{"id":299798,"date":"2026-01-10T11:13:10","date_gmt":"2026-01-10T11:13:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299798\/"},"modified":"2026-01-10T11:13:10","modified_gmt":"2026-01-10T11:13:10","slug":"entropia-biancoceleste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299798\/","title":{"rendered":"Entropia biancoceleste"},"content":{"rendered":"<p>Quando in curva Nord \u00e8 apparso lo striscione \u201cC\u2019mon guys\u201d prima di Lazio-Napoli persino il laziale meno attento a quelle che potremmo definire dinamiche da stadio ha capito cosa avrebbe visto di l\u00ec a poco. Troppo chiaro e circostanziato il riferimento, reso poi ancor pi\u00f9 esplicito dallo spettacolo visivo della riproduzione delle due mani che tenevano una sciarpa: un omaggio a ci\u00f2 che era apparso in Nord il 6 marzo del 1994, prima di un derby rimasto nella storia per una meraviglia di Beppe Signori in mezzo alla nebbia dei fumogeni, come se il coro \u201cMi \u00e8 sembrato di vedere Signori\u201d avesse preso improvvisamente vita diventando qualcosa di concreto, e un rigore calciato malamente da Giuseppe Giannini e parato da Luca Marchegiani.<\/p>\n<p>Subito dopo, per\u00f2, ha preso il via il rito della lettura delle formazioni. Ed \u00e8 a quel punto che il malessere ha preso il sopravvento, perch\u00e9 in quella Lazio ancora non ipertrofica in termini di talento la coppia d\u2019attacco era composta, oltre che da Signori, da un alieno come Alen Boksic, con Gigi Casiraghi seduto in panchina. Impietoso il confronto con questa Lazio rabberciata che si apprestava ad affrontare il Napoli sotto un cielo reso grigio da giorni di pioggia apparentemente eterna: Tijjani Noslin nei panni del centravanti, passato nel giro di qualche mese da esubero e terza scelta a unica soluzione per la cessione di Castellanos e la partenza di Dia per la Coppa d\u2019Africa, con Matteo Cancellieri a destra, un esterno reduce da due stagioni in prestito tra Empoli e Parma, e Mattia Zaccagni sulla corsia opposta.<\/p>\n<p>Il campo non ha fatto che confermare questo enorme buco spazio-temporale generato dal pre-partita. Pi\u00f9 montava l\u2019aggressivit\u00e0 del Napoli, totalmente padrone nella tarda mattinata dell\u2019Olimpico, pi\u00f9 la Lazio si rintanava, incapace di elaborare una qualsivoglia reazione, travolta da un gap qualitativo e mentale andato ben oltre lo 0-2 finale, in una pratica che la squadra di Conte ha archiviato comodamente nel giro di mezz\u2019ora. Con Castellanos ceduto qualche ora prima e Guendouzi in campo con la valigia fatta per Istanbul, dopo quattro mesi di stagione in cui la squadra \u00e8 andata avanti a spinta tra infortuni e rinforzi non arrivati per via del blocco del mercato, la Lazio in quel momento \u00e8 sembrata perdere anche quella capacit\u00e0 di andare oltre i propri limiti che l\u2019aveva contraddistinta.<\/p>\n<p>Raramente, persino nel corso di questi quasi 22 anni di gestione Lotito, si \u00e8 avuta la percezione, nel corso di una singola partita, di un tale dislivello. \u00c8 parso chiaro a tutti dopo pochi minuti: non solo la Lazio non avrebbe avuto mezza chance per vincere quella partita, ma non avrebbe avuto nemmeno gli strumenti per provarci.<\/p>\n<p>In questi giorni di sbandamento, un intervento ai microfoni di Radio Radio di Alessandro Vocalelli, gi\u00e0 direttore di Corriere dello Sport e Guerin Sportivo e attualmente editorialista della Gazzetta dello Sport, \u00e8 diventato una sorta di manifesto del momento, e merita di essere riproposto in maniera quasi integrale: \u00abGuardando la partita ho pensato: da quanto tempo non vedevo una partita che sembrasse, innanzitutto, una gara da ritiro estivo? Mi sono chiesto: da quanto tempo non vedevo una differenza cos\u00ec abissale tra la Lazio e il Napoli? Quarant\u2019anni fa ero a Napoli come cronista, il giorno in cui il Napoli vinse 4-0 contro la Lazio, con tre gol di Maradona. Ho pensato: forse \u00e8 stata l\u2019ultima volta in cui c\u2019era un dislivello simile. Poi per\u00f2 mi sono fermato e ho detto no, aspetta un attimo, perch\u00e9 neanche allora c\u2019era questa differenza. Quella era comunque la Lazio di Manfredonia, Orsi, Giordano, Batista, Laudrup, una squadra competitiva. C\u2019era Maradona da una parte, certo, ma dall\u2019altra c\u2019era una Lazio vera. \u00c8 stato frustrante, malinconico vedere la Lazio. Da simpatizzante laziale \u00e8 stato davvero mortificante. Ho pensato a Luca Pellegrini \u2013 faccio nomi e cognomi per evitare equivoci \u2013 che gioca nel ruolo che \u00e8 stato di Martini, Favalli, Kolarov. Poi guardavo Cataldi, per il quale ho sempre ammirazione per la professionalit\u00e0 e la dedizione, ma che occupa il ruolo che \u00e8 stato di Frustalupi, Almeyda, Ledesma, Leiva. E sto citando anche giocatori dell\u2019era Lotito, quindi non sto bypassando questi vent\u2019anni. Poi ho pensato a Basic, che oggi \u00e8 diventato l\u2019insostituibile della Lazio: \u201cattenzione, rientra Basic\u201d. I suoi alter ego, in passato, erano Veron, Nedved, Fiore, Milinkovic-Savic. E infine Noslin: il centravanti della Lazio. Ho pensato ai centravanti della Lazio, a Chinaglia, Giordano, Casiraghi, Salas, Crespo, Klose, Immobile. Questa \u00e8 la Lazio oggi? Francamente non lo so, fino al primo tempo ho avuto l\u2019impulso di spegnere la televisione, poi non ce l\u2019ho fatta\u00bb.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 arrivati a questo punto?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO<br \/><\/strong>C&#8217;\u00e8 un&#8217;ambivalenza interessante nella percezione della Lazio, come squadra e come societ\u00e0. La grande maggioranza dei tifosi biancocelesti \u00e8 svuotata, alle prese con un giorno della marmotta che non conosce fine. Da fuori, invece, l\u2019opinione pubblica inquadra Lotito come un amministratore oculato e rigoroso, nonch\u00e9 come una figura in grado di incidere nelle decisioni che contano del calcio italiano, nonostante la realt\u00e0 dei fatti sia quella di uno scontro ormai costante con i vertici federali da diversi anni. <\/p>\n<p>In fin dei conti, per chi non \u00e8 interno a queste dinamiche, la faccenda pu\u00f2 essere liquidata con una risposta semplice: la Lazio non rischia la retrocessione da anni, \u00e8 stabilmente nella met\u00e0 sinistra della classifica senza disporre dei capitali delle altre societ\u00e0, di giocatori buoni-forti-fortissimi ne sono passati diversi. Dunque, perch\u00e9 lamentarsi? \u00c8 una sorte che accomuna la Lazio al Torino, altra tifoseria che ormai da diversi anni flirta con l\u2019ebollizione per via dell\u2019operato della sua propriet\u00e0, e a dirla tutta i risultati della Lazio di Lotito sono stati decisamente superiori a quelli del Toro di Cairo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la sofferenza, la difficolt\u00e0, la fatica a preoccupare il tifoso della Lazio, che tolta la parentesi aurea cragnottiana si \u00e8 invece sempre acceso nel marasma, nell\u2019incertezza. Il dolore viene visto come qualcosa di eccitante in una tifoseria che sbandiera con orgoglio anche i suoi anni di danza sul baratro nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta. \u00c8 proprio la mediet\u00e0, invece, ad agitarne i sonni. Il non avere nulla per cui lottare. Ci si infiamma in trasferta per una vittoria arrivata in nove contro undici perch\u00e9, per una volta, c\u2019\u00e8 qualcosa alla quale opporsi, che sia un arbitraggio maldestro o un generale senso di ingiustizia. Ma una volta sedato quel piacere effimero, resta la cornice di sempre.<\/p>\n<p>Il blocco estivo del mercato, per una volta, ha scatenato dubbi anche in chi \u00e8 lontano dalla Lazio: chi la vive giorno per giorno, invece, aveva visto arrivare la slavina. Una gestione societaria sempre pronta a indicare il dito verso gli altri, i cattivi che fanno debito per competere, e che ha scelto per missione di non ricapitalizzare, \u00e8 finita strangolata proprio da questa tendenza manifesta al circolo virtuoso. Ma la gestione grossolana della vicenda ha aggiunto benzina sul fuoco. Su tutte, la scelta di ingaggiare Maurizio Sarri senza avvisarlo dello scenario che la societ\u00e0 conosceva dalla fine di maggio: proprio questo tema deve essere ribadito con estrema precisione. Non a caso, dopo una contestazione verbale che da tempo non risultava cos\u00ec violenta, al termine di Lazio-Fiorentina, Claudio Lotito si \u00e8 presentato in sala stampa per una conferenza ai confini del concetto di one man show. \u00abAvete scritto tante cose non vere, come che avevamo nascosto al mister del mercato bloccato\u00bb, ha detto il presidente della Lazio in questa occasione.<\/p>\n<p>Ebbene, esistono almeno due documenti ufficiali, prodotti dalla Lazio stessa, che ribaltano queste parole. Il 26 giugno, all\u2019uscita delle prime voci sui giornali relative al blocco di mercato poi concretizzatosi, la Lazio rilascia <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.sslazio.it\/it\/news\/comunicati\/comunicato-ufdddficiale-d\" rel=\"nofollow noopener\">un comunicato<\/a> in cui &#8220;in merito alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa in modo fuorviante sulla situazione economico-finanziaria della Societ\u00e0, si ritiene doveroso precisare che non esiste alcun motivo di preoccupazione&#8221;, frase che nel giro di dieci minuti diventa immediatamente oggetto di meme sui social. <\/p>\n<p>Passano soltanto 24 ore e il 27 giugno esce un altro <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.sslazio.it\/it\/news\/comunicati\/nota-uffiddciale-d\" rel=\"nofollow noopener\">comunicato ufficiale<\/a>: &#8220;Nella mattinata odierna, il Presidente Claudio Lotito e l\u2019allenatore Maurizio Sarri hanno avuto un lungo e approfondito confronto telefonico, nei vari punti affrontati si \u00e8 discusso a lungo in merito alla situazione regolamentare legata all\u2019indice di liquidit\u00e0. Nel corso della conversazione, il Presidente, per la prima volta, ha illustrato in modo dettagliato la complessit\u00e0 tecnica della normativa e le sue implicazioni. Il mister Sarri, preso atto formalmente della situazione nella sua interezza, ha confermato la propria piena disponibilit\u00e0 a proseguire con determinazione l\u2019impegno preso verso il Club e la tifoseria&#8221;. Non solo una capriola all\u2019indietro rispetto al comunicato precedente, ma l\u2019affermazione, nero su bianco, di aver informato soltanto alla fine di giugno, &#8220;per la prima volta&#8221;, il tecnico. L\u2019annuncio del ritorno di Sarri risale al 2 giugno.<\/p>\n<p>Inoltre, a pagina 27 della <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/mediaverse.sslazio.hiway.media\/VMFS1\/FILES\/public\/upload\/68e56f4d\/CopiadiCortesiaRelazionefinanziariaSSlazio30_06_25.pdf\" rel=\"nofollow noopener\">Relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2025<\/a>, si legge che &#8220;in data 26 maggio 2025 la CO.VI.SO.C. ha rilevato la non conformit\u00e0 dell\u2019indice di liquidit\u00e0 al parametro previsto. La medesima, tenuto conto anche del mancato rispetto da parte della societ\u00e0 di entrambi i valori-soglia degli indicatori di Indebitamento e di Costo del Lavoro Allargato, ha disposto la non ammissione ad operazioni di acquisizione del diritto alle prestazioni dei calciatori, ai sensi dell\u2019art. 90, comma 4 bis delle NOIF\u201d. Dunque, la Lazio sa dal 26 maggio 2025 del blocco del mercato, annuncia l\u2019arrivo di Sarri il 2 giugno, lo informa per la prima volta il 27 giugno.<\/p>\n<p>Si \u00e8 creata, dunque, l\u2019ennesima spaccatura. Da una parte la maggioranza del tifo che si \u00e8 schierata al fianco di Maurizio Sarri, il quale non ha mancato, nel corso di questi mesi, di ringraziare il pubblico per il sostegno e di ribadire che soltanto per i tifosi della Lazio ha deciso di accollarsi questa stagione fuori dagli schemi; dall\u2019altra la societ\u00e0, che ha continuato ad andare dritta per la propria strada, nonostante una contestazione perdurante, ribadendo la bont\u00e0 del suo operato anche a costo di ignorare una situazione si potrebbe dire senza precedenti nel calcio italiano, se il calcio italiano non ci avesse abituato a situazioni senza precedenti.<\/p>\n<p><strong>LO SCONTRO SUL MERCATO<br \/><\/strong>Questa dicotomia, montata nel corso dei mesi, \u00e8 esplosa con l\u2019avvicinarsi della finestra di mercato di gennaio, che la Lazio pu\u00f2 affrontare senza alcun vincolo in base alla revisione dei parametri. Anche in questo caso, \u00e8 non solo opportuno ma necessario rimanere ancorati a quelle che sono le dichiarazioni ufficiali, evitando di affidarsi a quelle che possono essere soffiate di prima, seconda o terza mano. E alla fine di novembre, prima della partita in casa del Milan, \u00e8 il direttore sportivo Angelo Fabiani a prendere la parola: \u00abDurante la sosta abbiamo avuto modo di incontrarci con Sarri per fare il punto della situazione. Abbiamo fatto un programma da sviluppare per far crescere di pi\u00f9 questo gruppo, andremo a migliorare i ruoli indicati dal mister. Se si parla di costruzione, difficilmente si pu\u00f2 mandare via un giocatore funzionale. Cedere? Bisogna valutare le situazioni. L\u2019intenzione \u00e8 quella di non cedere i pezzi pregiati\u00bb. <\/p>\n<p>Il 27 dicembre, giorno di Udinese-Lazio, con la certezza del mercato aperto gi\u00e0 in tasca, il DS biancoceleste rincara la dose: \u00abCastellanos? Le voci che lo vogliono in partenza sono destituite di fondamento. Con l\u2019Udinese \u00e8 in panchina per mera scelta tecnica. Per lui non abbiamo ricevuto offerte, come per altri calciatori che in tanti stanno dando in partenza\u00bb. Come sia finita con Castellanos e Guendouzi, a distanza di una decina di giorni, \u00e8 cosa nota. <\/p>\n<p>Nel frattempo, la societ\u00e0 si \u00e8 mossa per ultimare il rinnovo di contratto di Toma Basic, giocatore rimasto fuori rosa sostanzialmente per due anni negli ultimi 30 mesi (in mezzo un prestito a Salerno), che ha rifiutato qualsiasi ipotesi di cessione nel periodo tra il 2023 e il 2025, divenuto improvvisamente centrale nel meccanismo di Sarri a causa dell\u2019inadeguatezza di Dele-Bashiru e dell\u2019infortunio di Rovella, che ha rilanciato Cataldi titolare e ha notevolmente assottigliato le rotazioni del centrocampo. Un rinnovo, a quanto pare, fino al 2030, quando Basic avr\u00e0 34 anni, che \u00e8 vero, arriva insieme a quello di Marusic, ma che al tempo stesso probabilmente anticiper\u00e0 altri pi\u00f9 urgenti, come quello di Romagnoli o di Mario Gila, il grande elefante nella stanza. Lo spagnolo ha il contratto in scadenza nel 2027 e il 50% dell\u2019eventuale cessione andr\u00e0 girato al Real Madrid, in quella che sta per diventare, per la Lazio, una lose-lose situation.<\/p>\n<p>In mezzo c\u2019\u00e8 stato quel Lazio-Napoli da tregenda, tutti convinti che sarebbe stata l\u2019ultima casalinga di Guendouzi e invece il francese si presenta per Lazio-Fiorentina a cessione gi\u00e0 siglata, con il rischio di farsi male e mandare all\u2019aria tutto. <\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 l\u2019arrivo di Petar Ratkov, attaccante serbo prelevato dal Salisburgo, che pure, al di l\u00e0 del valore e di come si inserir\u00e0 nella Lazio, \u00e8 significativo. Anche qui, senza nemmeno voler scomodare subito le dichiarazioni del tecnico dopo la partita con la Fiorentina, bisogna riavvolgere il nastro e affidarsi alle parole dei protagonisti. Dopo lo 0-0 di Pisa, per esempio, Sarri parlava cos\u00ec: \u00abDia non \u00e8 un attaccante da sportellate, neanche Pedro. Se potessi scegliere l\u2019attaccante centrale dei miei sogni, non vorrei uno da sportellate\u00bb. L\u2019identikit che circola da mesi \u00e8 quello di Giacomo Raspadori. \u00abCi ho parlato tempo fa\u00bb, ha detto Sarri dopo Lazio-Fiorentina \u00abCome ci avevo parlato in tante altre occasioni, dicendogli quello che gli ho sempre detto: per me \u00e8 un centravanti e deve giocare centravanti, lo pensa anche lui, ma lasciamo perdere perch\u00e9 non mi sono messo a fare una trattativa con lui\u00bb. <\/p>\n<p>Al posto di Castellanos, invece, arriva un giocatore molto diverso, ancora da testare in Serie A: 193 centimetri di essere umano, una naturale predilezione per la palla alta. Arriva nella squadra che \u00e8 attualmente diciannovesima in Serie A per cross tentati, meno solo del Sassuolo, e ventesima per cross riusciti. Una tendenza che la Lazio di Sarri aveva gi\u00e0 evidenziato nella prima esperienza sarriana, quando in rosa c\u2019era un totem come Milinkovic-Savic, e che quest\u2019anno \u00e8 stata, se possibile, persino amplificata. E sempre dopo Lazio-Fiorentina, Sarri \u00e8 stato cristallino: \u00abSto parlando in italiano e non vorrei essere travisato: non lo conosco, non so che dire, imparer\u00f2 a conoscerlo. Se \u00e8 una scelta societaria, probabilmente loro lo conoscono molto meglio di me. Non \u00e8 una polemica, \u00e8 una constatazione: io questo ragazzo non lo conosco\u00bb. Qualche giorno prima, dopo la partita contro il Napoli, aveva ribadito: \u00abHo parlato al direttore e gli ho detto che abbiamo bisogno di giocatori importanti in certe zone del campo. Inutile prendere giocatori dello stesso livello di quelli che abbiamo. L\u2019evoluzione di questa discussione dipende da societ\u00e0 e direttore. Castellanos era propenso alla cessione, quando \u00e8 cos\u00ec diventa difficile trattenere un giocatore. Ma visto che questa situazione poteva succedere, si poteva arrivare pronti\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la Fiorentina, il discorso di Sarri si \u00e8 spostato anche su Guendouzi, dimostrando per l\u2019ennesima volta quella che \u00e8 una scollatura che difficilmente verr\u00e0 sanata e che rende legittimo pensare che, nel prossimo giugno, sulla panchina della Lazio ci sar\u00e0 un allenatore diverso da Sarri: \u00abPensavo che Guendouzi fosse uno dei 7-8 giocatori di cui parlavamo per porre le basi per la squadra del futuro. Poi siamo una realt\u00e0 in cui diventa difficile trattenere un giocatore al quale arrivano offerte di quelle dimensioni per quanto riguarda l\u2019ingaggio, capisco anche le difficolt\u00e0. A inizio stagione ho detto che rimanevo qui a tutti i costi, avrei fatto di tutto per sopportare quello che ci sarebbe successo. Ci \u00e8 successo pi\u00f9 di quello che pensavo. La cosa che mi fa veramente star male \u00e8 che abbiamo un popolo meraviglioso e pensare che sar\u00e0 difficile dargli delle soddisfazioni in questo momento mi pesa un attimino. Il mercato non \u00e8 finito, pu\u00f2 darsi che la societ\u00e0 faccia altre cose\u00bb. <\/p>\n<p>Le altre cose, a quanto pare, rispondono al nome di Kenneth Taylor dell\u2019Ajax, forse il primo profilo veramente sarriano uscito in questi giorni e sbandierato ai quattro venti da Lotito nel corso della gi\u00e0 citata conferenza stampa: \u00abOgni giocatore che esce verr\u00e0 rimpiazzato. Se esce Guendouzi arriver\u00e0 Taylor, un numero 10 dell\u2019Ajax, \u00e8 gi\u00e0 certo. Ma non finisce qua. Sarri fa l\u2019allenatore, mica conosce tutti i giocatori, da che mondo \u00e8 mondo \u00e8 la societ\u00e0 a scegliere i giocatori, lui li deve allenare\u00bb.<\/p>\n<p>Lo scontro tra Sarri e Lotito scorre carsico sotto la stagione della Lazio e inevitabilmente le fa smottare il terreno al di sotto. Una vicenda che passa anche per le parole di Sarri dopo Inter-Lazio, in cui era arrivato addirittura a chiedere arbitri stranieri prima di essere smentito dalla sua stessa societ\u00e0 con un comunicato ufficiale: &#8220;La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che \u2013 come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito \u2013 il lavoro dell\u2019arbitro non ha in alcun modo influenzato l\u2019andamento della partita n\u00e9 il risultato finale&#8221;. La societ\u00e0 poi ci ha ripensato, arrivando al muro contro muro con la classe arbitrale ancora prima della partita contro la Fiorentina, con l\u2019invio di una PEC dopo la partita contro l&#8217;Udinese decisa da Davis all\u2019ultimo istante. <\/p>\n<p>Delle vicende arbitrali ci dimenticheremo presto, al contrario dei contrasti tra Sarri e Lotito, che come detto potrebbero portare alla fine dell&#8217;esperienza dell&#8217;allenatore toscano sulla panchina biancoceleste dopo nemmeno un anno. Quello che era stato uno slancio romantico rischia di diventare la metafora di un vortice che, attraversando sempre le stesse fasi, continua a trascinare la Lazio verso il basso. Di un clima senza speranza che inizia a diventare una devastante routine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando in curva Nord \u00e8 apparso lo striscione \u201cC\u2019mon guys\u201d prima di Lazio-Napoli persino il laziale meno attento&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":299799,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[176],"tags":[1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-299798","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-sport","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-sport","12":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=299798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/299799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=299798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=299798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=299798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}