{"id":300068,"date":"2026-01-10T15:06:11","date_gmt":"2026-01-10T15:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300068\/"},"modified":"2026-01-10T15:06:11","modified_gmt":"2026-01-10T15:06:11","slug":"sfruttare-ogni-occasione-con-il-sogno-giro-quante-lacrime-lanno-scorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300068\/","title":{"rendered":"\u00abSFRUTTARE OGNI OCCASIONE, CON IL SOGNO GIRO. QUANTE LACRIME L\u2019ANNO SCORSO\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Dopo Giulio Pellizzari, <strong>Alessandro Pinarello<\/strong> \u00e8 il secondo corridore del \u201cprogetto giovani\u201d della Bardiani a fare il salto nel WorldTour. Il trevigiano di Giavera del Montello lo sapeva gi\u00e0 da pi\u00f9 di un anno, dal momento che con la <strong>NSN Cycling Team,<\/strong> ex Israel, era promesso sposo gi\u00e0 dal 2024. La sua \u00e8 stata una crescita graduale e costante perch\u00e9, anche se ufficialmente ha saltato a pi\u00e8 pari la categoria U23, in realt\u00e0 con la famiglia Reverberi ha corso per i primi 2 anni e mezzo pi\u00f9 con gli under che con i professionisti.\n            <\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata la scelta giusta, non mi sono mai pentito di aver firmato con la Bardiani e a distanza di 4 anni <strong>prenderei la stessa decisione<\/strong> &#8211; racconta Pinarello -. La mia parabola e quella di Giulio Pellizzari credo confermino che quel tipo di percorso \u00e8 valido, si pu\u00f2 arrivare nel WorldTour con una crescita graduale anno dopo anno (<a href=\"https:\/\/www.tuttobiciweb.it\/article\/2025\/12\/15\/1765823721\/podcast-blablabike-reverberi-bardiani-csf-7-saber-uci-professional-under-23-turconi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">anche se le nuove regole UCI, di fatto, mettono fine al progetto originale della Bardiani, ndr<\/a>)\u00bb.\n            <\/p>\n<p>\u00abIl 2024 \u00e8 stata finora la mia stagione migliore (ha vinto il Palio del Recioto, 2\u00b0 al Trofeo Piva e 4\u00b0 al Belvedere, ndr) e non \u00e8 un caso che con la NSN abbia firmato proprio in quell\u2019anno. Anche l\u2019ultima parte del 2025, comunque, mi ha soddisfatto (4\u00b0 al Giro della Toscana, 6\u00b0 al Giro della Romagna, ndr), soprattutto perch\u00e9 tornavo da un infortunio che mi ha fatto soffrire\u00bb.<\/p>\n<p>La frattura dello scafoide rimediata al Giro d\u2019Italia, nella tappa di Matera, dopo appena 5 giorni. La sua prima Corsa Rosa, purtroppo per lui, rappresenta pi\u00f9 che altro un brutto ricordo. \u00ab<strong>Ero disperato<\/strong>, ancora adesso a parlarne mi viene da piangere &#8211; ammette ancora Alessandro -. Chi mi ha visto in treno mentre tornavo a casa da Napoli dopo la caduta credo abbia pensato \u201cquesto non sta bene\u201d, perch\u00e9 ero davvero triste e amareggiato. \u00c8 stato il primo grosso infortunio della mia carriera e devo ammettere che non l\u2019ho vissuto benissimo. Sono stato a casa una settimana con lo scafoide rotto, in attesa dell\u2019operazione, poi mi son dovuto abituare a fare i rulli in piena estate due volte al giorno, riabilitazione e quant\u2019altro. \u00c8 stato pesante, ma ne \u00e8 valsa la pena visto che poi sono tornato molto bene\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Da qualche settimana, per\u00f2, si \u00e8 immerso nel mondo dei grandi, quello del WorldTour. Fino a fine gennaio \u00e8 in ritiro in altura sul Teide: \u00ab\u00c8 tutto pi\u00f9 grande. Il primo approccio con la NSN \u00e8 stato un po\u2019 spiazzante perch\u00e9 non ero abituato ad aver intorno tutti questi corridori e staff. In pi\u00f9 conoscevo solo Marco Frigo e Simon Clarke da prima, quindi \u00e8 stato veramente un salto nell\u2019ignoto, senza contare che devo abituarmi a comunicare in inglese. Gi\u00e0 ora sul Teide siamo solo in 14 e una decina di persone di staff e mi sento pi\u00f9 a mio agio. Ma so che \u00e8 solo questione di abitudine, pian piano mi abituer\u00f2 anche alla grandezza di questa struttura. In termine di preparazione, invece, sto facendo pi\u00f9 ore rispetto allo scorso anno, con anche lavori pi\u00f9 duri e lunghi, sia in termini di dislivello che di wattaggio, e anche l\u2019approccio con la palestra \u00e8 cambiato\u00bb.<\/p>\n<p>Per il suo esordio ufficiale coi nuovi colori (\u00abMi piace molto la maglia, \u00e8 diversa dalle altre, un po\u2019 ignorante\u2026 (ride, ndr)\u00bb) dovr\u00e0 per\u00f2 attendere ancora un mesetto. Dopo il Teide lo attende una settimana a casa e poi un\u2019altra a Maiorca, per rifinire il colpo di pedale. \u00abLa squadra non mi mette pressione, ma a me stesso chiedo di essere pronto a sfruttare qualsiasi occasione si presenti. Partir\u00f2 dalla <strong>Figueira Classic<\/strong> e dalla <strong>Volta ao Algarve<\/strong>, dopodich\u00e9 far\u00f2 il <strong>Trofeo Laigueglia<\/strong>, corsa che mi piace molto, <strong>Strade Bianche<\/strong> e <strong>Tirreno Adriatico<\/strong>. Poi <strong>spero di guadagnarmi la convocazione al Giro<\/strong>, ho voglia di togliermi il ricordo dello scorso anno\u00bb.<\/p>\n<p>Naturalmente gli ultimi mesi della squadra sono stati piuttosto travagliati. Di fatto, la Israel non \u00e8 riuscita a concludere la stagione 2025 e per Pinarello, che aveva firmato con loro l\u2019anno prima, non \u00e8 stato piacevole seguire da cos\u00ec vicino e da diretto interessato tutta la vicenda che ha portato al cambio di identit\u00e0. \u00abI mesi di agosto e settembre sono stati effettivamente complicati, qualche incertezza mi \u00e8 venuta, ma il general manager Kjell Carlstr\u00f6m \u00e8 stato bravissimo a tenerci tutti tranquilli e garantirci che la squadra ci sarebbe stata anche nel 2026. A dicembre, durante il primo ritiro, ci ha fatti un bel discorso che ci ha caricato, ho visto tutti sereni e motivati, pronti a ripartire. \u00c8 un nuovo inizio, per loro e per me\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo Giulio Pellizzari, Alessandro Pinarello \u00e8 il secondo corridore del \u201cprogetto giovani\u201d della Bardiani a fare il salto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":300069,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,32871,176119,1537,90,89,139263,245,244],"class_list":{"0":"post-300068","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-giro-italia","11":"tag-intervista-alessandro-pinarello","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-nsn","16":"tag-sport","17":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115871428351958614","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300068"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300068\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}