{"id":299324,"date":"2026-01-10T02:45:16","date_gmt":"2026-01-10T02:45:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299324\/"},"modified":"2026-01-10T02:45:16","modified_gmt":"2026-01-10T02:45:16","slug":"la-dottrina-donroe-e-il-ritorno-alle-sfere-dinfluenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299324\/","title":{"rendered":"La Dottrina \u2018Donroe\u2019 e il ritorno alle sfere d\u2019influenza"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<img width=\"2444\" height=\"1375\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2026-01-06T164638Z_1255867326_RC2SVIAI48XM_RTRMADP_3_USA-TRUMP-1.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t\t\t<\/p>\n<p>Dalle minacce alla Groenlandia al blitz militare in Venezuela, passando per il sequestro delle petroliere nel Nord Atlantico e nei Caraibi, Donald Trump \u00e8 passato rapidamente dalle parole ai fatti. A poche ore dall\u2019operazione militare che ha portato al cambio di regime a Caracas, il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti a bordo dell\u2019Air Force One, ha indicato i prossimi obiettivi: <strong>Colombia, Cuba, Messico<\/strong>. Tutti potenzialmente destinati, nelle sue parole, a essere \u201cribaltati\u201d <strong>in nome della Dottrina \u2018Donroe<\/strong>\u2018 \u2013 un richiamo esplicito e personalizzato alla Dottrina Monroe \u2013 che attribuirebbe a Washington un controllo incontestabile sulle Americhe, che \u2013 ha detto \u2013 \u201cnon sar\u00e0 mai pi\u00f9 messo in discussione\u201d. Nelle ultime ore, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2026\/jan\/07\/marinera-seized-tanker-atlantic-us-uk-russia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il sequestro di una petroliera battente bandiera russa\u00a0<\/a>da parte della Guardia Costiera Usa\u00a0nell\u2019Atlantico settentrionale ha offerto un primo assaggio di come si concretizza l\u2019applicazione del corollario Trump alla politica estera americana: il cargo, che in passato ha trasportato greggio venezuelano e navigava sotto bandiera russa, \u00e8 sospettato di aver violato sanzioni e trasportato petrolio iraniano. Mosca ha definito l\u2019azione <strong>\u201cun atto di pirateria\u201d.<\/strong> Durante l\u2019operazione, mezzi navali russi \u2013 incluso un sottomarino \u2013 operavano nelle vicinanze, rendendo l\u2019episodio uno degli scontri pi\u00f9 diretti tra Stati Uniti e forze russe degli ultimi anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/DF-2026.01.08-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-227040\" style=\"width:600px\"  \/><\/p>\n<p>Un approccio sistemico?<\/p>\n<p>La rielaborazione in chiave MAGA della Dottrina ottocentesca presenta l\u2019emisfero occidentale come <strong>una sfera di influenza esclusiva degli Stati Uniti<\/strong>, che dev\u2019essere per\u00f2 resa impermeabile alle potenze rivali. La sintesi pi\u00f9 brutale di questa visione l\u2019ha offerta Stephen Miller, vice capo dello staff della Casa Bianca e consigliere per la sicurezza interna, considerato l\u2019eminenza grigia della seconda amministrazione Trump: \u201cPuoi parlare quanto vuoi di sottigliezze internazionali e di tutto il resto, ma viviamo in un mondo, <strong>il mondo reale, che \u00e8 governato dalla forza<\/strong>, che \u00e8 governato dal potere\u201d, <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2026\/01\/05\/world\/video\/stephen-miller-greenland-part-of-us-trump-venezuela-tapper-digvid-vrtc\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha detto Miller in un\u2019intervista alla CNN<\/a>. \u201cQueste sono le ferree leggi del mondo fin dall\u2019inizio dei tempi\u201d, ha aggiunto. Una postura aggressiva che non si limita agli avversari dichiarati, ma che \u2013 come dimostra il dossier Groenlandia \u2013 coinvolge anche partner e alleati. Luned\u00ec, il Segretario di Stato Marco Rubio ha detto ai legislatori che Trump intende acquistare la Groenlandia piuttosto che invaderla, pur precisando che <strong>l\u2019uso della forza non \u00e8 escluso<\/strong>. Poco dopo, lo stesso presidente ha giustificato l\u2019interesse americano con argomentazioni di sicurezza nazionale: \u201cLa Groenlandia \u00e8 piena di navi russe e cinesi. Ne abbiamo bisogno\u201d. Il filo rosso che lega Venezuela, Atlantico e Artico \u00e8 dunque la stessa logica alla base della nuova bussola strategica Usa: prevenire l\u2019ingresso di potenze rivali nelle aree considerate vitali per la sicurezza e l\u2019influenza americana, anche a costo di forzare norme, alleanze e consuetudini.<\/p>\n<p>Cina e Russia prendono nota?<\/p>\n<p>Tenendo insieme i principali dossier dell\u2019agenda globale \u2013 dall\u2019Ucraina alla Groenlandia, passando per il Venezuela \u2013 quello che emerge \u00e8 <strong>un approccio sistemico<\/strong>. Nel suo secondo mandato, la politica estera di Trump assume sempre pi\u00f9 i contorni di <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/politics\/audio\/2026\/jan\/08\/greenland-venezuela-donald-trump-us-imperialism-podcast\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un progetto apertamente imperialistico<\/a>, volto a sfruttare territori e risorse di paesi pi\u00f9 deboli a vantaggio esclusivo degli Stati Uniti. \u00c8 una visione che non viene disdegnata n\u00e9 dalla Russia di Vladimir Putin, impegnato a ricostruire una sfera di influenza post-sovietica, n\u00e9 dalla Cina, che in Asia coltiva la propria nostalgia imperiale. Per Pechino, la situazione <strong>\u00e8 particolarmente rilevante<\/strong>: il Pacifico \u00e8 l\u2019epicentro dell\u2019economia globale e un\u2019area in cui gli interessi americani restano cruciali. E anche se, da un lato, pensare che l\u2019intervento statunitense in Venezuela \u2013 giuridicamente controverso \u2013 possa legittimare automaticamente la Cina a occupare Taiwan \u00e8 un\u2019illusione, il nuovo contesto offre a Pechino enormi vantaggi. Primo fra tutti <strong>quello di erodere dall\u2019interno il modello occidentale<\/strong>. Quando anche gli Stati Uniti agiscono in spregio alle regole, rivendicandolo in modo palese, il margine di azione per comportamenti analoghi si amplia. Con il rischio che quando anche Pechino si sentir\u00e0 pronta, difficilmente esiter\u00e0 a seguire l\u2019esempio. Nel tentativo di blindare il \u201cvicinato americano\u201d, Trump sta quindi accelerando <strong>una competizione tra grandi potenze<\/strong> destinata a estendersi ben oltre l\u2019emisfero occidentale.<\/p>\n<p>Il dilemma europeo?<\/p>\n<p>Per l\u2019Europa, che ha assistito con sgomento all\u2019intervento americano in Venezuela, il corollario Trump comporta grandi cambiamenti. Se la preoccupazione pi\u00f9 immediata riguarda l\u2019Artico e la Groenlandia, <strong>il sostegno all\u2019Ucraina e la sicurezza del continente<\/strong> vengono subito dopo. I 27 si trovano di fronte a un bivio: assecondare o resistere alle ambizioni di Washington. Entrambe le strade hanno un costo. Trovare un accomodamento pu\u00f2 preservare l\u2019armonia transatlantica nel breve periodo, ma significherebbe legittimare lo smantellamento dell\u2019ordine basato su regole, mostrando inoltre che la pressione sull\u2019Europa funziona. Resistere, al contrario, avrebbe costi politici e strategici elevati e richiederebbe una coesione interna tutt\u2019altro che scontata. Ma non farlo rischia di favorire nuove ingerenze e ulteriori divisioni. In questo senso non \u00e8 eccessivo definire <strong>la cattura di Maduro un vero e proprio spartiacque<\/strong>. Segnala la volatilit\u00e0 della politica estera di Trump, la sua dimestichezza con l\u2019uso della forza e l\u2019apertura a un ordine internazionale fondato su sfere di influenza piuttosto che su regole condivise. Il messaggio al resto del mondo \u00e8 chiaro: <strong>le regole non sono universali, ma contingenti<\/strong>. E dipendono in buona parte da chi ha il potere di infrangerle. Esattamente il messaggio che Mosca e Pechino aspettavano. Con una differenza inquietante: non serve pi\u00f9 che lo dicano loro, dato che a dimostrarlo ora \u00e8 il campione dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p><strong>Il commento<\/strong><\/p>\n<p>Di <strong>Mario Del Pero<\/strong>, ISPI e Sciences Po<\/p>\n<p>\u201cLo aveva annunciato gi\u00e0 nel suo discorso d\u2019insediamento del gennaio scorso, Donald Trump. Quando aveva presentato \u2018l\u2019espansione territoriale\u2019 come legittimo obiettivo di politica estera e riaffermato l\u2019idea che gli Usa debbano ripristinare la loro indiscussa egemonia nelle Americhe. Idee poi gradualmente messe in atto, fino all\u2019escalation recente con l\u2019intervento in Venezuela e la nuova offensiva sulla Groenlandia. Sono schemi ostentatamente neoimperiali, questi; che hanno una funzione tanto analitica, di lettura delle relazioni internazionali contemporanee, quanto prescrittiva, come indicazione di condotta. A cui si aggiunge una dimensione patrimonialista, espressa nell\u2019intenzione che alcuni specifici interessi privati, vicini all\u2019amministrazione se non nell\u2019orbita della stessa famiglia Trump, possano essere i primi beneficiari di questa politica estera\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dalle minacce alla Groenlandia al blitz militare in Venezuela, passando per il sequestro delle petroliere nel Nord Atlantico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":299325,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-299324","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115868514685169859","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=299324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299324\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/299325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=299324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=299324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=299324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}