{"id":300086,"date":"2026-01-10T15:20:13","date_gmt":"2026-01-10T15:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300086\/"},"modified":"2026-01-10T15:20:13","modified_gmt":"2026-01-10T15:20:13","slug":"rivoluzione-gmail-mai-piu-email-da-yahoo-e-outlook-cosa-cambia-per-gli-utenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/300086\/","title":{"rendered":"Rivoluzione Gmail: mai pi\u00f9 email da Yahoo e Outlook. Cosa cambia per gli utenti"},"content":{"rendered":"<p>Rivoluzione in atto in casa Google: a partire da gennaio 2026, infatti, il colosso di Mountain View cesser\u00e0 di fornire il proprio supporto ad alcune funzionalit\u00e0 storiche di <strong>Gmail <\/strong>relative alla gestione di account di terze parti.<\/p>\n<p>L&#8217;azienda ha infatti deciso di impedire agli utenti di importare email da altri provider come Outlook o Yahoo tramite il protocollo <strong>POP3<\/strong> nell&#8217;interfaccia web. Non sar\u00e0 quindi pi\u00f9 possibile utilizzare Gmail come una sorta di &#8220;hub&#8221; centrale per scaricare e gestire messaggi da account esterni via POP. Oltre ci\u00f2 \u00e8 arrivato anche l&#8217;addio a <strong>Gmailify<\/strong>, servizio nato nel 2016 che permetteva di usare le funzionalit\u00e0 di Gmail, come protezione spam, categorie e notifiche, anche per account email di terze parti direttamente nell&#8217;interfaccia del servizio di posta elettronica di Google, pur mantenendo il proprio indirizzo originale. Chiunque voglia beneficiare delle varie funzionalit\u00e0 che Gmail mette a disposizione dei propri utenti, quindi, lo potr\u00e0 fare esclusivamente in modo diretto.<\/p>\n<p>La decisione, che ha ovviamente scatenato le proteste di quanti finora avevano continuato a utilizzare queste funzioni messe a disposizione da Google, non \u00e8 stata motivata ancora in via ufficiale. \u00c8 probabile tuttavia che alla base di una scelta del genere vi siano innanzitutto delle questioni di <strong>sicurezza<\/strong>: il protocollo POP3 non \u00e8 solo datato, ma trasmette sia il nome utente che le password in testo chiaro e non crittografato, rendendolo estremamente vulnerabile ad attacchi di intercettazione dei pacchetti all&#8217;interno di una rete locale o durante la navigazionesul web.<\/p>\n<p>Per gli account esterni, quindi, non saranno pi\u00f9 disponibili le funzioni di protezione antispam, l&#8217;organizzazione in categorie tematiche, le notifiche avanzate e le opzioni di ricerca avanzate, ma ci\u00f2 non significa comunque che dall&#8217;app di Gmail spariranno di punto in bianco le email di terze parti. Sar\u00e0 ancora possibile aggiungere account di terze parti nell&#8217;<strong>app Gmail<\/strong> per mobile, sia Android che iOS, utilizzando il protocollo IMAP standard, pur perdendo tutte le funzioni sopra elencate. La differenza chiave \u00e8 che IMAP gestisce la posta sul server, in stile cloud, mentre POP3 la sposta localmente. Coi cambiamenti messi in atto nel 2026 l&#8217;utente non potr\u00e0 inoltre pi\u00f9 leggere e gestire le email di account esterni mediante la versione web di Gmail, ma ci\u00f2 rester\u00e0 appannaggio esclusivamente di coloro i quali utilizzano la app mobile.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile aggirare la stretta del colosso di Mountain View? Una soluzione disponibile \u00e8 quella dell'&#8221;inoltro automatico&#8221;, configurando il <strong>forwarding <\/strong>direttamente dalle impostazioni dell&#8217;altro provider verso il proprio indirizzo Gmail: non \u00e8 una via particolarmente comoda ma si pu\u00f2 percorrere.\n<\/p>\n<p> Nessun problema, invece, per quanti decidono di aprire il portafoglio e pagare: con <strong>Google Workspace<\/strong> sono a disposizione funzionalit\u00e0 di migrazione dati che consentono di spostare senza difficolt\u00e0 grandi quantit\u00e0 di contenuti, (email, calendari, contatti, file) da altri provider.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rivoluzione in atto in casa Google: a partire da gennaio 2026, infatti, il colosso di Mountain View cesser\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":300087,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[55079,682,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-300086","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-gmail","9":"tag-google","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-science","14":"tag-science-and-technology","15":"tag-scienceandtechnology","16":"tag-scienza","17":"tag-scienza-e-tecnologia","18":"tag-scienzaetecnologia","19":"tag-technology","20":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115871483540973555","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=300086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/300086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/300087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=300086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=300086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=300086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}