{"id":299943,"date":"2026-01-10T13:25:12","date_gmt":"2026-01-10T13:25:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299943\/"},"modified":"2026-01-10T13:25:12","modified_gmt":"2026-01-10T13:25:12","slug":"la-tv-e-ferma-a-garlasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/299943\/","title":{"rendered":"La tv \u00e8 ferma a Garlasco"},"content":{"rendered":"<p>\n                    di<br \/>\n                        Marcello Veneziani<\/p>\n<p>                    10 Gennaio 2026\n                <\/p>\n<p>Appena sento la parola Garlasco cambio canale. Per mesi interi la tv si \u00e8 avvitata su un tema e un delitto e su tutte le sue sfumature, indizi, pieghe, chiacchiere e distinguo, come se fosse la chiave di tutti gli avvenimenti e i misteri, della vita e della morte, della giustizia e della miseria umana. Naturalmente <strong>Garlasco<\/strong> \u00e8 solo un esempio di cronaca diventata cronica, perch\u00e9 si ripete all\u2019infinito. Lo stesso successe per anni con Avetrana o con Cogne, solo per citare un paio di precedenti geo-maniacali. La tregua di questi ultimi giorni \u00e8 dovuta all\u2019irrompere di altri tragici fatti di cronaca, come la strage di Crans-Montana. Ci sono paesi, a volte sconosciuti, che nel loro piccolo diventano capitali dell\u2019orrore, macabre localit\u00e0 rituali dove si ritiene che il Demonio faccia il sindaco. Ci sono poveri diavoli che vengono elevati a rappresentazione cosmica del Male, e invece sono solo dei poveracci, anche se assassini, meritevoli di carcere e di oblio. A volte compiono quaranta, cinquant\u2019anni alcuni delitti che riaffiorano ciclicamente come se fossero tappe storiche: Emanuela Orlandi o Simonetta Cesaroni, immagini che rivediamo da quando eravamo ragazzi. Si aspettano gli anniversari di certi fatti di cronaca per riparlarne ancora e si pescano per la ricorrenza nuovi particolari per montare il solito teatrino annunciando svolte e colpi di scena nelle indagini. Ci campano programmi tv, si eccitano visibilmente alcuni conduttori o quantomeno fingono per eccitare a loro volta i loro narco-spettatori; arrivano i soliti psico-esperti, sfilano i testimoni e gli avvocati, fanno tappezzeria i guardoni a tempo indeterminato. Ma c\u2019\u00e8 gente che li vede quei polpettoni riscaldati, che ancora vede e rivede quelle ossessioni monomaniacali di cronaca, che non ha di meglio da fare, da vedere, da sentire che piccole variazioni intorno allo stesso tema? Evidentemente si, altrimenti non si farebbero. Dai, dicono i normalizzatori, succedeva pure con i cantastorie nelle piazze d\u2019una volta, non \u00e8 una novit\u00e0, raccontavano sempre gli stessi delitti e la gente accorreva. Sar\u00e0. Quei programmi li vede passivamente, assiste come si assiste a una messa, un rito collettivo e consuetudinario, salvo una minoranza pi\u00f9 accanita e morbosa; c\u2019\u00e8 chi ama la ripetizione, d\u00e0 sicurezza e la sensazione di essere gi\u00e0 informati sull\u2019argomento; c\u2019\u00e8 familiarit\u00e0 con la routine criminale. Eppure ogni giorno la vita sforna nuovi mostri e nuovi delitti, freschi di sangue, ma solo pochissimi diventano saghe, cerimonie rituali, tormentoni, gli altri no, passano inosservati; ce ne sarebbero a centinaia, di cruenti e ben contorti, ci sarebbe l\u2019imbarazzo della scelta e la variet\u00e0 fantasiosa delle tipologie criminali. Perch\u00e9 questi corsi intensivi solo su uno, due, tre casi? Cosa li rende Racconto Collettivo, pantomima nazionale, cos\u2019hanno di pi\u00f9 e di peggio di tanti altri efferati assassini, a volte spettacolari, con retroscena romanzeschi e intrecci ben pi\u00f9 gustosi?<br \/><strong>La politica annoia, e vi capisco<\/strong>; ma se il rimedio \u00e8 Garlasco o roba simile, siete messi male, scendete perfino al di sotto del teatrino politico. Ma tuffatevi in un bel programma storico, per esempio, non dico culturale che \u00e8 per pochi e neanche ce ne sono; vedete i documentari sugli animali o sui luoghi esotici, a volte persino gli insetti sono pi\u00f9 avvincenti del solito copione di cronaca nera. Andate sui film o sullo sport. Meglio sarebbe decidere di spegnere la tv e leggere qualcosa, ascoltare, vedere altro; e quando \u00e8 possibile uscire, incontrare, visitare qualcuno, ultimare quel lavoretto a lungo rinviato, fare esercizi ginnici, cucire. Giocate col cane, o col gatto. Se tutto questo vi \u00e8 impossibile, almeno variate il men\u00f9, cercate la novit\u00e0 e non ingarlaschitevi pure voi. Altra iattura sono i programmi di cucina che ingrassano le menti senza deliziare i palati; troppi teorici di gastronomia, pochi pratici. Ci sono poi programmi all\u2019insaputa del pubblico che fanno meno ascolti delle pecorelle degli intervalli tv di un tempo, che almeno avevano una funzione rilassante, se non lassativa. Quei programmi sarebbero da studiare per capire il segreto del loro insuccesso. Andrebbero visti per una missione umanitaria, curarsi dei programmi pi\u00f9 sfortunati, soccorrere evangelicamente la pecorella smarrita, scappata dai vecchi intervalli\u2026<br \/>Vedere la tv per me significa esercitare l\u2019arte rapida dello slalom: cambio canale appena appare quel cerchio di persone intorno ai pacchi che agita le mani e vive una convulsione collettiva; o quando sento la sigla mortifera di alcuni programmi ormai insopportabili per lungodegenza; o quando appaiono quelle facce da divano per spot ripetitivi; autentici stalker del sof\u00e0, che andrebbero denunciati per molestie reiterate, come altri onnipresenti spot. Poi ci sono le facce ormai insopportabili da talk show, gli ospiti fissi, le compagnie di giro, sai gi\u00e0 sai cosa diranno e come, le conduttrici che portano sempre l\u00ec, allo stesso punto, parli dello Yeti o del terremoto nelle Filippine e loro riconducono la colpa a Giorgia Meloni\u2026 Ormai non solo le loro labbra sono finte, anche le parole che vi escono non hanno alcuna attinenza con la realt\u00e0. Sgomma via\u2026<br \/>La tv suscita un virtuoso esercizio di fuga, slalom e zapping continuo; l\u2019unica salvezza \u00e8 un film, a patto che non ci siano i soliti quattro ingredienti woke \u2013 migranti e neri, donne abusate e femministe, omosex e omofobi, e se film storici, i soliti cattivi, i turpi nazifascisti. Dopo alcuni tentativi di fuga, di solito mi arrendo ma non nel senso che accetto quel che passa il pessimo convento ma cambio stanza se sono in compagnia o spengo la tv; passo a leggere, a pensare, ad ascoltare, a fare altro. E sono grato alla tv perch\u00e9 stimola il desiderio di evaderla, aguzza l\u2019ingegno di trovare alternative migliori; pi\u00f9 \u00e8 ripetitiva, molesta, miserabile e pi\u00f9 suscita reazioni virtuose e perfino creative, ci rende pi\u00f9 laboriosi, mossi dall\u2019ardente desiderio di sfuggire al castigo televisivo. Questa \u00e8 la vera funzione culturale, catartica, educativa, pedagogica della tv: a vederla ti spinge a fare altro; attiva facolt\u00e0 altrimenti atrofizzate, ti fa riscoprire relazioni e mansioni altrimenti dimenticate. Naturalmente devi avere dentro di te un residuo spirito critico, una minima capacit\u00e0 reattiva e intellettiva, altrimenti vieni fagocitato o ipnotizzato da qualunque tele-minchiata. <br \/>Un tempo la tv era considerata il focolare domestico, oggi pi\u00f9 semplicemente \u00e8 la brace dell\u2019istupidimento collettivo; fa pendant con la padella, che \u00e8 l\u2019i-pad, o lo smartphone, che si contende con la tv il ruolo di fabbrica per il peggioramento della specie umana. Ma anche quella, a saperla usare, sarebbe perfino preziosa\u2026Un tempo Pasolini esortava a spegnere la tv, ma oggi se lo fai vuol dire che ti consegni definitivamente al concorrente tascabile, all\u2019i-phone. Non suggerisco, perci\u00f2, di spegnere nulla ma di \u201cassumere\u201d tutto per poco e ben filtrato, selezionando il menu in una dieta bilanciata, valorizzando le alternative. Parola d\u2019ordine: non Garlasco pi\u00f9.<\/p>\n<p>La Verit\u00e0 \u2013 9 gennaio 2026<\/p>\n<p>Condividi questo articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marcello Veneziani 10 Gennaio 2026 Appena sento la parola Garlasco cambio canale. 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