\u2019\u00e8 il seminterrato della casa, il rifugio segreto dove Frida si isolava per trovare pace. Qui si conservano il microscopio con cui da bambina osservava le ali degli insetti, una collezione di ex voto da lei dipinti e bambole asiatiche acquistate durante un viaggio a San Francisco. \u201cEra il suo spazio di tranquillit\u00e0,\u201d racconta <strong>Mara Romeo Kahlo<\/strong>, \u201cci veniva quando litigava con Diego Rivera\u201d. Nella cucina, restaurati dopo anni di oblio, sono riemersi anche una serie di <strong>murales floreali dipinti da Frida Kahlo<\/strong>. E non mancano le opere d\u2019arte: c\u2019\u00e8 Un Vassoio di Papaveri, una delle prime tele di Frida e uno specchio realizzato appositamente per una mostra a New York. Il progetto museografico, curato con la partecipazione dell\u2019architetto David Rockwell, membro del consiglio della Kahlo Foundation, ha puntato tutto sull\u2019autenticit\u00e0. <strong>L\u2019uso di materiali naturali e il recupero di elementi originali<\/strong>, come i gradini curvi o il bagno della casa, che evoca il celebre dipinto What the Water Gave Me (1938), restituiscono al visitatore l\u2019atmosfera calda e vissuta di un luogo dove arte e vita erano la medesima cosa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/museocasakahlo.org\/?fbclid=PAZnRzaANQZK1leHRuA2FlbQIxMQABp84P9BwBxMUiByzF_QiGy09XFO_F_lOjmcs112gLCYSp2xnzfRgykhrI3FFY_aem_mjp3XQREZr3DiXpvJT3JEg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"All\u2019interno delle mura dipinte di rosso (il colore preferito dalla famiglia Kahlo), tra stanze piene di luce e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":299311,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-299310","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115868475292925139","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=299310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299310\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/299311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=299310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=299310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=299310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}