{"id":299642,"date":"2026-01-10T08:57:10","date_gmt":"2026-01-10T08:57:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299642\/"},"modified":"2026-01-10T08:57:10","modified_gmt":"2026-01-10T08:57:10","slug":"ecco-i-dieci-film-piu-attesi-nel-2026-primocanale-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299642\/","title":{"rendered":"Ecco i dieci film pi\u00f9 attesi nel 2026 &#8211; Primocanale.it"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Matt Damon nel ruolo di Ulisse in 'Odissea' di Christopher Nolan\" src=\"https:\/\/www.primocanale.it\/images\/lodissearomperagrossatradizionechristophernolandurava20anniv38519831280x960p68283.webp\" alt=\"\" itemprop=\"image\" class=\"img-fluid jch-lazyload\" width=\"1280\" height=\"960\"\/>Matt Damon nel ruolo di Ulisse in &#8216;Odissea&#8217; di Christopher Nolan<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di un nuovo anno cinematografico la domanda che ci si pone da un po&#8217; di tempo a questa parte \u00e8 sempre la stessa:<strong> ci sar\u00e0 ancora un \u201cmodello\u201d adatto alla sala<\/strong> quando le maggiori piattaforme stanno acquisendo o condizionando il mercato tra serialit\u00e0 e un consumo casalingo che sembra quasi diventare prioritario? Il grande cinema ci prova comunque, <strong>tra cultura pop e rigore critico<\/strong>, blockbuster da miliardi di dollari e scommesse autoriali che cercano di scalfire l\u2019egemonia dei franchise. Nel <strong>2026<\/strong>, dalle grandi astronavi ai miti classici, dal supereroe solitario al mostro digitale, il cinema torna a farsi specchio del nostro immaginario collettivo \u2014 e lo fa con un\u2019offerta pi\u00f9 varia e audace di quanto molti avessero potuto prevedere.<\/p>\n<p>Ecco dieci tra i film pi\u00f9 attesi dell&#8217;anno e le loro date di uscita<\/p>\n<p><strong>La Grazia<\/strong>\u00a0(<strong>Paolo Sorrentino<\/strong>, 15\u00a0gennaio)<\/p>\n<p>Ha inaugurato la <strong>Mostra di Venezia<\/strong> con <strong>Toni Servillo<\/strong> che ha vinto la <strong>Coppa Volpi<\/strong> per il ruolo di <strong>Mariano De Santis<\/strong>, un Presidente della Repubblica che alla fine del suo incarico deve gestire due complicate richieste di grazia. E&#8217; un film austero e lontano da qualsiasi pretesa kitsch, l\u2019opera meno indulgente e pi\u00f9 sommessa del regista nel quale si ritrovano pochissimi suoi tratti distintivi. Determinato qui a provare un approccio diverso, <strong>Sorrentino<\/strong> disegna una favola essenziale sui conflitti interiori di uno statista, attenua la sua indisciplinata propensione all&#8217;appariscenza e punta ad una nuova e diversa maturit\u00e0 mettendo da parte il consueto e divisivo barocchismo formale.<\/p>\n<p><strong>Cime Tempestose\u00a0<\/strong>(<strong>Emerald Fennel<\/strong>, 12 febbraio)<\/p>\n<p>Programmato strategicamente per uscire a ridosso di <strong>san Valentino<\/strong>, questa nuova intepretazione del celebre romanzo di <strong>Emily Bront\u00eb<\/strong> porta un&#8217;apprezzata sceneggiatrice e filmaker (nota soprattutto per aver co-scritto la serie\u00a0Killing Eve) a confrontarsi con una delle storie d\u2019amore pi\u00f9 potenti e tormentate della letteratura inglese, offrendo al pubblico un adattamento che promette di essere tanto cinematografico quanto visceralmente provocatorio. Con <strong>Margot Robbie<\/strong> nel ruolo di <strong>Catherine Earnshaw<\/strong> e <strong>Jacob Elordi<\/strong> nei panni di <strong>Heathcliff<\/strong>, <strong>Fennel<\/strong> cerca di distillare l\u2019essenza emotiva e sensuale del romanzo, pi\u00f9 che aderire pedissequamente alla sua ambientazione ottocentesca.<\/p>\n<p><strong>Il diavolo veste Prada 2<\/strong>\u00a0 (<strong>David Frankel<\/strong>, 29 aprile)\u00a0<\/p>\n<p>Secondo una classifica di\u00a0<strong>Forbes<\/strong>, il trailer \u00e8 stato il pi\u00f9 visto del <strong>2025<\/strong>. Quando l&#8217;originale debutt\u00f2 nel <strong>2006<\/strong>, divenne immediatamente qualcosa di pi\u00f9 di un semplice film sulla moda: era un\u2019epoca, un modo di guardare la cultura pop e le dinamiche di potere attraverso gli occhiali scuri di <strong>Miranda Priestly<\/strong>. Il sequel promette di rispettare quell\u2019eredit\u00e0 mentre la trasforma: Runway, il giornale che Priestly dirige, non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019impero indiscusso della stampa patinata ma un campo di battaglia segnato dal declino delle riviste tradizionali e dall\u2019avvento dei social network e delle strategie digitali di engagement. In questa nuova arena, <strong>Meryl Streep<\/strong> sar\u00e0 chiamata a ridefinire il suo potere, affrontando sfide che nel 2006 non erano nemmeno immaginabili. Tornano ovviamente anche <strong>Anne Hathaway<\/strong>, <strong>Emily Blunt<\/strong> e <strong>Stanley Tucci<\/strong> cui si aggiungono <strong>Lucy Liu<\/strong> e <strong>Kenneth Branagh<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Disclosure Day<\/strong>\u00a0 (<strong>Steven Spielberg<\/strong>, 11 giugno)<\/p>\n<p>Non semplicemente un thriller di fantascienza ma un\u2019esperienza cinematografica che si interroga sul significato pi\u00f9 profondo della verit\u00e0 e sul modo in cui la affrontiamo collettivamente. Il regista che ha trasformato l\u2019invisibile in iconico \u2014 da E.T. a Incontri ravvicinati del terzo tipo \u2014 torna qui a esplorare il mistero pi\u00f9 grande: cosa accadrebbe se l\u2019umanit\u00e0 scoprisse di non essere sola? La trama ruota attorno a una meteorologa di <strong>Kansas City<\/strong> \u2014 interpretata da <strong>Emily Blunt<\/strong> \u2014 che durante una diretta televisiva inizia a parlare in una lingua aliena, scatenando una crisi globale e un dibattito tra chi vuole rivelare la verit\u00e0 e chi la vuole tenere segreta. Come spesso accade con <strong>Spielberg<\/strong>, la macchina narrativa non \u00e8 mai fine a se stessa quanto piuttosto un mezzo per sondare le nostre paure pi\u00f9 profonde e la nostra fragilit\u00e0 di fronte all\u2019ignoto.<\/p>\n<p><strong>Odissea\u00a0<\/strong>(<strong>Christopher Nolan<\/strong>, 16 luglio)<\/p>\n<p>Non \u00e8 soltanto l&#8217;adattamento di uno dei testi fondanti della nostra civilt\u00e0 ma un\u2019impresa narrativa che tenta di intrecciare mito, memoria e tecnologia cinematografica in un\u2019unica, gigantesca tela visiva. Per <strong>Nolan<\/strong> \u2013 il regista che ha portato il pubblico ai confini dell\u2019universo in Interstellar e ha scandagliato l\u2019animo umano in Oppenheimer \u2013 l\u2019epica di <strong>Omero<\/strong> non \u00e8 un semplice racconto da rivestire di immagini spettacolari ma una mappa delle tensioni interiori: il desiderio di casa, il peso dell\u2019eroismo, la fragilit\u00e0 dell\u2019umano davanti a forze che lo superano. Protagonista <strong>Matt Damon<\/strong> in un cast all-star che vede anche <strong>Tom Holland<\/strong>, <strong>Anne Hathaway<\/strong>, <strong>Zendaya<\/strong> e <strong>Robert Pattinson<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Spider-Man: Brand New Day<\/strong>\u00a0 (<strong>Destin Daniel Cretton<\/strong>, 31 luglio)<\/p>\n<p>Nel grande arazzo del <strong>Marvel Cinematic Universe<\/strong>, pochi eroi incarnano il paradosso del quotidiano e del leggendario come <strong>Peter Parker<\/strong>, alias <strong>Spider Man<\/strong>. Il capitolo precedente si era concluso con una scelta radicale del protagonista: per rimediare alle conseguenze della rivelazione pubblica della sua identit\u00e0, aveva fatto in modo che tutte le persone che conosceva dimenticassero chi fosse. Il quarto episodio della saga potrebbe non essere soltanto un nuovo tassello nella cronologia dell&#8217;<strong>Uomo ragno<\/strong> ma l\u2019inizio di un ciclo narrativo dove il peso delle identit\u00e0 perdute e ritrovate si confronta con la banalit\u00e0 del mondo di tutti i giorni trasformando Peter Parker da semplice simbolo di eroismo acrobatico in una figura che incarna la tensione tra responsabilit\u00e0 e desiderio di normalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Digger<\/strong> (<strong>Alejandro Gonzales Inarritu<\/strong>, 1 ottobre)<\/p>\n<p>Un film con <strong>Tom Cruise<\/strong> lontano dalle rotte sicure di Mission: Impossible o Top Gun. Il progetto gioca esplicitamente con la contrapposizione tra potere e vulnerabilit\u00e0. Il protagonista, <strong>Digger Rockwell<\/strong>, \u00e8 descritto come \u201cl\u2019uomo pi\u00f9 potente del mondo\u201d impegnato a sventare un disastro di proporzioni bibliche, disastro, peraltro, di cui porta interamente la responsabilit\u00e0. Sotto la superficie catastrofica si percepisce una riflessione sul ruolo dell\u2019eroe moderno: non pi\u00f9 una figura mitica che salva il mondo ma un individuo che deve fare i conti con le conseguenze delle proprie illusioni di grandezza.<\/p>\n<p><strong>Dune \u2013 Parte 3<\/strong>\u00a0 (<strong>Denis Villeneuve<\/strong>, 18 dicembre)<\/p>\n<p>Nei due precedenti capitoli, <strong>Villeneuve<\/strong> ha trasformato il deserto di <strong>Arrakis<\/strong> in qualcosa di pi\u00f9 di un paesaggio alieno: un organismo vivente, con correnti di vento e sabbie come arterie pulsanti sotto un sole implacabile. In questo terzo episodio, previsto come l\u2019adattamento di Dune: Messiah di <strong>Frank\u00a0Herbert<\/strong>, quel mondo si allarga ulteriormente, attraversando un salto temporale di dodici anni che catapulter\u00e0 <strong>Paul\u00a0Atreides<\/strong> da messia combattente a imperatore tormentato dalla propria eredit\u00e0 e dalle ombre del potere. Il regista ha promesso un finale di saga che non chiude soltanto una serie di racconti visivi ma che interroga il pubblico sul prezzo del dominio, la natura della visione e il destino di chi osa rivoluzionare mondi e memorie.<\/p>\n<p><strong>Avengers: Doomsday<\/strong> (<strong>Anthony\u00a0&amp; Joe Russo<\/strong> &#8211; 16 dicembre)\u00a0<\/p>\n<p>Diretto da una coppia di fratelli-registi che hanno inciso profondamente l\u2019immaginario del franchise con Infinity War e Endgame, qui l\u2019universo sullo schermo si dilata in una coralit\u00e0 senza precedenti. Figura centrale del conflitto \u00e8 ovviamente il <strong>Doctor Doom<\/strong> interpretato da <strong>Robert Downey Jr.<\/strong> che irrompe da villain titanico e implacabile, incarnando un potere che non \u00e8 mera forza bruta ma ingegno e visione disturbante. Accanto a lui, la rinnovata schiera di <strong>Avengers<\/strong> riunisce vecchie glorie e nuove alleanze: <strong>Anthony Mackie<\/strong> nel ruolo di <strong>Captain America<\/strong>, <strong>Chris Hemsworth<\/strong> come <strong>Thor<\/strong>, e un cast che include anche membri dei <strong>Wakanda<\/strong>, i <strong>Fantastici Quattro<\/strong> e gli <strong>X\u2011Men<\/strong>, suggellando cos\u00ec un dialogo narrativo tra diversi capitoli della storia <strong>Marvel<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Succeder\u00e0 questa notte<\/strong>\u00a0 (<strong>Nanni Moretti<\/strong>, data di uscita da definire)<\/p>\n<p>Chiudiamo con questo film di cui non \u00e8 ancora possibile sapere quando uscir\u00e0, se a primavera (magari pronto per essere presentato al <strong>Festival di Cannes<\/strong> dove <strong>Moretti<\/strong> \u00e8 un habitu\u00e9e e dove ha vinto l&#8217;ultima <strong>Palma d&#8217;Oro<\/strong> italiana nel <strong>2001<\/strong> con La stanza del figlio) o nel prossimo autunno. In ogni caso sar\u00e0 un evento, come capita sempre per il regista romano che torna \u2013 dopo Tre piani \u2013 a confrontarsi con un&#8217;opera dello scrittore israeliano <strong>Eshkol Nevo<\/strong>. Liberamente ispirato alla raccolta di racconti Leg\u00e0mi, intreccia pi\u00f9 storie in un\u2019unica trama esplorando le fragilit\u00e0 e le speranze che colorano le relazioni contemporanee \u2014 dalle paure taciute alle speranze non dette, passando per le difficolt\u00e0 di connettersi in un mondo che corre troppo in fretta. Protagonisti <strong>Jasmine Trinca<\/strong> e <strong>Louis Garrel<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Matt Damon nel ruolo di Ulisse in &#8216;Odissea&#8217; di Christopher Nolan All&#8217;inizio di un nuovo anno cinematografico la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":299643,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[6772,1932,203,454,34204,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-299642","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-6772","9":"tag-classifica","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-film-da-vedere","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115869977426679416","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=299642"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299642\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/299643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=299642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=299642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=299642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}