{"id":299881,"date":"2026-01-10T12:29:19","date_gmt":"2026-01-10T12:29:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299881\/"},"modified":"2026-01-10T12:29:19","modified_gmt":"2026-01-10T12:29:19","slug":"il-poeta-dei-fiori-su-tela-san-casciano-riscopre-il-suo-artista-tito-chelazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299881\/","title":{"rendered":"Il poeta dei fiori su tela: San Casciano riscopre il suo artista Tito Chelazzi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Michele Amedei*<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">San Casciano riscopre il suo artista Tito Chelazzi, tra i massimi interpreti della pittura floreale italiana della seconda met\u00e0 dell\u2019800. Tra i suoi estimatori anche la regina Margherita<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato a San Casciano nel 1834 e morto a Firenze nel 1892, <b>Tito Chelazzi \u00e8 considerato uno dei massimi interpreti della pittura floreale italiana<\/b> nella seconda met\u00e0 dell\u2019800. Le fonti lo descrivono come un giovane di bell\u2019aspetto, dalla barba bionda fluente e dagli occhi cerulei dolcissimi. Uomo taciturno e di straordinaria abilit\u00e0 pittorica, <b>Chelazzi seppe interpretare con una cifra stilistica del tutto personale rose, gigli, crisantemi e altri fiori <\/b>componendo dipinti che rielaboravano in chiave moderna la lezione dei maestri olandesi del  \u2018600, in sintonia con quella sensibilit\u00e0 pittorica che in Francia trovava espressione nelle opere di Henri Fantin-Latour (1836-1904). Chelazzi ora, insieme a Luigi e Giuseppe Bezzuoli, \u00e8 <b>riscoperto in una mostra al Museo Ghelli di San Casciano<\/b> dal titolo Con l\u2019occhio del botanico che indaga il tema del fiore nella cultura figurativa Toscana tra Otto e Novecento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La mostra <b>parte dalle opere di Luigi e Giuseppe Bezzuoli<\/b> ed un clima culturale che intreccia osservazione scientifica, gusto decorativo e ricerca pittorica. La Fondazione del Reale Museo di Fisica e Storia Naturale, nel 1775, per iniziativa di Pietro Leopoldo, aveva posto le basi di una cultura fondata sull\u2019esperienza e sull\u2019osservazione diretta del visibile in sintonia con una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 orientata, secondo Carlo del Bravo, a un \u00absenso di ordine, di convenienza, di gerarchia di valori\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In quel clima si form\u00f2 <b>Luigi Bazzuoli (1750-1820)<\/b>, pittore che negli anni Sessanta del Settecento era attivo come specialista \u00abdi prospettive di fiori\u00bb. I disegni presentati a San Casciano sono giunti agli attuali eredi per volont\u00e0 del<b> figlio di Luigi, Giuseppe (1784-1855)<\/b>, che nel corso degli anni mut\u00f2 il cognome in Bezzuoli e fu celebrato dai contemporanei come uno dei principali interpreti del Romanticismo pittorico italiano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Formatosi all\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze, Giuseppe mantenne vivo l\u2019interesse per la botanica ereditato dal padre anche dopo la morte di quest\u2019ultimo. In continuit\u00e0 con la tradizione figurativa di ascendenza seicentesca Bezzuoli seppe tradurre quella passione in pittura, disponendo vivaci bouquet floreali come perno compositivo di ritratti femminili di intime scene familiari, costruite secondo il gusto dei conversation pieces di origine anglosassone. Ne sono esempio<b> il ritratto di Maddalena Giuntini Guiducci<\/b> (olio su tela, 1847) e il gruppo della <b>Famiglia di Vincenzo Antinori<\/b> raffigurato davanti alla celebre ghiacciaia del Parco delle Cascine, allora luogo di ritrovo della societ\u00e0 (olio su tela, 1834).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sulla sua scia si pone, poi,<b> Tito Chelazzi<\/b> i cui dipinti avevano ispirato un recensore a scrivere sulle pagine della rivista L\u2019arte (12 settembre 1883): \u00abI fiori di Chelazzi non sono soltanto dei fiori bellissimi, dipinti alla perfezione, sono gli incidenti della vita di ogni giorno nella quale i fiori hanno la loro parte, ch\u2019Egli ricerca, vuol far palese. Ho sentito dire che ai fiori del Chelazzi manca una cosa, una cosa sola\u2026 il profumo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Noto anche per la partecipazione a battaglie risorgimentali<\/b>, come attesta un documento presente nella mostra, Chelazzi invi\u00f2 le sue opere a diverse mostre di orticoltura tra cui quella del 1877 a Firenze, e fu apprezzato da aristocratici e da membri delle case reali italiane, europee e russe di passaggio a Firenze, dove mantenne per molti anni il proprio studio a piazzale Donatello<b>. Tra i suoi estimatori figurano la regina Margherita (1851-1926) <\/b>che nel 1892 acquist\u00f2 due dipinti tuttora conservati al Quirinale, e Maria Pavlovna (1854-1920), moglie del granduca Vladimir Aleksandrovic Romanov (1847-1909), la quale secondo le fonti gli commission\u00f2 tre grandi specchi decorati con fiori probabilmente simili ad un esemplare esposto a San Casciano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La mostra di San Casciano, operazione culturale inedita, espone alcuni dei  suoi capolavori mai visti, provenienti da collezioni private, uscite dai salotti degli stessi sancascianesi che a lungo hanno amato e apprezzato il poeta dei fiori su tela.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intorno al 1892, la Casa editrice milanese Fratelli Treves avvi\u00f2 un ambizioso progetto editoriale dedicato alla raffigurazione delle diverse specie di fiori, articolato in quattro volumi, ciascuno ispirato ad una stagione dell\u2019anno. All\u2019iniziativa presero parte il messinese Pietro Gori (1865-1911), poeta e scrittore, e il fiorentino Angiolo Pucci (1851-1934), orticoltore e divulgatore dell\u2019arte del giardinaggio, figura di rilievo della Societ\u00e0 Toscana di Orticultura. Per la realizzazione delle tavole illustrate Gori volle Tito Chelazzi, definito nella prefazione al primo volume I fiori di primavera (1892), <b>\u00abil primo fiorista che vanti adesso l\u2019Italia\u00bb.<\/b> In quelle pagine si legge che l\u2019artista \u00abha trasfuso col magico suo pennello [\u2026] la vivacit\u00e0, la grazia, il mirabile colorito di quei fiori [\u2026] che hanno posato, profumati e freschi, ad uno ad uno dinanzi a lui, l\u00e0 nella quiete del suo studio\u00bb. L\u2019artista sancascianese, scomparso nel 1892, riusc\u00ec a completare solo i primi tre volumi, Primavera &#8211; Estate &#8211; Autunno, mentre la decorazione dell\u2019ultimo, dedicato all\u2019inverno, fu affidato ad Arnaldo Ferraguti (1862-1925).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">* Storico dell\u2019arte,<\/p>\n<p>curatore della mostra<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/corrierefiorentino.corriere.it\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_fior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Firenze<\/a><br \/>\n            <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=45&amp;intcmp=NL-artic_nd_050624_corriere_ss_fior\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere Fiorentino<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-08T20:41:33+01:00\">9 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Michele Amedei* San Casciano riscopre il suo artista Tito Chelazzi, tra i massimi interpreti della pittura floreale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":299882,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[7467,1615,1613,1614,2852,175987,175988,1611,1610,175985,39814,175989,175990,175982,8840,1644,24276,10378,1612,11195,5115,203,175991,175992,7626,175993,175994,2266,175995,175996,175997,827,276,175998,66910,31261,6402,12473,175999,176000,204,11204,1537,90,4945,176001,176002,89,10096,175986,176003,176004,20582,77556,176005,176006,3334,632,3943,731,8558,16756,12115,532,130489,1359,14645,175983,175984],"class_list":{"0":"post-299881","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-apprezzato","9":"tag-arte","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-artista","13":"tag-artista-tito","14":"tag-artista-tito-chelazzi","15":"tag-arts","16":"tag-arts-and-design","17":"tag-bezzuoli","18":"tag-casciano","19":"tag-casciano-riscopre","20":"tag-casciano-riscopre-artista","21":"tag-chelazzi","22":"tag-clima","23":"tag-cultura","24":"tag-culturale","25":"tag-dedicato","26":"tag-design","27":"tag-dipinti","28":"tag-diverse","29":"tag-entertainment","30":"tag-estimatori","31":"tag-figurativa","32":"tag-fiori","33":"tag-fiori-chelazzi","34":"tag-fiori-tela","35":"tag-firenze","36":"tag-floreale","37":"tag-floreale-italiana","38":"tag-floreale-italiana-seconda","39":"tag-fonti","40":"tag-giuseppe","41":"tag-giuseppe-bezzuoli","42":"tag-gori","43":"tag-gusto","44":"tag-iniziativa","45":"tag-interpreti","46":"tag-interpreti-pittura","47":"tag-interpreti-pittura-floreale","48":"tag-intrattenimento","49":"tag-ispirato","50":"tag-it","51":"tag-italia","52":"tag-italiana","53":"tag-italiana-seconda","54":"tag-italiana-seconda-meta","55":"tag-italy","56":"tag-luigi","57":"tag-luigi-giuseppe","58":"tag-luigi-giuseppe-bezzuoli","59":"tag-mantenne","60":"tag-margherita","61":"tag-massimi","62":"tag-massimi-interpreti","63":"tag-massimi-interpreti-pittura","64":"tag-meta","65":"tag-mostra","66":"tag-museo","67":"tag-opere","68":"tag-pittorica","69":"tag-pittura","70":"tag-poeta","71":"tag-san","72":"tag-san-casciano","73":"tag-societa","74":"tag-tela","75":"tag-tito","76":"tag-tito-chelazzi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299881","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=299881"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/299881\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/299882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=299881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=299881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=299881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}