{"id":29988,"date":"2025-08-05T16:15:14","date_gmt":"2025-08-05T16:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29988\/"},"modified":"2025-08-05T16:15:14","modified_gmt":"2025-08-05T16:15:14","slug":"a-tarzo-il-leone-di-legno-piu-grande-del-mondo-realizzato-dallartista-marco-martalar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/29988\/","title":{"rendered":"A Tarzo il Leone di legno pi\u00f9 grande del mondo, realizzato dall\u2019artista Marco Martalar"},"content":{"rendered":"<p>Una grande festa tra arte, natura e identit\u00e0 veneta ha segnato il sesto anniversario delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio Mondiale Unesco, celebrato marted\u00ec 5 agosto con l\u2019inaugurazione ufficiale del Leone Alato, monumentale scultura in legno firmata dall\u2019artista Marco Martalar. Alta oltre 7 metri e lunga 10, l\u2019opera \u2013 collocata fronte lago Revine a Tarzo, localit\u00e0 Fratta \u2013 \u00e8 gi\u00e0 entrata nella storia come il leone di legno pi\u00f9 grande del mondo. Un nuovo simbolo per il territorio, capace di intrecciare tradizione, memoria e visione contemporanea.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abIl Leone di Tarzo \u00e8 molto pi\u00f9 di un\u2019opera d\u2019arte \u2013 commenta il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia &#8211; \u00e8 un manifesto identitario che celebra la forza, la storia e la rinascita del nostro territorio. A sei anni dal riconoscimento UNESCO, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene si confermano uno straordinario laboratorio di cultura, paesaggio e creativit\u00e0 contemporanea, capace di unire tradizione e innovazione, radici e visione. Marco Martalar \u00e8 uno scultore veneto di grande talento, che ha saputo trasformare la ferita lasciata dalla tempesta Vaia in un messaggio di bellezza e speranza. Le sue sculture monumentali \u2013 realizzate con il legno degli alberi abbattuti \u2013 sono gi\u00e0 diventate simboli diffusi in tutto il Veneto e oltre: da Jesolo a Gallio, da Venezia a Padova, fino all\u2019Altopiano dei Sette Comuni. Oggi, con il Leone di Tarzo, dona al nostro paesaggio un\u2019opera che racconta la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 profonda, intrecciando arte, natura e comunit\u00e0. Ringrazio l\u2019Associazione per il Patrimonio delle Colline Unesco per questo progetto che coniuga valore culturale, impatto visivo e sostenibilit\u00e0, valorizzando materiali di recupero provenienti proprio da queste terre. Un\u2019opera che parla al mondo e che rende onore a un territorio che sa guardare avanti, senza mai dimenticare le sue radici\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/marina-montedoro-4.jpeg\" alt=\"Marina Montedoro-4\" title=\"Marina Montedoro-4\"\/><\/p>\n<p>Realizzato con materiali naturali recuperati dai boschi delle montagne venete abbattuti dalla tempesta Vaia e tralci di vite delle Colline \u2013 donati dall\u2019Azienda Rebuli di Valdobbiadene per comporre la scenografica criniera \u2013 il Leone rappresenta la forza e l\u2019orgoglio del territorio, evocando al contempo il legame storico tra le genti delle montagne, le colline e la laguna di Venezia. Simbolo della Serenissima, il leone diventa qui ponte tra passato e futuro, recuperando la memoria del trasporto del legname lungo i fiumi verso la citt\u00e0 lagunare e trasformandola in un messaggio artistico di rinascita e identit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abQuest\u2019opera, voluta dal Direttivo dell\u2019Associazione gi\u00e0 nel 2022 per il suo straordinario valore simbolico, e che l\u2019artista ha potuto realizzare nel 2025 visti i suoi numerosi impegni, \u00e8 un esempio di Land Art capace di dialogare con il paesaggio e con la nostra storia &#8211; commenta Marina Montedoro, presidente dell\u2019Associazione per il patrimonio delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Un approccio artistico che si inserisce nel solco di esperienze significative come quella di Arte Sella, dove la natura non \u00e8 solo sfondo, ma materia viva e ispirazione dell\u2019opera stessa. Il Leone di Marco Martalar affonda le sue radici nella storia del Veneto, richiama il simbolo della Serenissima e afferma il ruolo centrale delle nostre Colline, riconosciute sei anni fa come Patrimonio Mondiale dell\u2019Umanit\u00e0, oggi protagoniste non solo per la loro bellezza paesaggistica, ma anche per la loro capacit\u00e0 di ispirare cultura, visione e contemporaneit\u00e0. L\u2019opera si inserisce con grande armonia e rispetto nel contesto naturale del Lago di Tarzo, unico lago naturale nell\u2019Alta Marca, arricchendolo senza alterarlo e trasformandolo in uno spazio d\u2019arte pubblica e condivisa. Particolarmente significativo \u00e8 anche l\u2019uso di materiali di recupero e riciclo, tutti provenienti da questo stesso territorio: tralci di vite delle nostre colline, legno abbattuto dalla tempesta Vaia, frammenti naturali che, invece di essere destinati al macero, sono stati magistralmente trasformati da Marco in bellezza e memoria. \u00c8 una scelta artistica, ma anche etica, che parla di sostenibilit\u00e0, radicamento nel territorio e rinascita creativa. Crediamo che arte e cultura siano strumenti potenti per posare lo sguardo sulla natura in modo nuovo, la stessa natura che pu\u00f2 essere forza distruttiva, ma anche rigenerativa. Il Leone, simbolo del Veneto, si muove esattamente in questa direzione\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/20250805_125734.jpg\" alt=\"20250805_125734\" title=\"20250805_125734\"\/><\/p>\n<p>Il Leone si affianca ad altre celebri creazioni di Martalar, le cui opere nascono da un\u2019intensa relazione con la natura, grazie a una tecnica chiamata assemblage, che intreccia una struttura portante a centinaia di elementi lignei raccolti nei boschi, come il Cervo delle Dolomiti, l\u2019Aquila Vaia di Marcesina e la Custode dell\u2019Isola della Certosa a Venezia.<\/p>\n<p>\u00abSono ormai quattro mesi che lavoro qui a Tarzo, tra le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene \u2013 dichiara l\u2019artista Marco Martalar. In questo tempo ho imparato a conoscere il territorio non solo dal punto di vista paesaggistico, ma soprattutto umano. Ogni sera, dopo il lavoro, ho scoperto osterie, agriturismi, piccoli ristoranti, ognuno con la sua identit\u00e0 e i suoi sapori. Un\u2019esperienza che mi ha fatto sentire parte di questa terra. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 mi porto dentro \u00e8 il rapporto con la comunit\u00e0: con il passare dei giorni si \u00e8 creato un legame vero, un senso di amicizia e condivisione. Spero che il mio Leone sappia restituire almeno in parte ci\u00f2 che io ho ricevuto da questo luogo. Questa scultura nasce come riflessione sulla fragilit\u00e0 della natura, ma anche sulla sua capacit\u00e0 di rigenerarsi. Con i materiali di recupero usati, legno abbattuto dalla tempesta Vaia e tralci di vite delle colline destinati allo scarto, ho voluto raccontare come anche dalla distruzione possa emergere qualcosa di potente, simbolico, vivo. La forza del leone \u00e8 quella della natura stessa, che nonostante tutto, resiste, si adatta, e continua a generare bellezza\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/20250805_133210.jpg\" alt=\"20250805_133210\" title=\"20250805_133210\"\/><\/p>\n<p>\u00abQuesta opera \u2013 commenta il sindaco di Tarzo Gianangelo Bof &#8211; \u00e8 un dono prezioso per il nostro Comune, non solo per il valore artistico, ma per il forte significato simbolico che porta con s\u00e9. Siamo in un luogo speciale, tra gli unici laghi presenti sulle Colline, e crediamo che questa scultura possa davvero rappresentare la storia millenaria del nostro paesaggio. \u00c8 un progetto che parla di natura, memoria e futuro, realizzato con materiali ecocompatibili e di recupero, che si integrano perfettamente con l\u2019ambiente circostante. Ringrazio l\u2019Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, per aver scelto Tarzo come sede di questa installazione cos\u00ec significativa. In questi mesi abbiamo avuto modo di seguire da vicino il lavoro dell\u2019artista Marco Martalar: la sua capacit\u00e0 di interpretare lo spirito del luogo e di trasformarlo in arte \u00e8 stata sorprendente. Come comunit\u00e0 siamo orgogliosi di accogliere quest\u2019opera e chi l\u2019ha creata, e speriamo che Marco abbia sentito in Tarzo non solo uno spazio di lavoro, ma anche un territorio che lo ha accolto con calore e amicizia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A sei anni dal prestigioso riconoscimento Unesco, il territorio delle Colline del Prosecco si conferma luogo vivo, capace di coniugare paesaggio, cultura e creativit\u00e0 contemporanea. L\u2019inaugurazione del Leone ha attratto un folto pubblico di cittadini, turisti, operatori culturali e rappresentanti delle istituzioni, confermando il crescente interesse verso un\u2019offerta turistica che unisce bellezza naturale e contenuti di valore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una grande festa tra arte, natura e identit\u00e0 veneta ha segnato il sesto anniversario delle Colline del Prosecco&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":29989,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,16206,649,29509],"class_list":{"0":"post-29988","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-legno","20":"tag-leone","21":"tag-tarzo"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29988"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29988\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}